Copenaghen: lì, dove la sostenibilità non è solo una parola

di Luca Talotta

 

Ho avuto recentemente l’onere e l’onore di tenere alta la bandiera italiana a Copenaghen, unico rappresentante del nostro Paese in un evento internazionale di Ford che ha visto coinvolti creator di tutta Europa. L’evento, denominato Bring on Tomorrow Live, è servito a comunicare la visione di sostenibilità di Ford chiamata Road To Better.

 

Sono stati due giorni intensi e molto interessanti, durante i quali ho potuto approfondire le tematiche legate all’impatto ambientale dell’industria automobilistica e scoprire le iniziative messe in atto da Ford per ridurre la propria impronta ecologica. La visita di Copenaghen, una delle città più sostenibili d’Europa, è passata all’insegna di una serie di esperienze sorprendenti e interattive con partner locali affini che hanno dimostrato come l’innovazione e lo spirito imprenditoriale può offrire ai clienti esperienze premium e senza compromessi.

 

Ford intende la sostenibilità come un approccio globale per ridurre l’impatto ambientale dei suoi prodotti e delle sue attività. Ciò include l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, il miglioramento dell’efficienza energetica nei processi produttivi, la riduzione delle emissioni di gas serra e la gestione responsabile delle risorse naturali.

 

Inoltre, Ford si impegna a promuovere pratiche commerciali sostenibili in tutta la sua catena di fornitura e a collaborare con i propri partner per raggiungere obiettivi comuni in materia di sostenibilità. E le esperienze di Copenaghen si sono basate su questi pilastri. Abbiamo cominciato con una guida della Ford Mustang Mach-E, a cui è seguito un pranzo con visita a Oscar Under the Bridge, un’opera d’arte dell’artista Thomas Dambo realizzata con legni riciclati; poi, dopo una visita all’esperienza Ford Bring on Tomorrow Live, dove abbiamo potuto vedere la line up di prodotti rigorosamente elettrici di Ford, siamo andati a nuotare in acqua dolce e sauna a Glaecier, per concludere la giornata con la cena al Baane Garden. Il giorno dopo, un bel tour in bicicletta della città con pulizia del canale dalla plastica al Green Kayak e pranzo al mercato alimentare di Broens. In una città che fa della sostenibilità un caposaldo.

Ciao Mariella: resterai sempre la “Signora dei Motori e del Sorriso”

di Pierluigi Bonora

Quando penso a Mariella Mengozzi mi appare subito il suo volto sorridente, raggiante, carico di simpatia e cortesia. Sì, cara Mariella, il tuo sguardo e il buonumore che ti hanno sempre caratterizzata, sin da quando ti ho conosciuta alla Ferrari, resteranno impressi nel mio cuore. Non dubitare.

 

La notizia della tua scomparsa mi ha colto impreparato, sapevo della malattia che alla fine dello scorso anno di aveva colpita e contro la quale stavi coraggiosamente lottando.

 

Ti chiamavano la “Signora dei Motori”, un riconoscimento alla passione che ha sempre alimentato il tuo lavoro; per me resterai anche e soprattutto la “Signora del Sorriso”, sempre e comunque.

Ti ho vista l’ultima volta a ottobre, al MAUTO alle premiazioni UIGA: ci siamo parlati e, per ACI Radio, ti avevo anche intervistato sui progetti 2023 del museo (nel podcast sul sito questo ricordo prezioso per chi lo volesse ascoltare).

Mariella ha ricoperto importanti incarichi, come quello di Retail Director per la Walt Disney Company, e poi, per la Ferrari, dove si è occupata di Marketing e Pianificazione Strategica. È stata direttrice della Business Unit Maranello Experience che comprende il Museo Ferrari di Maranello. Quindi, il ruolo di direttrice del MAUTO, nel 2018.

 

Sei stata citata anche dal “New York Times” per la tua bravura e dedizione: “Il nostro lavoro – – avevi risposto in quella occasione – è fare del MAUTO un luogo di cultura, attraente per un pubblico vasto, non solo degli appassionati di motori”. E ci sei riuscita!

 

Cara Mariella, grazie dell’amicizia sincera che mi hai sempre dimostrato. Vedrai, anche gli angeli saranno trascinati dal tuo impareggiabile sorriso di bontà. Un abbraccio forte ai tuoi familiari.

“Vacanze Sicure”: torna la campagna sulle gomme

Pneumatici sotto la lente per la campagna Vacanze Sicure, promossa da Assogomma e Federpneus in collaborazione con la  Polizia di Stato. L’attività di controllo su strada degli pneumatici ha lo scopo di verificarne lo stato su 10.000 automobili che circolano sulle strade del nostro Paese. I controlli si concentreranno nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta, Veneto, Toscana, Marche e Puglia e si svolgeranno nel mese di maggio con una coda nelle prime due settimane di giugno.

In un periodo in cui sulle nostre strade arrivano i primi turisti stranieri e gli italiani iniziano i fine settimana nelle località montane e balneari, è importante affrontare i viaggi , soprattutto se medio lunghi, con la vettura in ordine. Prima di tutto occorre avere gomme gonfie e in buono stato perché quei pochi centimetri quadrati di gomma sono l’unico punto di contatto tra il nostro veicolo e il suolo. Su di essi dobbiamo contare per frenare, ammortizzare, dare direzione allo sterzo, trasferire e  trasportare i carichi, ecc.

