RCA in aree private: verso una nuova scadenza

RCA in aree private

L’emendamento presentato in Parlamento riguardante il DL Milleproroghe ha portato una svolta significativa per i proprietari di veicoli in aree private. Secondo quanto proposto, l’obbligo di stipula di polizze assicurative per la responsabilità civile automobilistica (RCA) viene posticipato al 30 giugno, dando respiro ai settori coinvolti e permettendo un tempo aggiuntivo per adeguarsi alle nuove disposizioni.

 

 Confcommercio Mobilità esprime soddisfazione 

La mossa del Governo è stata fortemente sollecitata da Confcommercio Mobilità insieme a Federmotorizzazione, Assocamp e Federacma, che hanno evidenziato la necessità di un periodo di transizione per adattarsi alla Direttiva europea. Questa esigenza nasce dalla complessità di implementare un sistema assicurativo adatto a coprire oltre tre milioni di veicoli l’anno, un ambito fino ad ora non pienamente esplorato dalle compagnie assicurative.

 

Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità, ha espresso gratitudine verso i relatori del Governo per aver riconosciuto l’importanza della richiesta, sottolineando come l’emendamento offra un’opportunità di dialogo costruttivo per definire i dettagli delle coperture assicurative necessarie: “Ringraziamo i relatori – dichiara – che, per conto del Governo, hanno compreso l’importanza della nostra richiesta perché vengono coinvolti almeno 3 milioni di veicoli all’anno e non vi sono ancora compagnie che abbiano ideato un sistema ad hoc di copertura assicurativa. Se il decreto verrà convertito in legge, avremo ottenuto un risultato rilevante alla luce della circolare del ministero dell’Interno, pubblicata l’8 febbraio, che fornisce le prime indicazioni operative agli organi di controllo e approvazione di eventuali sanzioni”.

 

Corsa contro il tempo

Il tempo a disposizione per adeguarsi alle nuove normative è tuttavia limitato. Con poco più di quattro mesi disponibili, le parti interessate sono chiamate a trovare un accordo sui termini applicativi della Direttiva europea: “Ora – prosegue Buongiardino – ci auguriamo, anche nelle more dell’approvazione definitiva, di essere presto convocati dal Ministero dei Trasporti per poter definire così con quali coperture assicurative e modalità si possano rispettare gli obblighi normativi comunitari. L’emendamento ci permette una tranquillità e serenità di confronto, ma comunque disporremo di poco più di 4 mesi per trovare una lettura condivisa della Direttiva europea in termini applicativi, per far sì che il sistema assicurativo sia pronto con i relativi prodotti e che i rivenditori si adeguino”.

 

Un futuro di maggiore chiarezza normativa 

L’emendamento rappresenta un importante primo passo verso una maggiore chiarezza normativa in un settore che vede coinvolti milioni di veicoli. La speranza espressa da Buongiardino e dalle associazioni di categoria è quella di estendere ulteriormente il periodo di sospensione, al fine di garantire una transizione più morbida verso il nuovo sistema assicurativo. Il confronto in corso promette di essere determinante per delineare il futuro del settore e per assicurare che i requisiti della Direttiva europea vengano implementati in modo efficace e consensuale.

“Social card” carburanti: UNEM sottoscrive la convenzione

"Social card" carburanti: UNEM

Foto: Gianni Murano, presidente di UNEM

UNEM si impegna a promuovere, presso le proprie associate titolari di autorizzazioni per l’esercizio degli impianti di distribuzione carburanti per autotrazione, l’applicazione di un’apposita scontistica sui prezzi praticati a favore dei possessori della social card “Dedicata a te”. È quanto prevede la Convenzione sottoscritta da UNEM e dalle altre associazioni di settore con il ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del sottosegretario Massimo Bitonci, inserita nel programma statale di sostegno ai nuclei familiari meno abbienti.


“Un’iniziativa a cui abbiamo aderito convintamente – ha commentato il presidente di UNEM, Gianni Murano – che permetterà ai titolari della social card di usufruire, per gli acquisti effettuati con la carta presso gli impianti che vorranno aderire, di un ulteriore sconto in forma diretta all’atto del rifornimento oppure in forma di buono utilizzabile successivamente e comunque entro la data di validità della convenzione, che in questa prima fase si conclude il prossimo 15 marzo”.

