Appello al Governo: dalla logica emergenziale si passi a quella strutturale

Roma, ZTL a pagamento per le auto elettriche: un vero disincentivo alla transizione

di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE

 

Il 22 ottobre sono stati finalmente attivati gli incentivi MASE per l’acquisto di vetture elettriche, e in poco più di 24 ore con oltre 55mila voucher si è esaurito l’intero fondo di quasi 600 milioni. Attualmente è in corso la validazione dei voucher sulla Piattaforma informatica dedicata e sarà necessario attendere i 30 giorni previsti per determinare il numero reale di contratti stipulati a fronte dei voucher rilasciati. Pertanto, al momento non è possibile quantificare con precisione l’eventuale apporto sulle immatricolazioni delle vetture che hanno già beneficiato dell’incentivo.

 

Quello a cui abbiamo assistito è, purtroppo, un film già visto. Un lungo periodo di attesa che congela il mercato, una fiammata improvvisa che brucia le risorse in pochissimi giorni e infine il rischio che la domanda torni a rallentare, in attesa del successivo provvedimento. Eppure, emerge un segnale positivo: l’interesse crescente degli italiani verso la mobilità elettrica. Proprio per questo, UNRAE ribadisce la necessità di superare la logica emergenziale per abbracciare una visione strutturale, con misure di medio-lungo periodo: una vera politica industriale per l’auto, una revisione coerente della fiscalità delle vetture aziendali, una pianificazione coordinata tra istituzioni e rappresentanze del settore.

Solo attraverso un dialogo costante e costruttivo sarà possibile ottenere progressi duraturi, dando al mercato e ai cittadini la certezza di un percorso coerente verso una mobilità più sostenibile e moderna. Su questo punto ci aspettiamo risposte dalle Istituzioni.

 

 

Il Presidente UNRAE Roberto Pietrantonio – Foto da ufficio stampa UNRAE

“Ritorno al Futuro”: Confcommercio Mobilità fa 10 anni e apre il dibattito

"Ritorno al Futuro": Confcommercio Mobilità fa 10 anni e apre il dibattito
Foto – Da sinistra: Gianni Di Nardo Federacma – Ester Bordino Assocamp – Simonpaolo Buongiardino Confcommercio Mobilità – Fabio Mosconi Aipark – Ruggiero Delvecchio ADQ
L’evento “Ritorno al Futuro: 10 anni di Confcommercio Mobilità”, tenutosi a Palazzo Bovara a Milano, ha rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche un importante spazio di confronto tra istituzioni, imprese e associazioni del settore.

Nel corso della giornata, i rappresentanti delle Federazioni aderenti hanno condiviso riflessioni e proposte per il futuro della mobilità, dell’automotive e delle infrastrutture, affrontando temi cruciali come sicurezza, sostenibilità, innovazione e inclusione sociale. Padrone di casa il presidente di Confcommercio Mobilità, Simonpaolo Buongiardino.

Tra gli intervento, quelli del vicepremier Matteo Salvini; del vicepresidente della Commissione UE, Raffaele Fitto; degli eurodeputati Isabella Tovaglieri, Carlo Fidanza e Pierfrancesco Maran. 

Come innovare un’impresa: da CIM il primo talent show italiano

Come innovare un'impresa: da CIM il primo talent show italiano

Parte da Torino la rincorsa per trovare il miglior talento con “l’X-Factor Tecnologico”. Il Competence Center Nazionale CIM con sede nel capoluogo piemontese, ha promosso con il sostegno del MIMIT e la collaborazione della società 4cBranding, il primo talent show dedicato ai futuri leader dell’innovazione industriale.

Mercoledì 5 novembre è andato in onda,  su Class CNBC (canale 597 di Sky), la prima delle sei puntate che per circa un mese accompagneranno i telespettatori dentro una vera fabbrica intelligente, con tecnologie e ambienti digitalizzati. Durante la prima puntata si assisterà alla selezione dei candidati: 7 giudici scelti tra docenti universitari, imprenditori e manager dell’innovazione, saranno impegnati a scegliere tra oltre 120 candidati provenienti dall’Italia e dall’estero, selezionando prima 10 poi 5 talenti, di età compresa tra i 25 e i 30 anni, che entreranno ufficialmente a far parte della masterclass CIM Innovation Talent.


