L’auto elettrica in Italia: consumatori confusi, i prezzi elevati fanno da freno

L’auto elettrica in Italia: consumatori confusi, i prezzi elevati fanno da freno

Resta problematico il rapporto tra gli italiani e l’auto elettrica. I prezzi di acquisto dei modelli sul mercato sono ancora percepiti come troppo elevati e costituiscono il principale ostacolo a una più ampia diffusione. Sei italiani su 10 non hanno mai provato una vettura alla spina. L’ibrido resta la soluzione più apprezzata. Tra quanti hanno già un’auto elettrica si mantiene alto il livello di soddisfazione.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “Le auto elettriche in Italia” condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica) nel mese di aprile per indagare sul campo la reale propensione all’acquisto di nuove vetture alla spina. Lo studio arriva a due anni di distanza da una simile indagine.

Alla domanda “se dovessi cambiare l’auto oggi quale alimentazione sceglieresti?” la maggioranza relativa degli intervistati (il 41%) ha risposto indicando l’ibrido, seguito dall’elettrico al 27% (stesso valore del 2023, ma in calo di 11 punti percentuali dal 38% dichiarato nel 2022) e poi da benzina e diesel, pari merito al 12%.

Alcuni dati che emergono dalla survey mostrano come sia ancora lunga la strada da compiere per la motorizzazione elettrica per incontrare con successo il mercato: il 61% dichiara di non aver mai guidato un’auto elettrica (era il 67% 2 anni fa) e il 56% del campione non ha mai richiesto un preventivo per un’auto alla spina. Tra quanti, invece, lo hanno fatto e hanno ricevuto un preventivo, poi solo il 34% ha concluso la compravendita con successo.

Ma quanto sarebbero pronti a spendere gli italiani per comprare un’auto elettrica? Il 67% indica un budget inferiore ai 30mila euro, percentuale che sale all’81% se il budget per l’acquisto sale a meno di 40mila euro. Che il principale freno all’acquisto di queste auto resti il costo dei modelli sul mercato, che fatica ad incrociare la domanda, appare evidente anche da un altro dato: il 47% degli italiani (+37 punti percentuali rispetto al 2023) non ha mai preso in considerazione l’auto elettrica per i prezzi troppo elevati, il 26% per la rete di ricarica reputata ancora insufficiente e il 18% per la loro autonomia giudicata limitata.

In generale i consumatori sembrano oggi sempre più disorientati e meno propensi a credere nell’accelerazione di alcuni macro-trend della mobilità (elettrificazione – condivisione – guida autonoma – acquisti online): le aspettative degli italiani sullo sviluppo della guida autonoma (il 53% dei rispondenti ci punta), sugli acquisti interamente digitali (il 42% è convinto che presto saranno realtà) e sul passaggio dalla proprietà all’uso del veicolo (ci crede solo il 30% dei rispondenti) arretrano a distanza di due anni dalla precedente rilevazione. Cala anche il numero degli italiani che crede in un futuro sempre più elettrico delle auto in circolazione (era il 63% nel 2023 e oggi è sceso al 53%).

“I dati della nostra nuova instant survey”, evidenzia Massimo Ghenzer, Presidente di Areté, “rivelano la forte confusione vissuta dal consumatore alle prese con la scelta della nuova auto. L’alternativa elettrica non convince, in primis, per i costi mediamente fuori dalla sua portata e poi per i limiti ancora non superati relativi all’autonomia e alla rete di ricarica presente sul territorio. In questo contesto, l’ibrido resta la soluzione più concreta per chi sceglie di cambiare l’auto. In assenza di importanti stimoli alla domanda o di un rilevante calo dei prezzi medi dei modelli alla spina presenti sul mercato, sembra difficile immaginare nei prossimi anni una significativa crescita della penetrazione di questi veicoli”.

