ACEA e CLEPA a Ursula: “Obiettivi CO2 irrealizzabili, sì alla neutralità tecnologica”. #FORUMAutoMotive l’allarme lo ha lanciato da anni

Transizione "green" automotive: Ursula ci ripensa ma non chiede scusa

Foto: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE

 

In una lettera le associazioni europee dei costruttori e della componentistica, ACEA e CLEPA, mettono in guardia la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, in merito al piano di transizione green al 2035 con l’imposizione del “tutto elettrico” e le relative severe norme anti CO2. La richiesta è di correggere la rotta prima che sia troppo tardi. Una presa di posizione, quella del settore, colpevolmente tardiva e nel pieno del disastro in Europa del sistema automotive. Sono anni che #FORUMAutoMotive si batte contro le visioni ideologiche e ora la nostra battaglia, con la barra tenuta sempre dritta nonostante le critiche, le accuse di anti ambientalismo, eccetera, trova riscontri oggettivi. Ma ecco il testo della lettera inviata a Bruxelles.

Egregio Presidente della Commissione Europea,

In qualità di produttori e fornitori di automobili, ci impegniamo ad aiutare l’UE a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050. Insieme, abbiamo lanciato centinaia di nuovi modelli di veicoli elettrici e si è impegnata a investire più di 250 miliardi di euro per transizione verde entro il 2030.
Vogliamo che questa transizione funzioni, ma siamo frustrati dalla mancanza di una visione olistica e piano politico pragmatico per la trasformazione dell’industria automobilistica.
L’UE attualmente regolamenta i produttori sulla fornitura di nuovi veicoli, ma non riesce a fornire le condizioni per consentire la transizione. L’Europa si trova ad affrontare una dipendenza quasi totale da Asia per la catena del valore delle batterie, una distribuzione non uniforme delle infrastrutture di ricarica, costi di produzione più elevati, compresi i prezzi dell’elettricità, e tariffe gravose da partner commerciali chiave, come il dazio del 15% sulle esportazioni di veicoli dell’UE verso gli Stati Uniti. Siamo ci viene chiesto di trasformarci con le mani legate dietro la schiena.
Di conseguenza, la quota di mercato dei veicoli elettrici a batteria è ancora lontana da quella necessaria essere: circa il 15% per le auto, circa il 9% per i furgoni e il 3,5% per i camion. Alcuni mercati dell’UE stanno mostrando segni di progresso, ma una grossa fetta di clienti rimane diffidente nel cambiare ai sistemi di propulsione alternativi.
Per rendere il passaggio a un altro operatore una scelta ovvia per una massa critica di consumatori europei e le aziende, incentivi dal lato della domanda molto più ambiziosi, a lungo termine e coerenti sono necessari, tra cui minori costi energetici per la ricarica, sussidi all’acquisto, tasse riduzioni e un accesso favorevole allo spazio urbano. Molteplici tecnologie di trasmissione, anche accelerare l’accettazione del mercato e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione nel mondo reale sono le condizioni. Altri mercati stanno già utilizzando con successo questo approccio.
Il piano di trasformazione dell’industria automobilistica europea deve andare oltre l’idealismo per riconoscere le attuali realtà industriali e geopolitiche.
Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per il 2030 e il 2035, nel mondo odierno, semplicemente non sono più realizzabili. Invece, l’attuale percorso di riduzione della CO2 nel trasporto su strada deve essere ricalibrato per garantire che realizza gli obiettivi climatici dell’UE salvaguardando al contempo l’industria europea competitività, coesione sociale e resilienza strategica delle sue catene di fornitura.
Una decarbonizzazione di successo significa andare oltre gli obiettivi dei nuovi veicoli: richiede affrontare le emissioni della flotta esistente (ad esempio accelerando il rinnovo della flotta), ampliare gli incentivi fiscali e di acquisto (anche per auto e furgoni aziendali), e introduzione di misure mirate per camion e autobus per livellare il costo totale di proprietà.
Un’economia di successo significa mantenere i produttori e i fornitori redditizi e competitivi per alimentare gli investimenti futuri e rafforzare l’ecosistema automobilistico.
Si chiede inoltre normative UE più semplici e snelle per ridurre la burocrazia.
Una resilienza di successo significa favorire le condizioni per investire in modo intelligente lungo la batteria, semiconduttori e catene del valore delle materie prime critiche. Significa anche sviluppare soluzioni a lungo termine, partnership strategiche a lungo termine con alleati globali affidabili per ridurre le dipendenze. Se una di queste dimensioni fallisce, l’intera transizione si interrompe.

