“Serravalle Future Drive”: prototipo di navetta a guida autonoma per una mobilità integrata e sostenibile

"Serravalle Future Drive”: prototipo di navetta a guida autonoma per una mobilità integrata e sostenibile

“Serravalle Future Drive” è il progetto sperimentale nato dalla collaborazione tra la Società e il team AIDA – Artificial Intelligence Driving Autonomous del Politecnico di Milano, nell’ambito del programma di ricerca del Centro Nazionale MOST che ha portato allo sviluppo di un prototipo di navetta di guida autonoma, una Fiat 500e, per verificare come questa tecnologia innovativa possa promuovere la mobilità multimodale.

L’iniziativa ha l’obiettivo di testare l’efficacia di un servizio di navetta autonoma condivisa in scenari di traffico
reali e come questo possa contribuire alla costruzione di una mobilità più sostenibile, intelligente e interconnessa.

“Serravalle Future Drive” è il primo esperimento in Italia che collega hub periferici, connessi alla rete autostradale a nodi di trasporto urbano, sfruttando le potenzialità della guida autonoma. Il progetto mira a ridurre la congestione nelle aree cittadine e promuovere l’uso del trasporto pubblico, integrando soluzioni innovative con le infrastrutture esistenti.


Il progetto si inserisce in un piano più ampio di ricerca volto a promuovere una mobilità sicura, sostenibile e
multimodale, capace di integrare tecnologie avanzate, reti infrastrutturali e servizi pubblici, in risposta alle sfide della mobilità contemporanea.
Foto da archivio Politecnico di Milano

Meno immatricolazioni: più colonnine di ricarica

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive
 

Il 2024 si è chiuso con un calo del 3% nelle immatricolazioni di auto elettriche (BEV) rispetto all’anno precedente, ma i punti di ricarica sono cresciuti del 37%. Infrastrutture, per quanto tempo si è data la colpa della lentezza nell’acquisto dell’auto completamente elettrica alle colonnine: non sono abbastanza, non sono veloci, non sono capillari.

Un altro errore di valutazione (e/o di comunicazione) sul tema. “Per raggiungere i propri obiettivi climatici, l’Europa ha bisogno di 8,8 milioni di punti di ricarica entro il 2030… “. E’ da frasi come questa che si capisce molto, quasi tutto, dell’idiozia della transizione e al “tutto elettrico” decisa e imposta. Raggiungere i propri obiettivi climatici, con l’auto elettrica.


Se in Europa andassimo tutti a piedi, al “clima” non interesserebbe proprio nulla, non compenseremmo nemmeno la CO2 che la Cina ha incrementato in un anno. E allora a che si riferiscono questi obiettivi climatici? Se c’è qualche “esperto” ci spieghi con fatti e numeri come cambierebbe il futuro del pianeta installando colonnine. Grazie di cuore.

Le donne e l’automobile: analisi della mobilità femminile in Italia

Le donne e l’automobile: analisi della mobilità femminile in Italia

Il mercato automobilistico italiano sta vivendo una trasformazione significativa, con le donne che giocano un ruolo sempre più centrale nelle scelte di acquisto delle autovetture. Secondo l’ultima analisi dell’UNRAE, nel 2024 le donne rappresentano il 41,7% delle immatricolazioni di autovetture nuove, segnando un incremento rispetto al 40,6% registrato nel 2023. Anche nel mercato dell’auto usata, la quota femminile è aumentata, attestandosi al 39%. Questi dati indicano un trend positivo per la mobilità femminile, con un crescente impatto sulle decisioni di acquisto e sull’orientamento verso una mobilità più sostenibile e moderna.

 

Differenze geografiche e di preferenza

Analizzando i dati per area geografica, emerge che il Centro Italia registra la maggiore incidenza di acquisti da parte delle donne, un dato che riflette differenze regionali nel comportamento d’acquisto. Inoltre, le donne mostrano preferenze distinte rispetto agli uomini riguardo ai segmenti di mercato: una maggiore inclinazione per le vetture di segmenti A (city car) e B (compatte), che rappresentano rispettivamente il 17,4% e il 65,3% delle scelte femminili. La preferenza per i SUV, pur rimanendo alta (50,3%), è inferiore di circa 10 punti rispetto agli uomini.

 

Le tendenze nelle scelte di alimentazione e nel prezzo

Nel 2024, il segmento delle auto ibride (HEV) conquista la leadership tra le donne, con una quota del 37,9%, seguite dalle vetture a GPL (15,2%). Questo riflette una crescente attenzione alla sostenibilità, con le donne che sembrano privilegiare soluzioni meno impattanti sull’ambiente rispetto ai tradizionali motori a benzina. Tuttavia, nonostante la crescente diffusione delle ibride, le auto a benzina rimangono ancora preferite dalla componente femminile, rappresentando il 37,5% delle immatricolazioni. Le auto elettriche (BEV) e plug-in (PHEV), pur guadagnando terreno, sono ancora marginali nelle scelte femminili, con una quota del 3,0% e 1% rispettivamente.

