Auto ridotta in cocci? Non si ripetano gli errori

Fiat Multipla: quell'auto proprio brutta, ma per questo super celebrata

di Mario Verna, manager automotive

 
Come reduci. Dopo anni di discussioni, proposte, regolamenti, tavoli di lavori, proclami, conferenze stampa, audizioni, … la sensazione è quella che, alla fine, nessuno abbia vinto davvero, anzi, al contrario, che ciascuno abbia perso qualcosa. Anche quelli che “l’avevano detto” perché, alla fine, siamo davvero tutti sulla stessa barca e, così, come quelli “dei senza se e senza ma”, tutti e ciascuno, dobbiamo fare i conti con la realtà.

Le big-company svalutano (per ora) 90 miliardi di sogni e ambizioni, la filiera chiude decine e decine di stabilimenti, le gigafactory restano proclami, le reti di vendita affrontano il deserto dei margini e l’offerta si allontana dall’orbita della domanda. Le cause di questo fallimento euro-centrico sono molte e diverse e, occasioni come il #FORUMAutoMotive, danno l’occasione (rara) di guardare tutto, tutto insieme, da diverse prospettive.

Un sistema che sta sfidando le leggi dell’economia classica che, in periodi di stagnazione (meglio stagflazione) normalmente abbassa i prezzi, semplifica l’offerta e riduce i player. Nell’auto no, al contrario, sono cresciuti i prezzi, si è complicata l’offerta, sono aumentati i player… 
E poi il contesto, i cigni neri sono diventati stormo e il cigno bianco è diventato rarissimo: ingessare popoli e nazioni produttive con regole, equazioni e scadenze rende l’impresa di “competere”, oltre che impari, impossibile. Essere liberi di reagire alle continue mutazioni di scenario è la prima regola per sopravvivere nel nuovo secolo.

E dunque? Molto difficile mettere a posto i cocci, a meno che… A meno che non si costituisca un’unione di intenti in grado di fare quello che va fatto, quel realismo pragmatico tipico delle epoche di ri-costruzione, dove, come diceva nonna, “il meglio è nemico del bene”. E, a dire il vero, almeno nella consapevolezza dell’analisi e nel tono delle discussioni, in quest’ultima edizione del  #FORUMAutoMotive si è iniziata a respirare. Recuperare si potrebbe ancora ma bisogna fare presto e, soprattutto, tenere bene a mente gli errori fatti. Per non ripeterli.

 

Foto da archivio Mario Verna

#FORUMAutoMotive anno 11: il resoconto di “Sussidiario TV”

#FORUMAutoMotive anno 11: il resoconto di "Sussidiario TV"

In questo video di “Sussidiario TV”, che ringraziamo, le immagini e i momenti clou dell’edizione di #FORUMAutoMotive svoltasi a Milano il 23 e 24 marzo scorsi.

#FORUMAutoMotive anno 11 ancora una volta ha riunito i principali attori del mondo automotive, dell’industria, dei sindacati e della politica per un confronto diretto, schietto e pragmatico sul presente e sul futuro di un settore centrale e da sempre simbolo di libertà e investimenti a favore della sicurezza e dell’ambiente.

#FORUMAutoMotive anno 11: tutti i dibattiti del 24 marzo

#FORUMAutoMotive anno 11: tutti i dibattiti del 24 marzo

In questo video potete rivedere dibattiti e talk al centro della mattinata di lavori dell’evento dal titolo “Automotive, “2026, la svolta è adesso. Non c’è più tempo!!”, promosso a Milano da #FORUMAutoMotive il 24 marzo scorso. L’iniziativa si è aperta con il talk “AlixPartners, Bain&Company e Dataforce: confronto aperto su presente e futuro prossimo del settore auto in Europa. Non c’è più tempo!”. In attesa delle decisioni dell’UE su una revisione pragmatica del piano di decarbonizzazione, tre società di consulenza strategica e finanziaria hanno esposto i rispettivi punti di vista su quale possibile scenario si aprirà per il sistema automotive europeo, con interventi di Dario Duse, EMEA Leader del Team Automotive e Country Leader di AlixPartners, Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia e Gianluca Di Loreto, Partner e Responsabile Italiano Automotive di Bain & Company.

 

I lavori hanno poi visto il faccia a faccia tra i giornalisti Pierluigi Bonora e David Giudici con Geronimo La Russa, Presidente di ACI, con cui sono stati approfonditi alcuni tra i temi di più stretta attualità per il settore.