La prossima revisione degli standard di CO2 per auto e furgoni è un’opportunità per correggere la rotta e ancorare n lla legge la flessibilità tanto necessaria, la prospettiva industriale, e un approccio orientato al mercato. È ormai chiaro che sanzioni e obblighi legali da soli non saranno sufficienti a guidare la transizione.

La neutralità tecnologica dovrebbe essere il principio normativo fondamentale, che salvaguarda tale tutte le tecnologie possono contribuire alla decarbonizzazione. I veicoli elettrici saranno in testa alla carica, ma ci sono deve esserci spazio anche per ibridi (plug-in), estensori di autonomia, motori interni ad alta efficienza veicoli con motore a combustione interna (ICE), idrogeno e carburanti decarbonizzanti.
Sarà possibile sfruttare meglio le tecnologie chiave di transizione, come i veicoli ibridi plug-in, fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, coinvolgendo i consumatori nella trasformazione e servire i mercati di esportazione dove la domanda di questa tecnologia aumenterà. Oltre alle emissioni dallo scarico, i produttori e i fornitori hanno anche apportato notevoli modifiche con investimenti per ridurre le emissioni derivanti dalla produzione di veicoli e componenti. Vale la pena considerare se e come questi sforzi potrebbero essere riconosciuti come parte di un approccio di decarbonizzazione più flessibile.

Incentivare l’innovazione in genere crea contributi più forti e più ampi alla catena del valore, rafforzando l’ecosistema.
Le opzioni potrebbero includere anche soluzioni a lungo termine, come lo stoccaggio e la rimozione del carbonio.

La normativa sulle emissioni di CO2 per i camion pesanti e gli autobus deve essere rivista il prima possibile. Questo segmento distinto del mercato necessita di solidi business case per tutti gli stakeholder del settore del trasporto commerciale su strada allo scopo di avviare la trasformazione. Non si può aspettare fino al 2027.

Infine, la Commissione deve garantire che l’Europa mantenga la sua vitale capacità produttiva e know-how tecnologico. Senza politiche che migliorino la competitività europea per mantenere la produzione, la transizione rischia di svuotare la nostra base industriale, mettendo innovazione, occupazione di qualità e resilienza della catena di approvvigionamento a rischio.

Il mondo è cambiato drasticamente da quando è stata impostata la direzione attuale. La strategia dell’UE per il settore automobilistico deve cambiare di conseguenza. Dobbiamo andare oltre la ristretta ipotesi che questa transizione dipenda esclusivamente dagli obiettivi di CO2 per i nuovi veicoli.

Ecco perché il prossimo “Dialogo Strategico” sul futuro dell’industria automobilistica, il 12 settembre, segna il momento di cambiare rotta. Questa è l’ultima possibilità per l’UE allo scopo di adattare le sue politiche alle attuali realtà di mercato, geopolitiche ed economiche, o si rischia di mettere a repentaglio uno dei settori più competitivi e di maggior successo a livello mondiale.

Condividiamo una destinazione comune, ma il viaggio richiede più pragmatismo e flessibilità per mantenere in funzione il motore del settore automobilistico europeo.

 

Foto Ursula Von Der Leyen-shutterstock_2198915239

Sprint a più gare e griglia invertita: serviranno questi possibili nuovi artifici nella F1?