 

Foto da ufficio stampa Aretè

 

 

“BiciScuola”: Continental con i più giovani per la sicurezza stradale

"BiciScuola": Continental con i più giovani per la sicurezza stradale

La sicurezza stradale è da sempre un tema centrale per Continental. Il Gruppo, con l’obiettivo di promuovere un ecosistema stradale più sicuro e rispettoso per tutti gli utenti, ha scelto da quest’anno di sostenere BiciScuola, il progetto educativo di RCS Sports & Events giunto alla sua 24ª edizione, in qualità di Official Sponsor. L’iniziativa, che in questo 2025 ha registrato già l’iscrizione di 2.300 classi, appartenenti a 42 province italiane, è pensata per avvicinare i più giovani ai valori del ciclismo, con un focus particolare proprio sulla sicurezza.


“Grazie a BiciScuola abbiamo la preziosa opportunità di entrare nelle scuole primarie e di dialogare direttamente con le nuove generazioni”, afferma Giorgio Cattaneo, Responsabile Comunicazione di Continental Italia. “La sicurezza è un elemento distintivo della nostra value proposition e per questo motivo investiamo costantemente nella ricerca e nello sviluppo di prodotti premium che possano garantire performance e affidabilità in ogni condizione stradale e atmosferica. Momenti come BiciScuola rappresentano per il Gruppo un’occasione unica per sensibilizzare l’utente finale su questo importante valore”.

BiciScuola si sviluppa a livello nazionale, integrando attività digitali con iniziative sul territorio, e coinvolge le scuole primarie toccate dalla grande stagione ciclistica di RCS Sport & Events, grazie ad appuntamenti come il Giro d’Italia, le Grandi Classiche e il Giro-E. Per l’occasione Continental ha realizzato una speciale serie di video podcast, destinati agli alunni e sviluppati con un tone of voice ad hoc, con protagonista Omar Di Felice, ultra cyclist professionist e da sempre impegnato nella promozione della sicurezza stradale.

Sei episodi, che saranno pubblicati durante le settimane del Giro d’Italia sui canali ufficiali YouTube e Spotify di Continental, in cui Di Felice guiderà i giovani ascoltatori attraverso le dinamiche quotidiane della strada,
con l’obiettivo di renderla un luogo sicuro per tutti, nel rispetto delle regole e degli altri utenti. I temi trattati includeranno l’importanza della segnaletica e del semaforo, l’uso del casco e delle luci, il concetto di velocità e quello di mobilità consapevole e sostenibile.

L’interazione diretta con le scuole sarà garantita poi da un calendario interattivo che Continental ha fornito alle classi coinvolte nel progetto. In questo modo, il brand accompagnerà gli alunni durante l’anno scolastico in un percorso educativo e ricreativo dedicato alla sicurezza tramite veloci quiz, aneddoti, consigli e proposte di attività.


Grazie a un QR code dinamico, inoltre, sarà possibile accedere direttamente alla serie di video podcast con Omar Di Felice. Infine, Continental sarà presente con uno stand all’interno dei Village delle varie tappe delle
competizioni ciclistiche, offrendo agli appassionati e ai curiosi l’opportunità di conoscere i valori del Gruppo.

Eberhard & Co: il collezionista Lopresto è Brand Ambassador

Eberhard & Co: il collezionista Lopresto è Brand Ambassador.

Eberhard & Co. annuncia la collaborazione con il collezionista Corrado Lopresto, che entra a far parte del mondo della Marca come Brand Ambassador. Architetto e imprenditore milanese, Corrado Lopresto è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti cultori di auto d’epoca al mondo ed è considerato tra le voci più autorevoli nel campo della ricerca, della storia e della cultura del car-design. La sua collezione, interamente dedicata all’automobilismo italiano, spazia dal 1901 a oggi e comprende pezzi unici, prototipi e modelli rari di marchi storici come Ansaldo, Diatto, Stanguellini e Isotta Fraschini.

 
Lopresto è noto per il suo approccio filologico e conservativo al restauro, che ha portato le sue vetture a vincere oltre 300 premi internazionali, tra cui più di 60 “Best in Show” e quattro “Coppe d’Oro” al Concorso d’Eleganza Villa d’Este. Il suo impegno è stato riconosciuto anche da FIVA e UNESCO e nel 2017 ha ricevuto il prestigioso premio Octane per il restauro delle uniche due Isotta Fraschini Monterosa esistenti.
 
