L’umano vince: l’olimpionico Tortu batte la piccola AMI

di Roberta Pasero

Ha vinto lui, Filippo Tortu, la SfidAMI, 60 m. di sprint tra il campionissimo plurimedagliato dell’atletica italiana e il quadriciclo elettrico dal design bifronte di Citroën guidato dal direttore marketing Alessandro Musumeci, sulla pista dell’Arena di Milano, dove Tortu si allena proprio “scortato” da una AMI che lo segue sul circuito.

“Non era un risultato scontato, tanto che pensavo di perdere perché lo sprint di un mezzo elettrico spesso batte quello di noi centimetristi“, dice con modestia e acclamato da centinaia di ragazzi.

E poi racconta dei valori condivisi con AMI che sponsorizza iniziative nelle scuole anche antibullismo, dell’auto dei suoi sogni, di un mondo sempre più green.

E delle sue prossime sfide sportive,

dagli Europei di Roma alle Olimpiadi di Parigi il prossimo anno. E di come tra scatti, rettilineo e curve ami (o AMI) soprattutto buttarsi oltre il traguardo. Ogni volta oltre se stesso.

Lo scenario automotive di S&P: domanda in frenata, Cina al pre-pandemia

La domanda di auto rallenterà in Europa e in Nord America nel 2024-2025 dopo l’impennata del 2023, dovuta principalmente al rilascio di una domanda repressa legata all’allentamento dei vincoli di offerta da parte dei gestori di flotte, mentre la Cina tornerà sui volumi di vendita del 2019, nonostante la debolezza dei consumi interni. È quanto prevede S&P Global Ratings in un report a livello globale.

Per il 2024 e il 2025, ci si attende una ripresa dei volumi molto graduale a fronte di una crescita economica globale inferiore a quella attuale, a causa di tassi di interesse più elevati e più a lungo termine: per gli analisti, soltanto la Cina “tornerà ampiamente ai livelli pre-Covid”, mentre Europa e Stati Uniti non riusciranno a recuperare, neanche nel 2025.

S&P si aspetta che la produzione globale rimarrà strettamente legata alla domanda, visti i timori di recessione legati alla flessione del mercato del lavoro in Nord America e nell’Eurozona. A fronte delle previsioni sul Pil cinese riviste al ribasso per il 2023 e 2024, l’istituto si aspetta comunque che la Cina smetta di guidare la crescita globale delle venditè del settore auto, sebbene le prospettive per la produzione rimangano ottimistiche con le esportazioni in aumento sostanziale.

Elettrico (piano B per Dacia) e Cina: la visione di Renault per il futuro

di Luca De Meo, amministratore delegato di Groupe Renault
(dall’intervento a “Quattroruote Next”)

Stiamo cercando di fare in modo che il marchio Renault possa essere 100% elettrico entro il 2030, poi abbiamo un piano B con la Dacia e altre vetture a livello internazionale, su cui manterremo dell’ibrido, ma le regole sono fissate e in Europa saremo pronti a osservarle. La Cina è il primo produttore ed esportatore di auto, come già in altri settori, che le hanno delegato completamente la parte di manufacturing.

Dobbiamo lottare per mantenere la capacità produttiva in Europa come le attività di ricerca e sviluppo, perché i cinesi sono già molto forti sul fronte dell’innovazione. Siamo in competizione e siamo qua per dimostrare che lo spostamento a Oriente non sarà ineluttabile. Il tema di fondo sul lungo periodo non è solamente lo sbilanciamento sulle tasse d’importazione, ma quello di fare una strategia che permetta all’Europa di giocare con le stesse regole degli americani da una parte e dei cinesi dall’altra e di posizionare l’industria europea in questa transizione.