“Una prima fase che possiamo definire di sperimentazione – ha concluso – che servirà a mettere a punto il sistema e valutare gli opportuni aggiustamenti al fine di rendere lo sconto quanto più fruibile alla platea degli interessati”.

Auto elettriche: perché in Italia restano al palo

Auto elettriche: perché in Italia restano al palo

Pur mirando a stimolare le vendite di auto elettriche con incentivi impressionanti, il Governo potrebbe non centrare l’obiettivo di aumentare la quota di veicoli elettrici in una prospettiva di lungo termine. Un esperto del settore automobilistico della data company carVertical identifica l’accessibilità economica come uno dei principali ostacoli a un flusso di vendite più regolare, sebbene non sia l’unico.

 

Incentivi più alti o un pubblico più ampio?

Dato che l’Italia è in ritardo rispetto agli altri Paesi dell’Europa Occidentale in termini di quota di mercato delle auto elettriche, una valida soluzione potrebbe essere quella di proporre maggiori incentivi statali per chi acquista veicoli elettrici. Ma quanto più l’accordo è vantaggioso, tanto minore è il numero di soggetti beneficiari.

Matas Buzelis, responsabile della comunicazione di carVertical, afferma che un budget annuo di 950 milioni di euro per abbassare i prezzi delle auto elettriche fino a 13.750 euro, potrebbe essere sufficiente solo per l’acquisto di meno di 67.636 auto. Pari solo al 4,3% della quota di mercato delle auto nuove in Italia, mentre in altre economie europee le vendite di veicoli elettrici sono più elevate (fino a oltre il 16%).

Abbassare l’importo massimo degli incentivi statali potrebbe funzionare meglio in termini di aumento della diffusione dei nuovi veicoli elettrici. Inoltre, secondo Buzelis, l’offerta di incentivi statali per i veicoli elettrici usati potrebbe funzionare ancora meglio, poiché sono più accessibili per la maggioranza degli acquirenti.

 

Buon rapporto qualità/prezzo o cattivo investimento?

L’esperto suggerisce che mentre i prezzi dei nuovi veicoli elettrici possono apparire decisamente elevati, le auto usate sembrano suscitare un grande interesse. Soprattutto se si considerano i costi di proprietà e di manutenzione. Tuttavia, c’è un risvolto negativo e molto complicato: si svalutano rapidamente.

“L’acquisto di auto elettriche usate può destare l’interesse di molti automobilisti, poiché essendosi svalutate costano molto meno rispetto al nuovo e pertanto paiono offrire un ottimo rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, questo vantaggio si perde al momento della vendita dell’auto nel giro di alcuni anni. Sembra che gli italiani non siano ancora pronti a passare ai veicoli elettrici”,afferma Matas Buzelis.

Secondo carVertical, un’auto elettrica di 5 anni in Italia ha perso in media circa il 46,1% del suo valore, mentre un’auto a benzina di 5 anni si è svalutata solo della metà, ossia il 23,6%. Il valore residuo di un’auto elettrica di 10 anni è solo del 33,8%, mentre per un veicolo medio a benzina è del 49,4%.

 

Chi acquista un’auto ha bisogno di soluzioni convenienti

Le auto elettriche non sono ancora convenienti dal punto di vista economico, e questo è un aspetto fondamentale per chi deve decidere che auto acquistare. Mentre le città di maggiori dimensioni dispongono di una certa infrastruttura di ricarica, la realtà è meno rosea nel resto del territorio in tutto il mondo.

Secondo Buzelis, questo problema è evidente nei quartieri residenziali, dove le persone vivono in condomini a più piani. “Trovare un parcheggio libero è spesso un’impresa ardua, figuriamoci un punto di ricarica per l’auto durante la notte. Quindi l’unico caso in cui un veicolo elettrico ha senso è se l’acquirente dispone di un terreno, un garage o un posto auto privato con un punto di ricarica (wallbox) per ricaricare l’auto durante la notte, oppure se può farlo nel parcheggio dell’ufficio. Le persone non vogliono affidarsi alle colonnine di ricarica pubbliche perché il loro prezzo è soggetto ad aumenti che azzerano la convenienza e impiegano troppo tempo per la ricarica, per non parlare della scarsa facilità d’uso di questi dispositivi rispetto al tradizionale rifornimento di carburante”, afferma l’esperto di carVertical.