Lopresto è attualmente al ventiduesimo posto nella classifica mondiale dei collezionisti secondo “The Key” (pubblicazione annuale di “The Classic Car Trust” che presenta la graduatoria dei 100 più importanti collezionisti di auto d’epoca a livello globale) e trentacinquesimo tra le persone più influenti nel mondo dell’automobilismo storico secondo “Magneto” (rivista trimestrale di alto profilo dedicata alle auto classiche e da collezione).

Questo nuovo capitolo si inserisce nella profonda connessione che Eberhard & Co. ha coltivato fin dagli inizi con il mondo dei motori, in particolare con il collezionismo di vetture d’epoca. Come afferma Mario Peserico, General Manager della Maison: “La storia di Eberhard & Co. è unica e strettamente legata al mondo dei motori, ma in un modo peculiare. Per questo selezioniamo con grande attenzione i nostri Brand Ambassador. La scelta di Lopresto è stata naturale: è un punto di riferimento nell’automobilismo e si distingue per un approccio fatto di rispetto, ricerca e impegno costante verso le auto d’epoca. Il suo non è semplice collezionismo, ma una passione autentica, nella quale riconosciamo la stessa dedizione che da sempre guida la Maison”.

Dichiara Corrado Lopresto: “Sono molto contento della collaborazione con un marchio importante come Eberhard & Co., con una storia che supera il secolo di vita, come tante delle mie macchine.
La parte storico culturale è quella che mi piace di più e penso che con questa collaborazione si possa veramente rendere un contributo importante alla cultura dei nostri due brand”.
Foto da ufficio stampa Eberhard

Brembo e l’Inspiration Lab di Shanghai: passo decisivo verso un futuro senza incidenti

Brembo e l'Inspiration Lab di Shanghai

Il 21 aprile 2025, Brembo ha inaugurato il suo primo Brembo Inspiration Lab in Asia, situato nel cuore di Shanghai. Questo nuovo centro d’eccellenza si concentrerà sullo sviluppo di software avanzati, intelligenza artificiale (IA) e data science, consolidando la strategia di Brembo come solution provider. Questo è un ulteriore passo importante nell’evoluzione dell’azienda, che da leader globale nella progettazione di sistemi frenanti si sta trasformando in un punto di riferimento anche nel settore della digitalizzazione, mirando a definire nuovi standard di sicurezza e comfort nell’esperienza di guida.

 

Un’innovazione continua verso la visione di un futuro senza incidenti

Daniele Schillaci, Amministratore Delegato di Brembo, ha sottolineato l’importanza del Brembo Inspiration Lab di Shanghai, dichiarando: “L’industria automotive sta evolvendo, e noi stiamo integrando i nostri più avanzati sistemi frenanti con soluzioni software basate sull’intelligenza artificiale, per definire un nuovo standard nell’esperienza di guida, puntando su sicurezza e comfort”. Il centro contribuirà significativamente alla realizzazione della visione di Brembo di un futuro senza incidenti, dove la tranquillità di tutti – conducenti, passeggeri e pedoni – è garantita grazie alla tecnologia.

 

Un centro di eccellenza globale per Brembo

Il Brembo Inspiration Lab di Shanghai si inserisce in un ampio network globale di innovazione, che include già il centro della Silicon Valley e dieci centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo. La scelta di Shanghai come sede per il primo Inspiration Lab asiatico non è casuale: la città, considerata uno dei principali poli economici della Cina, rappresenta un crocevia ideale per le collaborazioni con università di prestigio, startup e partner industriali. Questo permetterà a Brembo di rafforzare ulteriormente la sua presenza nel mercato cinese e, più in generale, in Asia.