Ciascun partecipante si cimenterà in prove di abilità e problemi reali da risolvere al fine di contribuire,
attraverso competenze tecniche, visione e soft skills, a trasformare il processo produttivo di un’azienda, da analogica a digitale. I talenti si sfideranno sui temi cardine delle transizioni digitale e green, dall’automazione industriale, alla manifattura additiva (stampa 3D), dall’intelligenza artificiale, al world class manufacturing. Saranno accompagnati nel loro percorso da formatori esperti, mentor e professionisti delle aziende partner del CIM, sviluppando competenze immediatamente spendibili e capacità di leadership in contesti ad alta innovazione.
Nel corso delle sei puntate i 7 giudici valuteranno le performance dei finalisti e alla fine sceglieranno il miglior talento che si aggiudicherà un contratto di lavoro a tempo indeterminato in una delle diverse realtà industriali dell’ecosistema di CIM. Tutti e 5 i partecipanti alla sfida finale riceveranno il diploma di Innovation Talent, un attestato che certifica l’acquisizione di competenze avanzate in ambito tecnologico e organizzativo, immediatamente spendibile sul mercato manifatturiero italiano o internazionale. 

Enrico Pisino, CEO di CIM: “CIM Innovation Talent 2025 rappresenta una svolta culturale prima ancora che formativa e nasce come risposta strategica alla necessità di valorizzare competenze sia specialistiche che

interfunzionali, necessarie per la competitività della nostra industria manifatturiera. Abbiamo voluto creare un format capace di unire rigore tecnico, sfida creativa e coinvolgimento emotivo, per restituire centralità alla cultura del fare, dell’innovare, del progettare. E tutto questo non poteva che essere fatto a Torino, città che si sta sempre più affermando come fucina di innovazione e di attrazione verso i migliori talenti dell’innovazione”.

Aggiunge Pisino: “Sviluppare laboratori all’avanguardia frequentati da risorse talentuose impegnate ad affrontare sfide tecnologiche, di oggi e di domani, attiva una sorta di circolo virtuoso che consente alle migliori competenze tecniche e di visione, di rimanere contribuendo a far crescere quell’humus tecnologico fondamentale per promuovere l’intelligenza industriale del territorio e garantire l’eccellenza della manifattura italiana.L’esperienza, emozionante e condivisa, vissuta attraverso questo talent dimostra come la dinamicità del nostro centro di
competenza possa giocare un ruolo importante nella società industriale moderna, dove contano la
preparazione, l’esperienza ma anche l’attitudine al problem solving, ossia saper gestire problematiche o sfide tecnologiche che anche la migliore macchina intelligente non è in grado di risolvere”.

Conclude il CEO di CIM: “Ci tengo inoltre a ringraziare il MIMIT per il sostegno dato all’iniziativa e 4cBranding per averci guidato con professionalità e creatività all’interno di un percorso che per tutti noi ha
rappresentato una vera e propria novità. Inoltre, esprimo i miei ringraziamenti agli oltre 120 giovani che si sono candidati per partecipare a questa prima edizione del CIM Innovation Talent, a tutto il team del nostro centro di competenza, ai mentor e ai formatori che hanno seguito passo dopo passo questi giovani, ai consorziati e agli activity partner del CIM, per l’entusiasmo e l’impegno profuso dentro questo bellissimo viaggio nell’innovazione, tra tecnologie e cultura digitale”.

Foto da ufficio stampa CIM

Una “scossa” per l’Italia: ora si attende l’effetto incentivi

Crisi di Hormuz e carburanti alle stelle: si applichi la clausola di salvaguardia nazionale
di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
L’intonazione positiva delle immatricolazioni elettriche è un segnale importante per le prospettive del mercato italiano, così come lo è stato il clamoroso boom delle domande per gli incentivi, testimonianza chiara di un interesse per questa tecnologia che può essere valorizzato per recuperare terreno sul resto d’Europa.
Guardando al futuro occorrerà fare tesoro dell’esperienza delle ultime settimane, che accanto all’attenzione dei cittadini verso l’elettrico ha dimostrato le potenzialità del dialogo tra le Istituzioni e gli attori della filiera, grazie a cui nonostante le difficoltà si è messa a terra una misura utile a far toccare con mano a migliaia di famiglie le opportunità della mobilità elettrica.
Ripartendo da questo spirito collaborativo pubblico-privato, siamo convinti che ci siano tutti i presupposti per creare un grande piano nazionale per l’auto, esteso a fattori abilitanti strategici come l’infrastruttura di ricarica, che accompagni l’industria attraverso la transizione tecnologica in atto e dia una direzione chiara al mercato. Occorrerebbero, in questo senso, azioni coordinate e programmatiche, utili anche a valorizzare ulteriormente per l’elettrico il canale delle flotte aziendali, che rappresenta un’altra leva importantissima per riportare il mercato auto italiano lì dove deve essere, accanto ai più importanti Paesi europei.
Foto da ufficio stampa Motus-E

