di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia
Guardando ai risultati di CO2 media per canale in Italia, potrebbe sembrare che oggi scendere sotto i 110 g/km non sia possibile. I canali che fanno questo risultato sono il Noleggio a Lungo Termine e le auto-immatricolazioni, gli altri viaggiano molto, molto più in alto mentre l’obiettivo di 93,6 g/km resta lì, lontano, con tutto quello che si porta dietro.
I primi 5 Paesi europei in termini di volumi di immatricolazioni stanno tutti più o meno come noi in termini di emissioni medie, a parte la Francia, che ha chiuso il 2024 raggiungendo quel target. Dovranno essere i virtuosi del Nord Europa a compensare le nostre cattive propensioni di acquisto… e i bilanci miliardari degli scorsi anni di molte Case Auto.
Le simulazioni che stiamo facendo attualizzando i dati per stimare gli importi delle multe a fine 2025 non raccontano di una vera sterzata in termini di riduzione dei volumi e/o di crescita delle BEV che possa azzerarle.
Se la revisione del sistema di calcolo del fringe benefit qui in Italia toglierà ulteriore potere di acquisto alla maggior parte degli utilizzatori di auto aziendali, se la nostra Agenzia delle Entrate decide che le ricariche elettriche debbano essere tassate in capo al dipendente, al contrario di quanto accade per benzina e gasolio, dobbiamo tenere a mente che la potentissima lobby ambientalista T&E – Transport & Environment, non potendo ancora proporre alla Commissione UE di inserire un chip nel cervello di chi le elettriche proprio non le vuole, chiede di obbligare le flotte aziendali con più di 100 veicoli ad acquistare o noleggiare solo elettrico dal 2030. Il mercato per la EU e per T&E deve restare imbavagliato, non ha il diritto di parlare e deve fare ciò che è giusto, per il nostro bene. Voi ringraziate?
Foto da ufficio stampa Dataforce Italia

L’Europa e il boom Cina: quando attendere vuol dire non decidere