Parola al “Terzetto”: elettrico che soffre, svolta UE, incentivi e dazi anti-Cina

Parola al "Terzetto": elettrico che soffre, svolta UE, incentivi e dazi anti-Cina

Il “Terzetto” di opinionisti (Pierluigi Bonora, Pier Luigi del Viscovo e Andrea Taschini) torna dopo una lunga pausa, motivata dall’approssimarsi delle elezioni europee e dalle situazioni di piena incertezza relative al mondo automotive, le stesse che comunque continuano a destare preoccupazioni.

 

Eccoci allora trattare i temi dei tanti dietrofront dei costruttori (chi prima annuncia un modello solo elettrico, poi, quasi facendo finta di niente, ci unisce quello ibrido per evitare drammatici flop); quindi, gli incentivi e il giallo del “tutto esaurito” in poche ore il primo giorno per le auto elettriche; le conseguenze delle elezioni UE e i dazi contro l’import di auto cinesi.

Decarbonizzazione: metano di nuovo competitivo, ma mancano le auto

Decarbonizzazione: metano di nuovo competitivo, ma mancano le auto

di Flavio Merigo, presidente di Assogasmetano

Importante è il segnale che si vuole dare al mercato. Abbiamo la necessità di far ripartire le immatricolazioni di veicoli a metano, che hanno subito un forte calo dopo la crisi del prezzo, per far ritornare quell’utenza che ha sempre trovato nel gas naturale un carburante che coniuga le esigenze di mobilità con un costo del trasporto sostenibile. 

 

Ma serve uno sforzo ulteriore. Bene l’incentivazione del retrofitting, però chi oggi vuole un’auto nuova a metano non la trova. Partendo dalla considerazione che la rete del metano per auto distribuisce già oltre l’80 per cento di biometano (e presto tale quota arriverà al 100 per cento, completando così l’opera di decarbonizzazione di questo specifico settore), il MIMIT dovrebbe stimolare i produttori a rimettere in commercio veicoli alimentati a gas naturale.

 

Molti costruttori – proprio perché gli utenti erano atterriti dal fatto che la crisi dei prezzi si prolungasse – avevano deciso di sospendere la produzione di auto a metano. Oggi, con i prezzi del gas naturale ritornati a livelli assolutamente competitivi rispetto agli altri carburanti, si assiste a un ritorno alla richiesta di tali veicoli.

 

L’utenza sta di nuovo chiedendo auto a metano, ma non le trova. In un momento in cui l’80 per cento del gas naturale consumato per autotrazione è biometano, è fondamentale un rilancio di questa importante filiera nazionale, che può fornire un contributo fondamentale sulla strada della decarbonizzazione dei trasporti.

FOTO ufficio stampa Assogasmetano

RadiciGroup: l’innovazione viaggia da Bergamo fino alla Cina

RadiciGroup: l'innovazione viaggia da Bergamo fino alla Cina

Dopo una presenza pluriennale in Cina e l’inaugurazione nel 2023 di un moderno sito certificato LEED e dedicato alla produzione dei tecnopolimeri a Suzhou, RadiciGroup, azienda italiana con sede a Gandino (Bergamo) specializzata nella produzione di intermedi chimici, polimeri, tecnopolimeri ad alte prestazioni e soluzioni tessili avanzate, continua il suo percorso di crescita in Cina, puntando a intercettare le tendenze di mercato emergenti e tradurle in prodotti innovativi e a confermare l’impegno di lungo termine del Gruppo nel Paese.

In particolare, il settore automotive continua a occupare una posizione di rilievo per RadiciGroup a livello globale e anche in Cina rappresenta il mercato primario in termini di volumi. Nel Paese asiatico, il comparto auto sta crescendo in modo significativo come testimoniato dal fatto che, nel 2023, i produttori automobilistici cinesi hanno superato per la prima volta i concorrenti globali che operano in loco attraverso delle joint venture.

Per RadiciGroup è quindi fondamentale mantenere connessioni dirette con i decision maker, i player dell’industria automobilistica in Cina e i dipartimenti di sviluppo delle principali Case automobilistiche, sia locali sia internazionali, con l’obiettivo di mettere a punto per il settore proposte in grado di rispettare requisiti tecnici e ambientali in continua evoluzione, attraverso prodotti innovativi e sostenibili, caratterizzati da un’elevata qualità e affidabilità.