Report di ANIASA: i modelli più gettonati nel settore del noleggio

Report di ANIASA: i modelli più gettonati nel settore del noleggio

Le immatricolazioni del noleggio veicoli (auto e commerciali leggeri) confermano che i dati delle immatricolazioni del terzo trimestre migliorano la prestazione annuale, pur con la presenza di un mese d’agosto che, per tradizione, è sempre poco significativo nei volumi delle immatricolazioni: +26,98% è il risultato del terzo trimestre, che contribuisce a portare il dato cumulativo del noleggio da gennaio a settembre a +10,31%.

Nel terzo trimestre tutti gli indicatori sono positivi: il noleggio a lungo termine vetture (+17,68%), quello dei veicoli commerciali leggeri (+30,79%), il noleggio a breve termine vetture (+66,71%) e quello dei veicoli commerciali leggeri (+15,29%). Nel cumulato annuo, la prestazione dei veicoli da lavoro rimane ancora sottotono, sia nel noleggio a breve termine sia nel lungo.

Ma quali sono stati i modelli di auto più noleggiati in Italia da gennaio a settembre 2025?Sia l’offerta a lungo termine dedicata ai privati sia quella riguardante le aziende ha visto primeggiare il Suv Volkswagen Tiguan. Il report è stato diffuso da ANIASA.

 

Foto da ufficio stampa ANIASA

Riflessione: chi ha torto quando tutti hanno ragione?

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive
 
Mi sono imbattuto in una locandina che mi ha posto la questione: chi ha torto quando tutti hanno ragione? Il film è “Eddington” e non l’ho ancora visto. Perché è vero (ecco appunto), se ciascuno ha la propria verità e ogni opinione trova un pubblico disposto ad applaudirla, verità diverse, a volte perfettamente contrapposte, esiste dav(vero) la verità?

E non è solo un tema di fact checking, un’equazione o una misura. E’ qualcosa di più profondo, tanto da scomodare il destino e il senso della nostra esistenza. Se tutti hanno ragione, chi ha torto? E soprattutto: che valore ha ancora la ragione?

Mi viene in mente una frase di Voltaire: “Non condivido la tua opinione, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a esprimerla”. Eppure oggi, più che difendere il diritto di parola, sembriamo impegnati a difendere la nostra parola – anche quando è solo un’eco di quella degli altri.

Albert Einstein scriveva: “Il valore di un uomo si misura nella sua capacità di affrontare la verità, anche quando è scomoda”. Forse la vera sfida non è avere ragione, ma saper convivere con il dubbio e ascoltare chi la pensa diversamente (ma pensa), non ci indebolisce, ma ci allena alla complessità. In un mondo pieno di “ragioni”, chi ha il coraggio di cercare ancora la verità?

Foto fornita da Mario Verna

L’auto in Italia: offerta cinese in crescita continua

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA


In riferimento ai risultati di ottobre in Italia è d’obbligo segnalare dapprima l’incertezza
legata all’attesa dell’apertura della piattaforma per la prenotazione degli incentivi
previsti dal MASE
a cittadini e micro-imprese – poi avvenuta il giorno 22 . che ha
frenato la domanda di auto elettriche nella prima parte del mese e, in un secondo momento, la falsa partenza degli incentivi stessi.
 
Purtroppo, infatti, nonostante il tempo trascorso dall’annuncio all’effettiva fruibilità, non è stata predisposta una piattaforma robusta, che ha invece generato parecchia confusione soprattutto nei concessionari. Lavorando di concerto con le altre associazioni automotive, abbiamo quindi denunciato la situazione al Ministero e dopo un temporaneo blocco le funzionalità dello strumento sono state riattivate solo il 31 ottobre a metà giornata.