Sprint a più gare e griglia invertita: serviranno questi possibili nuovi artifici nella F1?

di Umberto Zapelloni, giornalista

“Credo che ci siano due temi di cui dobbiamo discutere. Possiamo applicare il programma sprint a più gare? Ed è questa la formula giusta per avere la possibilità di una griglia invertita, come stiamo facendo con F2 e F3? Penso che stiamo arrivando al punto in cui ne discutiamo seriamente con le squadre: sono pronto a parlare non solo di altre Sprint ma anche di nuovi formati e nuove idee. Siamo aperti a tutto e ascoltiamo i fan, senza preoccuparsi di commettere errori. Chi crede di non sbagliare non fa nulla di nuovo. Penso che le Sprint, con qualunque formato, siano necessarie e rappresentino il futuro. Penso che tra avere 6 sprint o una sprint ad ogni gara come in MotoGp ci possa essere una via di mezzo“. Le parole appartengono a Stefano Domenicali, presidente della Formula 1.

Che dire? Sul numero delle Sprint sono d’accordo. Si potrebbe arrivare tranquillamente a 10 riempiendo altri quattro weekend di interesse. Perché, ammettiamolo, il weekend normale con due ore di prove libere al venerdì ha meno sapore di un weekend sprint. Ogni giorno avrebbe le sue classifiche vere… 

Sulla griglia invertita come in Formuula 2 o Formula 3, invece ho qualche dubbio. Ottenere il miglior tempo delle qualifiche e poi scattare dalla decima posizione mi pare un po’ troppo. Nelle Formule minori funziona perché, comunque, si disputa una sola sessione di qualifica e chi ottiene il miglior tempo parte 10° nella gara sprint, ma in pole nella gara lunga che assegna più punti.

Invertire la griglia nelle Formule minori ha un senso perché in fin dei conti questi campionati servono anche a far crescere i piloti e scattare in mezzo alla griglia può essere utile. Certo non su tutte le piste: a Monaco, ad esempio, chi sorpassa?

Intanto, aspetterei di vedere l’effetto che fanno le nuove regole tecniche con le vetture 2026. Magari ci sarà comunque già abbastanza lotta in pista e non serviranno nuovi artifici.

Milano-Cortina 2026: Pirelli partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici

Milano-Cortina 2026: Pirelli partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici

Foto: da sinistra, Andrea Varnier, CEO della Fondazione Milano Cortina 2026, e Andrea Casaluci, CEO di Pirelli

Pirelli rafforza il proprio legame con gli sport invernali, diventando Partner Olimpico e Paralimpico di Milano-Cortina 2026, in programma tra febbraio e marzo del prossimo anno nei territori di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Lo annunciano Pirelli e Fondazione Milano Cortina 2026, stringendo una partnership che durerà fino alla conclusione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali e che prevede la fornitura esclusiva di pneumatici invernali Pirelli per la flotta di auto fornite da Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Fiat Professional, Lancia e Maserati in qualità di Automotive Premium Partner.

Per garantire inoltre la massima efficienza alla flotta del parco auto, Pirelli metterà a disposizione un servizio di assistenza in caso di foratura o necessità di riparazione in tutti i cluster dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e lungo i percorsi per raggiungere le sedi di gara.

“Essere Olympic and Paralympic Partner di Milano Cortina 2026 ci consente di mettere in campo in un contesto di eccellenza i nostri prodotti invernali, segmento dove Pirelli è leader di mercato. Equipaggiamo infatti circa il 50% delle vetture premium e prestige che montano pneumatici invernali dedicati superiori ai 18″. Siamo anche orgogliosi di sostenere un evento dal grande valore sportivo che accende i riflettori di tutto il mondo sul nostro Paese”, ha dichiarato Andrea Casaluci, CEO di Pirelli.

“Siamo orgogliosi di annunciare la partnership con Pirelli, un’eccellenza italiana che si è distinta a livello globale per innovazione, tecnologia e stile. Riconosciamo a Pirelli un ruolo fondamentale nel successo e nella reputazione dell’industria italiana, grazie ai suoi prodotti e al suo storico legame con lo sport ei grandi eventi internazionali, capaci di offrire una visibilità unica. Questa partnership valorizza l’eccellenza dei prodotti Pirelli e il loro contributo fondamentale al buon funzionamento dell’evento. La qualità e l’innovazione che contraddistinguono la loro offerta saranno un elemento chiave per la gestione efficiente e sicura di aspetti cruciali dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026”, così il CEO della Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier.