Innovazione, tecnologie, AI e design automotive: tra Europa e Cina chi prevarrà?” è stato il titolo dei successivi confronti tra quanti vivono direttamente questa competizione, con interventi di Guglielmo Caviasso, Direttore del Centro Ricerche CRF e Responsabile Globale di Digital Engineering di Stellantis,  Matteo Motta, Sales Director & Regional Account Manager Bosch, Fabio Pressi, Presidente e Amministratore Delegato di A2A E-Mobility, Toni Purcaro, Presidente e AD DEKRA Italia.

 

Poi spazio al confronto tra importanti designer che hanno contribuito allo sviluppo del mercato, anche partorendo modelli destinati a rimanere nella storia: Roberto Giolito, Responsabile Stellantis Heritage Italia, Fabrizio Giugiaro, Architetto e Designer, Fausto Capelli, Ingegnere e Giornalista, Chris Bangle, Managing Director di Chris Bangle Associates.

 


Foto da archivio di #FORUMAutoMotive 2026

L’auto in Europa: ibride plug-in sempre più un’alternativa alle elettriche

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

Nel primo bimestre del 2026 le immatricolazioni di autovetture in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) sono state 1.940.321 con un calo sullo stesso periodo dell’anno scorso dell’1%, ma con un calo ben più sostenuto (-18,3%) nei confronti dei livelli del 2019, cioè dei livelli ante-crisi, che rimangono il primo obiettivo da raggiungere per il ritorno alla normalità del mercato dell’auto dell’Europa Occidentale come già è avvenuto nel resto del mondo.
 
Considerando i cinque maggiori mercati nazionali dell’Europa Occidentale, il calo maggiore, rispetto al primo bimestre dello scorso anno, riguarda la Francia (-11,1%), seguita dalla Germania (-1,4%). Negli altri paesi che fanno parte del gruppo dei cinque maggiori si registrano invece crescite (Spagna + 4,6%, Regno Unito +4,8% e Italia +10,2%). Il confronto con la situazione ante-crisi, cioè con il 2019, è comunque negativo per tutti con un calo del 30,4% per la Francia, del 24,2% per la Germania, del 13% per l’Italia, del 12,4% per la Spagna e del 3,6% per il Regno Unito.
 
Interessante, dato l’impegno per la transizione energetica, è il confronto tra la quota delle auto elettriche nei cinque maggiori mercati in questo primo scorcio del 2026. In testa alla classifica vediamo la Francia con una quota del 27,5% seguita da Germania e Regno Unito, entrambe con il 22%, e quindi dalla Spagna con il 9% e dall’Italia con il 7,3% raggiunto con la coda degli incentivi varati nell’ottobre scorso.
 
Degni di nota nei dati diffusi dall’ACEA sono anche i numeri relativi alle auto ibride plug-in, cioè ibride con la possibilità di ricarica delle batterie dall’esterno, soluzione questa che si sta sempre più rivelando come una possibile alternativa all’auto elettrica. Per il mercato dell’area nel suo complesso, nei dati diffusi oggi dall’Acea, la quota delle elettriche è decisamente più elevata di quella delle ibride plug-in in quanto è del 19,6% contro il 10,1% delle plug-in, ma il tasso di crescita in questo primo bimestre del 2026 è del 32,7% per le plug-in contro il 14,8% delle elettriche.
 
Un altro aspetto da segnalare è il peso crescente nelle vendite di auto elettriche di modelli di case automobilistiche solo di recente affacciatesi in maniera significativa sul mercato dell’auto europea.Un altro aspetto noto da tempo e confermato dai dati diffusi è poi il forte ritardo del mercato dell’Europa Occidentale nel recuperare i livelli ante-pandemia che invece sono stati già da tempo superati nel resto del mondo. Certamente, sulla lentezza a ritornare ai livelli ante-crisi dei paesi dell’Europa Occidentale ha influito il travaglio per raggiungere gli obiettivi ambientali fissati dalla UE e adottati anche dal Regno Unito che della UE non fa più parte, ma che continua a seguirne gli indirizzi su alcune cattive strade.

 


Foto Ufficio Stampa Centro Studi Promotor

MG exploit: raggiunge 1 milione di auto in Europa

MG exploit: raggiunge 1 milione di auto in Europa

MG Motor raggiunge 1 milione di auto in Europa, un traguardo simbolico ma anche sostanziale che racconta l’evoluzione di un marchio tornato protagonista nel Vecchio Continente. Dal rientro nel Regno Unito nel 2011 con la MG6 fino all’attuale presenza in 34 mercati europei con oltre 1.300 concessionari, il percorso del brand – oggi parte del gruppo SAIC Motor – è stato caratterizzato da una crescita costante e da una strategia focalizzata su elettrico e ibrido.

