L’auto nell’UE: urge un quadro normativo chiaro

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

Il settore automotive ha bisogno con urgenza di un quadro normativo chiaro da parte dell’Unione Europea, indispensabile per definire le strategie di investimento e garantire la competitività delle aziende. Dopo le fumate grigie della scorsa settimana, la Commissione Europea ha finalmente presentato l’emendamento al Regolamento sulle emissioni di CO2, annunciato già lo scorso 5 marzo.

Questo intervento, se approvato dal Consiglio e dal Parlamento UE, introdurrà un meccanismo di conformità basato sulla media triennale delle emissioni di CO2, con l’obbligo di compensare eventuali scostamenti di un anno in quelli successivi.
Foto uff stampa UNRAE

Mercato UE post vendita: nuove barriere all’innovazione

Mercato UE post vendita: nuove barriere all'innovazione

Il mercato aftermarket automobilistico europeo sta attraversando una rapida trasformazione guidata da iniziative di sostenibilità e innovazione tecnologica, adattandosi al contempo a quadri normativi in evoluzione. Raccogliendo gli sviluppi rapidi del 2025 e i piani della nuova amministrazione UE, la 16a edizione della CLEPA Aftermarket Conference e il check-up annuale dello stato dell’ecosistema aftermarket europeo, hanno evidenziato la forte attenzione del settore all’innovazione dei dati e del software. L’evento, tenutosi il 2 e 3 aprile a Bruxelles, ha riunito oltre 200 partecipanti, tra cui esperti chiave del settore, relatori di alto livello e decisori politici della Commissione europea, tra cui Kerstin Jorna, Direttore generale presso DG GROW.

Nel suo discorso di benvenuto, il Segretario generale del CLEPA, Benjamin Krieger, ha affermato: “Il mercato dei ricambi per autoveicoli nell’Unione Europea continua a dimostrare una notevole resilienza e adattabilità di fronte alle tendenze in evoluzione del settore. Tuttavia, per salvaguardare la sua capacità di innovazione e il suo contributo economico, dobbiamo fare di più. Le aziende di questo settore hanno bisogno di una regolamentazione realistica e di condizioni favorevoli agli investimenti per prosperare.

Il pieno potenziale dei servizi di mobilità digitale nell’UE può essere realizzato solo con un quadro chiaro e abilitante che garantisca l’accesso ai dati critici dei veicoli e assicuri la connettività alla diagnostica di bordo. Qualsiasi ritardo nell’implementazione rischia di causare gravi perdite per le aziende di tutte le dimensioni, dalle PMI alle multinazionali, e potrebbe ostacolare la competitività dell’Europa in questo panorama in rapida evoluzione”.

Esplorando i player emergenti, Sara Brandstätter, reporter di “Data privacy and security” presso MLex, ha moderato una sessione con 10 startup innovative, ciascuna delle quali ha presentato tecnologie rivoluzionarie in materia di elettrificazione, sostenibilità, big data e intelligenza artificiale. La sessione ha offerto uno sguardo al futuro dei servizi aftermarket, evidenziando nuove tendenze e progressi. Paula Schwertzler, di volytica diagnostics, ha vinto il premio “best pitch”, presentando il lavoro della startup che sta sviluppando il monitoraggio delle batterie.

Parlando dell’imminente Data Act, Antonio Biason (DG CNECT) ha tenuto il discorso principale “Stimolare l’innovazione: il Data Act e l’aftermarket automobilistico”, in cui ha confermato le prossime linee guida per l’attuazione del Data Act della Commissione, che saranno introdotte a settembre.

La conferenza ha chiarito che il Data Act esclude i dati per casi d’uso rilevanti per il settore automobilistico, tra cui manutenzione preventiva e dati comportamentali. Sarà necessaria una regolamentazione complementare per sfruttare appieno i dati generati a bordo dei veicoli.

La tavola rotonda si è concentrata sulla sicurezza informatica e ha visto la partecipazione dell’esperto indipendente di flotte, Franck Leveque, Dorothée Dayraut-Jullian (Mobilians), Felix-Matthias Walter (MAHLE Aftermarket GmbH), Lukasz Rosanzky (DG GROW della Commissione Europea) e Daniel Knoedler (IBM). La conversazione ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra gli ecosistemi della supply chain e che una legislazione chiara sarà fondamentale in futuro.