 

foto ufficio stampa carVertical

V2G: falsi miti e verità che (forse) non si sapevano

Il V2G è una soluzione immediata per la domanda di picco

Quando si parla di mobilità elettrica, e di reti di nuova generazione, uno dei termini maggiormente utilizzati è quello del Vehicle-to-grid (V2G). Ma di che cosa si tratta esattamente? La tecnologia V2G permette ai veicoli elettrici di scambiare l’elettricità immagazzinata nelle proprie batterie con la rete rappresentando così una grossa opportunità per la  gestione intelligente dell’energia. Si tratta dunque di un approccio bidirezionale per cui il veicolo non solo riceve l’elettricità, ma la immagazzina nelle batterie e reimmette nella rete parte dell’energia accumulata non necessaria a garantire la mobilità del veicolo stesso. Come tutte le novità, soprattutto quelle nel campo tecnologico, tante sono le domande che ci si pone e tante sono le risposte che vengono date – alcune veritiere, altre meno. Per questo Hive Power, azienda pioniera nella fornitura di soluzioni innovative per le reti intelligenti, ha deciso di commentare (e talvolta sfatare) le 4 affermazioni più diffuse sul V2G, ma che non sempre corrispondono alla verità.

 

Il V2G potrebbe essere una soluzione universale per lo stoccaggio energetico

Seppure spesso il V2G viene presentato come la più probabile e promettente soluzione per il problema dello stoccaggio energetico, tuttavia la realtà è che questa tecnologia è più adatta a una fase avanzata di decarbonizzazione. Rappresenta un’ottima alternativa per i privati, ma richiede che vengano raggiunti numeri davvero significativi per diventare una soluzione praticabile su larga scala. Inoltre, le batterie dei veicoli elettrici non possono rappresentare oggi un sostituto immediato per le tradizionali soluzioni di stoccaggio dell’energia a livello mondiale.

 

Il V2G è una soluzione immediata per la domanda di picco

Quello che non è corretto in questa affermazione è “immediata”. Contrariamente alle aspettative, l’implementazione del V2G per gestire la domanda di picco richiede infatti un numero molto elevato di veicoli elettrici aggregati: questa è una prospettiva a lungo-medio termine, che dipenderà per lo più dalla capacità di controllare remotamente migliaia di veicoli.

 

Il V2G è economicamente vantaggioso per tutti i proprietari di veicoli elettrici

Molti proprietari potrebbero non notare vantaggi significativi finché il numero di veicoli collegati alla rete non raggiungerà livelli elevati, ma sicuramente il V2G rappresenterà un’ottima soluzione di risparmio economico e di gestione dell’energia.

 

Il V2G è la chiave per la resilienza energetica in aree con reti non affidabili

Sebbene il V2G offra la possibilità di funzionare come una sorta di PowerWall per le abitazioni, è importante notare che questa (almeno, ad oggi) potrebbe non essere la soluzione più praticabile per regioni con reti energetiche instabili. Alternative più semplici potrebbero risultare più utili per l’utente medio.

In definitiva, il Vehicle-to-Grid è una tecnologia dall’alto potenziale, ma che è stata adottata solo da poco tempo. Molti dei miti che circondano questa tecnologia derivano da aspettative eccessive e dalla necessità di un numero significativo di veicoli per renderla una realtà pratica. Per questo le aziende continuano a lavorare perché questa tecnologia possa essere sfruttata nel minor tempo possibile. Hive Power, per esempio, lo fa con FLEXO, la soluzione per ottimizzare e gestire in modo efficiente la flessibilità energetica la ricarica dei veicoli elettrici e il V2G.

Foto di Kumpan Electric su Unsplash

Verso il voto UE: ACEA rafforza il team dirigente senior

Verso il voto UE: ACEA rafforza il team dirigente senior

Andreas Klugescheid assumerà il nuovo ruolo di Chief Strategic Foresight and Engagement Officer. Dopo aver guidato l’ufficio di Bruxelles del BMW Group, Andreas sarà ora distaccato presso ACEA, portando esperienza alla guida di un team europeo di affari pubblici e di funzioni di pubbliche relazioni per Russia, Medio Oriente e Africa. Con oltre 24 anni in BMW, compresi incarichi negli Stati Uniti e in America Latina, Andreas apporta un’ampia conoscenza del settore. Lavorando in tutti i dipartimenti, Andreas sarà responsabile dello sviluppo di partenariati strategici e della guida di altri progetti di leadership di pensiero e di definizione dell’agenda.

