Milano e i 30 orari di Sala: altre complicazioni inutili

Limite di velocità a 30 orari a Milano? È l’ennesima scelta demagogica che certamente produce riscontri mediatici immediati, ma che nel medio e lungo periodo non garantirà alcun beneficio per la città e i cittadini. Proprio come avvenuto per Area B e C e per la politica della sosta. I dati più recenti ci dicono infatti che a Milano e nell’area metropolitana la qualità dell’aria non migliora, anzi l’esatto contrario.

 

La Milano che cresce ed è sempre più apprezzata sia in termini economici-produttivi sia come attrattività turistico-imprenditoriale, sul tema della mobilità fa invece come i gamberi marciando in direzione opposta al progresso e arroccandosi in posizioni che anche con l’ambientalismo, quello vero, e la sicurezza stradale hanno poco a che fare.

 

Infatti, se introdurre i limiti davanti alle scuole e in alcune vie di quartiere è sensato, estenderli a tutta la città è una follia. Mi auguro che l’approvazione di questo ordine del giorno rimanga solo una boutade ideologica e che alla fine prevalga il buon senso. Un provvedimento del genere non diminuirà la circolazione dei veicoli e l’inquinamento, ma complicherà e rallenterà la vita della città,

 

Milano e’ veloce e dinamica e così deve continuare a essere. Inoltre, non c’è proporzione tra il limite a 25 per i monopattini e quello a 30 per le auto. La capacità di frenata e’ diversa. Si cominci, invece, a far rispettare le regole. Tutti i dati ci dicono che la prima causa di incidenti in ambito urbano e’ la distrazione, non la velocità. E la seconda è il mancato rispetto delle precedenze, cioè non fermarsi allo stop e passare con il rosso.

 

Dunque, se il tema è la sicurezza stradale bisogna solo far rispettare le regole e se, invece, si punta a migliorare l’ambiente questa non è la soluzione giusta, perché con un limite di velocità più basso si creano ingorghi e inquinamento.

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