Pirelli vanta una lunga tradizione di sostegno allo sport, che si estende ben oltre le discipline invernali. Dal calcio alla vela al tennis, fino al motorsport, dove l’azienda compete dal 1907. Nello specifico, nel mondo delle corse automobilistiche, Pirelli è attiva in oltre 350 competizioni. Questa prolungata e significativa partecipazione la configura come un attore primario nel contesto sportivo.

 

Foto da ufficio stampa Pirelli

 

 

RE-BREATH: giù le emissioni da usura dei freni nel trasporto pubblico

RE-BREATH: giù le emissioni da usura dei freni nel trasporto pubblico
A tre anni dall’inizio si avvia alla sua conclusione il progetto RE- BREATH (Reduction of Brake Wear Emissions in the Transport Sector), un’iniziativa finanziata dal programma LIFE della Commissione Europea che ha coinvolto partner d’eccellenza a livello europeo per migliorare la conoscenza delle emissioni di microparticelle non esauste generate dai sistemi di frenatura del sistema di trasporto pubblico locale (TPL); valutare il loro impatto sulla qualità della vita delle persone e sull’ambiente; e, infine, progettare e sviluppare un sistema frenante degli autobus innovativo e più rispettoso dell’ambiente e intervenire con opere di mitigazione verde.

Grazie alla collaborazione tra ricerca, impresa e istituzioni pubbliche, RE-BREATH ha dimostrato che un’innovazione mirata nei sistemi frenanti può contribuire concretamente a rendere il trasporto pubblico più sostenibile.
Test su strada reali condotti per 16 mesi nelle città di Bergamo e Bratislava, identificate dall’Agenzia Europea dell’Ambiente tra i centri urbani con più alte concentrazioni di PM10, hanno riportato risultati che confermano gli obiettivi iniziali di progetto.

Il cuore del progetto è rappresentato da un sistema frenante innovativo sviluppato da Brembo N.V. con dischi freno in una speciale ghisa low wear e pastiglie freno progettate appositamente per lavorare in sinergia con i nuovi dischi. Il disco freno deriva dall’esperienza di Brembo nell’ambito del trasporto privato rispettoso della nuova normativa Euro7. La pastiglia freno, il cui lancio sul mercato è previsto entro la fine del 2025, invece è stata appositamente sviluppata per veicoli pesanti ed è completamente priva di rame (100% copper-free), Il nuovo sistema ha raggiunto l’obiettivo di mantenere elevata l’efficienza di frenata riducendo sensibilmente le emissioni di particolato rispetto ai sistemi convenzionali.

I risultati del progetto RE-BREATH hanno testimoniato: il significativo aumento della durata dei dischi freno durante la dimostrazione su strada, paragonata ai dati storici: +50% rispetto ai sistemi OE (Original Equipment) e +100% rispetto ai sistemi AM (Aftermarket).; la riduzione delle emissioni di PM10: -10% confrontando il sistema OE (Original Equipment) con la soluzione RE-BREATH, utilizzando il fattore di emissione del test al banco e la metodologia EEA (European Environment Agency) per la stima delle emissioni; una diminuzione della concentrazione di PM10 tra il 40% e il 70% presso le fermate degli autobus dotate di barriere verdi, a conferma dell’efficacia degli interventi di mitigazione ambientale.

I dati del progetto sono stati condivisi con la Task Force 5 (gruppo PMP, UNECE) per contribuire allo sviluppo di futuri standard di emissione. I test, infatti, hanno evidenziato la loro potenziale scalabilità in contesti simili, ad alta domanda e i risultati raggiunti aprono la strada a un’adozione più ampia di componenti sostenibili all’interno delle flotte.
Grazie alla collaborazione con Arriva Italia e Arriva Slovakia, il sistema è già in fase di replicazione sulla flotta di veicoli commerciali leggeri in Italia (Bergamo e Roma) e in Slovenia, anticipando la normativa Euro 7, che entrerà in vigore dal 2026.