Maria Linkova-Nijs assumerà il nuovo ruolo di responsabile esecutivo della politica e della strategia. Maria è una professionista delle relazioni pubbliche e delle comunicazioni politiche orientata ai dati e al patrocinio con oltre 15 anni di esperienza. Nel suo ruolo più recente, Maria ha co-guidato un team di quasi 30 persone e ha adottato un approccio innovativo e creativo verso nuovi canali e strumenti, in particolare l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale. Maria sarà a capo del dipartimento Politiche e Strategie di ACEA e svolgerà un ruolo cruciale nell’ottimizzare la posizione del settore nelle discussioni politiche pertinenti e nel garantire l’allineamento strategico delle attività di ACEA.

“L’industria automobilistica europea sta attraversando la trasformazione più significativa dell’ultimo secolo, con il passaggio dal motore a combustione a quello elettrico a batteria. Questo profondo cambiamento ha ripercussioni significative per un settore critico come il nostro. Anche il segretariato di ACEA si sta evolvendo per garantire di affrontare collettivamente le sfide in questo momento cruciale che precede le elezioni europee”, ha affermato Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA.

Sotto la guida del direttore generale, si legge in una nota di ACEA, Andreas e Maria si uniranno agli altri membri del senior management team di ACEA, tra cui Thomas Fabian, Chief Commercial Vehicles Officer; Marc Greven, direttore operativo e consulente legale; e Pierre Millette, direttore tecnico.

Mobilità a misura di città: Microlino in centro a Milano

Mobilità a misura di città: Microlino in centro a Milano

Non si arresta il progetto di Koelliker per una nuova mobilità sostenibile ed accessibile, che da oggi invade anche il centro città di Milano. Grazie alla partnership strategica con L-Etrik, il Gruppo compie un ulteriore passo, fondamentale, per la realizzazione del progetto di Urban store nei centri delle maggiori città italiane. L-ETRIK STORE è il nuovo concept store di mobilità elettrica su due ruote a Milano: dagli scooter elettrici, fino alle moto elettriche più potenti, che permettono di muoversi in città facendo risparmiare soldi ed energia, migliorando quindi la qualità della vita in modo economico, ecologico e sostenibile.

Con questa sinergia, Microlino – nata per rivoluzionare il modo di vivere e spostarsi in città – vivrà anche all’interno di due esclusivi showroom con l’obiettivo di promuovere soluzioni di trasporto sostenibili, sottolineando l’importanza della micromobilità nelle dinamiche urbane. Sarà possibile, quindi, ammirare e provare su strada la microcar più cool del momento, dotata di un unico sportello frontale, pensata per due passeggeri, dallo stile inconfondibile, facile da parcheggiare e con un generoso bagagliaio di ben 230 litri. Microlino ha una velocità massima di 90 km/h ed è equipaggiata con tre tipi di batterie che consentono un’autonomia di 91, 177 o 230 km.

Sicurezza: è il primo prodotto della sua categoria ad avere un telaio unibody in acciaio e alluminio, proprio come una classica automobile. Questo aspetto la rende più sicura rispetto ai veicoli della stessa categoria che invece sono dotati di telaio tubolare e pannelli in plastica. Performance: l’elevata rigidità torsionale, paragonabile a quella delle autovetture, unita alla leggerezza delle parti in alluminio, consente un’esperienza di guida precisa e dinamica. Durabilità: i materiali di alta qualità e il processo di produzione, controllato secondo le più avanzate tecnologie, consentono di prevedere un lungo ciclo di vita e una performance costante anche dopo un lungo chilometraggio e un elevato valore residuo.

La Microlino, distribuita esclusivamente da Koelliker nelle due versioni Dolce e Competizione, rafforza ulteriormente l’impegno del Gruppo leader nell’importazione nel fornire il proprio contributo alla diffusione della mobilità elettrica attraverso collaborazioni con realtà di respiro internazionale accuratamente selezionate a livello mondiale.

