Il “Piano salva auto” di Bruxelles: obiettivi fumosi e mancanza di trasparenza

Commissione UE: sull'auto la montagna ha partorito il topolino
di Isabella Tovaglieri, eurodeputata
 
A Bruxelles come sul Titanic, continuano a suonare l’orchestra mentre il settore auto affonda. Il dialogo strategico sul futuro dell’automotive ha preso il via non solo con colpevole ritardo, ma anche con obiettivi fumosi e premesse che ne ipotecano gravemente l’utilità e i risultati: totale mancanza di trasparenza sui lavori in corso ed esclusione degli attori chiave dell’indotto, come la filiera della componentistica, che in Italia sta pagando il prezzo più alto della transizione elettrica.
Ma soprattutto nessun obiettivo concreto che vada al di là di una risoluzione finale non vincolante. Finirà tutto all’acqua di rose con dichiarazioni di intenti e raccomandazioni, mentre fuori dai palazzi dell’Ue il settore muore.
 
Foto da ufficio stampa Isabella Tovaglieri
 

Crisi dell’auto: faccia a faccia Ursula-costruttori su cosa fare

Crisi dell'auto: faccia a faccia Ursula-costruttori su cosa fare

Diversi amministratori delegati di costruttori di veicoli leggeri e pesanti – si legge in una nota ACEA – hanno partecipato il 30 gennaio a una riunione introduttiva organizzata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per rafforzare la competitività globale dell’industria automobilistica europea.

L’incontro ha sottolineato un senso di urgenza condiviso tra produttori e fornitori, in quanto la crisi di competitività globale dell’Europa, una diffusione più lenta del previsto sul mercato dei veicoli a emissioni zero e la mancanza di condizioni favorevoli ostacolano in modo significativo i progressi dell’UE verso gli obiettivi di mobilità a zero emissioni.

Ola Källenius, CEO di Mercedes-Benz e presidente di ACEA: “L’industria automobilistica dell’UE rimane pienamente impegnata ed economicamente investita nella transizione verso una mobilità a zero emissioni. Ma l’unico modo per far sì che questa transizione abbia successo è renderla una trasformazione guidata dal mercato e dalla domanda. Il prossimo piano d’azione deve essere costruito su questa premessa. La verifica della realtà dell’attuale Green Deal europeo non ci rallenterà, ma piuttosto darà impulso a questa transizione eliminando le strozzature e introducendo le necessarie flessibilità”

Christian Levin, CEO di Traton, Scania e presidente del Commercial Vehicle Board: “La transizione dell’industria automobilistica si basa su una comprensione condivisa delle sfide e delle opportunità tra le imprese e le politiche pubbliche. La presidente von der Leyen ha espresso chiaramente l’ambizione della Commissione di ridurre la burocrazia e di adottare ulteriori misure per accelerare la transizione verde, garantendo così la competitività europea. I costruttori di veicoli commerciali hanno espresso il loro sostegno a obiettivi climatici ambiziosi, ma hanno sottolineato che gli obiettivi da soli non sono sufficienti. La rapida implementazione dell’infrastruttura e altre condizioni abilitanti, come la parità del costo totale di proprietà (TCO) e le misure sul lato della domanda, sono essenziali”.

I membri dell’ACEA hanno sottolineato che, affinché questo dialogo abbia successo, gli incontri e le discussioni future devono coinvolgere attivamente tutti i produttori e i fornitori con una presenza industriale sostanziale in Europa, e tutti i filoni di lavoro tematici devono riflettere la prospettiva unica del segmento dei veicoli pesanti. I membri dell’ACEA si impegneranno con i commissari competenti su quattro filoni di lavoro tematici per fornire contributi al prossimo Piano d’azione.

 

Foto da ufficio stampa ACEA

 

 

Pirelli P Zero: compie 40 anni il primo pneumatico

Pirelli P Zero

Pirelli P Zero, pneumatico per auto sportive, compie 40 anni. Nato da un’idea rivoluzionaria, oggi è il marchio più noto dell’industria e il pneumatico preferito dai costruttori prestige: nelle quattro generazioni di prodotto che si sono succedute, infatti, il Pirelli P Zero è diventato il campione assoluto del mercato per numero di omologazioni delle case automobilistiche. Sono oltre 3mila le versioni realizzate per specifici modelli di vettura.

L’elenco è ampio e comprende vere e proprie icone del mondo dell’automobile, come le Ferrari F40, 512 Testa Rossa, LaFerrari; le Lamborghini, come le Countach, Diablo, Murciélago,  Aventador; le McLaren MP4-12C e P1; le Pagani Zonda, Huayra e Utopia; Aston Martin Vanquish, DB9, V12 Vantage; Porsche 911 in molteplici declinazioni, Cayenne e Macan.

Il P Zero continua a rappresentare il massimo delle prestazioni per un pneumatico stradale, come è stato riconosciuto diverse volte nel corso della sua storia dai test delle più importanti riviste di settore. È anche il prodotto su cui debuttano le innovazioni di Pirelli: nel 2019 su un P Zero è nato il pacchetto di tecnologie Elect per auto elettriche e ibride plug-in, oggi un riferimento nel settore. Nel 2023 è arrivato sul mercato il P Zero E, il primo pneumatico Ultra High Performance (UHP) ad avere almeno il 55% di materiale di origine biologica o riciclato, oltre alla “tripla A” nell’etichetta europea. Anche nel motorsport, da cui ha tratto le sue origini, il P Zero è associato ai pneumatici racing più performanti, dalla Formula 1 alle altre categorie del motorsport.

Oltre a inaugurare il segmento dei pneumatici UHP, il P Zero ha rappresentato anche l’inizio della strategia Perfect Fit di Pirelli per soddisfare le specifiche esigenze per i vari modelli dei costruttori automobilistici premium e prestige. La gamma P Zero si articola oggi in diverse varianti in base alle vetture di destinazione, all’utilizzo e alla stagionalità. Può equipaggiare infatti, dalle berline premium alle supercar fino ai Suv più sportivi e in tutte le stagionalità (summer, winter, all season). Nei prossimi mesi verrà presentata la quinta evoluzione del P Zero. Un nuovo capitolo di una storia di continua innovazione tecnologica.

 

Foto da ufficio stampa Pirelli