Vanini Jr tra i “Forty under Forty” d’Italia: il riconoscimento da “Fortune”

Vanini Jr tra i "Forty under Forty" d'Italia: il riconoscimento da "Fortune"

Il vicepresidente di Autotorino, nonché amministratore delegato di AtFlow, Mattia Vanini, è stato inserito da “Fortune Italia” tra i “Forty under Forty”, i quaranta giovani che stanno contribuendo a cambiare il Paese. Una prestigiosa menzione che celebra manager, imprenditori, innovatori e sportivi le cui storie, fatte di ambizione e impegno, stanno plasmando il futuro dell’Italia.

“Questo riconoscimento – si legge in una nota di Autotorino – non è solo un traguardo personale, ma uno stimolo per tutta la squadra che ogni giorno è spinta a migliorare, guardando al futuro con fiducia ed entusiasmo”.

 
Anche #FORUMAutoMotive si complimenta con Mattia Vanini per il prestigioso riconoscimento.
Foto da ufficio stampa

Locauto contro l’abbandono degli animali: un servizio ad hoc per chi viaggia

Locauto contro l'abbandono degli animali: un servizio ad hoc per chi viaggia

In seguito alla recente delibera dell’ENAC1, che consente il trasporto in cabina degli animali domestici senza limiti di peso o dimensioni, e con l’avvicinarsi del periodo delle ferie estive – con circa 30,5 milioni di italiani che si metteranno in viaggio -, torna di grande attualità il tema della tutela degli animali domestici. Nonostante gli appelli sul tema, ormai ricorrenti ogni anno, e l’impegno da più parti per il contrasto di questo fenomeno, l’abbandono è ancora tristemente diffuso: secondo l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), nel 2023 sono stati 384 gli animali abbandonati ogni giorno e recuperati dai volontari, per un totale annuo di circa 80.000 gatti e 50.000 cani. Numeri che raccontano un’emergenza etica e sociale, considerando che il 25%-30% è concentrato nei mesi estivi e che solo il 20% sopravvive.

In questo contesto, Locauto – azienda leader nel noleggio di auto e veicoli commerciali con oltre 110 uffici in tutta Italia – ha attivo il programma “Bau the Way”, un servizio pensato per semplificare ogni aspetto della mobilità pet-friendly, dedicato a tutti i proprietari di animali domestici. “Viaggiare con il proprio cane deve poter essere una scelta naturale, facile e favorita da tutti gli addetti ai lavori del settore turistico e della mobilità, ma purtroppo rappresenta spesso un ostacolo” dichiara Raffaella Tavazza, CEO di Locauto Group. “Per questo motivo abbiamo accolto con favore la decisione dell’ENAC di aiutare i viaggiatori, contribuendo a proteggere migliaia di animali domestici. Con il nostro programma “Bau the Way”, dal 2019 abbiamo anticipato i tempi e ci siamo impegnati per offrire a tutti i nostri clienti, italiani ma non solo, la possibilità di portare a bordo delle nostre auto i loro animali domestici, senza sorprese sui costi di pulizia alla restituzione del veicolo”, prosegue Tavazza. “Alla luce di questa recente decisione, l’importanza di contrastare l’abbandono è diventata urgenza, senza scuse per operatori e viaggiatori. Ognuno deve fare la sua parte”, conclude la manager.

“Bau the Way” è il servizio di Locauto pensato per offrire la migliore esperienza di noleggio a chi viaggia con il proprio cane. Con un costo aggiuntivo di 49,90€, i clienti Locauto possono trasportare il proprio cane a bordo dell’auto noleggiata senza alcun tipo di pensiero: la pulizia della vettura al termine del noleggio è infatti già compresa nel servizio, unitamente ad un kit contenente tutti gli strumenti necessari per far viaggiare il proprio animale domestico in totale sicurezza e nel pieno rispetto della normativa vigente.

Il kit, messo a disposizione dei clienti, comprende: un telo agganciabile ai sedili posteriori, una cintura di sicurezza per permettere all’animale di viaggiare in sicurezza e una sacca, che rimarrà in dote al cliente una volta terminato il noleggio, insieme al resto degli accessori, così da permettere un utilizzo futuro anche sulla propria auto. Il servizio può essere prenotato online sul sito di Locauto, tramite l’App dedicata o tramite il call center.