Foto ufficio stampa Koelliker

Assogomma: quando nevica non si può circolare in moto

Assogomma: quando nevica non si può circolare in moto

I motocicli non sono tenuti all’obbligo nel periodo invernale di avere montate gomme invernali né catene al seguito come è invece prescritto per le automobili, ove il gestore della strada lo imponga. Però in caso di neve al suolo i motocicli non possono circolare. Quest’obbligo risponde a una logica di buon senso: su fondo viscido, non è possibile mantenere l’equilibrio e viaggiare sicuri facendo affidamento solo su due ruote.

La Direttiva del 16 gennaio 2013 afferma che nel periodo di vigenza delle Ordinanze invernali i ciclomotori a due ruote e i motocicli, possono circolare solo in assenza di neve o ghiaccio sulla strada e di fenomeni nevosi in atto. Se nevica, invece, non possono circolare, indipendentemente dal fatto che abbiano montate delle gomme marcate M+S.

La marcatura M+S – “Mud & Snow”, tradotto dall’inglese “fango e neve”, è una autocertificazione del costruttore di pneumatici che può essere riportata su diverse tipologie di
pneumatici quali: motoveicoli, vetture, mezzi pesanti. Nel caso dei veicoli a due ruote questa marcatura indica che il pneumatico è idoneo limitatamente alla marcia su fango e più in generale per un uso fuoristradistico, non anche su fondo stradale innevato.

Per riassumere

  1. È possibile montare e circolare tutto l’anno con motocicli muniti di pneumatici marcati M+S purché con caratteristiche dimensionali e prestazionali identiche a quelle riportate in carta di
    circolazione, a meno che non vi sia neve al suolo o precipitazioni nevose in atto. In tale caso ne è vietata la circolazione.
  2. È possibile montare e circolare con motocicli muniti di pneumatici marcati M+S con codice di velocità declassato purché per un uso occasionale o temporaneo. In tale caso deve essere apposta una targhetta monitoria che informi il guidatore della velocità massima consentita. Tale equipaggiamento non necessita di aggiornamento della carta di circolazione, né di un nullaosta del costruttore.
  3. Laddove si vogliano impiegare pneumatici di misure e di prestazioni non riportate in carta di circolazione è necessario rivolgersi al costruttore del motoveicolo che fornirà le opportune formali assicurazioni. È solo il costruttore del motoveicolo, non il costruttore o il rivenditore del pneumatico, a poter autorizzare un equipaggiamento alternativo a quello previsto in carta di circolazione.

 

Auto: cresce in Italia la domanda di mobilità a noleggio

Auto: cresce in Italia la domanda di mobilità a noleggio

Il presente e il futuro della mobilità dei privati, sospeso tra proprietà dell’auto, noleggio e mobilità condivisa”. È stato questo il tema al centro dell’evento promosso a Milano da Guido Lascelta, il primo comparatore online di offerte di veicoli a noleggio a lungo termine, in occasione del suo primo anno di attività. L’incertezza dello scenario economico, il continuo aumento dei costi dei modelli lanciati sul mercato dalle Case automobilistiche, i dubbi sulla scelta dell’alimentazione e le diffuse restrizioni alla mobilità imposte nelle grandi città stanno spingendo sempre più italiani a rinviare il momento dell’acquisto dell’auto e a preferire forme di mobilità alternative come il noleggio o lo sharing: in Italia sono oggi oltre 160mila (fonte ANIASA) gli automobilisti, con o senza partita IVA, che hanno già scelto di fare a meno della proprietà dell’auto, preferendo noleggiarla.

 

E il trend è in continua crescita.

L’evento promosso a Milano è stato occasione anche per fare un bilancio del primo anno di attività di Guido Lascelta e per delineare la strategia per il prossimo futuro: nei primi 12 mesi sono stati oltre 100.000 i visitatori unici che hanno effettuato ricerche sul sito, l’80% dei quali privati con solo codice fiscale, il restante 20% aziende e titolari di partita Iva.

