Auto cinesi si affacciano: la bresciana EMC “hub” di distribuzione

di Luca Talotta

Auto cinesi, ancora. Un altro brand che sbarca in Europa, cercando di ritagliarsi una fetta di quel mercato ormai sempre più frazionato e inflazionato. L’ultima, non in ordine cronologico, è Eurasia Motor Company che a fine 2023 proporrà anche la versione elettrica del Suv Wave 3, presentato presso le Cantine Berlucchi in Franciacorta.

Eurasia Motor Company, con sede a Palazzolo sull’Oglio (Brescia), è la società importatrice per conto di Great Wall Company, azienda cinese che da tempo ha deciso di entrare nel mercato europeo con i suoi prodotti elettrici e non solo, tra i quali anche quelli a marchio Haval e, prossimamente, Coffee 01 e Ora Cat.

Eurasia Motor Company si presenta ora sul mercato europeo come marchio e un suo primo modello, Wave 3, Suv definito “All purpose”, versatile e multifunzionale: «Siamo qui a presentare un marchio esclusivo, EMC, che si lancia sul mercato italiano – le parole di Federico Daffi, amministratore delegato di Eurasia Motor Company -; siamo operativi dal 2005, come importatori dalla Cina; abbiamo già portato in Italia il marchio Great Wall e Haval”.

E aggiunge: “Abbiamo deciso di intraprendere la strada di diventare produttori, con il sogno di poterci espandere in Europa dopo il mercato italiano. L’azienda che produce Wave 3 si chiama Yibin KAIYI, i cui principali azionisti sono lo Stato e Chery Automobile con le sue tecnologie. Essendo nata recentemente, dal punto di vista tecnologico è molto avanzata. In Cina esiste già Wave 3 in versione completamente elettrica, ma per le lungaggini legate all’omologazione abbiamo deciso di introdurre sul mercato italiano quella con motore endotermico. L’obiettivo di vendite, per il momento, è di 1.500 vetture l’anno».

La nuova EMC Wave 3 è un Suv per la famiglia, con cambio manuale e automatico, un computer di bordo, fari Led e l’antifurto, tutto di serie. Il prodotto finito è disponibile a 22mila euro. “Per ora il modello è unico, ma disponibile in due versioni – conclude Daffi – entrambe con un motore 1.5 di cilindrata e impianto GPL realizzato dalla piemontese BRC. La prima ha il cambio manuale, la seconda quello automatico, un motore turbo da 247 cavalli e viene venduta a 24.400 euro. È un’auto familiare, spaziosa nelle dimensioni, che risponde bene alle esigenze di tutti. Sul mercato, oggi, i nostri concorrenti sono Dacia Sandero e DR 5.0». E la versione elettrica? “Sarà sempre sulla piattaforma della Wave 3 e arriverà alla fine dell’anno prossimo; il prezzo? A oggi finita, in Cina, costa circa 22.000 dollari. E’ pensabile che in Europa possa arrivare con un listino tra i 30 e i 35mila euro”.

Hlpy (assistenza stradale 2.0): ora lo sviluppo internazionale

 

Hlpy, startup che sta ridisegnando il mondo dell’assistenza stradale annuncia l’ingresso di Stefano Sarti per avviare lo sviluppo internazionale affiancando i founder Valerio Chiaronzi, Graziano Cavallo ed Enrico Noseda. L’ingresso di Sarti sarà funzionale alla strategia di internazionalizzazione e alla progressiva entrata di hlpy nei principali mercati europei e non solo. Sarti che assumerà l’incarico a partire da agosto, lascia ARC Europ Group il più grande gruppo di assistenza stradale in Europa, di cui ha ricoperto il ruolo di Managing Director, e approda in hlpy. Master in Business ed Economia nelle Università di Torino e Aix-en-Provence e oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’Automotive e dell’assistenza automobilistica internazionale, ha cominciato la sua carriera in Fiat per poi assumere diversi incarichi internazionali, prima in Targa Service e, in seguito, in Europ Assistance, dove ha dato vita all’International Automotive Division e, successivamente avviato la sede turca della compagnia assicurativa.

 

“Siamo molto lieti di dare il benvenuto a Stefano, persona con la quale abbiamo già condiviso esperienze professionali in passato e di cui ho sempre apprezzato la grande conoscenza del settore, lo spirito imprenditoriale e la grande energia. Caratteristiche queste determinanti per avviare una rapida crescita del nostro modello a livello internazionale già a partire da fine 2022. L’ingresso di Stefano in hlpy conferma la grande attrattività del nostro modello e la concreta possibilità di rivoluzionare davvero l’industria della mobility. Stiamo innovando il mercato non solo rivedendo radicalmente paradigmi e processi, grazie all’ausilio delle più moderne tecnologie digitali, ma anche lanciando servizi innovativi e di frontiera che siamo convinti di poter diffondere a livello internazionale”, ha spiegato Valerio Chiaronzi, founder e Ceo di hlpy.