 

Foto da ufficio stampa Locauto



Giù le vendite a luglio in Italia: e Bruxelles fa come lo struzzo

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
 
In luglio sono state immatricolate in Italia 118.493 autovetture con un calo sullo stesso mese del 2024 del 5,11%. Il consuntivo dei primi sette mesi dell’anno chiude invece con un 973.396 immatricolazioni e con una contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 3,75%.

Proiettando il risultato dei primi sette mesi sull’intero anno tenendo conto della stagionalità degli acquisti di auto, si ottiene un volume annuo di immatricolazioni per il 2025 di 1.456.070 con una contrazione rispetto al 2024 del 6,6% e una contrazione rispetto al livello ante-crisi (2019) di ben il 24% e quindi decisamente superiore alle analoga contrazione del mercato dell’Unione Europea che nel primo semestre di quest’anno ha chiuso con un calo delle immatricolazioni, rispetto al 2019, del 19,1%.

Come più volte sottolineato dal Centro Studi Promotor, la grave situazione di crisi del mercato dell’Unione Europea, e quella ancora più grave del mercato italiano, non trovano riscontro nel resto del mondo che nel 2024 aveva già interamente recuperato gli effetti della crisi mondiale legata alla pandemia facendo registrare un incremento, rispetto al 2019, del 7,5%. La crisi del mercato dell’auto in Italia, come nel resto dell’Unione Europea ha, d’altra parte, la stessa causa: una politica per la transizione energetica che non trova riscontro in nessun’altra parte del mondo.

Per quanto riguarda le prospettive dell’Italia interessanti indicazioni vengono dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor sui concessionari italiani,cioè sulla prima linea del mercato che per la sua collocazione a diretto contatto con i potenziali compratori di auto, sono in condizioni di percepire con anticipo l’evolversi delle tendenze. Il quadro attuale, letto con i risultati dell’inchiesta appena citata, lascia intravedere una situazione di sostanziale stagnazione sugli infimi risultati raggiunti.

 
Nel luglio scorso solo il 4% dei concessionari interpellati dichiara un livello di acquisizione di ordini elevato, mentre il 14% dichiara un livello normale e ben l’82% dichiara invece un livello di acquisizione basso. Coerenti con queste indicazioni sono anche le previsioni che i concessionari fanno per i prossimi tre/quattro mesi. Il 7% degli interpellati prevede un aumento delle vendite, il 44% si attende stabilità e ben il 49% ulteriori cali.

Come è noto, la causa principale di questa difficilissima situazione è l’intransigenza dimostrata dalla governance dell’Unione Europea nel difendere le scelte fatte con rigore talebano per imporre l’auto elettrica come unica soluzione per immatricolare nuove auto dopo il 2035. Nelle ultime settimane si riteneva che fosse possibile un rinnovo della governance europea che favorisse una revisione della politica della UE per l’auto. In effetti, questa speranza è stata delusa e le conseguenze saranno pesanti.
Foto Ufficio Stampa Centro Studi Promotor

Protocollo GSE-UNEM: insieme per lo sviluppo dei biocarburanti

Transizione automotive; si valorizzino eccellenze e competenze (molte sono italiane)

Foto: Gianni Murano, presidente di UNEM

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e l’Unione Energie per la Mobilità (UNEM) hanno siglato un Protocollo d’Intesa triennale per sostenere la decarbonizzazione del settore dei trasporti, promuovendo lo sviluppo e l’utilizzo dei biocarburanti all’interno di una filiera
nazionale basata sull’economia circolare, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC).


L’accordo prevede una stretta collaborazione tra le due realtà su più fronti strategici: promozione dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, con particolare attenzione ai biocarburanti sostenuti dal GSE; -sviluppo della filiera dei biocarburanti, anche attraverso studi, proposte normative e valorizzazione di materie prime come rifiuti urbani e agricoli;-attività di formazione e sensibilizzazione rivolte a imprese, amministrazioni locali e cittadini, per incentivare comportamenti virtuosi in materia di mobilità sostenibile e economia circolare; organizzazione di eventi e iniziative culturali, a livello locale e nazionale, per promuovere la transizione ecologica nel settore trasporti.
Previsto, inoltre, l’avvio di un Tavolo di confronto tra GSE e le imprese associate di UNEM, volto a garantire uno scambio e un confronto tecnico-operativo tra le parti sui temi della regolazione energetica e delle regole tecniche per l’accesso ai meccanismi gestiti dal GSE.