 

Il portale si presenta oggi come una vera piattaforma online di confronto tra offerte di noleggio a lungo termine, di semplice e immediata consultazione. Il comparatore, una volta indicata la vettura ricercata, seleziona e confronta le diverse soluzioni di noleggio proposte dai partner, visualizzando quelle che meglio si adattano alle esigenze del driver. Tutte le offerte sono proposte da diversi broker-partner, che rappresentano per Guido Lascelta una figura chiave per la vicinanza e il supporto al cliente.

 

“Chiudiamo il primo anno di attività con un bilancio decisamente positivo. I feedback ottenuti dal mercato ci confermano che oggi, nonostante gran parte degli italiani restino ancora legati alla proprietà dell’auto, il noleggio, con i suoi vantaggi operativi ed economici, si sta gradualmente facendo strada anche nell’ampio e variegato pubblico dei privati. In questo mercato in continua evoluzione supportiamo il consumatore nell’orientarsi nella galassia di offerte, spesso difficilmente confrontabili, e lo guidiamo verso scelte di mobilità consapevoli e realmente in linea con le proprie esigenze”, ha commentato Angelo Simone, ideatore e CEO di Mobility Ecolution, la start up che ha lanciato sul mercato il portale.

 

Simone ha poi illustrato i quattro punti al centro della strategia 2024: un ulteriore miglioramento dell’area di comparazione delle offerte, anche grazie all’inserimento delle soluzioni proposte da nuovi broker presenti in tutto il territorio nazionale; l’aggiunta sulla piattaforma di un indice di affinità che fornirà all’utente una valutazione dell’attinenza tra l’offerta e le sue esigenze, un’ulteriore testimonianza del ruolo svolto da Guido Lascelta a tutela e supporto del consumatore; un ampliamento dell’area education del portale, con nuovi articoli curati dalla redazione interna e da esperti del mondo della mobilità, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di tutti gli aspetti e le dinamiche del noleggio a lungo termine e di rendere più consapevoli le scelte degli automobilisti che si affidano a questa formula; il rafforzamento dell’attività di promozione del servizio anche attraverso campagne televisive.

 

Il dibattito sui nuovi scenari di mobilità

 

Nel corso dell’evento il dibattito sui nuovi scenari di mobilità, moderato dalla giornalista di Formula 1 Mara Sangiorgio, ha visto confrontarsi Angelo Simone, CEO di Guido Lascelta, con Nicola Ventura, pilota sportivo e fondatore di Ecomotori.net, e Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive.

Nicola Ventura ha evidenziato come: “In Italia il possesso dell’auto resta dominante, ma qualcosa sta cambiando. La flessibilità dell’offerta di noleggio a lungo termine consente al consumatore di non compiere scelte definitive, soprattutto negli attuali mutevoli scenari. Per questo il noleggio è destinato a farsi rapidamente strada negli usi delle famiglie italiane. Strumenti di comparazione sono fondamentali per affrontare in modo razionale le scelte di mobilità”.

 

Pierluigi Bonora si è poi soffermato sugli ulteriori margini di crescita della formula: “Il noleggio offre già oggi una soluzione efficace alle diverse esigenze di mobilità. Per conquistare la fiducia di crescenti fasce di consumatori servirà maggiore informazione e chiarezza nell’offerta, insieme alla garanzia della piena trasparenza. Senza poi trascurare anche il contatto diretto con il cliente”.

 

Angelo Simone ha poi osservato come: “I privati rappresentano la quota principale del circolante in Italia. Oggi si trovano ad affrontare con difficoltà e confusione il momento dell’acquisto dell’auto e sempre più spesso si affidano al noleggio apprezzando, in primis, la certezza del costo e poi la possibilità di evitare i rischi di svalutazione del bene e quello tecnologico connesso alle nuove motorizzazioni”.

 

Prima targa a una moto storica: è una Vespa 180 SS iscritta al Registro FMI

Prima targa a una moto storica

Foto: Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Presso la sede della Motorizzazione Civile di Cremona, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha consegnato al proprietario di una Vespa 180 SS del 1965 iscritta al Registro Storico FMI la prima targa storica con grafica originale assegnata a un veicolo. Si tratta della prima targa in assoluto ottenuta dal proprietario di un mezzo iscritto a uno dei Registri riconosciuti dall’Art. 60 del Codice della strada.

