Motor Valley Fest: di Aldo Drudi il poster ufficiale

Le nuove tecnologie e la tradizione motoristica della Motor Valley si incontrano nella creatività e nei giochi di colori e segni di Aldo Drudi. Il celebre designer romagnolo, interprete dell’immagine dei più importanti eventi della Terra dei Motori, è stato chiamato anche quest’anno, a realizzare il poster dell’edizione 2023 del Motor Valley Fest (11-14 maggio) sul tema “Sustainable Intelligence”.

Drudi, tra i finalisti dell’edizione 2024 del Premio Compasso d’Oro con il Progetto del Misano World Circuit di Misano Adriatico, per l’edizione 2023 del più grande festival a cielo aperto nella Terra dei Motori emiliano-romagnola ha concepito e realizzato un manifesto che mette in mostra sette creazioni a quattro e due ruote dei brand iconici della Motor Valley: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Pagani, Dallara, Energica.

“Abbiamo usato quest’anno lo stemma di Modena, la città più racing dell’Emilia-Romagna, utilizzando linee grafiche che riprendono il logo del Motor Valley Fest – spiega il designer Drudi –-l’idea alla base di questi poster è quella di enfatizzare questi gioielli della Terra dei Motori attraverso segni grafici che ricalcano le linee meravigliose di queste auto e di queste moto, ‘gioielli’ creati nel luogo più rinomato a livello internazionale, la Motor Valley. Attraverso la nuova grafica rappresentiamo il grande stile italiano, l’eccellenza delle forme e del design più esclusivo”.

 

                                             

 

                                              

Automotive: l’esempio vincente del “Sistema Emilia-Romagna”

(da “il Giornale” del 3 maggio 2023)

 

Grazie alla felice intuizione del Motor Valley Fest (11-14 maggio), il pubblico (appassionati, gente comune, giovani, turisti) ha il privilegio unico di passeggiare tra i capolavori dell’industria automobilistica made in Emilia-Romagna e di scoprire, allo stesso tempo, piazze e vie di una delle città più belle d’Italia: Modena.

 

Motori, monumenti, storia, tradizione, musei (da visitare assolutamente la casa natale di Enzo Ferrari, a due passi dal centro, e quella del grande Luciano Pavarotti nelle campagne circostanti) e buona cucina, dunque: tutti ingredienti per trascorrere giornate indimenticabili in un territorio che tutto il mondo ci invidia.

 

Una felice intuizione, quella di organizzare il Motor Valley Fest, che sta contribuendo a rimettere l’Emilia-Romagna sempre più al centro di importanti appuntamenti in chiave motoristica.

 

Oltre all’Autodromo di Imola che la settimana successiva all’evento modenese ospiterà il Gran premio di Formula 1, è da ricordare la rassegna Auto Moto d’Epoca che, da Padova, proprio quest’anno si sposterà a Bologna (26-29 ottobre) per trovare una nuova dimensione.

 

E qui il polo fieristico bolognese avrà così modo di rivivere, seppur con un pubblico e un format diversi, i ricordi del mitico Motor Show, manifestazione arrivata a portare tra i padiglioni della Fiera fino a un milione di persone, soprattutto giovani, in una sola edizione. Che tempi! Che voglia di passione! E che tifo sugli spalti durante le esibizioni motociclistiche, le sgommate delle monoposto e il gran finale del Memorial Bettega.

Ma c’è anche chi vive la passione in chiave «giramondo» a bordo di comodi camper e caravan, in simbiosi con la natura. E qui la Fiera di Parma, con il Salone dedicato a questo settore, dal 9 al 17 settembre, aggiunge un altro tassello a un mosaico di eventi che danno ancora più lustro a questo territorio.

Futurmotive Expo & Talks, all’interno di Autopromotec, sempre in Fiera a Bologna (16-18 novembre), evento pensato per costruttori, componentisti, distributori e buyers, guarderà invece al futuro della mobilità e alle innovazioni del settore automotive. Insomma, l’Emilia-Romagna dei motori è in costante accelerazione.

Gruppo Costruttori ANFIA: Tossini alla presidenza

Foto: Umberto Tossini

 

Umberto Tossini, Chief People & Culture  Officer di Automobili Lamborghini, è stato nominato presidente del Gruppo Costruttori ANFIA e vicepresidente dell’Associazione per il quadriennio 2023-2026. Tommaso Landolfo (Regulatory Affairs Specialist di Piaggio Group), Antonio Liguori (Presidente e Amministratore delegato di Industria Italiana Autobus) e Marco Orecchia (Amministratore delegato di Farid Industrie) sono invece stati eletti come membri delegati al Consiglio Generale dell’Associazione. 

