“Firenze30”: campagna per cambiare la mobilità cittadina

Valentina Borgogni copia

Foto: Valentina Borgogni, tra i promotori dell’iniziativa

 

Durante la Settimana Europea della Mobilità, è nata Firenze30, una rete di associazioni e cittadini che propongono un modello diverso di città. In tutto il mondo ormai decine di città hanno adottato il modello della Città 30, ovvero l’introduzione del limite di velocità generalizzato a 30 km/h a eccezione delle strade principali e di scorrimento.

La campagna Firenze30, promossa anche dalla Associazione Gabriele Borgogni parla a tutta la cittadinanza e agli amministratori presenti e futuri della città. “ll tema della comunicazione e dell’educazione verso tutti i cittadini è essenziale per comprendere i rischi connessi all’eccesso di velocità”, spiega Valentina Borgogni, presidente dell’Associazione intitolata al fratello Gabriele, perito in un incidente stradale. La velocità, purtroppo spesso abbinata alla distrazione è la causa delle centinaia di morti che abbiamo sulle nostre strade, ma non possiamo dimenticare i feriti gravi e gravissimi ai quali cambia la vita per sempre. La nostra richiesta deve partire da un cambiamento culturale e per fare ciò sappiamo che servirà tempo, ma anche risorse e volontà sia dei cittadini sia delle Istituzioni, che non possono non vedere questa necessità”.

Nuovo Codice della strada: gli italiano apprezzano

Il 61% degli italiani è favorevole alla riforma del Codice della strada promossa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il sostegno è maggiore tra gli elettori del centro destra (oltre il 90%), ma risulta alto anche tra quelli del PD (47% pro, 40% contro) e del M5s (60% pro, 35% contro). Il sondaggio, realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per SkyTG24, rivela anche che le proposte più apprezzate sono quelle sulle restrizioni: più dell’80% degli intervistati approva il tasso alcolemico zero, il ritiro della patente per chi guida sotto l’effetto di stupefacenti e i limiti per i neopatentati.

Meno popolare (73%) è l’obbligo di casco, targa e freccia per monopattini e biciclette. La proposta che ha suscitato meno entusiasmo riguarda invece gli autovelox, che con il 58% raccoglie comunque più della metà di opinioni favorevoli. Altre percentuali interessanti riguardano l’utilizzo dei mezzi: 3 italiani su 4 la usano come veicolo preponderante l’automobile, che viene percepita dal 58% intervistati come un mezzo sicuro.

Quello considerato più pericoloso invece è la bicicletta: l’86% si sente a rischio quando la utilizza. Emerge, infine, l’opinione degli italiani alla guida: il 64% pensa che i propri connazionali guidino male, percentuale che si alza tra gli under 35 (70%) e nel Sud (72%).

Bmw Motorrad per SpecialMente: “Diversamente Disabili” in sella

Una squadra di venticinque collaboratori volontari del Bmw Group Italia, oltre a un gruppo di amici di Bmw Motorrad, si sono messi a disposizione dell’associazione Diversamente Disabili in occasione della sessione dei corsi di guida dedicati a motociclisti con disabilità che si è tenuta il 5 settembre a Cervesina (Pavia) nel circuito “Tazio Nuvolari”.

L’associazione Di.Di. (Diversamente Disabili) di Emiliano Malagoli, che è supportata da Bmw Italia attraverso il progetto di responsabilità sociale di impresa SpecialMente, tra le tante attività che svolge a favore di chi vuole avvicinarsi o riavvicinarsi alla moto superando la propria disabilità, offre da diversi anni corsi di guida dedicati a questi motociclisti con moto specificamente modificate e istruttori certificati.
 
Durante questi corsi, in cui le parti di teoria si alternano a quelle pratiche, ipartecipanti vengono raggruppati in base alle specifiche esigenze fisiche e quindi assegnati all’istruttore che insegnerà loro a usare le moto con le modifiche specifiche e a guidarle in sicurezza. Nella squadra degli istruttori di Di.Di. figurano anche istruttori che a loro volta hanno subìto incidenti che hanno causato loro disabilità, dando quindi un significativo valore aggiunto per un approccio psico-didattico ottimale.
 
“Tra i valori fondanti del Bmw Group Italia troviamo la Diversità, l’Inclusione, la Responsabilità e l’Impegno Sociale – ha dichiarato Marco Bergossi, direttore delle risorse umane di Bmw Group Italia -. Sono valori che condividiamo con tutti i nostri collaboratori e da cui ci facciamo ispirare quotidianamente. I nostri progetti di Corporate Citizenship, anche a livello di Risorse Umane e gestione del personale, si sono evoluti negli anni e quest’anno si sono concretizzati nei “Social Days”, che sono degli appuntamenti su diversi temi in cui abbiamo voluto metterci in discussione e scendere in prima linea per essere operativi su attività di Corporate Volunteering. Abbiamo invitato Emiliano a giugno nella nostra sede per fargli raccontare la sua storia e presentare la attività di Di.Di. in occasione di un incontro dedicato coi collaboratori, dove insieme a lui abbiamo chiamato all’azione chi di noi si fosse sentito pronto a fare un’esperienza di questo tipo, sicuramente forte ma altamente appagante. 
 
La risposta è stata entusiastica, tanto che sono bastate poche ore per raggiungere il numero di volontari richiesto da Emiliano. Oggi è stata una giornata eccezionale, parlo non solo per quello che ho visto e ascoltato dai miei colleghi, ma soprattutto per quello che mi porto a casa io, Marco, come persona. È proprio vero che vieni per dare qualcosa e quando ritorni a casa invece hai capito che sei tu che ti porti a casa qualcosa. I sorrisi, l’espressione dei volti di tutti, di chi ha partecipato e di chi ha aiutato, è la fotografia più bella che mi porto via”. 
 

“Sono molto contento di essere riuscito a organizzare anche quest’anno un nostro corso di guida per i motociclisti disabili nel nord Italia – dice Emiliano Malagoli -. Ma c’è una cosa che mi rende ancor più felice, ossia quella di vedere i ragazzi di Bmw Group Italia schierati operativamente al nostro fianco. Nonostante tutto quello che facciamo, siamo un’associazione piccola e abbiamo bisogno di tanto aiuto, a trecentosessanta gradi. Quello che ha fatto Bmw oggi è molto importante, perché non solo ci sta supportando da anni grazie al progetto SpecialMente, ma oggi ha anche accettato la sfida di venire in pista con noi per aiutare concretamente, operativamente lo svolgimento di questo corso. Abbiamo bisogno di aiuto, di volontari che ci affianchino e che ci dedichino il loro tempo, perché in media ogni ragazzo disabile per partecipare alle nostre attività ha bisogno di tre persone. Oggi i partecipanti alla nostra sessione sono ben sedici, si fa presto a fare i conti”.