Salone Auto Torino “bTOb”: vivace punto per l’apertura

Salone Auto Torino “bTOb”: vivace punto per l’apertura
L’evento bTOb del Salone Auto Torino, che si è svolto giovedì 10 settembre al Teatro Regio del capoluogo piemontese, si è focalizzato sul futuro della mobilità e dell’industria automotive
Ad aprire la giornata, dopo il saluto di Andrea Levy, presidente del Salone Auto, il panel istituzionale, coordinato da Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, con la partecipazione di Andrea Tronzano, assessore regionale del Piemonte allo Sviluppo economico; Guido Bolatto, segretario generale della Camera di commercio di Torino; Roberto Vavssori, presidente di ANFIA; Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE, e Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto.
 
 

Foto da ufficio stampa Salone di Torino

Volkswagen: 16 miliardi per diventare più piccoli

Volkswagen: 16 miliardi per diventare più piccoli
di Mario Verna, manager automotive
 
È forse questa la sintesi più efficace di quello che sta accadendo in Volkswagen. Il Gruppo sta affrontando una trasformazione industriale enorme: fino a 60.000 posti di lavoro in meno; oltre 500.000 auto di capacità produttiva europea in eccesso rispetto alla domanda; diversi stabilimenti tedeschi senza una prospettiva produttiva oltre il 2030; obiettivo di portare la redditività del brand Volkswagen dal 3,8% al 9%.

Ma il punto non è solo il taglio dei costi. È il modello industriale che sta cambiando. Per decenni l’automotive ha seguito una logica molto semplice: più fabbriche → più capacità → più volumi → economie di scala. Oggi quella logica rischia di trasformarsi nel suo contrario:. troppa capacità → costi fissi troppo elevati → pressione sui margini → necessità di ridimensionarsi.

Ed è qui che la vicenda Volkswagen diventa interessante per tutto il settore. Il problema dell’automotive europeo non è più soltanto: “Come vendere più automobili?” Ma sempre di più: “Quante automobili dobbiamo essere strutturalmente in grado di produrre?”. Perché quando il mercato cambia, anche la dimensione dell’industria deve cambiare.

E forse la vera sfida dei prossimi anni sarà questa: meno automobili da produrre,
più valore da generare. L’epoca della capacità produttiva come vantaggio competitivo potrebbe essere arrivata al capolinea.

 
Foto da archivio Mario Verna


Nuova Dacia Spring: la compatta elettrica si fa più grande (da 17.900 euro)

Nuova Dacia Spring: la compatta elettrica si fa più grande (da 17.900 euro)
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
La Dacia Spring, la compatta elettrica del marchio franco-romeno del Gruppo Renault, apre un nuovo capitolo della sua storia con il lancio della seconda generazione. Confermando la sua natura di elettrica accessibile entry-level, la nuova Dacia Spring conserva il nome del precedente modello, ma si presenta
come un’auto totalmente nuova caratterizza da piattaforma, dimensioni e powertrain differenti.

Più lunga, più larga e più spaziosa
La nuova Dacia Spring, che a dispetto della vettura di prima generazione sarà prodotta in Europa, nella fabbrica slovena di Novo Mesto, poggia sulla nuova architettura RGEV Small del Gruppo Renault. La novità che emerge immediatamente è quella relativa alle dimensioni, con la nuova Spring cresciuta sensibilmente rispetto al modello precedente, diventando 15 cm più lunga e 18 cm più larga, per un’auto che ora misura 3,85 metri di lunghezza e 1,74 metri di larghezza.
 
Questa maggiorazione delle dimensioni si traduce in più spazio nell’abitacolo e nel bagagliaio che vanta un capacità di carico di 337 litri che, abbattendo la panchetta posteriore, salgono fino a 1.283 litri. A questi si aggiungono i 18 litri disponibili nel piccolo vano sotto il cofano anteriore (proposto in optional) che consente di stivare i cavi di ricarica.
Fino a 250 km d’autonomia, ricarica in DC a 50 kW

Non cambia l’approccio da vettura elettrica per la città pragmatica ed essenziale, con la nuova Dacia Spring che monta un motore elettrico da 80 CV e 175 Nm di coppia massima, alimentato da una batteria LFP da 27,5 kWh di capacità. In grado di passare da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi e di raggiunge i 130 km/h di velocità massima, la nuova Dacia Spring ha un’autonomia massima dichiarata di 250 chilometri nel ciclo WLTP. Sulla versione di serie della city car elettrica di Dacia troviamo il supporto per la ricarica in corrente alternata fino a 6,6 kW, mentre con il pacchetto dedicato la ricarica in AC sale a 11 kW e quella in corrente continua DC arriva a 50 kW, con quest’ultima configurazione che permette di passare dal 15 all’80% della capacità della batteria in 28 minuti.

Gamma e prezzi

La nuova Dacia Spring si propone sul mercato italiano con due allestimenti, Expression e Journey, che condividono motore e batteria, distinguendosi sostanzialmente per equipaggiamenti e dotazione tecnologica degli interni, con la versione più ricca Journey che nella dotazione di serie comprende il sistema
d’infotainment Media Nav con display da 10,2 pollici, disponibile invece a richiesta sull’allestimento Expression. I prezzi della nuova Dacia Spring in Italia partono da 17.900 euro per la versione Expression e da 19.500 euro per la Journey.