Il progetto ha visto il contributo attivo anche del Comune di Bergamo, responsabile della comunicazione e degli interventi di mitigazione verde a livello locale, e del Consiglio Nazionale delle Ricerche – con l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (CNR-IIA) e l’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (CNR-ISMN) – responsabile della misurazione della qualità dell’aria e degli inquinanti emessi dai freni dei mezzi alle fermate degli autobus, oltre che dell’elaborazione del modello di dispersione degli inquinanti.

Guardando al futuro, i partner del progetto credono fermamente che una collaborazione continua tra imprese, ricerca, istituzioni pubbliche e comunità locali sia essenziale per promuovere ulteriori soluzioni di mobilità a basso impatto. Il modello replicabile sviluppato grazie a RE- BREATH costituisce oggi una best practice concreta per costruire città più verdi, vivibili e resilienti, in cui la mobilità urbana risponde alle esigenze dei cittadini e dell’ambiente.
Foto da ufficio stampa Brembo

Viaggio nel mondo AppassionAuto: immagini dall’edizione 2023

Viaggio nel mondo AppassionAuto: l'edizione 2023

AppassionAuto: la tua passione per far del bene. Dal 12 al 14 settembre 2025 al via da Comano Terme, nel Trentino, la tredicesima edizione del raduno di beneficenza  per gli amanti delle 4 ruote supercar, le auto d’epoca e le auto classiche. L’evento è organizzato da un gruppo di volontari che hanno realizzato tutto questo unendo la loro passione per le autovetture a quella di fare del bene. “Siamo orgogliosi di aver creato un raduno di solidarietà che parte dal cuore per dare un piccolo aiuto a chi è in difficoltà“, sottolineano gli organizzatori.

Il raduno è dedicato alla memoria di Augusto Gottardi, Marcella Bono, Giannino Luchese e Giuseppe Gorfer, grandi appassionati di auto e di solidarietà.

 

 

Toyota e la via del pragmatismo: bene i motori di nuova generazione

Competitività e nodo Cina: Toyota dà la sveglia ai giapponesi, ma l'Europa...

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
La scelta di Toyota rappresenta un raro esempio di lucidità industriale in un’epoca segnata da scelte tecnologiche univoche e spesso affrettate.
Mentre gran parte dell’industria europea sembra anestetizzata verso l’abbandono totale del motore termico per decreto della Commissione Europea, l’azienda giapponese investe in propulsori di nuova generazione capaci di convivere con ogni tipo di trazione.

L’intesa con Subaru e Mazda e lo sviluppo di unità da 1,5 e 2 litri pronte per qualsiasi configurazione tecnica mostrano un approccio fondato sul realismo e sulla capacità di adattamento. Non è un rifiuto del sedicente progresso imposto, ma il riconoscimento che il futuro richiede pluralità di soluzioni, efficienza e libertà di scelta.

Toyota dimostra a tutti che la vera innovazione nasce dall’inclusione di più strade possibili e non dall’eliminazione preventiva di quelle già collaudate.

Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group

Fiera Milano e IEG: alleanza strategica sull’auto d’epoca

Fiera Milano e IEG: alleanza strategica sull'auto d'epoca
Una novità per il sistema fieristico nazionale. Fiera Milano e Italian Exhibition Group (IEG) acquisiscono da Andrea Martini, che tramite la società Mosaico Capital ne detiene le partecipazioni, il 70% di EMAC S.r.l., società specializzata nell’organizzazione di eventi fieristici per l’automotive d’epoca. La nuova compagine societaria vedrà, pertanto, Fiera Milano e IEG al 35% ciascuno, mentre il restante 30% resterà in capo ad Andrea Martini, garantendo una gestione sinergica e strategica alle due manifestazioni di settore.

