di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
Il piano sull’automotive europea presentato il 5 marzo da Ursula Von der Leyen è l’ennesimo treno del realismo perso, l’illusione di poter ancora amministrare il progresso con direttive e burocrazia mentre il mondo avanza senza aspettare. Si parla di innovazione mentre si soffoca l’iniziativa, di mobilità pulita mentre si distrugge l’industria, di competitività mentre si ignora il mercato e si premia l’incentivazione forzata.
Questa Europa resta ferma in stazione, con una valigia di regolamenti e sogni irrealizzabili, mentre le vere potenze riscrivono il futuro senza di lei. Bisogna necessariamente aprire ai motori endotermici alimentati con i biocarburanti, questa l’unica via sensata per una transizione sostenibile che possa ancora avere un minimo di senso.
Foto da ufficio stampa SMET

L’Europa e il boom Cina: quando attendere vuol dire non decidere