Guardando al mix delle alimentazioni, osserviamo, come già il mese scorso, il consolidamento della performance di vendita delle vetture a Gpl, che rappresentano il 9,6% dell’immatricolato nel mese e il 9,3% nel cumulato da inizio anno. Si tratta di
quote analoghe a quelle che ormai totalizzano le vetture Diesel (9,3% nel mese e 9,8% a
gennaio-ottobre 2025) da anni sfavorite da normative penalizzanti e politiche locali di
limitazione alla mobilità nei centri urbani.
 
Per contro, le auto elettrificate a vari livelli – dalle mild e full hybrid, alle PHEV e BEV – insieme rappresentano ormai stabilmente oltre la metà delle immatricolazioni mensili (58% a ottobre 2025). Un altro elemento degno di nota è il notevole incremento registrato dalle vendite di autovetture di marchi cinesi, pari al 7,9% nei primi dieci mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (4,6%).
 
È una tendenza che rischia, in prospettiva, di sovvertire completamente gli equilibri di mercato, a maggior ragione se quando i primi costruttori cinesi si insedieranno in UE, evitando così di essere sottoposti ai dazi e diventando ancora più competitivi sui prezzi di vendita, non avremo introdotto misure a protezione degli interessi dell’industria automotive italiana ed europea.
Foto da ufficio stampa ANFIA

Trasporto merci nell’UE: il 78% viaggia su gomma

Trasporto merci nell’UE: il 78% viaggia su gomma

Nell’Unione europea il 78% del trasporto via terra delle merci viaggia su gomma e solo il 17% su ferrovia. L’Italia è al di sopra della media per quanto riguarda il primo, con l’88%, mentre è al di sotto in relazione al trasporto merci ferroviario, con il 12%. In entrambi i casi, quest’ultimo è in calo: in Unione Europa si è passati dal 19% del 2015 al 17% del 2023 e nel nostro Paese, rispetto al 2015, si è passati dal 13% al 12%. Guardando l’andamento degli ultimi 20 anni, la quota percentuale di trasporto merci su ferrovia è aumentata fino al 2016 (picco del 14,7%) per poi scendere al livello degli ultimi anni.Questo quanto elaborato da Connact su dati Eurostat.

L’iniziativa è stata organizzata da Connact, la piattaforma di eventi che favorisce il confronto tra soggetti privati e istituzioni attraverso momenti di incontro e networking, in collaborazione con il Parlamento europeo in Italia. Un momento di confronto tra esponenti delle istituzioni e stakeholder del settore trasporti sulle politiche europee: dall’ammodernamento infrastrutturale a quello dei mezzi di trasporto, dalla realizzazione di un sistema efficiente e sostenibile per lo spostamento di merci e persone fino al focus sui trasporti aerei e marittimi che hanno un ruolo determinante in un sistema integrato e multimodale per la mobilità di merci e persone al fine di garantire efficienza e consentire di rispondere agli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Questi i temi dell’incontro su cui sono intervenuti, tra gli altri, Fabio Pressi, ceo di A2A E-mobility; Raffaele Latrofa, Commissario Straordinario dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale; Massimiliano Calamea, Head of EU & International Public Affairs di Autostrade per l’Italia; Maria Cristina Scarfia, Responsabile Affari europei di Confetra; Davide Cucino, Vice Presidente Senior per gli Affari UE e NATO di Fincantieri; Marco Mannocchi, Responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di IP Gruppo api e Aimone di Savoia Aosta, SVP Affari istituzionali e regolatori di Pirelli. 

Trasporto merci: per la ferrovia il trend è negativo. In Europa il trend complessivo del trasporto merci su ferro è negativo. Questo nonostante l’obiettivo della Strategia UE della mobilità sostenibile, lanciata nel 2020, sia di raddoppiare entro il 2050 la quota percentuale del trasporto merci su ferrovia rispetto al 2015. In particolare, la parte occidentale dell’Europa nel 2023 risulta quella meno sviluppata in fatto di trasporto merci ferroviario, con la Spagna al 4,2%, la Francia al 9,2% e l’Italia poco meglio, con il 12%. Il Portogallo appena sopra con il 14,1% di quota di trasporto merci ferroviario, il Belgio 11,7% e i Paesi Bassi 6,4%. Male la Grecia con 1,1%. Diversa è invece la situazione per l’altra metà dell’Europa, a cominciare dalla Germania, con una quota che è al 20,6%. Al di sopra della media UE praticamente tutta l’Europa orientale: Austria al 29,3%, Slovenia al 30,2%, Croazia al 22,7%, Slovacchia al 30,4%, Ungheria al 25,2%, Polonia al 24,1% e Romania al 24%. Sfiora il 40% la Lituania e si colloca addirittura sopra con il 44% la Lettonia. Alti anche i livelli nell’Europa del Nord, con Finlandia e Svezia rispettivamente al 22% e al 29,7%. 