Dal punto di vista economico, le donne tendono a scegliere auto con un prezzo medio inferiore rispetto agli uomini. Nel 2024, il prezzo medio delle auto nuove acquistate dalle donne è di circa 24.500 euro, mentre per gli uomini la cifra sale a 30.600 euro, con un differenziale che si mantiene stabile nel tempo. Questo dato suggerisce che, nonostante l’aumento dell’autonomia economica e la crescita delle immatricolazioni femminili, le donne tendono a optare per vetture più economiche, in particolare nel Nord Est dove il divario di prezzo è maggiore.

 

Fasce di età e preferenze cromatiche

Un altro aspetto rilevante dell’analisi riguarda le fasce di età delle acquirenti. Seppur stiano guadagnando terreno le donne più “mature”, la fascia di età predominante per gli acquisti femminili rimane quella dei 46-55 anni, che si distingue anche per una più alta incidenza di acquisti di auto nuove e usate. In confronto, la fascia 56-65 anni è quella dominante per gli uomini.

Per quanto riguarda i colori delle auto, le donne prediligono il grigio (32,9%), seguito dal bianco (25,0%) e dal nero(16,8%). Queste preferenze cromatiche sono simili a quelle maschili, seppur con una maggiore incidenza del grigio anche tra gli uomini, dove la quota raggiunge il 36,5%.

 

L’impatto crescente delle donne nel parco auto privato

Un dato significativo è che, a fine 2024, circa il 40,3% del parco auto privato circolante in Italia è guidato da una donna, un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Questo riflette non solo la crescente presenza femminile nel mercato dell’automobile, ma anche un cambiamento culturale che sta trasformando il volto della mobilità privata in Italia.

 

Le donne nel settore automotive

Nonostante il crescente ruolo delle donne come consumatrici nel mercato automobilistico, la loro presenza nel settore automotive in qualità di operatrici rimane ancora limitata, rappresentando solo il 19% della forza lavoro nel settore. Ciò suggerisce un’opportunità di crescita, sia in termini di inclusione professionale che di potenziamento delle strategie di marketing orientate alla mobilità femminile.

 

Conclusioni e prospettive

L’analisi dell’UNRAE mette in luce un ruolo sempre più centrale delle donne nel mercato automobilistico italiano, sia come consumatrici che come influenzatrici delle tendenze del settore. Le preferenze in termini di segmenti di mercato, alimentazioni e modelli dimostrano una crescente consapevolezza verso la sostenibilità e una maggiore attenzione a scelte economiche consapevoli. Tuttavia, il percorso verso una maggiore equità e inclusione femminile nel settore non si limita al consumo, ma deve essere accompagnato da politiche di empowerment professionale e supporto all’ingresso delle donne in posizioni di leadership e decisione nel mondo dell’automobile.

 

Foto da ufficio stampa UNRAE – jan-baborak-4STq2B24S1k-unsplash

Salone di Shanghai 2025: tutte le novità dalla Cina

Salone di Shanghai 2025: tutte le novità dalla Cina

Di Lorenzo V. E. Bellini (Motorionline)

 

Si è chiuso nei giorni scorsi il Salone di Shanghai 2025, ormai uno dei Saloni dell’auto più importanti in assoluto insieme a quello di Pechino. Come sempre la Cina si è rivelata come uno dei palcoscenici più ricchi dal punto di vista tecnologico e stilistico, ormai praticamente al livello di quelli storici che un tempo eravamo abituati a vedere in Europa. Anche il numero di case automobilistiche presenti è stato quello dei “bei tempi”, alla luce del comunque crescente mercato cinese (per quanto non come un tempo), con circa 70 case grandi e piccole, che hanno portato un totale di un centinaio di nuovi modelli e prototipi.

 

Naturalmente moltissimi dei marchi presenti a Shanghai non sono destinati ad arrivare in Europa e nel nostro Paese, ma in realtà è sempre interessante osservare che cosa viene presentato, soprattutto per quanto riguarda le future tecnologie per la guida, la sicurezza e anche le batterie, su cui la Cina ovviamente punta molto. Per quanto riguarda le case auto a noi familiari, Stellantis era presente con il solo marchio Leapmotor, che ha presentato la nuova B10. Si tratta di un SUV di segmento D e che debutterà anche in Italia, con motore naturalmente solo elettrico e fino a 500 km di autonomia, guida assistita di livello 2+ e abitacolo super connesso. Non è prevista per l’Europa, ma potrebbe rappresentare una base per il futuro, la nuova Audi E5 Sportback, che qui in Cina si fregia anche di un logo diverso. Un nameplate Audi che sostituisce i quattro cerchi ed è riservato alle vetture 100% elettriche, che però non dovrebbe essere replicato sui nostri mercati. Il suo punto di forza dovrebbe essere un sistema di guida autonoma particolarmente evoluto, ma sarà anche particolarmente efficace in termini di prestazioni e autonomia.

