A parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese dello scorso anno, il mese di luglio– caratterizzato da una scarsissima affluenza dei clienti negli show room delle concessionarie – segna una modesta crescita delle immatricolazioni di auto nuove. Tenuta dell’immatricolato resa possibile dal ricorso alle auto immatricolazioni e alla targatura delle auto in portafoglio dei dealer, cui si aggiunge la spinta derivante dal canale noleggio a breve termine.
In questo quadro, continua a destare perplessità l’insistenza con cui la Commissione Ue continua a proporre misure disallineate rispetto alle reali dinamiche di mercato, come il recente “Electrification Action Plan” che addirittura accelera l’elettrificazione dei consumi nell’Unione – trasporti compresi – raddoppiandola entro il 2040 dal 23% al 46%, attraverso agevolazioni che dovrebbero essere finanziate dagli Stati Membri, a dispetto sia delle logiche funzionali della sostenibilità economico-finanziaria. Ma i costi esorbitanti dell’elettrificazione forzosa e totale cominciano già a farsi sentire.
Da una parte c’è il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen, che punta a recuperare risorse, mediante una non meglio precisata cancellazione delle sovvenzioni pubbliche a favore dei combustibili fossili (che metterebbe in ginocchio settori, come l’autotrasporto, dove l’elettrico non è oggettivamente praticabile), dall’altra, più pragmaticamente, c’è il governo UK che ha deciso di far pagare l’accisa – seppur indirettamente – anche alle auto elettriche, che dal 2028 dovranno versare tra gli 1,5 e i 3 centesimi di sterline a miglio percorso, con un gettito previsto di 1,1 miliardi di sterline.
Se a tutto questo aggiungiamo che la trazione elettrica aiuta in modo assai parziale la decarbonizzazione, a causa dell’elevata presenza di fossile nel mix energetico, delle sue fasi di produzione (ancora in larga parte legata a combustibili fossili) e di smaltimento (per l’alto tasso di inquinamento prodotto dalle batterie), si comprende quanto sia astratta e ideologica l’impostazione normativa della Commissione UE.
Foto da ufficio stampa Federauto

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