“Con questo Protocollo – ha commentato Gianni Murano, presidente UNEM – si rafforza la collaborazione con il GSE sui temi della promozione dei carburanti rinnovabili che rappresentano una valida ed immediata soluzione in grado di coniugare decarbonizzazione dei trasporti con la sicurezza energetica e la sostenibilità economica e sociale. Le nostre stime prevedono al 2030 una domanda di circa 5 milioni di tonnellate di biocarburanti, che diventano 10 milioni nel 2040. Sostenere la produzione domestica di carburanti rinnovabili – ha concluso Murano – significa quindi creare valore per l’industria europea e i suoi lavoratori, sviluppando una catena di valore agro-industriale che valorizzi i territori e realizzi un futuro energetico sostenibile e indipendente in un contesto geopolitico sempre più imprevedibile”.

“La collaborazione siglata con UNEM rientra in una serie di accordi che il GSE sta portando avanti con i settori produttivi italiani – ha dichiarato il presidente del GSE, Paolo Arrigoni -. L’obiettivo è quello di promuovere un processo condiviso di transizione nel settore dei trasporti che, anche grazie a vettori energetici sostenibili come i biocarburanti, supporti lo sviluppo di un mix energetico in grado di coniugare la neutralità carbonica con la neutralità tecnologica, incrementare la sicurezza energetica, accrescere la competitività del Paese, ridurre la dipendenza energetica dall’estero e favorire lo sviluppo di una filiera produttiva italiana basata sulla circolarità delle risorse.
Il GSE, tra le varie attività per il settore, amministra il sistema d’obbligo di immissione in consumo dei biocarburanti e a breve gestirà il bando per erogare contributi in conto capitale per la riconversione verde delle raffinerie tradizionali esistenti in bioraffinerie. Si sottolinea che grazie alle misure di sostegno gestite dal Gestore, come il DM 2018 e il DM 2022, dedicate alla promozione e allo sviluppo
di impianti di produzione di biometano per il settore dei trasporti – ha concluso Arrigoni – il nostro Paese, lo scorso giugno, ha registrato una producibilità annua reale di 788 milioni Smc, prossima all’obiettivo del PNIEC al 2030 di 1.100 milioni di Smc incentivabili”.
Foto da ufficio stampa UNEM

Mercato dell’auto in Italia: ci vogliono incentivi stabili e pianificati

UNRAE: un libro per ripercorrere 75 anni di storia

di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE

 
Il mercato italiano dell’auto continua a mostrare segnali di sofferenza evidenti. A luglio registriamo un’ulteriore contrazione che porta il calo da inizio anno al -3,8% rispetto al 2024 e al -21,3% rispetto al 2019: si tratta di 263.000 auto perse in confronto al periodo pre-pandemico, un dato che dovrebbe allarmare tutti.Nel contesto dell’Unione Europea dove l’Italia nel 2024 è quintultima per penetrazione delle auto elettriche, il rischio concreto è che il nostro Paese diventi sempre meno attrattivo per investimenti e offerta.
 
È il momento di agire: occorrono incentivi stabili, semplici e pianificati, che orientino i consumatori e restituiscano fiducia nel cambiamento, così come è urgente una riforma fiscale per le auto aziendali, leva essenziale per favorire una transizione reale.
 
Senza queste misure, non solo il mercato resterà debole, ma saranno i cittadini e il sistema-Paese a pagarne il prezzo.
Foto da ufficio stampa UNRAE

Ok agli ecobonus per chi ha una ISEE bassa: tempi stretti per spendere le risorse

Crisi di Hormuz e carburanti alle stelle: si applichi la clausola di salvaguardia nazionale

di Fabio Pressi, presidente di Motus-E

 
Il mercato continua a mostrare segnali di tenuta, ma l’attesa per i nuovi incentivi rischia di trasformarsi in un freno. È positivo che il Governo abbia annunciato, per settembre, l’arrivo di nuove agevolazioni mirate alle fasce a basso reddito; ora bisogna essere veloci e chiari perché i tempi per spendere le risorse sono stretti.
 