Il debutto avverrà con la quindicesima edizione di Milano AutoClassica (21-23 novembre 2025 a Fiera Milano).
A seguire, in primavera la terza edizione di Vicenza Classic Car Show, alla Fiera di Vicenza dal 28 al 30 marzo 2026. La partnership segna l’inizio della collaborazione tra Fiera Milano e IEG: è convinzione delle due società fieristiche che un percorso di lavoro congiunto fra i principali operatori fieristici del Paese possa creare sinergie concrete, sviluppare progetti condivisi e presentarsi in modo più competitivo anche sui mercati internazionali.
Forme di collaborazione si estenderanno anche al settore congressuale, dove Fiera Milano e IEG vantano poli
di eccellenza internazionale come Allianz MiCo (Milano) e Palacongressi di Rimini. 
A questi si affiancano il Vicenza Convention Centre e il Palazzo dei Congressi di Fiuggi, gestiti da IEG e il MoMeC a Roma, di Fiera Milano. Unendo le forze, Fiera Milano e IEG avranno la possibilità di promuovere, soprattutto all’estero, l’Italia come destinazione congressuale d’eccellenza.
“Questa operazione è perfettamente coerente con il nostro Piano Strategico 2024-2027, che punta a rafforzare il portafoglio di mostre organizzate e ospitate, in Italia e all’estero. EMAC rappresenta un passo concreto nella direzione auspicata da tempo: unire le forze tra i grandi quartieri fieristici italiani”, dichiara l’Amministratore
Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano, Francesco Conci
. “Solo attraverso sinergie reali possiamo affrontare con maggior forza i mercati esteri e consolidare il ruolo dell’Italia nel panorama fieristico globale.
Accanto alla dimensione fieristica, EMAC è anche un banco di prova per nuovi modelli di collaborazione tra operatori italiani, in grado di generare economie di scala, attrattività internazionale e sviluppo di filiere verticali di eccellenza. I numeri lo dimostrano: secondo la più recente classifica ICCA 2024, l’Italia è prima in Europa e seconda al mondo con 635 congressi internazionali ospitati nell’ultimo anno, un risultato che evidenzia quanto possiamo ottenere quando lavoriamo insieme”.

“Abbiamo sempre pensato che il sistema fieristico nazionale potesse e dovesse ambire alla creazione di sinergie su singole verticali industriali e scenari internazionali”, spiega l’Amministratore Delegato di IEG, Corrado Peraboni. “Con Fiera Milano abbiamo trovato un partner che, per standing e postura, ha reso possibile questo primo e significativo passo. Collaborazioni di questo tipo consentiranno di creare valore per i territori e per gli azionisti delle società, oltre che la creazione di maggiori opportunità per le aziende che ospitiamo nelle nostre manifestazioni. Ove se ne presenti la possibilità, coglieremo future possibili operazioni di sistema Paese come un importante tassello, a fianco della crescita organica e per linee esterne, della strategia di espansione del nostro Gruppo”.

“Accolgo con entusiasmo l’ingresso di Fiera Milano e Italian Exhibition Group nella compagine societaria di Emac”, dichiara Andrea Martini. “Milano AutoClassica e Vicenza Classic Car Show sono manifestazioni con caratteristiche distintive, ma fortemente complementari, ciascuna con propri punti di forza che ne hanno decretato il successo. Sotto una regia unificata e con il supporto di due soci del calibro di Fiera Milano e IEG potranno generare importanti sinergie e aprire nuove prospettive di crescita. Inoltre, la loro collocazione in due momenti strategici dell’anno, autunno e primavera, consentirà di presidiare l’intero arco della stagione fieristica, garantendo una presenza costante sul mercato e favorendo la fidelizzazione di espositori e pubblico”.
Attraverso l’operazione, Fiera Milano e IEG dimostrano che la partnership è la leva più efficace per consolidare
la leadership fieristica, e congressuale, dell’Italia
e portarla con ancora più forza sui mercati internazionali.
EMAC gestirà due appuntamenti chiave per l’automotive heritage“.

Milano AutoClassica. Nato nel 2012, il salone dedicato al mondo delle auto classiche e sportive è ospitato negli spazi di Fiera Milano. Si contraddistingue per l’alto standard qualitativo dell’offerta espositiva.
Nell’edizione 2024 ha registrato oltre 82.000 visitatori, 600 media accreditati, 4.500 vetture esposte e 1.000
auto iscritte ai raduni. La quindicesima edizione si terrà a Fiera Milano dal 21 al 23 novembre 2025.