Seguendo il trend della progressiva elettrificazione del settore automotive, le soluzioni sviluppate da RadiciGroup puntano a garantire una riduzione del peso dei componenti alloggiati nell’auto tramite la sostituzione delle parti metalliche con nuovi prodotti e soluzioni innovative di materiale plastico.

A dimostrazione della volontà di essere vicina al mercato cinese per coglierne le specifiche esigenze, RadiciGroup High Performance Polymers ha partecipato alla fiera Chinaplas 2024, che si ha avuto luogo a Shanghai dal 23 al 26 aprile scorsi, dove sono state esposte le ultime novità del Gruppo per numerosi settori, tra cui automotive, ma anche elettrico/elettronico, appliances e beni di consumo.

Incentivi auto 2024: tra fondi per le elettriche esauriti in poche ore e risorse ancora disponibili

Incentivi auto 2024

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

Per muovere le acque del mercato automobilistico italiano, in particolar modo per quanto riguarda i veicoli elettrici (i cui volumi di vendita nel nostro Paese continuano a essere esigui), c’era una fremente attesa per l’arrivo degli incentivi auto 2024, come raccontano i mesi trascorsi tra l’annuncio dell’Ecobonus e l’avvio della procedura di prenotazione sulla piattaforma, avvenuto il 3 giugno, che ha reso concreta l’operatività della misura. Un periodo di attesa durante il quale da più parti gli addetti ai lavori del settore automotive, Case auto in testa, hanno sollecitato l’effettiva disponibilità delle risorse già stanziate a supporto dell’acquisto di nuovi veicoli a basso impatto ambientale.

L’inatteso successo dei bonus per le elettriche e le relative perplessità

Rispetto alle precedenti tornate di incentivi auto, il via all’operatività della piattaforma del MISE che consente ai concessionari di prenotare il contributo governativo per conto del cliente ha riservato un’inattesa sorpresa: un boom di richieste per le auto elettriche che hanno portato all’esaurimento dei fondi, oltre 201 milioni di euro stanziati per la fascia di emissioni 0-20 g/km di CO2, nel giro di poche ore (meno di nove).

Considerando ciò che era successo in passato, nel 2022 e nel 2023, con un accoglienza degli incentivi statali per le elettriche decisamente più fredda, da più parti (associazioni dei consumatori, Federauto) sono stati sollevati dubbi e perplessità sul boom dell’Ecobonus riservato alle BEV, chiedendo alle autorità di indagare e fare chiarezza sul fatto che siano effettivamente cittadini e aziende a beneficiare del vantaggio economico degli incentivi, misura concepita per facilitare il loro passaggio verso una mobilità più sostenibile.

Il chiarimento del ministero: “Nessuna anomalia”

A tali perplessità il ministero delle Imprese e del Made in Italy nei giorni scorsi ha risposto fornendo un primo chiarimento, spiegando in una nota che dalle prime verifiche non sono emerse anomalie nel cospicuo flusso di richieste che ha portato all’esaurimento dei fondi per le elettriche, precisando che le relative prenotazioni sono arrivate per il 62% da persone fisiche e per il 38% da persone giuridiche, con i casi potenzialmente anomali limitati al 5% delle prenotazioni, valore definito “fisiologico e in linea rispetto al passato”.

Ancora disponibili 294 milioni per le fasce 21-60 g/km e 61-135 g/km di CO2

Così mentre gli incentivi per le auto elettriche sono finiti in tempi record, a poco più di una settimana dal via alle prenotazioni rimangono ancora disponibili, con fondi residui che al momento in cui scriviamo ammontano a circa 294 milioni di euro, per gli autoveicoli (categoria M1) che rientrano nelle fasce di emissioni superiori. Nello specifico, per la fascia 21-60 g/km CO2 sono disponibili ancora poco più di 106,6 milioni di euro, mentre per la fascia 61-135 g/km CO2 sono ancora a disposizione poco più di 188 milioni di euro.