Frank Schlehuber, Senior Consultant Market Affairs presso CLEPA, ha evidenziato: “La sicurezza informatica non deve andare a discapito della concorrenza. Sebbene proteggere i veicoli dalle minacce informatiche sia essenziale, non dovrebbe limitare l’accesso alla diagnostica di bordo (OBD) o la possibilità di installare pezzi di ricambio. Ciò rischia di ridurre la scelta dei consumatori e di aumentare i costi di riparazione e manutenzione. CLEPA chiede una revisione approfondita dell’Allegato X, non una soluzione rapida, e sollecita i legislatori ad affrontare gli sviluppi tecnologici, garantire un accesso significativo per le officine indipendenti e adottare una rapida legislazione integrativa sull’accesso ai dati a bordo dei veicoli. Le misure di sicurezza informatica devono essere bilanciate con i diritti delineati nel Regolamento UE 858/2018.”

La prossima edizione della conferenza CLEPA Aftermarket è prevista per la primavera del 2026.

 

Foto da ufficio stampa CLEPA

Pensieri e parole… scritte: eccoci alla resa dei conti!

Pensieri e parole... scritte
I dazi saranno un buon motivo per cancellare il Green Deal… Botte e risposte, tra contromisure e bulli che provano a spintonare. Ma alla fine c’è già la coda da Donald Trump per trattare accordi.

Sapete che se in Europa andassimo tutti a cavallo nonsu risparmierebbe nemmeno la CO2 che la Cina ha incrementato in un anno? Roba da far accapponare la pelle e dovrebbe obbligare questi governanti europei a chiedere scusa in ginocchio per come hanno pensato e realizzato (provato) il Green Deal.

Il mercato italiano cresce …yuhuuuuu… no, non proprio: i privati calano ed esplode il noleggio a lungo (corporate). Tesla ha le pile scariche, ma quel business era emotivo e fragile da sempre.

Europa sveglia!!! Te lo dice anche BYD

L’auto in Italia: Il flop del modello di agenzia

Incentivi esauriti: per l'auto elettrica brusca frenata
di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia
Nei numeri di marzo delle immatricolazioni di auto in Italia un dato appare evidente: il clamoroso +33% del noleggio a lungo termine e l’ancora più clamoroso +197% di Leasys sul mercato vetture insieme al significativo +35% di Volkswagen Leasing. Visti i tempi di consegna del canale del noleggio, state certi che nell’ultimo trimestre dell’anno scorso non è avvenuta alcuna corsa verso la formula del NLT da parte di persone che volevano a tutti le vetture dei gruppi Stellantis e Volkswagen.
Ma allora cosa sta succedendo? Semplicemente tutto questo è la conseguenza del fallimento del modello di agenzia che soprattutto per Stellantis sta diventando troppo oneroso da gestire. La riduzione dei tempi di consegna al cliente finale del noleggio. Anzi, no, dimenticavo: anche l’aumento della quota di mercato, perdonate la svista… ”.
Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia – Foto da ufficio stampa Dataforce Italia

AsConAuto e Quintegia: una sinergia strategica per il futuro del post vendita

AsConAuto e Quintegia: una sinergia strategica per il futuro del post vendita

Foto: da sin-Roberto Scarabel e Tommaso Bortomiol-accordo asconauto Quintegia Service Day

 

La collaborazione tra AsConAuto e Quintegia si rinnova con un nuovo accordo triennale che proietta il Service Day nel cuore del dibattito sul futuro del post vendita automotive. A pochi mesi dal successo della quarta edizione, le due realtà rilanciano con una visione chiara: rafforzare la cultura imprenditoriale del settore e accompagnarne la trasformazione.



Un evento nato per costruire il cambiamento

Sin dalla sua nascita nel 2018, Service Day si è imposto come punto di riferimento per la filiera dell’assistenza post vendita. La manifestazione, frutto di un’idea di AsConAuto sviluppata da Quintegia, ha saputo evolversi di pari passo con le esigenze del mercato, diventando un appuntamento imperdibile per concessionari, riparatori, carrozzieri, aziende specializzate e case automobilistiche.

