di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
Il risultato è davanti a noi. Quando arrivano gli incentivi, le immatricolazioni elettriche crescono rapidamente. Quando finiscono, il mercato rallenta. Una dinamica che dovrebbe farci riflettere sulla reale solidità della domanda.
Secondo la mia esperienza, una politica industriale seria deve partire dalla capacità produttiva. Energia competitiva, ricerca, infrastrutture, componentistica, software, batterie e stabilimenti devono venire prima della forzatura del mercato.
E serve neutralità tecnologica. Elettrico, ibrido, biocarburanti, carburanti sintetici, idrogeno e tutte le tecnologie capaci di ridurre concretamente le emissioni devono poter competere. Saranno industria, innovazione, costi e consumatori a determinare quali soluzioni funzioneranno meglio.
Per anni l’Europa ha concentrato enormi risorse pubbliche sulla domanda. A mio parere è arrivato il momento di concentrarle soprattutto sulla produzione europea. Perché la transizione ambientale sarebbe potuta essere sostenibile soltanto se avesse conservato anche industria, occupazione, competenze e capacità manifatturiera nel nostro continente.
Il finale è che alla ricerca ossessiva di un obiettivo ambientale inutile a livello globale trasferiamo solo altrove una parte sempre maggiore del valore industriale continentale. Ed è un prezzo che l’Europa non può permettersi per esistere e contare.