“Il servizio alla comunità si esplicita in tante forme – ha commentato Umberto  Tossini -. Accetto volentieri, animato proprio dallo spirito di servizio, la nomina a presidente del Gruppo Costruttori di ANFIA, grazie alla fiducia che le Imprese associate mi hanno espresso. È un momento cruciale per la trasformazione del settore  automotive. Le sfide connesse alla transizione ecologica e digitale sono cruciali per garantire la competitività del Paese e delle Aziende che lo rappresentano nel contesto europeo e mondiale. Dobbiamo partire da scelte chiare, sorrette da una pianificazione solida e condivisa con tutte le parti in causa. Perché solo Imprese forti e competitive  possono garantire al Paese un futuro prospero assieme all’attenzione necessaria alle  nuove generazioni e al miglioramento della qualità del lavoro. Senza investimenti in competenze ed opportunità di crescita sostenibile viene meno anche il senso di Comunità, che è alla base di ogni solida democrazia che guardi al futuro con fiducia e rispetto”.

Forzarci alle auto elettriche: tanti i sostenitori anche a casa nostra

di Cristiano Donelli, Policy Advisor del Parlamento UE

Uno dei difetti principali che ha il sistema italiano è quello che troppe persone, ai vertici nella politica e nella comunicazione di massa, fanno i sostenuti, gli scienziati, gli oggettivi, quelli che guarda caso vanno contro le strategie intraprese dalle aziende italiane che danno lavoro e benessere. Certo è che se si vuole che si mantenga valore nel nostro Paese bisognerebbe smetterla di fare le pulci alle nuove tecnologie che possono preservare ciò che di buono la tecnica ha creato, nel caso nel settore automobilistico, per andare dietro a esaltazioni ambientaliste che anche lì sarebbe da vedere quanto siano sincere e non lanciate da interessi esterni e ben poco idealistici.

Andando incontro invece a corrette sensibilità di migliorare l’impatto dell’umanità nei territori, ma allo stesso tempo contemplando l’interesse nazionale dei nostri Paesi a proseguire con lavoro e progresso economico, si stanno facendo passi avanti decisivi nel rendere praticabili in larga scala nel più breve tempo possibili carburanti avanzati che andranno ad alimentare i motori endotermici più moderni che sono stati inventati.


Ci sono due categorie, gli e-fuels che derivano dagli sviluppi della chimica e i biocarburanti che invece hanno un’origine biologica con materiali che seguirebbero, quindi, un circolo virtuoso di rinnovabilità rispetto alle attuali fonti fossili, di cui si possono fare distinzioni, ma che entrambi agiscono nell’ottica di preservare il nostro patrimonio tecnologico e anzi di lavorare per sviluppare nuove tecnologie a casa nostra.


Dovremmo tutti noi sostenere queste soluzioni per provare a smarcarci dal futuro dominio cinese nel campo e invece riusciamo, come troppo spesso accade e in cui in Italia siamo campioni, a essere i primi tifosi del masochismo che ci porterà a diventare sempre più succubi in nome di qualche emissione in meno e di farsi fighi davanti a chi ha il potere adesso per mostrarsi allineati alla religione scientifica dominante.

Ormai siamo anche stufi di ricordare quanto impatto ambientale e che scarsa etica ci sia nel reperimento dei materiali necessari per la transizione forzata massiva alla mobilità totalmente elettrica, tutti poi vedono che le spese per spostarsi aumenteranno sempre di più e che questa svolta elitaria sarà l’ennesimo sgarbo fatto ai popoli che vogliono il benessere e non l’oscurantismo medievale come portato da questi mono-tecnologia.

I report di giornalisti di inchiesta sono sempre interessanti, ma quando iniziano a essere strumenti di giustificazione delle scelte obbligatorie dei potenti, ritengo inconsciamente nello specifico caso di Milena Gabanelli, perdono immediatamente la forza di rottura che dovrebbero avere per colpire nel segno.

Carvago-Politecnico di Praga: come rivoluzionare l’acquisto dell’usato con l’intelligenza artificiale

Foto: Antonio Gentile, Country Manager di Carvago per l’Italia

 

L’intelligenza artificiale (AI) rappresenta ancora oggi un qualcosa di difficile comprensione per la maggior parte degli esseri umani, nonostante venga applicata in settori trasversali: aiuta a gestire le reti elettriche, a rivelare possibili tumori, a scegliere capi di abbigliamento negli e-shop e, adesso, sta cambiando anche il modo di vendere le auto usate. Carvago ha deciso di abbracciare appieno questo trend collaborando a un progetto di AI con il Politecnico di Praga, (ČVUT), una delle più grandi e antiche università tecniche d’Europa. Nell’ambito del Programma operativo “Imprese e innovazione per la competitività (OP PIK)”, il gruppo EAG, di cui Carvago fa parte, ha quindi avviato una collaborazione con gli esperti di intelligenza artificiale del Laboratorio di scienza dei dati del Centro universitario per l’efficienza energetica degli edifici (UCEEB) del ČVUT.