 

Shanghai, un polo strategico per la crescita di Brembo

L’apertura del nuovo Brembo Inspiration Lab segna anche una nuova fase nell’espansione di Brembo in Cina, dove l’azienda è presente dal 2001 con il suo primo stabilimento a Nanchino. Oggi Brembo conta cinque stabilimenti produttivi in Cina, un centro R&D recentemente ampliato e una sede commerciale a Shanghai, una delle città più dinamiche e influenti del paese. La Cina rappresenta un mercato chiave per Brembo, contribuendo con oltre il 15% del fatturato annuo del gruppo, e nel 2024 ha registrato una crescita del 7,7% rispetto all’anno precedente.

 

Un impegno continuo nell’innovazione e nella sostenibilità

Brembo, fondata in Italia nel 1961, è leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi frenanti ad alte prestazioni, servendo i principali produttori di automobili, motocicli e veicoli commerciali. L’azienda è anche un protagonista indiscusso nei campionati di motorsport, dove hinto oa vltre 700 titoli. Con oltre 15.000 dipendenti e una presenza in 18 paesi, Brembo è impegnata nell’ambiziosa missione di “Turning Energy into Inspiration”, contribuendo alla trasformazione della mobilità del futuro con soluzioni sostenibili e tecnologicamente avanzate.

 

Un’azienda in costante evoluzione

Con il suo continuo impegno nell’innovazione, Brembo mira a fornire non solo prodotti all’avanguardia ma anche soluzioni digitali che possano contribuire a una mobilità più sicura e sostenibile. Con il Brembo Inspiration Lab di Shanghai, l’azienda si prepara a essere al centro del cambiamento, creando una sinergia tra intelligenza artificiale, software avanzati e data science per rispondere alle sfide future dell’industria automobilistica.

 

L’ultima da Maranello: ecco la Ferrari 296 Speciale

L'ultima da Maranello: ecco la Ferrari 296 Speciale

È stata svelata la nuova versione speciale del Cavallino rampante basata sulla Ferrari 296 GTB. La 296 Speciale rappresenta il nuovo punto di riferimento della gamma in termini di divertimento al volante. Il propulsore ibrido plug-in eroga un massimo di 880 cv.

Le innovative soluzioni aerodinamiche incrementano del 20% il carico verticale rispetto al modello di derivazione. Riduzione di peso, assetto dedicato e strategia di extraboost moltiplicano le emozioni di guida. I prezzi: 402mila euro e 467mila euro la Speciale A (spider).

 


Foto da ufficio stampa Ferrari



 

 

Cina senza freni: lo scenario delineato da AlixPartners

L'auto in Europa: ricalibrazione traumatica dell'industria in corso

di Dario Duse, EMEA leader Automotive Industrial e Country Head Italia di AlixPartners


Il Salone dell’Auto di Shanghai, diventato il primo al mondo, è stato denso di novità: oltre alla massiccia presenza di costruttori locali che sempre più offrono prodotti estremamente concorrenziali anche per segmenti di veicoli alti e altissimi, i costruttori tradizionali sono costretti a mettere in pratica leve drastiche per mantenere (o recuperare) competitività in un mercato che è il primo per volumi e per innovazione, ed era fonte di profitti che sono venuti a mancare.
 

Audi lancia così un brand dedicato alla Cina – “AUDI” scritto in lettere – sviluppato in collaborazione con SAIC; Volkswagen presenta nuovi modelli “ID EVO” “Designed in Wolfsburg”. Il mercato cinese richiede ormai prodotti sviluppati “in Cina e per la Cina”.

I costruttori cinesi – che quest’anno arriveranno a controllare oltre due terzi del mercato domestico – aggrediscono sempre più anche i segmenti alti e altissimi con veicoli sovraccarichi di funzionalità prevalentemente orientate al comfort e a una esperienza di movimento iperconnessa, multischermo e sempre più con guida assistita, anche se alcune strette regolamentari saranno probabilmente attivate.

Il rapporto di AlixPartners rileva che nel 2024 le esportazioni cinesi sono aumentate del 23%, raggiungendo i 6,4 milioni di veicoli, oltre il 50% in più rispetto al Giappone, secondo classificato. Le tariffe e i dazi difficilmente fermeranno l’ascesa cinese, considerando che solo il 2% delle auto e il 12% dei componenti cinesi sono direttamente esportati verso gli Stati Uniti.