Vicenza Classic Car Show. Nato nel 2024
, il salone si è affermato come appuntamento di primavera per gli appassionati di motorismo storico, colmando il vuoto di eventi del settore nella prima parte dell’anno.L’edizione
2025 ha registrato 35.000 visitatori (con un aumento del 38% rispetto al 2024), 240 media accreditati, 2.300
vetture esposte e 310 auto iscritte ai raduni
. La prossima edizione è in programma a Fiera Vicenza dal 28 al
30 marzo 2026. 
Foto da ufficio stampa Fiera Milano

Bambini a bordo: il seggiolino non va scelto a caso

Bambini a bordo: il seggiolino non va scelto a caso

La sicurezza dei bambini in auto è un tema centrale, ma ancora oggi molti genitori non sono pienamente consapevoli di normative e buone pratiche fondamentali: ad esempio, quasi 1 su 2 non sa che la scelta del seggiolino dipende dall’altezza del bambino, come previsto dalla normativa i-Size, e in molti casi si ignora che dopo un incidente il seggiolino va sempre sostituito, anche se non visibilmente danneggiato.

 

Chicco – si legge in una nota dell’azienda – è l’unico marchio in Italia a disposizione di un crash test center privato, presso il proprio stabilimento di Verolanuova (BS), dove i seggiolini vengono sottoposti a test dinamici avanzati secondo gli standard europei di omologazione ECE R129. Un’infrastruttura tecnica unica nel panorama nazionale.

 

L’UE e la spinta sulla mobilità verde: l’impatto con la realtà economica

Allarme fornitori: il divario di competitività minaccia la base manifatturiera del settore

di Benjamin Krieger, segretario generale del CLEPA

 

La realtà odierna è sconfortante. I fornitori si trovano ad affrontare margini di profitto sempre più ridotti e le piccole e medie imprese rischiano sempre più spesso il fallimento. I costi per la conformità alle normative sulle emissioni di carbonio aumentano e le barriere commerciali si moltiplicano. Gli investimenti stanno rallentando e le aziende stanno riconsiderando la propria presenza in Europa a favore di ambienti più prevedibili ed economicamente vantaggiosi. La perdita di posti di lavoro non è più solo un rischio, ma una realtà che colpisce migliaia di dipendenti lungo tutta la catena di fornitura, dagli operai specializzati agli ingegneri certificati. Quando energia, manodopera e conformità normativa sono tutti fattori critici, dobbiamo chiederci: quale vantaggio competitivo offre l’Europa?

Nel frattempo, le tensioni geopolitiche si stanno intensificando. Una serie di nuovi dazi statunitensi ha già interrotto i flussi commerciali, mentre le relazioni con la Cina sono caratterizzate da parità di condizioni e preoccupazioni relative alla dipendenza dalla catena di approvvigionamento. Le restrizioni di ritorsione della Cina all’esportazione di materie prime essenziali, tra cui le terre rare essenziali per i veicoli elettrici, sottolineano la reale vulnerabilità dell’autonomia industriale dell’Europa.

Questo non è altro che un campanello d’allarme. Senza una risposta ben coordinata, l’Europa rischia di trovarsi schiacciata tra un’eccessiva estensione delle politiche e una perturbazione del commercio globale. Il recente allentamento delle sanzioni sulle emissioni di CO₂ per le case automobilistiche è positivo, ma temporaneo. Non può correggere un percorso normativo che rischia di compromettere l’innovazione e gli investimenti futuri.

Il Piano d’azione per l’industria automobilistica presentato dalla Commissione europea a marzo riconosce l’importanza strategica del settore. Ma le buone intenzioni non bastano. I recenti dialoghi strategici devono ora tradursi in azioni concrete. Le misure finora in discussione mancano della prospettiva, della portata e dell’ambizione necessarie per garantire la leadership industriale dell’Europa nei decenni a venire. Ciò si tradurrà in minori opportunità di lavoro per i giovani europei, minore creazione di valore all’interno del mercato unico dell’UE e, in definitiva, minori entrate fiscali per gli Stati membri dell’UE. Per cambiare rotta, tre cose sono fondamentali.