I controlli sono stati preceduti da una sessione di aggiornamento tecnico rivolta alle pattuglie della polizia stradale organizzata da Assogomma. In tale occasione alle pattuglie coinvolte sono stati consegnati degli appositi spessimetri di precisione nonché  moduli per la registrazione dei rilievi stradali.

I moduli, debitamente compilati, verranno analizzati su modello del Politecnico di Torino che vanta ormai un data base di oltre 160 mila controlli effettuati nell’arco di tanti anni di attività congiunte. Ne scaturirà  una fotografia aggiornata sugli andamenti e le tendenze circa lo stato delle gomme sulle nostre strade.

Dal 16 maggio e sino al 14 ottobre, è vietata la circolazione con pneumatici di tipo M+S con codici di velocità inferiori  rispetto a quelli riportati in carta di circolazione. Si tratta di una grave infrazione che configura una modifica delle caratteristiche tecniche del veicolo e che quindi può essere sanzionata, non solo con una multa, ma anche con il fermo del mezzo.

Sul tema il Direttore del Servizio Polizia Stradale osserva  “Il cedimento di un pneumatico oppure l’elevata usura del battistrada possono causare gravi incidenti stradali. Pertanto è estremamente importante che gli pneumatici siano mantenuti in perfetta efficienza. Come Polizia Stradale raccomandiamo sempre di verificare  lo stato e l’usura degli pneumatici  senza trascurare pressione di gonfiaggio ed equilibratura soprattutto prima di lunghi viaggi. Il potenziamento delle verifiche specifiche effettuate dalla Polizia Stradale nel 2022 nelle cosiddette Operazioni ad alto impatto, che hanno visto l’impiego di 2.498 pattuglie, ha permesso di controllare complessivamente 15.664 veicoli e di contestare  10.275 violazioni.

Di queste 664 riguardavano pneumatici non efficienti a causa di battistrada inferiore a quello prescritto;  271 pneumatici con  tagli o incisioni sul battistrada e  144 le violazioni per pneumatici non adeguati alle prescrizioni stagionali. Non sono mancate violazioni per pneumatici alterati nelle caratteristiche costruttive e/o funzionali (31 violazioni)  per penumatici non omologati (21 violazioni) e penumatici aventi misure diverse da quelle riportate nella carta di circolazione (18 violazioni)”.

“Con un parco auto sempre più vecchio, la manutenzione dell’auto deve assumere un ruolo fondamentale per la sicurezza stradale e la cura dei pneumatici occupa un posto di assoluto rilievo. Anche a causa di un manto stradale troppo spesso trascurato, pieno di buche ed avvallamenti, è necessario programmare controlli periodici dal gommista per far eseguire una verifica visiva dello stato dei pneumatici e del corretto gonfiaggio, anche e soprattutto in vista delle lunghe percorrenze che caratterizzeranno le vacanze estive. Gonfiaggio e verifica, nonostante i Rivenditori Specialisti le effettuino gratuitamente, non vengono eseguiti periodicamente dagli automobilisti. Infatti oltre il 52% degli automobilisti circola con gomme sotto gonfiate – dice Fabio Bertolotti, Direttore Assogomma – un problema in quanto il veicolo trasmette all’automobilista insicurezza di guida per alterato comportamento del mezzo e, con le alte temperature esterne, il pneumatico si può surriscaldare sino al suo cedimento strutturale, ovverosia al suo scoppio. Un pneumatico sgonfio produce un inutile danno all’ambiente perché fa aumentare i consumi di carburante fino al 15% e dà luogo ad un’usura disomogenea del pneumatico che quindi dovrà essere sostituito più precocemente. Gli automobilisti devono sempre pensare che gli pneumatici vivono d’aria e l’aria non costa nulla, ma è fondamentale per garantire le loro ottimali caratteristiche prestazionali”. 

Elettrificare tutto il circolante italiano? Ci vogliono 1.000 miliardi

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor (dal Festival dell’Economia 2023 di Trento)

Una vera motorizzazione di massa “elettrica” ci sarà solo quando queste
auto saranno più accessibili, anche perché per una completa sostituzione del parco circolante italiano serviranno mille miliardi di euro In Italia oggi una
auto elettrica costa almeno 25mila euro.

La motorizzazione di massa decolla quando sul mercato c’è un’auto che costa quanto il salario medio anno di un operaio, oggi al netto è di 15mila euro. Una soluzione può essere abbassare prezzi, una seconda aumentare le retribuzioni e terzo impegnarsi in una campagna di incentivi, riconoscibili a tutti con stanziamenti maggiori. Per sostituire tutto il parco circolante italiano servono 1.000 miliardi.

È possibile che dal 2035 non si vendano più auto con motori a combustione interna a benzina e gasolio, ma è possibile che si vendano altri motori a combustione, già c’è la deroga per gli e-fuel e l’Italia ha chiesto la deroga per i biocarburanti.

Diesel e benzina, comunque, dovranno essere venduti anche dopo il 2035 per alimentare le auto immatricolate prima che potranno ancora circolare. La conversione all’elettrico ha sempre più spazio, ma in altri Paesi nessuno pensa di vietare questi motori e la nostra industria europea se vorrà continuare a esportare dovrà continuare queste produzioni.