 

È cinese, ma con radici britanniche, MG Motors, che qui ha portato il suo prototipo di SUV CyberX. Anche lui sarà elettrico e dovrebbe arrivare sul mercato quasi uguale al prototipo che abbiamo visto a Shanghai, con linee nette e molto squadrate, sistemi di guida avanzata e un infotainment widescreen particolarmente impressionante. Non è mancata Mercedes, che ha presentato la nuova generazione della CLA, per quanto nella versione a passo lungo che non ci sarà in Europa, e soprattutto il prototipo Vision V, che altro non è se non la visione del futuro della Classe V. Questa, tra l’altro, per la prima volta verrà sviluppata in due diverse versioni: una basata sulla piattaforma della Classe E e l’altra invece su quella della Classe S. Sempre rimanendo dalle parti della Germania, BMW ha mostrato invece la Vision Neue Klasse, l’ultima evoluzione del prototipo che dovrebbe essere la futura base per la prossima generazione dell’importantissima Serie 3.

 

Parlando delle case cinesi che sono già stabili sulle nostre strade, dal gruppo Chery arriva una novità per il marchio Jaecoo. Parliamo della Jaecoo 5, sorella minore della 7 che già si vede sulle nostre strade. Avrà trazione integrale e anche motore elettrico, ma soprattutto vorrà proporsi anche come un modello più accessibile per il mercato europeo. Ma arriverà anche il primo restyling dell’Omoda 5, che diventa ancora più filante e aggressiva, ma soprattutto con una rinnovata scelta tecnologica e motoristica. Non è mancata nemmeno Mini, che ha mostrato le versioni elettriche John Cooper Works della sua mitica tre porte e della Aceman, e anche Volkswagen, con ben tre prototipi avveniristici: ID.Era, ID.Evo e ID.Aura.

Foto da archivio Motorionline

Prevenzione cardiovascolare: Minardi testimonial della campagna nazionale

Prevenzione cardiovascolare: Minardi testimonial della campagna nazionale

Foto: Gian Carlo Minardi, Presidente di Formula Imola

 

Il 10 marzo 2025, Gian Carlo Minardi, Presidente di Formula Imola, è stato ufficialmente annunciato come uno dei testimonial della campagna di sensibilizzazione e prevenzione cardiovascolare “Al Cuore della Prevenzione / CVrisk-IT”. Questo progetto, che rappresenta uno degli interventi più significativi in Italia nel campo della salute pubblica, è promosso dalla Rete Cardiologica IRCCS del Ministero della Salute e finanziato dal Parlamento Italiano.

La campagna si propone un obiettivo ambizioso: reclutare 30.000 cittadini sani, di età compresa tra i 40 e gli 80 anni, senza precedenti di malattie cardiache o diabete, per partecipare a un programma innovativo di prevenzione primaria. Il progetto mira a fare della prevenzione delle malattie cardiovascolari una pratica diffusa e accessibile, sulla scia della prevenzione oncologica, utilizzando metodologie avanzate per l’analisi del rischio cardiovascolare.


Un progetto innovativo per la salute

L’iniziativa CVrisk-IT, già presentata in due importanti eventi – alla Camera dei deputati e al Circolo della Stampa di Milano – prevede l’uso di metodologie di analisi del rischio cardiovascolare all’avanguardia, mirate a identificare preventivamente i fattori di rischio e promuovere stili di vita sani tra la popolazione. Il programma è completamente gratuito e aperto a chi non ha precedenti problemi cardiaci, un passo fondamentale per migliorare la salute pubblica a livello nazionale.

Il ruolo di Gian Carlo Minardi nella sensibilizzazione

Gian Carlo Minardi ha commentato con entusiasmo la sua partecipazione alla campagna: “Sono onorato di essere parte di questa iniziativa. La prevenzione è fondamentale, e poter contribuire a sensibilizzare le persone su un tema così importante è per me un grande privilegio. Nel Motorsport, così come nella vita, anticipare i problemi è la chiave per il successo e per la sicurezza”. Le sue parole non sono solo un invito alla prevenzione, ma anche una riflessione sul valore della prevenzione e dell’anticipazione dei rischi, un concetto che Minardi ha sempre messo in pratica nel suo lavoro e nella sua carriera.


