Auto e transizione “green”: rivedere lo stop ai motori endotermici del 2035

Auto e transizione "green"
di Jens Gieseke, eurodeputato, capo negoziatore del gruppo parlamentare del PPE 
 
Abbiamo bisogno di una revisione del divieto dei motori a combustione interna. Dobbiamo garantire che la guida rimanga alla portata di tutti, non solo di coloro che possono permettersi costose auto elettriche. Dobbiamo essere guidati dal realismo economico e rimanere tecnologicamente neutrali. Se non lo facciamo, guidare diventerà troppo costoso per molti europei e perderemo innumerevoli posti di lavoro nell’industria automobilistica a vantaggio di concorrenti come la Cina
La possibile chiusura di impianti, come quelli della Volkswagen in Germania e dell’Audi a Bruxelles, rappresenta una minaccia reale per migliaia di posti di lavoro. Il divieto dei motori a combustione interna e le incombenti sanzioni contro le aziende devono essere urgentemente rivisti per proteggere i lavoratori e difendere le loro future prospettive di lavoro durante la transizione verde.
Foto da ufficio stampa Eurodeputato

Auto e transizione “green”: Bruxelles vari un piano d’azione con urgenza

Auto e transizione "green": Bruxelles vari un piano d'azione con urgenza
di Giorgio Gori, europarlamentare e vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento Europeo
 
Sì all’anticipo dell’assessment sull’industria dell’auto. La Commissione Europea vari un piano d’azione sull’automotive con urgenza. Le difficoltà dell’automotive europeo sono sotto i nostri occhi e noi abbiamo il dovere di occuparcene, visto che da questo settore dipendono quasi 14 milioni di posti di lavoro e il 7% del Pil europeo. Sbaglia chi propone di rallentare la transizione “green” di questo settore: non è quello che ci chiedono le imprese, che sull’elettrico hanno investito oltre 250 miliardi di euro. Cina e Stati Uniti vanno in quella direzione e ci vanno molto rapidamente, accompagnando l’innovazione con ingenti risorse pubbliche.
Non si tratta, quindi, di rallentare il percorso, ma di accelerare, sapendo che la competitività deriva dall’insieme delle componenti dell’ecosistema dell’auto elettrica: riduzione del costo dell’energia e potenziamento delle reti elettriche, approvvigionamento delle materie prime critiche, produzione e riciclo di batterie e microprocessori, standard di software europei, formazione dei lavoratori, incentivi alla domanda per ridurre il gap di prezzo rispetto alla Cina, orientamento delle flotte aziendali.
Sì, dunque alla richiesta anticipare l’assessment previsto per il 2026, ma soprattutto chiediamo alla Commissione di varare con urgenza un Automotive Action Plan che abbracci tutte le componenti dell’ecosistema e ne sostenga l’evoluzione con risorse adeguate.

Transizione “forzata”: e adesso chi paga il conto?

Mercato dell'auto: piatto perché forzato
di Mario Verna, manager automotive
 
Chi paga la “transizione”? Perché è chiaro che non è un “rivoluzione industriale”, altrimenti ci sarebbe stato un principio di “utilità” che ne avrebbe garantito una diffusione naturale: invece si deve “forzare”. E quando si “forza”, qualcuno (di solito quelli alla fine della catena e/o il contribuente) deve sostenerne i costi.
 
L’automotive europea è un paradigma di questa dis-efficienza: fiumi di denari che non possono essere investiti in sviluppo e competitività per ciò che il mercato chiede davvero e devono essere dissipati per sostenere le “forzature”.

Drivalia: è rivoluzione per la mobilità sostenibile con il progetto “Planet Mobility”

Drivalia, parte integrante del Gruppo Crédit Agricole Auto Bank, sta ridefinendo il concetto di mobilità in Europa con una proposta incentrata su flessibilità, sostenibilità e innovazione tecnologica. L’azienda, che ha esteso la propria presenza a 15 Paesi europei, offre una gamma di soluzioni pensate per privati e aziende, con l’obiettivo di rendere la transizione verso una mobilità a basse e zero emissioni più accessibile e agevole.

Al centro della strategia di Drivalia c’è il rivoluzionario concetto di “Planet Mobility”, un ecosistema che integra un’offerta di mobilità a 360°, progettato per rispondere a tutte le esigenze dei clienti, dal breve al lungo termine. Questo modello si basa su quattro pilastri fondamentali:

Rent: Noleggio a breve termine, ideale per chi ha bisogno di una vettura per pochi giorni o settimane. Grazie a una flotta moderna e in espansione, Drivalia permette di accedere anche a veicoli elettrici o ibridi, per un’esperienza di guida sostenibile e senza vincoli.

Lease: Noleggio a lungo termine, pensato per chi desidera una soluzione stabile e conveniente. Questa opzione offre la possibilità di avere un’auto per periodi prolungati, con tutti i costi di manutenzione, assicurazione e assistenza inclusi.

Subscribe: con i servizi di abbonamento all’auto, come l’iconico CarCloud, Drivalia offre laflessibilità di avere un’auto su base mensile, senza l’impegno di un contratto a lungo termine. Si tratta di un’opzione perfetta per chi vuole provare diverse soluzioni di mobilità o semplicemente desidera la massima libertà nella gestione del proprio veicolo.

Share: con E+Share Drivalia, il car sharing elettrico presente oggi a Torino, Milano, Roma e Lione: una soluzione 100% sostenibile per chi ha bisogno di un’auto solo per poche ore o brevi spostamenti.

Con una flotta di oltre 185.000 veicoli in 15 Paesi europei, Drivalia punta a raggiungere entro il 2026 un obiettivo ambizioso: portare al 35% la quota di veicoli elettrici (BEV) e ibridi plug-in (PHEV) della propria flotta. Questo impegno è supportato dalla continua espansione della rete di ricarica elettrica, che già conta più di 1.800 punti di ricarica distribuiti in tutta Europa, con l’obiettivo di superare i 2.500 entro il 2026.

Il CEO di Drivalia, Paolo Manfreddi, ha sottolineato l’importanza della sostenibilità nel percorso di crescita dell’azienda: “Il nostro obiettivo è rendere la mobilità sostenibile accessibile a tutti, garantendo soluzioni che siano non solo rispettose dell’ambiente, ma anche flessibili e convenienti. Il settore dell’auto sta vivendo profondi cambiamenti e, attraverso le proprie formule di mobilità, Drivalia intende essere in prima linea nel supportare la transizione energetica in atto.

 

Con “Planet Mobility”, Drivalia non solo abbraccia il futuro della mobilità elettrica e ibrida, ma costruisce un’offerta completa che risponde alle esigenze di oggi e di domani, unendo sostenibilità, tecnologia e flessibilità.

 

 

Foto ufficio stampa DRIVALIA