di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE
Nel settore vi è grande attesa per il “Piano d’Azione” che dovrebbe essere presentato dalla Commissione Europea il prossimo 5 marzo, come risultato del “Dialogo strategico sul futuro dell’industria automotive europea”, avviato lo scorso 30 gennaio. Questo piano dovrà fornire misure concrete per rendere il settore maggiormente competitivo e affrontare con efficacia la transizione verso la decarbonizzazione, coinvolgendo tutti gli stakeholder dell’ecosistema.
Il “Clean Industrial Deal” non contiene alcuna misura per il settore auto, contrariamente a quanto anticipato a metà gennaio dal vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, che aveva assicurato entro 40 giorni “soluzioni efficaci con l’obiettivo di stimolare la domanda di auto pulite, fra le altre cose con una strategia legata al rinnovo delle flotte aziendali”.
Apprezziamo la disponibilità della Commissione a introdurre margini di flessibilità sulle sanzioni ai Costruttori, in considerazione della ancora bassa diffusione dei veicoli elettrici e delle inadeguatezze nei fattori abilitanti. Inoltre, è un dato positivo che si stia valutando la possibilità di introdurre incentivi paneuropei per sostenere la transizione ecologica, anziché affidarsi a misure nazionali frammentarie, scoordinate e di portata limitata.
Essenziale, però, è che queste decisioni siano prese tempestivamente e con grande chiarezza, onde evitare ulteriori turbative del mercato. A tal fine, UNRAE auspica vivamente che esse siano già previste nel “Piano d’Azione” di imminente presentazione.
Il “Dialogo Strategico per l’Automotive” fa parte del “Competitiveness Compass”, strumento strategico per rafforzare in vari settori la competitività dell’UE nei prossimi 5 anni. Questo documento, ispirato al Rapporto Draghi sulla Competitività Europea, è articolato in 47
iniziative chiave, con le relative tempistiche, raccolte in 3 pilastri (“Colmare il divario nell’innovazione”, “Conciliare competitività e decarbonizzazione”, “Ridurre le dipendenze dal resto del mondo”), oltre a un quarto pilastro di azioni abilitanti. Il documento, insieme al piano d’azione per l’industria automobilistica, include fra l’altro il Clean Industrial Deal, l’European Innovation Act e il Circular Economy Act.
iniziative chiave, con le relative tempistiche, raccolte in 3 pilastri (“Colmare il divario nell’innovazione”, “Conciliare competitività e decarbonizzazione”, “Ridurre le dipendenze dal resto del mondo”), oltre a un quarto pilastro di azioni abilitanti. Il documento, insieme al piano d’azione per l’industria automobilistica, include fra l’altro il Clean Industrial Deal, l’European Innovation Act e il Circular Economy Act.
A livello nazionale, UNRAE ribadirà la necessità di istituire un piano pluriennale di sostegno alla domanda di veicoli a zero o bassissime emissioni, di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento dell’idrogeno, e di intervenire finalmente sul regime fiscale delle auto aziendali, inadeguato e penalizzante rispetto al resto d’Europa.
Foto da ufficio stampa Unrae

Discussione sull’auto: ma perché la chiamano “ferro”?