Il ministro Salvini: “Questa è una giornata celebrativa, il culmine di mesi di impegno da parte di tutti gli addetti ai lavori coinvolti. La Targa Storica è un valore aggiunto per i proprietari dei mezzi storici e, soprattutto, il simbolo della passione di mezzo milione di italiani per i veicoli d’epoca. Ringrazio tutte le associazioni del motorismo storico che promuovono un turismo attento, consapevole e che crea valore aggiunto al territorio”.

 

Il ministro si è inoltre soffermato sulla recente approvazione, da parte della Commissione Trasporti alla Camera, dell’inserimento dei motociclisti tra gli utenti vulnerabili della strada: “Stiamo rimettendo mano al Codice della Strada con particolare attenzione alle due ruote, e mi riferisco sia ai ciclisti che ai motociclisti. Relativamente a questi ultimi, stiamo investendo 60 milioni di euro per sostituire i vecchi guardrail con i guardrail salvavita a tre fasce”. 

Giovanni Copioli, presidente FMI: “Ringrazio il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per aver dimostrato sensibilità al tema del motorismo storico. Un ringraziamento che estendo a tutti i rappresentanti delle Istituzioni e le Autorità che ci supportano nella promozione di questo importante settore. L’evento tenutosi a Cremona rappresenta un momento molto importante: grazie alla collaborazione del ministero dei Trasporti e dell’Istituto Poligrafico dello Stato, è ora possibile mettere in pratica una normativa che la Federazione Motociclistica Italiana ha richiesto a lungo per andare in difesa della storicità dei mezzi e dei loro proprietari, che fino ad ora non avevano la possibilità di apporre una targa che riproducesse l’originalità del mezzo. Siamo particolarmente orgogliosi perché il primo veicolo ad aver ottenuto la targa originale è iscritto al Registro Storico FMI, a testimonianza di quanto la nostra Federazione creda fortemente, insieme ai suoi Moto Club e tesserati, nelle moto d’epoca e nella cultura del motorismo storico”.

Rocco Lopardo, vicepresidente FMI: “Il Registro Storico della Federazione Motociclistica Italiana si impegna quotidianamente per soddisfare le istanze dei proprietari e degli appassionati di moto d’epoca. La conferenza testimonia l’importanza del motociclismo storico, sia da un punto di vista economico che culturale. Grazie alle targhe dalla grafica originale, i mezzi potranno assumere ulteriore valore storico essendo del tutto conformi alle loro prime versioni. Ottenuto questo importante risultato, la FMI continuerà a lavorare per tutelare il patrimonio motociclistico italiano. Oggi voglio ringraziare chi, come migliaia di Tesserati e Moto Club, crede fortemente in questi obiettivi: il nostro Referente Jonathan Bussoleni e il proprietario della Vespa 180 SS, Mirko Spinelli”.

AlixPartners Disruption Index: quali sfide nel 2024 per i CEO

AlixPartners Disruption Index

Foto: Stefano Aversa, EMEA Chairman e Global Vice-Chairman di AlixPartners da ufficio stampa AlixPartners

Il 66% dei CEO delle grandi aziende a livello globale è preoccupato per l’impatto che le elezioni presidenziali americane potrà avere sul proprio business, mentre il 68% sostiene che le tensioni con la Cina li stanno spingendo a modificare la propria strategia. Il 68% dei dirigenti considera le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale generativa, la più grande opportunità per il prossimo anno, ma allo stesso tempo il 63% degli amministratori delegati afferma che la propria azienda non riesce a tenere il passo con il ritmo del cambiamento tecnologico.

È quanto emerge dalla quinta edizione dell’AlixPartners Disruption Index, un’indagine realizzata annualmente dalla società di consulenza globale, che nel 2023 ha intervistato più di 3.000 CEO e dirigenti senior dei principali Paesi a livello mondiale (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Svizzera, Cina, Giappone, Arabia Saudita ed Emirati Arabi) con l’obiettivo di analizzare l’entità, la complessità e l’impatto della disruption sulle organizzazioni, le forze che muovono aziende, mercati, reti di valore e modelli operativi come risultato di cambiamenti economici, sociali, ambientali, politici, normativi o tecnologici in atto a livello mondiale, il ritmo di accelerazione di queste forze e le strategie messe in campo per affrontarle.