Il dato più significativo riguarda le oltre 300.000 auto elettriche consegnate in Europa, con 317.000 unità BEV che hanno contribuito in modo determinante al risultato complessivo. Un numero che posiziona MG tra i player più dinamici del segmento a zero emissioni.

 

Italia mercato chiave per la crescita

Nel panorama europeo, il Regno Unito si conferma il primo mercato per MG con 386.000 unità cumulative. Ma è l’Italia a distinguersi come primo mercato dell’Unione Europea e secondo nel continente dopo UK.

Dal ritorno ufficiale nel nostro Paese nel 2021, MG ha costruito una presenza solida: nel 2025 ha superato le 50.000 unità e oggi detiene una quota di mercato superiore al 3%. La rete commerciale conta 70 concessionari, circa 150 punti vendita e 140 centri di assistenza.

Un risultato che testimonia la capacità del marchio di intercettare una domanda orientata al rapporto qualità-prezzo, in un contesto competitivo complesso e in continua trasformazione. La disponibilità di prodotto anche nei momenti più critici per la supply chain ha rappresentato un ulteriore fattore di consolidamento.

 

MG4 EV e Cyberster, elettrico con personalità

Tra i modelli che hanno contribuito maggiormente al traguardo europeo spicca la MG4 EV, compatta elettrica che ha raccolto consensi per autonomia, dinamica di guida e accessibilità. Il suo successo ha rappresentato uno dei pilastri della crescita BEV del marchio.

Accanto alla MG4, il brand ha voluto presidiare anche il segmento emozionale con la MG Cyberster, roadster elettrica dal design distintivo, sviluppata presso l’Advanced Design Centre di Londra. La Cyberster è stata protagonista delle celebrazioni per il centenario del marchio al Goodwood Festival of Speed 2024, confermando la volontà di MG di coniugare heritage e innovazione.

La strategia elettrica non si è limitata alla proposta tecnica, ma ha puntato su uno stile lineare e riconoscibile, su tecnologie accessibili e su un posizionamento competitivo, elementi che hanno favorito la diffusione del brand in mercati maturi e altamente concorrenziali.

 

Hybrid+ motore della crescita

Se l’elettrico ha rappresentato la vetrina tecnologica, è l’ibrido MG Hybrid+ ad aver accelerato ulteriormente le vendite. Introdotta per la prima volta sulla MG3 nel 2024, la tecnologia Hybrid+ ha permesso al marchio di intercettare un pubblico più ampio, interessato a un’alternativa efficiente, ma non vincolata all’infrastruttura di ricarica.

In Italia, le ibride MG rappresentano oltre il 57% del mix di gamma, con un incremento del 26% rispetto all’anno precedente. Un risultato che colloca MG al secondo posto tra i brand full hybrid nel nostro Paese, con modelli come MG ZS Hybrid+ e MG3 Hybrid+ posizionati al secondo posto nei rispettivi segmenti HEV.

Andrea Bartolomeo, Country Manager e Vice President di SAIC Motor Italy, ha commentato: «Abbiamo raggiunto un traguardo straordinario, un milione di auto MG sulle strade del nostro continente. Sono davvero orgoglioso della crescita che MG sta costruendo grazie all’ampia scelta di auto che possiamo offrire ai clienti. Abbiamo adottato un approccio lungimirante, in particolare nei confronti dei veicoli ibridi ed elettrici, spesso in anticipo rispetto agli altri, oltre a investire in tecnologie rilevanti e accessibili».

Le parole del manager sintetizzano la chiave di lettura di questo risultato: un’offerta ampia, prezzi competitivi e una strategia che ha saputo anticipare la domanda di mobilità elettrificata.

 

Prospettive 2026 e consolidamento europeo

MG ha già annunciato l’arrivo di novità di prodotto nella prima metà del 2026, segnale di una gamma in continua evoluzione. In un mercato europeo che sta attraversando una fase di assestamento dopo la spinta degli incentivi e l’accelerazione post-pandemica, il raggiungimento del milione di unità rappresenta non solo un traguardo simbolico, ma un indicatore di maturità industriale.

Per il settore automotive europeo, l’ascesa di MG dimostra come la competizione globale sia sempre più intensa e come l’innovazione tecnologica, unita a un posizionamento chiaro, possa ridefinire equilibri consolidati. L’Italia, in questo scenario, si conferma terreno fertile per i brand capaci di proporre soluzioni concrete e accessibili, in linea con le esigenze reali degli automobilisti.

