di Michele Crisci, presidente di UNRAE
I risultati delle immatricolazioni a ottobre sono una chiara conferma della necessità di attenzione al percorso di transizione nel nostro Paese verso la sostenibilità. Emerge con chiarezza l’urgenza di rifinanziare l’Ecobonus per i prossimi anni. Risulta prioritario revocare la decisione di tagliare il Fondo automotive, ma anche individuare nuove misure che consentano di raggiungere gli sfidanti obiettivi fissati dall’UE per il settore.
UNRAE ribadisce, inoltre, con forza l’importanza strategica di una revisione della fiscalità delle auto aziendali per accelerare la diffusione dei veicoli a zero emissioni. È necessario modulare la detraibilità IVA e la deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di CO2, e ridurre il periodo di ammortamento a tre anni. Il più veloce ricambio delle flotte garantirebbe un’offerta più ampia di veicoli ecologici a prezzi inferiori, favorendo il rinnovo del parco circolante con mezzi più virtuosi in termini ambientali e anche di sicurezza stradale.
In merito alla modifica della tassazione dei fringe benefits prevista nel Disegno di Legge di Bilancio, la riduzione delle aliquote al 10 e 20% per i veicoli BEV e PHEV rappresenta certamente un passo avanti da leggere in modo positivo. Tuttavia, in ossequio al principio di neutralità tecnologica al quale è già ispirata la normativa vigente, sarebbe necessario applicare queste aliquote rispettivamente alle vetture con emissioni di CO2 pari a 0 e 1-60 g/km, anziché fare riferimento alle alimentazioni.
Riteniamo inoltre che l’aumento dell’aliquota al 50% per le vetture con emissioni tra 61 e 160 g/km sia eccessivamente penalizzante: la nostra proposta al Governo è quella di mantenere l’attuale aliquota del 30% almeno per il triennio 2025-2027.
Foto da ufficio stampa UNRAE

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