I dazi verso gli Stati Uniti, al contrario, rappresentano una maggiore minaccia per gli OEM europei: basti pensare che Germania e Italia insieme esportano verso gli Stati Uniti circa 45 miliardi di dollari tra veicoli e componenti (circa un quinto del totale esportato), mentre la Cina esporta verso gli Stati Uniti beni per oltre 400 miliardi, ma di questi solo un 5% è legato all’automotive.


La certezza della rilevanza del mercato cinese, sia per volumi che per sviluppo delle tecnologie, è contrapposta all’enorme incertezza che genera attualmente una semi-paralisi rispetto ad azioni strutturali che i costruttori e i fornitori tradizionali dovrebbero mettere in atto.
 

È fondamentale per le aziende agire comunque rapidamente sulle leve tattiche disponibili per stabilire un costante monitoraggio sull’evoluzione dei dazi e di conseguenza attivare azioni di contenimento, quali ottimizzazione doganale (First Sale, VAS), protezione della liquidità o ribilanciamento dei prezzi. Le manovre più strutturali, come il ribilanciamento del footprint produttivo e delle catene di fornitura, richiederanno tempi e investimenti che necessitano di ragionevole certezza sulla stabilità di medio e lungo periodo.

I marchi cinesi rappresenteranno circa 30% del mercato globale entro il 2030, in crescita dal 21% del 2024. Sebbene molti Paesi continuino a imporre dazi sui veicoli a marchio cinese, l’impatto atteso rimane contenuto. Alla crescita delle vendite all’estero si affianca una costante espansione del mercato interno, che secondo il rapporto crescerà del 4%, raggiungendo i 26,8 milioni di veicoli nel 2025 – in netto contrasto con i cali previsti in altri grandi mercati. Il livello di
utilizzo della capacità produttiva cinese – circa 50% – spinge costruttori e fornitori cinesi a cercare nuovi volumi produttivi all’estero. La penetrazione dei brand cinesi in Europa salirà dall’8% del 2024 al 12% atteso per il 2030.


Foto da ufficio stampa AlixPartners

Pirelli e la Cina: un forte legame che continua da 20 anni

Pirelli e la Cina
di Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli
 

Pirelli è presente in Cina dal 2005. Una presenza importante, di cui siamo fieri e che vogliamo festeggiare celebrando il nostro successo con chi lo ha reso possibile, dalle istituzioni ai migliori clienti della Cina e tutti i nostri dipendenti. Pirelli è leader globale a livello tecnologico. Dal nostro
Headquarters e dalla sede del dipartimento Ricerca & Sviluppo, radicati a Milano per Statuto, diamo vita a tutti i prodotti che produciamo nei nostri 18 stabilimenti nel mondo e distribuiamo in 160 Paesi, rispettando sempre le normative e le diverse culture.

 
Nei suoi 20 anni di presenza nel Paese, Pirelli ha creato forti legami e solide basi per una crescita futura, attraverso continui investimenti in un mercato tra i più dinamici e rilevanti per il comparto automotive mondiale e che l’azienda presidia fin dall’inizio del suo sviluppo in linea con la sua strategia local for local. L’impegno di Pirelli nei confronti della Cina è testimoniato dalle collaborazioni con i partner commerciali, i rivenditori, il Governo Centrale e le Autorità locali, le associazioni di categoria e le comunità locali, nel rispetto della cultura e delle tradizioni del Paese.
 
