I “mostri” del web: quanto vale una vita per un “Bordeline”?

di Influencer con la testa sulle spalle

Un episodio drammatico, bruttissimo, che ha colpito tutti. Il mondo dei genitori, dei figli, dei giornalisti, dei papà, delle mamme e dei creatori digitali. Già, perché quanto accaduto a Casal Palocco, a Roma, quando una Lamborghini Urus, il SuperSuv di Lamborghini, ha urtato una smart sulla quale viaggiavano una mamma e i suoi due bambini, deve far riflettere. Uno dei due piccoli, Manuel, 5 anni, è morto sul colpo.

Quello che fa ribrezzo è la dinamica dell’incidente: perché alla guida della potente Lamborghini c’era uno YouTuber, uno di quei ragazzi che fanno soldi pubblicando video su YouTube. Loro si chiamano i “The borderline”, ragazzi che ora avranno sulla coscienza per tutta la vita la morte di un bambino. Per che cosa? Per un video e acchiappare qualche visualizzazione in più su YouTube. Avranno tempo per riflettere su quanto hanno fatto, ma soprattutto quanto accaduto deve farci riflettere: sono questi i creatori digitali che vogliamo? Sono queste le persone che popolano i vari social network?

La risposta è no, non sono questi. Ringraziando Dio, i “pazzi” (non fatemi usare parole diverse…) sono davvero pochi; un nugolo di malviventi digitali (a me piace questo neologismo) che non hanno capito l’aspetto più importante di popolare la Rete: bisogna divenire dei punti di riferimento, bisogna dare il buon esempio. Sempre e comunque. E, dunque, niente video con il telefono in mano, mani alle 10.10, cintura sempre allacciata (anche dietro…), rispettare la segnaletica e così via. Se proprio vuoi correre, vai a farlo all’autodromo: lì dove potrai anche schiantarti, se vuoi. Quanto vale una vita? Quella del piccolo Manuel tantissimo, quella dei “The Bordeline”… beh, decidete voi.

Audi City Padova: ecco il primo digital showroom del brand

Audi City è l’innovativo concept relazionale che mette l’uomo al centro consentendo al cliente di entrare in contatto con il mondo Audi unendo esperienza fisica e digitale. A Rubano, in provincia di Padova, nel suggestivo scenario di un ex opificio della seconda metà dell’Ottocento totalmente restaurato, è stato inaugurato il primo Audi City d’Europa, nato dalla collaborazione tra la Casa dei quattro Anelli e Scarabel S.p.A., storico Dealer automotive con sede nell’area patavina di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario. A tagliare il nastro di Audi City Padova, sono stati Fabrizio Longo, direttore Audi Italia, e Roberto Scarabel, amministratore unico di Scarabel SpA.

 

Il concept Audi City prevede due vetture in esposizione, mentre sfiorando un touchscreen da 60 pollici è possibile conoscere nel dettaglio l’intera offerta del brand. Una volta selezionato il modello, il cliente sale a bordo virtualmente grazie a un visore 3D corredato di due sensori per l’hand tracking che garantiscono un’esperienza immersiva. Aprire le portiere, ascoltare il sound del motore, azionare il tetto panoramico e modificare la configurazione degli interni a proprio piacimento: tutto è possibile nell’Audi City. Solamente l’esperienza di guida non è demandata alla realtà virtuale.

 

Ogni dettaglio, presso Audi City, è realizzato con cura sartoriale: dai ricercati rivestimenti ai sofisticati complementi d’arredo sino all’oggettistica firmata Audi. Per realizzare questo progetto, il brand ha coinvolto Scarabel SpA che nel 2020 ha acquisito l’immobile e dal 2021 ha iniziato la trasformazione dello storico opificio in un luogo unico. La struttura può oggi contare su di una superficie coperta di 1.000 metri quadrati cui si aggiungono spazi per ulteriori 800 mq. All’interno del reparto officina sono operativi 6 ponti idraulici e 2 colonnine di ricarica nell’area esterna.

 

Massima attenzione all’assistenza: il fiore all’occhiello tra i servizi after sales è rappresentato dall’Audi service station che, con risvolti time saving, consente ai clienti h24, 7 giorni su 7, di consegnare e ritirare la vettura in totale sicurezza così che venga sottoposta all’intervento dei tecnici specializzati per riparazioni, tagliandi e diagnosi. Il concept Audi City è stato oggetto del talk “Relazione e digitalizzazione”, moderato dal giornalista Alessio Jacona, nel corso del quale si sono confrontati Roberto Scarabel, Fabrizio Longo e Luca Montagner, Senior Advisor & Partner di Quintegia.

Sicurezza stradale: non è un optional, ma un diritto di tutti

di Toni Purcaro,  Executive Vice President DEKRA Group e presidente DEKRA Italia

È positivo che il Governo e il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Matteo Salvini, abbiano posto l’attenzione sulla riforma del Codice della Strada, con un disegno di legge che sarà presentato presto in Parlamento e che pone maggiore attenzione sulla sicurezza stradale in Italia.

