Infrastrutture di ricarica: i soldi ci sono, ma i ritardi continuano

Adolfo De Stefani Cosentino, Federauto

di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

In un’estate già bollente sotto diversi profili e non solo quello climatico – incentivi della fascia 61-135 g/km di CO2 terminati, persistenti ritardi nelle consegne, fiammata dei prezzi, crisi energetica, effetti della guerra in Ucraina – la mancanza di un Esecutivo nel pieno dei propri poteri, ci impone il differimento della discussione in sede istituzionale degli ulteriori interventi da mettere in campo per il settore. In una fase di forte incertezza economica con una crisi che dura da oltre 2 anni, l’attesa per il nuovo quadro politico nazionale diluisce ulteriormente i tempi delle decisioni rischiando di peggiorare la situazione di grande difficoltà delle nostre imprese e dei nostri clienti.

L’auspicio è che in vista nella prossima legislatura, nell’agenda di lavoro delle diverse forze politiche, trovino spazio le priorità del nostro settore in termini di revisione della fiscalità sull’auto aziendale, svecchiamento del parco circolante di vetture, veicoli commerciali, veicoli industriali, autobus e sviluppo organico delle infrastrutture di ricarica.

In particolare, è necessario proseguire speditamente nella realizzazione di un’infrastruttura di ricarica, sia pubblica che privata, adeguata a sostenere la diffusione dei veicoli elettrici, dando attuazione ai provvedimenti attuativi ancora in stand by – come quello relativo al DM 25 agosto 2021 con 90 milioni di euro da erogare alle imprese per l’acquisto e l’installazione di colonnine elettriche, che è fermo al ministero della Transizione ecologica; rimodulare i fondi dell’Ecobonus per l’anno corrente tra i veicoli M1, in quanto quelli relativi alle fasce 0-20 e 21-60 g/km di CO2, sono abbondantemente superiori alle reali necessità del mercato (fino ad ora è stato deciso solo uno spostamento di risorse verso i motocicli e motocicli elettrici), senza dimenticare che una riforma strutturale più ambiziosa incentrata sulla leva fiscale dell’auto aziendale avrebbe sostanziali impatti positivi sul mercato del nuovo, dell’usato e l’indotto nel suo complesso.

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