Un’iniziativa condivisa con enti scientifici e istituzioni sanitarie

La campagna si avvale di un ampio coinvolgimento di testimonial, enti scientifici e istituzioni sanitarie, per diffondere capillarmente l’informazione sui rischi cardiovascolari e l’importanza di adottare stili di vita sani. Grazie alla collaborazione con esperti del settore e il supporto delle principali realtà scientifiche, l’obiettivo è creare una rete di consapevolezza e prevenzione che possa coinvolgere milioni di cittadini in tutta Italia.

 

Foto da ufficio stampa

Auto elettriche e regimi fiscali: Europa non ancora al passo

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni

di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

 

L’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA) ha recentemente pubblicato una panoramica aggiornata dei regimi fiscali e di incentivazione per auto e veicoli commerciali a zero emissioni. Dato che la diffusione dei veicoli elettrici sul mercato continua a essere carente, i regimi di incentivazione per i veicoli elettrici dovrebbero essere ampliati e meglio coordinati a livello europeo.

Oggi, la quota di mercato dei veicoli elettrici si attesta intorno al 15%, un livello ancora lontano da quello che ci si aspettava, ovvero il 25% entro la fine dell’anno. Il mercato europeo dei veicoli elettrici è ancora in fase di sviluppo e non ha ancora raggiunto il punto di svolta cruciale per l’adozione di massa. Gli incentivi sono un tassello fondamentale per contribuire a stimolare la domanda e raggiungere questo obiettivo comune.

Sebbene la tecnologia dei veicoli elettrici continui a progredire e sul mercato sia disponibile una gamma crescente di modelli con un prezzo inferiore a 30.000 euro (e molti altri in arrivo), i costi iniziali rappresentano un ostacolo importante per molti consumatori. I veicoli elettrici a batteria (BEV) sono oggi più costosi dei veicoli con motore a combustione interna (ICE), in gran parte a causa dei maggiori costi di produzione delle batterie. Pertanto, gli incentivi all’acquisto continuano a essere un fattore determinante nella decisione di acquistare un modello elettrico per i consumatori a corto di denaro e rappresentano un prerequisito per la creazione di un mercato di massa.

Un esempio calzante è la revoca degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici in Germania alla fine del 2023, che ha portato al crollo del mercato tedesco dei veicoli elettrici a batteria. Con la brusca cessazione dei programmi finanziati dallo Stato prima che il mercato raggiungesse la piena maturità, gli acquisti di veicoli elettrici sono diminuiti drasticamente di quasi un terzo. Nonostante il mercato europeo sia ben lontano dai livelli desiderati, alcuni programmi di incentivi all’acquisto vengono gradualmente sospesi, con un numero crescente di otto Stati membri che ora non offrono alcun programma per le auto (rispetto ai sei dell’anno scorso). La disponibilità di programmi per i veicoli pesanti (HDV) come camion e autobus è ancora più critica, con oltre un terzo degli Stati membri che non offre incentivi per l’acquisto. Solo 12 Paesi offrono incentivi infrastrutturali, nonostante la quasi totale assenza di punti di ricarica pubblici adatti ai veicoli pesanti.

Sebbene i solidi sistemi di incentivi abbiano dimostrato di funzionare, non è solo una questione di budget; si tratta di un migliore coordinamento tra i Paesi europei. A differenza di altri, come la Cina, l’Europa soffre di un quadro normativo frammentato, con programmi decisi a livello nazionale. Oltre 30 programmi molto diversi in tutto il continente, con livelli di finanziamento e criteri diversi, si traducono in una diffusione dei veicoli elettrici a più velocità in Europa.

Il Belgio è spesso citato come leader, noto per i suoi generosi programmi e la maggiore quota di veicoli elettrici nel mix di propulsione, ma questo contrasta nettamente con i programmi più deboli di diversi Stati membri dell’Europa centrale e orientale, dove la quota è notevolmente elevata. Per questo motivo, le case automobilistiche europee sono rimaste deluse dal fatto che non siano stati ancora stanziati nuovi finanziamenti per gli incentivi alla domanda nell’Automotive Action Plan, nonostante il vicepresidente esecutivo Teresa Ribera avesse precedentemente annunciato un attesissimo programma di sussidi paneuropeo in grado di affrontare squilibri e frammentazione. La Commissione europea dovrebbe riesaminare questa iniziativa proposta con sollecitudine, poiché fornirebbe un impulso tanto necessario in un momento importante della transizione.

Mentre l’Europa affronta la cruciale transizione verso trasporti a zero emissioni, sono essenziali programmi più solidi e un approccio coeso agli incentivi per i veicoli elettrici. La frammentazione dei programmi nazionali non solo ostacola il potenziale di una più ampia adozione, ma ritarderà anche i progressi nel raggiungimento degli obiettivi di CO2 in un contesto difficile per i produttori.

 

Foto fornita da uff stampa ACEA