Il successo dell’edizione 2024, con oltre 3.000 partecipanti, un’area business ampliata e contenuti di alto valore, è la prova tangibile della centralità acquisita da questo evento.

 

Numeri che raccontano una filiera solida

“Abbiamo costruito qualcosa che va oltre il semplice evento fieristico”, ha spiegato Roberto Scarabel, Presidente di AsConAuto. “Service Day è oggi una piattaforma di confronto strategico per il settore. I numeri della nostra rete parlano chiaro: oltre 1.000 concessionari associati, 23.000 autoriparatori serviti ogni giorno e più di 24.000 colli movimentati quotidianamente. Una macchina efficiente, pronta per le nuove sfide”.

Scarabel ha evidenziato come Service Day sia anche il luogo ideale per raccontare l’evoluzione della rete AsConAuto e il suo ruolo centrale nel garantire efficienza e affidabilità lungo tutta la catena del valore del post vendita.

 

Un asset strategico per l’automotive del domani

Secondo Tommaso Bortolomiol, CEO di Quintegia, il rinnovato accordo anticipato è il segno di una sinergia ormai matura: “Il post vendita rappresenta un asset chiave per la sostenibilità economica del settore automotive. Garantisce ricavi ricorrenti, fidelizza il cliente e mantiene viva la relazione nel tempo. In un contesto di rapidi cambiamenti tecnologici e nei modelli di consumo, la formazione e l’innovazione diventano essenziali per restare competitivi”.

Bortolomiol ha sottolineato come l’approccio di Quintegia sia quello di accompagnare gli operatori in questo percorso, proponendo strumenti concreti per gestire le transizioni verso nuove motorizzazioni, digitalizzazione dei processi e nuove aspettative dei consumatori.

 

Formazione, rete e visione: la chiave della crescita

Il rinnovato impegno di AsConAuto e Quintegia punta a consolidare ulteriormente Service Day come hub dell’innovazione imprenditoriale nel post vendita. Il valore aggiunto? L’approccio integrato, che unisce momenti formativi, spazi di confronto e networking tra i professionisti del settore.

“Non basta essere presenti sul mercato – ha aggiunto Scarabel – serve una visione chiara. Vogliamo fornire strumenti concreti e prospettive ai professionisti, affinché possano affrontare la trasformazione in atto con consapevolezza e preparazione. Service Day è il luogo in cui idee e dati diventano azioni, contribuendo a migliorare redditività e qualità dei servizi offerti”.

 

Appuntamento a Verona per l’edizione 2025

La prossima edizione di Service Day si terrà il 16 e 17 ottobre 2025 presso il Centro Congressi Veronafiere, confermandosi ancora una volta come palcoscenico privilegiato per discutere di efficienza, digitalizzazione, nuove tecnologie e sostenibilità nella filiera post vendita.

 

 

 

Dazi di Trump: misura sbagliata e ingiusta

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 
I dazi americani del 25% per le auto sono una misura sbagliata e ingiusta. Tra automobili e componenti l’export Italia-Usa vale quasi 5 miliardi di euro, il danno rischia di essere significativo. Speriamo in un negoziato. Ai dazi sulle componenti importate negli Usa, potrebbe aggiungersi un danno indiretto per l’export italiano di componenti destinati a veicoli tedeschi poi venduti negli Stati Uniti.
 
L’Europa puo far sentire la sua voce con un ampio spettro di iniziative che possono diventare anche opportunità per l’industria europea: penso al mondo del tech, dove abbiamo una forte dipendenza dagli Stati Uniti, o ai pagamenti digitali che passano attraverso circuiti americani. Il presupposto di partenza, però, e che l’Europa risponda in modo unitario.
Foto da ufficio stampa ANFIA

I piani UE anti CO2: per CLEPA la neutralità tecnologica è una priorità

I piani UE anti CO2: per CLEPA la neutralità tecnologica è una priorità

CLEPA, l’Associazione europea dei fornitori di componenti per l’industria automobilistica, riconosce l’ultimo emendamento della Commissione UE agli standard di CO2 per auto e furgoni. Mentre l’introduzione di un meccanismo di media per la riduzione delle emissioni è un passo positivo, CLEPA sottolinea che le misure a breve termine devono essere parte di un’ambizione più ampia e neutrale dal punto di vista tecnologico. Una transizione allineata al mercato e fattibile richiede soluzioni tecnologiche diverse.