Per far raggiungere all’Italia i livelli di quote di mercato degli altri Paesi europei c’è bisogno di misure continuative e certe negli anni, come ad esempio la revisione della deducibilità dei costi di acquisto e noleggio delle auto aziendali.

Anche i fringe benefit aziendali iniziano a dare segnali interessanti, soprattutto nel segmento dei plug-in hybrid. Uno strumento che nei prossimi mesi potrà contribuire alla diffusione dei veicoli full electric.


Il segmento dei furgoni elettrici prosegue lungo una buona traiettoria nonostante l’assenza di incentivi strutturali, L’attivazione delle misure annunciate, anche in questo caso, potrebbe rafforzare ulteriormente la tendenza.
Foto da ufficio stampa Motus-E

Crisi dell’auto: Bruxelles acceleri con la neutralità tecnologica

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 
La tendenza del mercato auto italiano rimane purtroppo confermata in territorio negativo e con un dato di luglio ad oltre il -5%, che non può lasciare indifferente la politica italiana e tantomeno quella europea.

In particolare, l’assenza, a oggi, di una data certa e di un’agenda precisa per la revisione del regolamento CO2 per i veicoli leggeri pesa come un macigno sul mercato, alimentando incertezza e perplessità nei possibili acquirenti che, ancora per la gran
parte, non propendono per la scelta di un veicolo nuovo solamente elettrico.

Ribadiamo ancora una volta con forza che, nella lunga e assai impegnativa transizione che porterà l’industria al 2035, sono necessarie e urgenti misure concrete nella direzione della vera neutralità tecnologica dei vettori energetici, e che tutte le
tecnologie oggi disponibili debbono essere previste e concorrere
attivamente alla decarbonizzazione del parco auto europeo.
 
Quest’ultimo, con i suoi 250 milioni di unità, sta inesorabilmente invecchiando e non adottando le tecnologie già oggi disponibili in grado di garantire un taglio di oltre la metà dei livelli di emissioni di CO2.
Foto da ufficio stampa ANFIA

Guida recidiva in stato di ebbrezza: al via il dispositivo Alcolock

Autovelox: bene il censimento, necessarie alcune precisazioni

di Giordano Biserni, presidente di ASAPS

 
Con la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” del decreto attuativo, da sabato 26 luglio scorso sono in vigore le nuove regole, particolarmente severe per coloro che hanno subito una condanna penale per guida in stato d’ebbrezza. Lo comunica l’ufficio Studi di ASAPS Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale. Una stretta introdotta a dicembre scorso che prevede per il conducente condannato con tasso alcolemico superiore a 0,8 gr/l l’obbligo di installazione di un dispositivo sul veicolo che impedisca l’avviamento del motore nel caso in cui il tasso alcolemico del guidatore sia superiore a zero.
 
Si tratta del cosiddetto “alcolock” e il decreto appena pubblicato contiene le caratteristiche e le modalità di installazione di un vero e proprio etilometro, che dovrà essere tarato ogni anno, strumento già presente in altre nazioni in Europa. In pratica dopo il periodo di sospensione della patente, il prefetto inserirà una specifica codifica sul documento di guida con obbligo alcolock per ulteriori due anni per chi sorpreso alla guida con tasso alcolemico da 0,8 gr/l a 1, 5 gr/l e per tre anni con livello superiore a 1,5 gr/l.
 
Lo strumento dovrà essere installato su tutti i veicoli utilizzati dal conducente condannato, compresi autobus e autocarri, con costi a loro carico tra i 1.500 e i 2.000 euro. Una vera stretta per chi intende guidare in stato alterato dall’alcol che entra in vigore proprio durante il maxi-esodo estivo e vogliamo ricordare che il veicolo del conducente su cui è installato l’alcolock obbligherà chiunque vi salga e che debba guidarlo a soffiare nel dispositivo con esito “alcol zero” per avviare il motore.
 
L’elenco degli installatori autorizzati e dei modelli di veicoli sui quali può essere installato ciascun dispositivo alcolock sarà pubblicato sul sito del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Per i furbetti che tenteranno di eludere l’alcolock, facendo soffiare altri e poi rimettendosi alla guida o che manometteranno i sigilli, sono previste pesanti sanzioni fino ad oltre 600 euro e ulteriori sanzioni sulla patente.