Pirelli in Cina punta su prodotti tecnologicamente avanzati, sviluppati anche attraverso le collaborazioni con clienti OE – tra cui produttori di auto Premium e Prestige internazionali e cinesi, in particolare NEV – e distribuiti tramite una rete di rivenditori consolidata e forte di oltre 3mila retailer sul territorio.
Foto da ufficio stampa Pirelli

L’allarme di CLEPA: redditività in calo nell’UE, fornitori a rischio

Allarme fornitori: il divario di competitività minaccia la base manifatturiera del settore

Foto: Benjamin Krieger, segretario generale CLEPA

 

Il 2025 non è esattamente cominciato con il botto per i fornitori di auto. L’ultimo sondaggio di CLEPA mostra le perdite di posti di lavoro più gravi dalla pandemia con il sentiment delle imprese che ha raggiunto un minimo storico nel 2025: Quasi il 60% dei fornitori segnala impatti negativi dalla instabilità politica e un allarmante 42% non intravede alcuna strada verso la redditività per quest’anno. L’Europa ha più che mai bisogno di una base industriale solida e competitiva. Le richieste di autonomia strategica, le esigenze del settore della difesa e il desiderio di catene di approvvigionamento più localizzate si fanno sempre più pressanti. Ma se la realtà economica sul campo continua a peggiorare, i fornitori potrebbero non solo ridurre le operazioni, ma addirittura arrivare al punto di rottura. E questo non è solo un problema economico. È un problema strategico.

 

Deriva strategica: quando l’industria diventa un problema di sicurezza

La perdita di fornitori chiave comporta una perdita di posti di lavoro, compromette la capacità di innovazione dell’Europa, ne indebolisce la resilienza e aumenta la dipendenza da attori extra-UE. I fornitori del settore automobilistico detengono tecnologie cruciali per la competitività europea, ma il loro know-how può essere utilizzato anche in altri settori. In un momento in cui la Commissione europea sta lanciando iniziative come il programma “ReArm” per rinnovare la politica di sicurezza dell’UE, lasciarsi sfuggire le capacità industriali ad alta tecnologia sembra un po’ come cercare di costruire una fortezza sicura mentre si distribuiscono progetti.

 

Neutralità tecnologica: un principio, non una nota a piè di pagina

Il piano d’azione industriale della Commissione per il settore automobilistico è arrivato giusto in tempo. Le conclusioni del Consiglio del 20 marzo hanno sottolineato l’urgente necessità di un percorso tecnologicamente neutrale, che promuova l’innovazione anziché imporla. CLEPA sostiene questa direzione, ma diciamolo apertamente: le tempistiche politiche devono coincidere meglio con quelle del settore.

Abbiamo bisogno di chiarezza duratura sul fatto che la neutralità tecnologica non è solo una frase del mese, ma un principio che guiderà le decisioni di investimento ben oltre il 2035. La mobilità pulita include più della semplice elettrificazione, e l’Europa non dovrebbe penalizzarsi puntando su un singolo cavallo in una corsa mondiale.

 

Proteggere le catene del valore senza costruire muri

Ciò di cui l’Europa ha bisogno è una strategia industriale intelligente, che protegga la creazione di valore a livello nazionale senza chiudere le porte alla cooperazione globale. Ciò include un sostegno mirato all’innovazione, misure per stimolare la domanda e strumenti di difesa commerciale ove necessario. Con oltre 3.000 fornitori del settore automobilistico in Europa, molti dei quali PMI, la flessibilità non è un lusso. È una questione di sopravvivenza.

 

L’azione decisiva inizia a casa

Siamo tutti d’accordo sulla direzione: una mobilità più intelligente, più sicura e più sostenibile. Ma non si finga di poter guidare questa trasformazione anche con una gomma a terra. Senza modelli di business e politiche sostenibili che mantengano la capacità industriale in Europa, rischiamo di barattare la prosperità a lungo termine con il plauso a breve termine.

Ad esempio, qualsiasi ritorsione contro i dazi statunitensi non deve incidere sulle importazioni di componenti automobilistici difficili da sostituire localmente, come alcuni materiali semiconduttori. Nel complesso, le misure individuate non dovrebbero precludere la possibilità di raggiungere nuovi accordi con i nostri partner commerciali. Il commercio globale non può essere visto solo in termini politici.

L’Europa deve agire ora con misure intelligenti e mirate per rimanere competitiva in un mondo incerto. Mantenere il Fattore Utilità per i veicoli ibridi plug-in è un primo passo fondamentale per proteggere posti di lavoro di alto valore nell’UE e offrire un sostegno immediato al settore. Dobbiamo inoltre aggiornare le normative sulle emissioni di CO₂ per adattarle al mercato attuale e sostenere tutte le soluzioni a basse emissioni di carbonio. Ridurre la burocrazia attraverso il Simplification Omnibus rafforzerà anche la resilienza, non il protezionismo, garantendo che l’Europa mantenga il suo vantaggio strategico e la sua base industriale.