Una richiesta di approccio multi-percorso

“Mentre l’UE persegue giustamente la neutralità climatica, dobbiamo riconoscere che consumatori e mercati stanno segnalando una forte preferenza per un mix diversificato di tecnologie. Il vero progresso significa abbracciare tutte le soluzioni praticabili, che siano ibride, elettriche o combustibili neutri in termini di CO2, su un piano di parità in un quadro tecnologicamente neutrale. La domanda di veicoli ibridi è in aumento in mercati chiave come Cina e Stati Uniti, mentre l’interesse per i veicoli elettrici a batteria è stagnante. L’aumento delle scelte tecnologiche sosterrà la certezza”, ha affermato Benjamin Krieger, Segretario generale del CLEPA.

Un recente studio Deloitte rafforza questo cambiamento, mostrando una domanda in calo di veicoli elettrici a batteria (BEV) in Cina, Stati Uniti, India, Corea e Giappone, mentre le soluzioni ibride stanno guadagnando terreno come alternativa pragmatica. “Gli ibridi stanno dimostrando di essere una soluzione, il meglio di entrambi i mondi’, riducendo le emissioni e il consumo di carburante senza i vincoli dell’infrastruttura di ricarica”, ha aggiunto Benjamin Krieger. “I fornitori automobilistici europei sono pronti a innovare, ma abbiamo bisogno di un ambiente normativo che supporti tutte le tecnologie praticabili. La Commissione deve inviare un segnale chiaro che la neutralità tecnologica è una priorità“.

Sono necessarie azioni immediate e a lungo termine

Per garantire una transizione equilibrata, orientata al consumatore ed efficace verso una mobilità pulita, il CLEPA esorta i decisori politici ad adottare misure decisive. Misura a breve termine: mantenere il fattore di utilità del 2024 per i veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) nel regolamento di omologazione per salvaguardare il loro ruolo nella riduzione delle emissioni. Visione a lungo termine: condurre una revisione sostanziale delle normative sulla CO2 entro la fine dell’anno, assicurando un quadro solido e tecnologicamente neutrale per supportare la transizione pulita verso il 2035. Introdurre chiari requisiti legali e riconoscere esplicitamente i “veicoli alimentati esclusivamente con carburanti CO2-neutri” nel quadro normativo.

 

 

 

Foto di Jas Min su Unsplash

 

 

L’auto in Italia: il noleggio spinge il mercato del nuovo e quello elettrico

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

 
Con un contributo del 40% al totale delle immatricolazioni di marzo, il noleggio tiene su il mercato delle autovetture nuove e spinge la crescita numerica delle vetture elettriche in attesa di chi vorrà utilizzarle. Continuano a destare preoccupazione il comportamento di acquisto da parte delle famiglie – probabilmente le più toccate dagli alti prezzi – il basso clima di fiducia e la notevole confusione generata dal dibattito europeo sulla transizione, ancora fortemente incentrato sulla elettrificazione forzata e poco propenso ad affrontare il futuro nei termini di una vera
decarbonizzazione e neutralità tecnologica.
 
Molto preoccupante è il trend negativo delle immatricolazioni aziendali, innescato dopo la finanziaria 2024 come purtroppo pronosticato, per la penalizzazione dell’auto quale benefit. Sarà fattore di ulteriore invecchiamento del circolante. Purtroppo, anche per il settore dei veicoli commerciali il dato è avvilente: un -16%indistintamente dai canali di vendita.

Nel mese di marzo il mercato ha beneficiato, insieme alle auto-immatricolazioni, della stampella del noleggio a lungo termine, ma non sempre potrà essere così.

Analisi MotorK: quale interesse dei consumatori per le auto ibride ed elettriche

Analisi MotorK: quale interesse dei consumatori per le auto ibride ed elettriche

L’ultima analisi condotta da MotorK, la più importante realtà specializzata in soluzioni SaaS per il retail automotive in Europa, rivela cambiamenti significativi nel comportamento dei consumatori che si approcciano a cercare un nuovo veicolo online. Lo studio, condotto su milioni di interazioni degli utenti e basato sulle visualizzazioni di pagina dei veicoli, richieste di contatto e contratti stipulati, esamina i dati relativi al periodo luglio-dicembre 2023 rispetto a luglio-dicembre 2024. I risultati evidenziano un crescente interesse per i veicoli ibridi ed elettrici, mentre si registra un calo dell’interesse per i veicoli Diesel, in linea con i trend di mercato.