Trasporto merci: l’Europa viaggia sulla strada. Diversa è invece la situazione per il trasporto merci su strada, settore in cui la media europea si attesta sul 78%, con picchi del 95,8% per la Spagna, 98,9% per la Grecia, 99,3% per l’Irlanda, 91,8% per la Danimarca,  88,9% per la Francia, 88% per l’Italia e 85,9% per il Portogallo. In linea con la media europea l’Austria, mentre la Germania, il Belgio e tutta l’Europa dell’est mostrano percentuali di qualche punto sotto la media. Molto sotto la media UE Paesi Bassi (52,8%), Lettonia (56%) e Romania (53,7%). 

E-mobility. Durante l’evento è stata presentata anche un’analisi di Motus-E e ACEA rielaborata da Connact. Secondo i dati, in Italia sono attive 333.658 auto Bev (veicoli elettrici a batteria) con 60.870 immatricolazioni da inizio anno (+28% rispetto al 2024). L’Italia, però, resta indietro rispetto ai principali Paesi UE: la quota di mercato delle auto elettriche nel nostro Paese, infatti, è del 5,9% contro una quota del 16,1% dell’Unione europea. Francia e Germania si aggirano intorno al 18%, mentre sale in Belgio con il 33,4% e nei Paesi Bassi con il 34,7%. Anche il dato della Spagna (8,4%) è superiore a quello italiano. L’infrastruttura di ricarica gioca un ruolo fondamentale in questo mercato: in Italia a giugno 2025 risultano installati 67.561 punti di ricarica con una crescita di 10mila unità rispetto a giugno 2024.

“La transizione ecologica è una sfida globale e la mobilità elettrica è una leva capace di dare un contributo concreto al processo di decarbonizzazione – commenta Fabio Pressi, CEO di A2A E-Mobility. “In Italia stiamo assistendo a una crescita costante delle infrastrutture di ricarica, con incrementi annuali che testimoniano un forte impegno di istituzioni e operatori del settore. A2A E-Mobility sta continuando a investire in un modello integrato che combina due direttrici di sviluppo: da un lato le City Plug, infrastrutture di ricarica a bassa potenza pensate per una diffusione capillare in ambito urbano e per rispondere alle esigenze di chi non dispone di un punto di ricarica domestico; dall’altro la realizzazione di hub di ricarica veloce collocati in corrispondenza di snodi stradali e nelle aree ad alta percorrenza. Si tratta di un modello che accompagna la trasformazione della mobilità, capace di soddisfare le diverse esigenze degli automobilisti elettrici”. 

“Al porto di Civitavecchia siamo in un momento nodale per la sostenibilità. Ci sono progetti in cantiere per 80 milioni di euro per il Cold Ironing e siamo primi in Italia per l’esperienza sull’idrogeno, come prima Hydrogen valley portuale, con la prospettiva di andare a produrre 200 tonnellate annue di idrogeno verde che potrebbero fare del nostro hub un luogo di distribuzione dell’idrogeno anche come carburante per le navi. Alle istituzioni chiediamo di creare le condizioni per non farci rimanere un modello isolato” ha detto Raffaele Latrofa, Commissario Straordinario dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. 

“Oggi il 90 per cento dei passeggeri, l’84% delle merci viaggia su strada, e l’80 per cento degli addetti alla manifattura si trova a meno di 20 km da un casello” sottolinea Massimiliano Calamea, Head of EU & International Public Affairs di Autostrade per l’Italia. “Sono numeri che nei prossimi decenni si ridurranno marginalmente, il settore continuerà a giocare un ruolo fondamentale per le competitività economica e sta assumendo anche quello di abilitatore della decarbonizzazione e digitalizzazione”. 