 

È molto importante sensibilizzare le nuove generazioni, attraverso anche campagne informative nelle scuole, in quanto vivono la mobilità come un vero e proprio servizio di condivisione, tramite l’utilizzo delle piattaforme di sharing.

 

A maggior ragione, alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca, concordo con l’intenzione del ministro Salvini di implementare le norme di sicurezza da applicare sia ai neopatentati, aumentando controlli e inasprendo le sanzioni, sia agli utilizzatori di monopattini, per proteggere anche i pedoni da eventuali pericoli di una guida errata o pericolosa.

Bisogna, inoltre, monitorare lo stato d’uso dei mezzi di sharing urbano, in quanto passando da un utente a un altro necessitano di una verifica costante del livello di sicurezza.

 

A tal proposito, DEKRA, ogni anno effettua 28 milioni di revisioni nel mondo, oltre a testare gli standard di sicurezza fisica e digitale dei veicoli di nuova generazione per renderli sempre più performanti e automatizzati.

 

Come sappiamo, nel periodo gennaio-giugno 2022, l’Istat ha registrato 81.437 incidenti stradali con lesioni a persone e 1.450 vittime, per cui occorre capire che la sicurezza stradale nel nostro Paese deve diventare una questione culturale: dobbiamo aumentare la consapevolezza che la sicurezza non è un optional, ma un diritto di tutti.

Autocarri: nel 2022 parco circolante a oltre 5,1 milioni

Nel 2022 in Italia il parco circolante di autocarri (includendo sia gli autocarri per il trasporto merci sia gli autocarri per uso speciale) è arrivato a quota 5.159.187 unità. Rispetto al 2000, quando gli autocarri in circolazione nel nostro paese erano 3.377.573, si è registrata una crescita del 52,7%. Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di AIRP (Associazioni Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla base di dati ACI.

La presenza complessiva di veicoli in circolazione ha registrato un incremento del 32%. Per gli autocarri, come anticipato, si parla di un aumento del 52,7%, che è maggiore sia di quanto riscontrato per autovetture e autobus sia della crescita media registrata dal parco circolante nello stesso periodo nel nostro paese. I motivi di questa crescita molto forte sono da ricercare nell’ascesa del fenomeno dell’e-commerce, che ha portato a un aumento della domanda di trasporto merci anche sulle lunghe distanze, aumento che si è tradotto in una crescita del numero di imprese attive nel settore e della quantità di merci trasportate su gomma in Italia (+14,1% solo tra il 2015 e il 2020).

L’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di AIRP offre anche un dettaglio territoriale relativo allo sviluppo del parco circolante di autocarri nel nostro Paese, dettaglio da cui emerge che la regione in cui la presenza di autocarri è cresciuta maggiormente tra il 2000 e il 2022 è il Trentino-Alto Adige, con un aumento del 259,6%. In seconda posizione segue la Valle d’Aosta (+131,2%), e poi ancora Sardegna (+96,8%), Molise (+80,1%), Basilicata (+79,1%) e Calabria (76,5%). Le crescite minori si sono verificate invece in Lombardia (+33,9%), Liguria (+31,1%) e in particolare in Piemonte (+20,5%), regioni che già avevano un consistente parco circolante di autocarri. La regione con il parco autocarri più sviluppato è la Lombardia (738.264), seguita da Sicilia (431.107), Veneto (425.784) ed Emilia-Romagna (415.827).

Nonostante la crescita, i mezzi in circolazione in Italia hanno un’età media di 19 anni rispetto ai 14 di quella europea, secondo i dati di ACEA. Da qui la necessità impellente di un ricambio, evidenzia AIRP, insieme a una sempre maggiore attenzione nei confronti degli pneumatici: una efficace risposta è anche quella di fare uso quella delle gomme ricostruite che portano a risparmi sulle spese di gestione e rappresentano un esempio virtuoso di attenzione all’ambiente.

Transizione automotive: non bisogna essere dogmatici

di Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di Bmw Italia (dalla rassegna Forum in Masseria 2023)

La trasformazione ecologica e sostenibile del settore automotive non passa solo per la mobilità elettrica. Non bisogna essere dogmatici: bisogna lavorare tutti insieme – aziende, istituzioni e rappresentanti politici – e investire per rendere sostenibili tutte le forme di propulsione, compresa la benzina e il Diesel.

Sappiamo che sono previste 38 stazioni di rifornimento a idrogeno e siamo fermamente convinti che sia una strada fondamentale da percorrere, così come anche la de-burocratizzazione dell’installazione di colonnine per la ricarica elettrica negli spazi pubblici e privati e la riforma fiscale per il rinnovamento del parco circolante.