 

Entrambi i partner stanno lavorando a una serie di progetti di ricerca unici nel loro genere, i più promettenti dei quali finiranno per essere messi in pratica. L’intelligenza artificiale si sta già dimostrando uno strumento straordinario nell’elaborazione di grandi volumi di foto di automobili usate. Il sistema mette in ordine decine di migliaia di immagini a una velocità senza precedenti, a seconda che mostrino gli esterni, gli interni o altre parti dell’auto. Ma non è tutto, perché riconosce la marca e il modello dell’auto, nonché l’angolazione da cui è stata scattata la foto.

 

“La collaborazione tra il ČVUT, il settore imprenditoriale e il trasferimento di metodi scientifici nella pratica, è una delle tre aree principali di sviluppo dell’università che arricchisce entrambe le parti”, aggiunge Miroslav Čepek, professore associato presso il ČVUT, spiegando in che modo tale collaborazione sia vantaggiosa per la sfera accademica. “L’azienda ottiene l’accesso a tecnologie all’avanguardia che la aiuteranno a sviluppare le proprie attività, mentre per gli esperti del ČVUT, progetti come questo, sono un’opportunità per trasferire la scienza in applicazioni pratiche e acquisire esperienza con le singole tecnologie nell’impiego pratico. Ciò è doppiamente vero nel campo dell’intelligenza artificiale, dove il corretto funzionamento della maggior parte dei metodi dipende dalla disponibilità di grandi quantità di dati. Ottenerli in ambiente universitario è difficile, ma per aziende come Carvago, gestire i big data è una routine quotidiana”.

 

Inoltre, il ČVUT nei suoi progetti coinvolge anche gli studenti, per i quali la collaborazione rappresenta un’opportunità di fare esperienza sul campo durante gli studi. Attualmente Carvago sta lavorando per integrare la settima generazione del modello di apprendimento automatico nei suoi sistemi interni. Suddetta generazione di modelli rappresenta una svolta per l’azienda. Una volta determinato il prezzo iniziale dell’auto, esaminerà ancora le foto dell’auto modificando di conseguenza il prezzo. Tuttavia, la ricerca non si limita all’elaborazione delle foto. L’intelligenza artificiale aiuta gli analisti di Carvago a estrarre dal testo non strutturato delle inserzioni informazioni su equipaggiamento, riparazioni importanti o sull’esistenza di un libretto di manutenzione. In futuro, l’azienda ha in programma di generare le proprie descrizioni degli annunci in base ai parametri estratti sulle automobili.

 

Oltre le possibilità dell’essere umano

 

“Se conoscessimo il telaio di ogni auto pubblicizzata, potremmo trovare tutte le informazioni necessarie in modo relativamente facile e affidabile. Ma su scala europea, in nove auto su dieci pubblicizzate il telaio non è menzionato”, spiega Antonio Gentile, Country Manager di Carvago per l’Italia. “Disponiamo di una serie di foto, di dati strutturati come il chilometraggio, il prezzo, i parametri del motore e così via, oltre a qualche descrizione testuale, spesso imprecisa, con refusi e formulazioni poco chiare. Non è umanamente possibile elaborare manualmente questi dati nel volume che ogni giorno fluisce attraverso i nostri sistemi”.

 

“Quando diciamo che Carvago è un’azienda principalmente tecnologica, non si tratta solo di una frase fatta”, ha aggiunto Antonio Gentile. “Ogni giorno analizziamo milioni di annunci di auto provenienti da tutta Europa per fornire ai clienti la più ampia gamma di automobili sul mercato”.

 

In termini di potenziale di innovazione e rilevanza pratica, l’area più importante della collaborazione di ricerca è quella degli algoritmi per determinare il prezzo delle automobili in base al tipo, all’età e all’equipaggiamento. Grazie alla disponibilità di un’ampia serie di annunci pubblicitari provenienti da tutta Europa, gli esperti del ČVUT sono stati in grado di creare un algoritmo che determina il prezzo di un’auto specifica con una precisione di circa il tre per cento. Per i marchi comuni come Skoda o Volkswagen, la precisione è ancora maggiore.

 

Ulteriori miglioramenti in programma

 

Imparare a riconoscere dalle fotografie altri elementi dell’equipaggiamento, danni specifici ed elementi inusuali è già una sorta di routine di ricerca per entrambe le parti che collaborano. Tra le prossime grandi sfide che, per inciso, vengono ora affrontate in tutto il campo dell’apprendimento automatico, va ricordata la cosiddetta interpretabilità dei modelli, in cui gli esperti cercano di utilizzare vari metodi di reverse engineering per capire quali fattori i modelli valutano come importanti per il processo decisionale. Questo non solo aiuta a creare fiducia nell’intelligenza artificiale all’interno dell’azienda, spiegando i risultati locali, ma genera anche nuove osservazioni che portano a ulteriori idee e miglioramenti aziendali. 

 

La seconda sfida è la certezza o l’incertezza con cui i modelli restituiscono le risposte. “Approcceremo l’informazione secondo cui l’auto dovrebbe costare 13.500 euro e il modello è sicuro al 95%, in modo diverso rispetto al caso in cui il prezzo sia lo stesso, ma con una certezza del 17%”, conclude Antonio Gentile.