 


Foto da ufficio stampa MG

#FORUMAutoMotive anno 11: Fabio Pressi (A2A E-Mobility)

#FORUMAutoMotive anno 11: Fabio Pressi (A2A E-Mobility)

Tra infrastrutture di ricarica, batterie e integrazione con le reti energetiche, il futuro della mobilità elettrica si gioca sulla competitività.

Dati, tecnologia e meno ideologia per costruire un sistema davvero efficiente e accessibile. Intervista a Fabio Pressi, Presidente e Amministratore Delegato A2A E–Mobility.

 

Green Deal UE e auto: occupazione a rischio, serve un cambio di rotta

Green Deal UE e auto: occupazione a rischio, serve un cambio di rotta

di Marco Bonometti, presidente del Gruppo OMR

L’attuazione del Green Deal europeo nel settore automotive sta evidenziando criticità strutturali sempre più rilevanti, con impatti concreti su industria e occupazione. Stiamo affrontando una transizione senza strumenti industriali adeguati e con costi energetici fuori controllo. In queste condizioni, la competitività delle imprese europee è seriamente compromessa”.

Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, inclusa la dinamica tra Iran, Stati Uniti e Paesi Arabi, stanno ulteriormente aumentando costi e incertezza per le imprese europee, aggravando un quadro già complesso.

Dall’approvazione del Green Deal oltre 100.000 posti di lavoro sono già stati persi nella filiera automotive europea, con la previsione di altri 400.000 nei prossimi mesi, in particolare nella componentistica.

Casi industriali come Volkswagen confermano un trend di progressivo indebolimento della base produttiva europea. “Non si tratta più di singoli casi, ma di un fenomeno strutturale che rischia di diventare irreversibile.

Alla radice del problema vi è l’assenza di una vera politica industriale europea. Questo poiché, a differenza di Stati Uniti e Cina che stanno sostenendo attivamente i propri sistemi produttivi, l’Europa continua a fare leva principalmente sulla regolazione, senza strumenti efficaci di tutela della produzione interna, incentivi alla localizzazione, politiche adeguate alla transizione della forza lavoro e un quadro energetico competitivo.

L’Europa non può limitarsi a imporre regole: deve creare le condizioni per produrre e investire. Senza una politica industriale e senza tutela del lavoro europeo, il rischio è quello di delocalizzare intere filiere.

È necessario un intervento urgente. Le istituzioni europee devono garantire certezza e semplificazione normativa, rafforzare una politica industriale capace di competere a livello globale, promuovere investimenti mirati in energia e manifattura e introdurre misure concrete a tutela del lavoro e delle filiere, anche attraverso meccanismi di localizzazione produttiva.

Servono unità, chiarezza e scelte coraggiose. La transizione ecologica deve essere anche economicamente e socialmente sostenibile. Senza industria non c’è occupazione e senza occupazione non c’è futuro per l’Europa.

 


Foto da ufficio stampa OMR

#FORUMAutoMotive, confronto importante: Europa senza scelte strategiche

#FORUMAutoMotive, confronto importante: Europa senza scelte strategiche

di Gianni Murano, presidente UNEM

 
Mai come in questo frangente #FORUMAutoMotivee assume rilevanza come momento di confronto tra gli operatori di una filiera che ha bisogno di risposte concrete e immediate, non c’è più tempo da perdere. Gli eventi delle ultime settimane hanno rafforzato la necessità di scelte europee che abbiano realmente al centro strategicità e pragmatismo.
 
L’industria della raffinazione dei carburanti rappresenta un asset strategico ai fini della sicurezza energetica, ma sinora si è sottovalutato l’impatto delle chiusure e della dipendenza da prodotto finito che arriva da altre regioni. In questa fase, e senza aver imparato nulla dalla crisi del 2022, si sta pagando pegno con il prezzo del gasolio che è raddoppiato in 3 settimane.
 
Si deve fare una valutazione seria sul futuro dell’industria europea e in particolare su quella strategica. L’Italia lo sta facendo ora tocca all’Europa.
 

Foto da ufficio stampa UNEM

#FORUMAutoMotive anno 11: settore in depressione, norme e caos UE responsabili

#FORUMAutoMotive anno 11: settore in depressione, norme e caos UE responsabili

Nel video potrete rivedere la sessione di lavori introduttiva dell’edizione 2026 di #FORUMAutoMotive dal titolo“Automotive 2026. La svolta è adesso. Non c’è più tempo!”, promosso a Milano il 23 marzo.

