di Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company, Responsabile Automotive Italia
Il numero di transazioni M&A è generalmente legato all’andamento del Prodotto Interno Lordo, in particolare per il settore industriale. Un ciclo di “benessere economico” corrisponde infatti ad un calo dei deal, sia a numero che a valore, mentre i periodi di crisi, come durante il Covid, registrano di norma un aumento delle operazioni a causa del calo dei valori azionari.
Il 2024 non sfugge a questa regola, e nel settore automotive globale, che ha vissuto un 2023 e 2024 di generale crescita dopo la crisi post-Covid, le transazioni sono calate in modo significativo, scendendo dai 44 miliardi di dollari nel 2022 a 22 miliardi del 2023 fino ai soli 4 miliardi nei primi rimi 3 trimestri del 2024.
Sono invece aumentate le partnership, a partire dalle joint venture, che non sono a caso una soluzione “fine e che non impegna”. In un periodo di incertezza come quello che sta vivendo l’automotive, con cambi normativi continui, le aziende preferiscono infatti studiare prima le controparti, testandole con accordi temporanei, prima di procedere a delle vere e proprie fusioni o acquisizioni .
L’Italia però va al contrario e registra anche nel 2024 un aumento delle operazioni di M&A, come già successo l’anno prima. I deal automotive sono infatti aumentati dai 24 del 2022 ai 30 del 2023 e poi ai 35 del 2024, di cui la maggior parte, ben 25, relativi ad aziende della meccanica, fiore all’occhiello del nostro Paese.
E tra i compratori tornano a rivedersi le società di investimento, che si sono aggiudicate ben 13 di questi 35 affari. Ulteriore elemento positivo, il 70% delle transazioni ha riguardato acquirenti italiani. Quello che si sta verificando è quindi un consolidamento “Italia su Italia”, a dimostrazione del fatto che la filiera partiva da una frammentazione eccessiva ha finalmente capito che.. piccolo non è bello!
Foto da ufficio stampa Bain & Company

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