Il 2025 si preannuncia come un anno cruciale: i decisori politici e l’industria devono allineare ritmo e direzione. CLEPA e i suoi membri sono pronti a collaborare strettamente con le istituzioni dell’UE per creare soluzioni economicamente fondate, strategicamente solide e competitive a livello globale.

Perché se abbiamo imparato qualcosa negli ultimi anni, è che la resilienza non si costruisce per caso. Si costruisce per scelta.

 

Foto da ufficio stampa CLEPA

 

 

Auto, pensieri e parole… scritte: il dito e la luna

Auto, pensieri e parole... scritte: il dito e la luna
di Mario Verna, manager automotive
 

Non c’è cosa più sciocca che guardare il dito invece che la luna. Quello che sta succedendo dalle nostre parti, purtroppo, conferma e reitera un errore di visione evidentissimo nei fatti e nei numeri. La rinuncia a essere quello che siamo bravi a essere è semplicemente masochista, oltre che dannosa. Un diabolico perseverare, come ha scritto Gian Luca Pellegrini nel suo fondo su “Quattroruote”.

Tutti giù per terra! Ancora giù l’industria, -2,7%, ma ad affondarla sono i veicoli -33,5%. Giù le trimestrali dei produttori,  Giù le vendite…e non è divertente come un girotondo…

Dazi e contro-dazi, tutti temono, tutti soffrono. Eppure, il problema non saranno le tariffe quanto, piuttosto, le leggi folli che hanno determinato condizioni competitive troppo diverse.

Scopriamo che le materie prime per l’auto elettrica sono cinesi. Chi lo avrebbe mai detto! Le auto diventeranno uno smartphone? Luca De Meo scommette di sì.

Obiettivo decarbonizzazione: piena valorizzazione a tutte le tecnologie disponibili

Trasporto merci: si attendono Ecobonus e misure fiscali

di Luca Sra, Delegato ANFIA per il trasporto merci

 
Il calo nelle immatricolazioni di autocarri che ha caratterizzato il mese di marzo conferma e aggrava l’andamento negativo già registrato nei mesi precedenti e richiama la necessità di un intervento strutturale da parte del decisore pubblico in favore delle imprese dell’autotrasporto. Come già evidenziato assieme alle principali associazioni di settore e dell’automotive, si esprime apprezzamento per il recente intervento pubblico del ministro dei Trasporti in cui è stato annunciato lo stanziamento di circa 600 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare.

Tale iniziativa risponde infatti alla richiesta più volte avanzata dall’intera filiera di superare gli attuali strumenti discontinui di supporto agli investimenti in favore di una programmazione pluriennale che dia piena valorizzazione a tutte le tecnologie veicolari in grado di contribuire alla decarbonizzazione dal comparto, partendo dalle motorizzazioni a gas naturale compresso e liquefatto o a Diesel di ultima generazione,
pienamente compatibili con i rispettivi biocarburanti (biometano e HVO).

Si auspica, pertanto, una tempestiva approvazione di questo strumento, al fine di abilitare le imprese dell’autotrasporto alla programmazione dei propri investimenti promuovendo un vero svecchiamento del parco circolante. Al tempo stesso, si chiede la rapida messa in
esercizio dei fondi già stanziati per il settore dall’ultima legge di bilancio.

In ultimo, si apprezza l’attenzione espressa dal ministro verso le ulteriori misure sistemiche necessarie alla promozione degli investimenti in tecnologie sostenibili come la possibile introduzione di un credito d’imposta sugli acquisti di biocarburanti, a cui si ritiene necessario accompagnare la reintroduzione di una fiscalità di vantaggio per l’acquisto di veicoli ad alimentazione alternativa.
Foto da ufficio stampa ANFIA