L’evento ha visto l’intervento inziale di Emanuele Cordone, Partner di AlixPartners, nel corso quale ha presentato un aggiornamento del Global Automotive Outlook di AlixPartners, seguito da un talk sugli “Impatti diretti sull’industria, indotto e occupati. Le pressioni italiane per una soluzione basata sul buon senso”, moderato da Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, con interventi dei giornalisti Marco Marelli e Umberto Zapelloni

A intervenire sono stati Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia e Membro dell’Alleanza tra le 40 Regioni Automotive Europee; Marco Bonometti, Presidente e Amministratore Delegato di OMR Automotive ed ex Presidente di Confindustria Lombardia; Ferdinando Uliano, Segretario Generale FIM-CISL.

Poi, spazio al confronto dei rappresentanti della filiera della mobilità, affiancati da esperti e dealer, con alcuni europarlamentari, con interventi di Paolo Borchia, Eurodeputato, Coordinatore ID in Commissione ITRE; Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia – ECR e membro Commissione TRAN (Trasporti e Turismo); Massimo Artusi, Presidente di Federauto; Maria Rosa Baroni, Presidente di NGV; Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma; Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità e di Federmotorizzazione; Matteo Cimenti, Presidente di Assogasliquidi-Federchimica; Italo Folonari, Presidente di ANIASA; Gianni Murano, Presidente di UNEM; Fabrizia Vigo, Direttore Relazioni Istituzionali e Affari Legali di ANFIA; Attilio Pogliani, Presidente della Associazione Italiana Concessionari Moto; Fabio Pressi, Presidente di Motus-E; Marco Seimandi, Vice President di Westport Fuel Systems Italia; Andrea Taschini, Advisor e Manager Automotive; Mario Verna, Manager Automotive.

Moto e ciclomotori: fino a 4mila euro di incentivi

Moto e ciclomotori: fino a 4mila euro di incentivi

Dal 18 marzo è tornato operativo il canale degli incentivi per chi sceglie di acquistare un ciclomotore o un motociclo a ridotto impatto ambientale. A muoversi, però, non saranno direttamente gli acquirenti, bensì i concessionari, chiamati a prenotare il contributo previsto per i veicoli della categoria Le. La misura si inserisce nel filone delle politiche pubbliche che puntano a favorire una mobilità più sostenibile e, allo stesso tempo, a sostenere il rinnovo di mezzi ormai superati. Sul piano economico, il beneficio può alleggerire in modo significativo il prezzo finale: fino a 3mila euro senza rottamazione e fino al 40% del costo di acquisto in presenza di un vecchio veicolo da demolire.

L’agevolazione riguarda l’acquisto di mezzi nuovi appartenenti alle categorie comprese tra L1e e L7e, quindi motocicli e ciclomotori a due, tre o quattro ruote. Il perimetro della misura include veicoli elettrici e ibridi, ma anche modelli non elettrici, a condizione che rispettino standard ambientali elevati e siano almeno Euro 5. L’intervento, promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, rientra in una strategia più ampia collegata agli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Agenda 2030. Possono beneficiarne sia i privati sia le persone giuridiche, con un vincolo preciso: il veicolo acquistato dovrà restare di proprietà dell’intestatario per almeno dodici mesi.

 

La procedura scattata dalle ore 12 del 18 marzo 2026 passa attraverso la piattaforma Invitalia. È il rivenditore autorizzato a dover effettuare tutti i passaggi: dalla registrazione iniziale all’attivazione dell’utenza, fino all’inserimento della domanda di prenotazione, che viene identificata da un numero di protocollo. Solo in un secondo momento, dopo l’immatricolazione e la consegna del nuovo mezzo, la pratica può essere chiusa definitivamente con l’inserimento dei dati richiesti e della targa. Quando l’acquisto è accompagnato dalla rottamazione, alla documentazione del nuovo veicolo si aggiunge anche quella relativa al mezzo da dismettere. In sostanza, lo sconto viene anticipato in fattura dal concessionario, che poi recupera il contributo secondo le modalità previste.

L’ecobonus può contare su uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro, distribuito su più annualità, con una quota di 30 milioni per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026. L’incentivo copre il 30% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 3mila euro, per chi compra senza consegnare un vecchio mezzo. La percentuale sale invece al 40%, fino a un massimo di 4mila euro, se l’operazione avviene con rottamazione.

 


Foto da archivio LULOP