Lo studio rivela un calo del 15% nell’interesse di ricerca per i veicoli dDesel, rafforzando il trend negativo delle motorizzazioni tradizionali. Al contrario, i veicoli a benzina mostrano un incremento del 5% nell’interesse di ricerca, suggerendo una certa resilienza nella domanda. Degno di nota è l’aumento del 25% nell’interesse per i veicoli elettrici, con un incremento del 19% delle conversioni su base annua, segno di un crescente coinvolgimento dei consumatori nella mobilità elettrica. Tuttavia, i veicoli ibridi emergono come i veri protagonisti, con un aumento del 20% nell’interesse di ricerca e un +47% nelle conversioni,indicando che molti consumatori li vedono come l’opzione di transizione ideale.

“I nostri dati offrono un quadro chiaro dell’evoluzione delle preferenze dei consumatori, aiutando gli operatori del settore a comprendere meglio le dinamiche del mercato,” commenta Marco Marlia, CEO e Co-Fondatore di MotorK. “La significativa crescita d’interesse per veicoli ibridi e elettrici dimostra che i consumatori stanno esplorando diverse strade verso l’elettrificazione, sottolineando la necessità di strategie di transizione flessibili”. I risultati emersi forniscono indicazioni fondamentali per i player del settore. Monitorando da vicino queste tendenze, le aziende possono prendere decisioni informate che riflettono l’interesse dei consumatori nei nuovi modelli auto nonché i modelli di adozione delle nuove tecnologie.

“Un’analisi di mercato di questo tipo è essenziale per comprendere come i consumatori interagiscono con le tecnologie emergenti“, conclude Marco Marlia. “Un approccio basato sui dati consente alle aziende di adattarsi all’evoluzione delle preferenze e ottimizzare la propria offerta di conseguenza”.

L’analisi di MotorK sottolinea l’importanza di una valutazione continua delle condizioni di mercato e del sentiment dei consumatori per affrontare con successo la trasformazione in atto nel settore automotive.

 

Foto da ufficio stampa MotorK

Emendamento UE sulle sanzioni: ora si passi ai fatti rapidamente

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA


Dopo le flessioni dei primi due mesi del 2025, a marzo il mercato auto italiano migliora la performance (6,2%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che contava lo stesso numero di giorni lavorativi (21). Mentre commentiamo il dato di mercato italiano, la Commissione Europea ha finalmente trasmesso al Parlamento e al Consiglio la proposta di emendamento per il superamento delle multe alle Case auto previste per il 2025.

Auspichiamo che le istituzioni europee adottino velocemente questa proposta che, pur lontanissima da quanto realmente servirebbe al nostro settore, sblocca uno stallo divenuto insostenibile


Vicende surreali come questa ci dimostrano come purtroppo manchi a livello delle istituzioni europee la consapevolezza della crisi profonda nella quale la nostra industria si trova e di quali misure abbia bisogno per ritrovare la strada per tornare ad un regime di normalità.

A livello di mercato proponiamo un piano di portata pan-europea e di durata decennale che abbia l’obiettivo di decarbonizzare la mobilità in maniera assai più consistente di qualsiasi provvedimento oggi in discussione, anche quelli al 2035.

A oggi infatti il parco circolante europeo, così come quello italiano, registra un’anzianità media di circa 12,5 anni, con elevati rischi di sinistrosità e certezza di inquinamento.
Incentivare il ricambio del parco circolante europeo, e quindi anche quello italiano, mediante aiuti finanziari e fiscali ben congegnati sostenendo i prodotti e la componentistica Made in Europe ecocompatibili è per noi la via maestra per coniugare concretamente la responsabilità ambientale con quella industriale, mantenendo occupazione di alta qualità e rispondendo con i fatti ai blocchi commerciali che provengono da diversi Paesi.



Foto da ufficio stampa ANFIA