“ll settore della logistica non è contro la decarbonizzazione, è contro un approccio ideologico che cala target irrealistici dall’alto” ha detto Maria Cristina Scarfia, Responsabile Affari europei in Confetra. “Con la Corporate Green Fleet Initiative la Commissione prevede quote di acquisto obbligatorie di camion elettrici che costano circa 400.000 euro, con incentivi che vanno intorno al 10%, quindi 40.000 euro. A questi si aggiungono più o meno 120.000 euro a carico delle aziende per gli allacci, i sistemi di sicurezza, oltre ovviamente al rincaro delle bollette. Da parte nostra speriamo che la Commissione europea ci ripensi, stiamo raccogliendo con la nostra associazione europea e con IRU (Unione Internazionale trasporti su Strada) le firme contro questa proposta e qualora la Commissione dovesse continuare a non ascoltare le voci del settore, ma anche dei tecnici che sostengono quanto sia irrealistica l’opzione solo elettrico per i camion, auspichiamo che il governo italiano e i parlamentari chiedano deroghe o incentivi potenti per il settore se non, addirittura, lo stralcio”. 

“Il settore marittimo ha lavorato nell’ultimo anno e mezzo per contribuire a ispirare una nuova Strategia per l’industria marittima europea che, da una parte, permetta a player come Fincantieri e al loro indotto di attuare una nuova politica industriale e, al tempo stesso, sottolinei la necessità di dedicare risorse e sforzi a nuovi ambiti come quello della dimensione subacquea” ha detto Davide Cucino, Senior Vice President per gli Affari UE e NATO di Fincantieri. 

“La mobilità sostenibile non può che passare da una pluralità di tecnologie, tra cui elettrico, idrogeno e biocarburanti, su cui IP Gruppo api è impegnata da tempo – dice Marco Mannocchi, Responsabile delle Relazioni Esterne e Sostenibilità di IP Gruppo api – Il settore oil and gas rimane un fattore abilitante per garantire che la transizione energetica sia compatibile con sicurezza delle forniture e sostenibilità economica”.

Aimone di Savoia Aosta, Senior Vice President Affari Istituzionali e Regolatori di Pirelli, ha dichiarato: “Per accelerare la transizione verso un’industria europea sempre più sostenibile e competitiva, è fondamentale individuare obiettivi realizzabili nell’ambito di un quadro normativo ben definito e non frammentato, con tempi di attuazione chiari e prevedibili per consentire alle imprese di pianificare gli investimenti e di implementare i regolamenti. In tal senso, Pirelli auspica un dialogo costante tra istituzioni e industria, affinché le imprese possano contribuire concretamente alla realizzazione di un piano europeo che porti a una maggiore efficienza operativa e a progressi in termini di sostenibilità, innovazione e competitività”.

 

  Foto di Immo Wegmann su Unsplash

 

 

Mercato Italia: sempre in rosso il bilancio dell’auto

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
Ottobre fiacco per il mercato automobilistico italiano. Nel mese sono state immatricolate in Italia 125.826 autovetture con un calo dello 0,6% su ottobre 2024. Peggiore è la situazione nei dieci mesi che vanno da gennaio ad ottobre in cui le immatricolazioni hanno toccato quota 1.293.366 con un calo sullo stesso periodo dello scorso anno del 2,7% e del 20,4% rispetto alla situazione ante-pandemia, cioè rispetto al gennaio-ottobre del 2019. Proiettando i risultati dei primi dieci mesi sull’intero anno sulla base della stagionalità delle vendite si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.502.836 unità con un calo del 3,6% sul 2024 e del 21,6% sul 2019.

In questo quadro va segnalato che il peso delle auto elettriche resta marginale con la conseguenza che il nostro Paese si mantiene in coda nella graduatoria europea per immatricolazioni di questo tipo di auto. Un contributo per sostenere la quota delle elettriche verrà certamente nei prossimi mesi dalle immatricolazioni delle auto di questo tipo prenotate con gli incentivi che si sono esauriti tra il 22 e il 23 ottobre con 55.680 prenotazioni: un numero compatibile con le immatricolazioni delle auto elettriche registrate annualmente, ma indubbiamente una goccia nel mare per quello che riguarda la transizione all’elettrico, se si considera che il parco circolante italiano di autovetture, secondo gli ultimi dati, ha toccato quota 41.340.516.