 

“Per troppo tempo il settore dell’assistenza automobilistica è stato impermeabile ai processi di trasformazione digitale – ha affermato Stefano Sarti, neo Managing Director international & Equity Partner -, hlpy in pochissimo tempo ha dimostrato concretamente di poter essere il vero challenger dell’intera industry, grazie ad un approccio nativamente digitale e proponendo soluzioni innovative per superare i limiti che il mercato ha storicamente manifestato. La piattaforma di hlpy offre benefici a tutta la filiera dell’assistenza stradale e della mobility in generale, dal business partner al cliente finale, passando per il network di soccorso, con impatti sull’efficienza e la soddisfazione dell’utente, con la riduzione dei costi operativi e di gestione del servizio e aprendo nuovi potenziali opportunità di mercato. Sono estremamente contento di ritornare a vestire i panni dell’imprenditore ed estremamente entusiasta di intraprendere questa nuova avventura con un gruppo di persone che stimo molto, apportando il mio personale bagaglio di competenze e conoscenze del settore”,

 

Il mercato dell’assistenza stradale a livello globale ha un valore di circa 25 miliardi di euro frutto di servizi di assistenza a circa 1,4 miliardi di veicoli. L’industry dell’assistenza si trova a raccogliere ed interpretare le nuove sfide legate all’elettrificazione dei veicoli, all’evoluzione della diagnostica ed alle nuove forme di mobilità.

Fondata a maggio 2020 e operativa dal 1° febbraio 2021, hlpy può contare su una piattaforma proprietaria che sfrutta intelligenza artificiale e machine learning per superare limiti e inefficienze del settore. Sono oltre 3.000 i mezzi di soccorso, 2.400 i driver/meccanici e oltre 660 i centri di assistenza sparsi in tutta Italia che hanno deciso di utilizzare la tecnologia hlpy che è l’unico player ad aver integrato front-end, clienti, piattaforma operativa e rete di soccorso in modalità “nativamente” digitale.

 

La startup hlpy nasce a Milano a maggio 2020 con l’obiettivo di reinventare l’assistenza stradale. Grazie alla sua piattaforma digitale innovativa hlpy punta a creare valore per compagnie assicurative, case automobilistiche, società di noleggio, operatori del soccorso e, soprattutto, a rendere più affidabile e sicuro il servizio per gli utenti finali.

Metalmeccanici: 70.000 occupati a rischio, 32.000 nell’automotive

Se il settore metalmeccanico mostra complessivamente una robusta resilienza alla crisi economica in corso, alcuni settori, quelli più energivori, essenzialmente auto ma anche elettrodomestico e siderurgia, segnano invece, nei primi 6 mesi del 2022, una evidente situazione di sofferenza: sono infatti passati a 70.867 i lavoratori a rischio, coinvolti in situazioni di crisi, tra Cig e avvio di procedure di licenziamento: erano 54.712 al 31 dicembre scorso, ora sono 16.155 in più, 32 mila solo nel settore automotive.

 

A presentare la fotografia di un’industria meccanica che sembra avere assorbito meglio del previsto gli shock sulle materie prime e l’aumento dei costi energetici causati dal conflitto in Ucraina, ma che denuncia “crepe e difficoltà crescenti in particolari ma importanti filiere produttive”, è un Rapporto del sindacato Fim Cisl guidato da Roberto Benaglia. Una radiografia quasi millimetrica dello stato di salute dell’industria meccanica che registra circa 170 vertenze regionali e stima 7.461 posti di lavoro a rischio causa crisi finanziarie; 2.194 posti ‘travolti’ da processi di delocalizzazione; 3.450 legati all’impatto della guerra Russia-Ucraina; oltre 34mila per effetto delle crisi di settore in corso; 3.597 posti che ballano causa crisi dell’indotto e circa 9.313 quelli legati agli effetti sulle aziende della crisi di materie prime.

 

Le attuali difficoltà dell’economia globale per effetto della guerra in Ucraina, precedute solo di poco da quelle legate alla pandemia, hanno dunque moltiplicato il costo dell’energia incidendo maggiormente su quei settori a più alto utilizzo: “Tutti fattori che insieme stanno compromettendo la ripresa di settori strategici, come quelli dell’elettrodomestico, della siderurgia e dell’automotive, mettendo in crisi molte piccole e medie imprese legate all’indotto“, annota la Fim che relativamente all’automotive ricorda come pesi “l’estrema debolezza nelle vendite di auto, disorientata anche dalla scelta dell’Ue nel mese di giugno di fermare la produzione dei motori endotermici nel 2035 in tutt’Europa, nonché l’andamento a singhiozzo nella fornitura di semiconduttori”.

 

Da qui, prosegue il sindacato, una serie di crisi conclamate nonché di fermi produttivi nei principali stabilimenti del Gruppo Stellantis (Melfi, Cassino, Pomigliano, Sevel) e conseguentemente dell’indotto, con un aumento della richiesta ammortizzatori sociali.

 

Io, soldato della scienza: tornerò al mio lavoro

di Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica
(da “La ripartenza” con Nicola Porro)

 

Il Consiglio dei ministri è il punto massimo della democrazia del Paese. Io sono un soldato della scienza, c’è un tempo per tutti e per un tecnico è particolarmente breve. Non sono assolutamente innamorato della politica. Il Paese mi ha dato molto, ho restituito qualcosa nei limiti che potevo e poi torno a fare il mio lavoro.

 

Finito questo ruolo istituzionale, torno fare quello che facevo. Il mio modo di vedere i problemi è troppo cartesiano per la politica. I tecnici servono per la progettazione. Il PNRR sta andando molto bene, ci sono tutti i presupposti perché che le cose possano continuare e funzionare.