 

Ratificare gli accordi commerciali e ripristinare le nostre principali relazioni commerciali

Dobbiamo ripristinare condizioni di parità nelle relazioni commerciali con la Cina e garantire l’accesso reciproco al mercato a condizioni eque. Un accordo commerciale equilibrato tra UE e USA sarà fondamentale per entrambe le parti; le ritorsioni dovrebbero essere mirate e servire solo ad aumentare le possibilità di un esito negoziato. Un’escalation tariffaria prolungata non farà altro che alimentare l’instabilità e dobbiamo evitare che le ritorsioni colpiscano prevalentemente due volte le aziende europee. Infine, è necessario sostenere la diversificazione attraverso la ratifica e la negoziazione di accordi commerciali, incluso l’accordo Mercosur.

 

Adottare un approccio tecnologicamente aperto alla regolamentazione della CO₂

Ciò include il supporto a combustibili sostenibili, tecnologie a idrogeno e soluzioni ibride, oltre ai veicoli elettrici a batteria (BEV). Imporre una soluzione tecnologica rischia di trascurarne altre. I BEV sono essenziali, ma non esclusivi. Norme eccessivamente prescrittive ignorano la preparazione del mercato, limitano l’innovazione e aumentano i costi. Si prevede che la produzione di BEV e PHEV nel 2025 sarà inferiore di oltre 1,25 milioni diunità rispetto alle aspettative di appena due anni fa, in parte a causa dell’incertezza normativa e fiscale.

 

Ancorare l’ambizione climatica alla realtà industriale

Gli obiettivi climatici dell’UE devono essere raggiunti parallelamente alla garanzia della capacità industriale e delle catene di approvvigionamento. Che si tratti di batterie, motori per veicoli elettrici o motori a combustione interna modernizzati. L’autonomia strategica dipende dalla pluralità tecnologica e dalla resilienza. CLEPA e i suoi membri si impegnano a collaborare con le istituzioni dell’UE per dare vita a una transizione verde che non sia solo intelligente dal punto di vista climatico, ma anche economicamente sostenibile e competitiva a livello globale.

Le decisioni prese ora definiranno il posto dell’Europa nell’ordine industriale mondiale. Assicuriamoci di non guardarci indietro nel 2035 chiedendoci: perché abbiamo perso ciò che avevamo il potere di proteggere?

 

L’UE e l’automotive: no al suicidio economico più importante della storia

Piano automotive UE da modificare: meno convegni e più concretezza
di Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Lombardia e presidente della Automotive Regions Alliance
 
C’è la necessita di apportare correttivi rispetto alle attuali direttive della Commissione Europea cosi da evitare quello che potrebbe essere ricordato come il suicidio economico più importante della storia. Oggi registriamo positivamente l’unità delle Regioni sul principio della neutralità tecnologica. Abbiamo inoltre chiesto congiuntamente il massimo coinvolgimento delle regioni per il nuovo Piano d’azione europeo per l’automotive, ribadendo altresì una forte preoccupazione per la situazione del settore a livello europeo; una situazione che richiede cambiamenti immediati.
 
Come “Sistema Lombardo” in questi quattro anni crediamo di aver messo in campo tutto quello che potevamo. Siamo stati i primi a lanciare un grido di allarme nel silenzio piu assordante, abbiamo predisposto documenti scientifici grazie al supporto del Cluster della Mobilita Lombarda e delle Università, abbiamo creato alleanze con le Regioni europee. Adesso tocca all’Europa dare risposte concrete e apportare cambiamenti radicali per salvare un settore strategico per la manifattura europea.
 
Noi continueremo a lottare per salvare aziende e posti di lavoro. Per noi i principi della neutralità tecnologica e della pluralità di trazione non cambiano e ci aspettiamo che anche la Commissione li faccia propri.


Foto ufficio stampa Guido Guidesi