Cirelli Motor Company si espande: Stefanini Mobility Store il referente per Bologna e Imola

Cirelli Motor Company si espande: Stefanini Mobility Store il referente per Bologna e Imola

Foto: Il presidente di Cirelli Motor Company, Paolo Daniele Cirelli

Cirelli Motor Company continua il suo percorso di espansione sul territorio italiano e annuncia l’ingresso nella provincia di Bologna con un nuovo referente esclusivo: Stefanini Mobility Store. A partire da agosto, con il completamento del rebranding dei punti vendita di Bologna e Imola, la concessionaria emiliana diventerà l’unico punto di riferimento ufficiale per il marchio Cirelli in tutta l’area.


“Cirelli Motor Company arriva sul territorio bolognese con una promessa chiara: mobilità accessibile, servizio professionale, visione condivisa – afferma il presidente Paolo Daniele Cirelli -. A guidarla, su questo territorio, sarà una realtà pronta a dimostrare tutto il proprio potenziale. L’esperienza dello staff Stefanini ci permette di valorizzare la nostra gamma di auto a tutti i bolognesi che da sempre apprezzano qualità e stile”.

La nomina di Stefanini Mobility Store come referente unico per Bologna e provincia rappresenta un passo strategico all’interno di un piano più ampio di sviluppo della rete Cirelli, basato su partner selezionati per solidità, visione e capacità di dialogo con il cliente. 
“La scelta di un’azienda che da sempre è sinonimo di serietà valorizza ancora di più la visione del brand Cirelli Motor Company”, conclude Cirelli.

Dal canto suo, il team di Stefanini ha accolto con entusiasmo l’arrivo del nuovo marchio: “Anche le realtà più solide hanno bisogno di nuovi stimoli per crescere – ha spiegato il titolare Guido Stefanini -. L’ingresso di Cirelli Motor Company rappresenta per noi un’occasione per rinnovare l’offerta mantenendo centrale il rapporto con il cliente e l’assistenza post-vendita“.
Foto da archivio CMC Cirelli Motor Company

Iveco sulla via indiana: quale destino per l’Italia industriale?

Competitività e nodo Cina: Toyota dà la sveglia ai giapponesi, ma l'Europa...

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
L’annuncio di un possibile passaggio di Iveco sotto controllo indiano, dopo il naufragio della trattativa con i cinesi, rappresenta uno snodo simbolico e strategico per l’industria italiana e per il ruolo, sempre più diafano, che il nostro Paese gioca nelle grandi partite industriali globali.La decisione di Exor di “alleggerire” il portafoglio si inserisce in una logica finanziaria che guarda ai numeri, ai ritorni, agli equilibri di bilancio più che al presidio industriale, al radicamento territoriale e all’identità tecnologica.
 
Ma qui non stiamo parlando di un asset qualsiasi. Iveco è un simbolo storico dell’ingegneria meccanica italiana, un nodo cruciale della filiera dei trasporti e della mobilità commerciale. Cederla non è solo un’operazione economica: è un atto politico. Dopo il veto all’ingresso del capitale cinese, ci si interroga se l’India sarà una destinazione più gradita per ragioni geopolitiche. Ma in fondo, la vera domanda è un’altra: che ruolo ha ancora l’Italia industriale nel decidere il proprio destino? O ci accontentiamo di recitare la parte del “Paese-vetrina”, dove il valore si crea per poi essere sistematicamente alienato altrove?
 
Serve un Governo capace di andare oltre la tattica e le autorizzazioni formali, che eserciti una visione strategica sull’industria nazionale, imponendo non solo un “golden power” difensivo, ma un “golden purpose” offensivo. Perché senza politica industriale, senza radici produttive, non c’è sovranità economica. E senza sovranità economica, la logistica del futuro sarà sempre più progettata altrove, trasportata da altri, e pagata a caro prezzo da chi ha dismesso le proprie leve. Come imprenditore della mobilità e della logistica, vedo nel futuro di Iveco un riflesso del futuro di tutti noi.Non è solo un’azienda a cambiare padrone. È un pezzo d’Italia che rischia di non sapere più dove andare.