La strada verso la transizione all’elettrico è dunque ancora molto lunga e piena di ostacoli. D’altra parte, da alcune domande speciali inserite nell’ultima inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor sui concessionari auto emerge che l’auto elettrica viene acquistata (dai pochi che la acquistano) essenzialmente come una seconda macchina perché nella considerazione della gente pesa la convinzione della minore flessibilità di impiego di questa soluzione rispetto a quelle tradizionali a combustione interna.

Per quanto riguarda le prospettive per i prossimi mesi dalla già citata inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor emerge poi che solo il 6% degli interpellati prevede nei prossimi mesi un aumento delle vendite di auto, mentre il 28% si attende stabilità e ben il 66% prevede vendite in calo.

Il quadro non è certo dei migliori e non conforta certo il fatto che non vi siano segnali che indichino che l’Unione Europea voglia assumere nel prossimo futuro provvedimenti utili per rilanciare l’industria automobilistica europea (ammesso che sia ancora possibile) dopo gli effetti catastrofici prodotti proprio dalla politica dell’Unione Europea per la transizione energetica nell’auto.

Foto Ufficio Stampa Centro Studi Promotor

BMW Group: sostegno ai giovani, i leader del futuro

BMW Group: sostegno ai giovani, i leader del futuro

Monaco di Baviera ha ospitato l’annuale “One Young World Summit”, una delle conferenze internazionali più importanti per i giovani leader di tutto il mondo. Con delegati provenienti da 196 Paesi, il Summit è tra i pochi eventi internazionali che riuniscono giovani da ogni angolo del pianeta, offrendo loro una piattaforma di dialogo e confronto.

Per la seconda volta, l’evento si tiene nella città di Monaco che, grazie al suo perfetto connubio di tradizione, innovazione e qualità della vita, si conferma il luogo ideale per perseguire l’obiettivo comune di sviluppare soluzioni innovative e visionarie alle più grandi sfide sociali.

Ilka Horstmeier, Membro del Consiglio di Amministrazione di BMW AG, Responsabile per HR e Real Estate, ha dichiarato: “Il One Young World Summit 2025 a Monaco riunisce giovani leader provenienti da ogni parte del mondo, con l’obiettivo di ispirare e connettere. Per noi del BMW Group, la responsabilità sociale va ben oltre i nostri prodotti e la nostra organizzazione: supportando One Young World, promuoviamo una leadership responsabile e incoraggiamo i giovani a prendere posizione e ad affrontare con impegno e determinazione le sfide del futuro”.   

In qualità di partner premium di “One Young World”, il BMW Group gioca un ruolo attivo nella serie di eventi, considerandosi una parte integrante della società e sostenendo lo sviluppo di soluzioni per affrontare le sfide globali. Un aspetto centrale di questo impegno è la promozione di una generazione di leader del futuro, impegnati a costruire una società responsabile, giusta e proiettata verso il futuro.

Dal 2016, il BMW Group ha una propria delegazione di giovani leader, di età compresa tra i 18 e 30 anni, che partecipano al forum di quattro giorni, considerandolo come un’opportunità per contribuire a un futuro migliore. Anche quest’anno, il BMW Group ospiterà la cerimonia di chiusura presso il BMW Welt, simbolo di innovazione, design ed esperienze emozionali. 

 

Guidare il cambiamento insieme

Il One Young World Summit è un’occasione per dibattere su temi sociali, economici e ambientali, condividere conoscenze ed esperienze, porre domande critiche e creare connessioni durature. L’obiettivo è dare a giovani talentuosi e ambiziosi la possibilità di diventare protagonisti del cambiamento. I delegati provengono da contesti diversi, che spaziano dal mondo degli affari e della scienza alle ONG. È proprio in questa diversità e nell’impegno condiviso che il BMW Group riconosce il potenziale di questa conferenza internazionale.

Con una delegazione composta da oltre 50 persone, l’evento di quest’anno si è concentrato su temi di grande rilevanza quali l’educazione, l’economia circolare, la tecnologia responsabile, la lotta contro l’odio, la pace e la sicurezza. Per arricchire ulteriormente il dibattito e offrire nuove prospettive, interverranno figure influenti provenienti dal mondo degli affari, della politica, dello sport e della cultura.

 

p90623966-highres – Foto da ufficio stampa BMW