Dall’indagine condotta risulta che i CEO e i C-Level delle aziende guardano al 2024 con incertezza e preoccupazione: dopo aver affrontato per più di tre anni pandemia, instabilità nelle catene di approvvigionamento, carenza di lavoratori e inflazione, ora si intensificano a livello globale eventi che sfuggono al loro controllo, come le guerre in Ucraina e Gaza, le elezioni presidenziali americane e i continui attriti con la Cina. 

“Stiamo entrando in una nuova era di forze disruptive post-pandemiche, più a lungo termine e meno controllabili. Anche se la nostra ricerca mostra che un numero crescente di leader si sente più fiducioso nella propria capacità di gestire la disruption, è altrettanto vero che la maggioranza dei CEO ritiene che la propria azienda non si stia evolvendo abbastanza velocemente da poter affrontare i cambiamenti in atto” ha dichiarato Stefano Aversa, EMEA Chairman e Global Vice-Chairman di AlixPartners. 

L’ansia rimane prevalente tra i CEO, con quasi il 60% che teme di perdere il proprio posto di lavoro a causa della disruption. Quasi tutti gli amministratori delegati prevedono di dover rivedere i propri modelli di business nel 2024 e il 63% dei business leader dichiara che li cambieranno in modo significativo nei prossimi mesi.

Circa un terzo dei CEO intervistati identifica l’intelligenza artificiale come la tematica digitale più importante da attenzionare quest’anno. Sebbene il 59% dei dirigenti stia attualmente investendo nell’intelligenza artificiale generativa, solo il 28% riferisce che l’AI è completamente integrata nelle proprie organizzazioni e nei propri flussi di lavoro.

Sul fronte del cambiamento climatico e della transizione energetica, la maggior parte dei business leaders avverte la pressione da parte dei governi e delle autorità di regolamentazione (68%), degli investitori e consigli di amministrazione (64%), dei clienti (58%) e dei dipendenti (57%) affinché i vertici aziendali prendano posizione sulle questioni ambientali.

Per quanto riguarda il contesto macroeconomico, il 41% dei dirigenti intervistati ritiene che l’instabilità dei tassi di interesse e il contesto inflazionistico rappresentino una minaccia, e un terzo vede ancora all’orizzonte il rischio di una recessione.

 

Italia

I dirigenti delle aziende italiane guardano con più fiducia all’intelligenza artificiale rispetto ai colleghi degli altri Paesi: l’86% si dichiara ottimista riguardo all’impatto che l’AI avrà sulle loro imprese, il valore più alto a livello globale. Il 60% (rispetto al 49% a livello globale) dichiara di essere all’avanguardia o addirittura leader nel proprio settore per quanto riguarda l’utilizzo della Gen AI, mentre il 74% (vs. 59% a livello globale) conferma che le proprie aziende stanno attualmente investendo in piattaforme o applicazioni di intelligenza artificiale generativa.

“Nell’ambito delle sfide percepite, l’intelligenza artificiale generativa costituisce l’unica vera opportunità di disruption, e quella che le aziende possono proattivamente gestire: guerre ed elezioni americane sono fenomeni esogeni, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa è una scelta aziendale discrezionale: anche in questo caso meglio sarebbe essere disruptors piuttosto che disrupted”, ha osservato Dario Duse, Italy Country Leader di AlixPartners. “Le implicazioni a livello business possono essere molteplici e contemporanee: crescita della produttività, miglioramento della customer experience e del customer service, nuovi vettori di crescita dei ricavi e di creazione del valore, soprattutto per quelle organizzazioni che sapranno riconoscere e sfruttare al meglio le sue potenzialità. Il segnale positivo è che l’Italia risulta essere il paese dove questo risulta più chiaro al top management, che nel 70% dei casi vede proprio l’AI e l’evoluzione tecnologica come la principale opportunità nella nutrita lista di disruptive forces”.

Nonostante una visione generalmente più ottimistica riguardo al futuro, permane comunque anche tra i top manager italiani una sensazione di incertezza: il 75% degli intervistati (15 punti in più della media) sostiene che è sempre più difficile capire a quali forze dirompenti dare priorità, mentre particolare preoccupazione destano i tassi di interesse (40%), la deglobalizzazione e il protezionismo (34%) e l’invecchiamento della popolazione (31%).