CES di Las Vegas: quale lezione quest’anno

di Luca Talotta

 

Cambiano i tempi, ma non passa l’automobile, che ha monopolizzato anche quest’anno il CES di Las Vegas: il Consumer Electronic Show, da che era nata fiera riservata all’elettronica, è ormai divenuta punto di riferimento per l’automotive da diversi anni. Molte delle novità presentate non arriveranno mai, inutile negarlo; tra sogni irrealizzabili e prototipi che tali rimarranno, dimentichiamoci di una bella fetta delle cose proposte.

 

Ma qualcosa che promette scintille e s’interseca nel momento storico dell’industria dell’auto, legata a temi come alimentazioni, store, ADAS e tecnologia più che a discorsi meccanici che appaiono démodé. 

 

Un esempio il Fiat Metaverse Store, dove i clienti potranno configurare la nuova 500 elettrica e acquistarla. Ma anche il concept iVision Dee di Bmw, dove la carrozzeria cambia colore con un telecomando; la Volkswagen ID.7, che annuncia 700 chilometri di autonomia elettrica; la Mercedes Vision EQXX e Afeela, vettura nata dalla joint venture tra Honda e Sony. Senza dimenticare l’auto elettrica, Aska A5 (nella foto): prototipo sperimentale o novità che promette scintille?

 

 

Associazione Borgogni per la sicurezza stradale: crowdfounding oltre quota 10mila euro

La sfida era impegnativa, raccogliere almeno 10.000 euro per sbloccare il raddoppio garantito da Fondazione CR Firenze e consentire alla Associazione Borgogni di realizzare un ambizioso progetto. La generosità dei donatori è andata oltre le attese, e allo scadere della campagna di crowdfunding il saldo ha raggiunto i 10.540 euro, che ora si trasformeranno nei 20.000 necessari per estendere a tutta l’area metropolitana il progetto per il sostegno psicologico ai familiari delle vittime di incidenti stradali e agli operatori della polizia coinvolti in eventi di infortunistica e mortalità stradale.

Da anni l’Associazione Gabriele Borgogni ha stretto con la Città Metropolitana di Firenze e l’Ordine degli Psicologi della Toscana un partenariato per la realizzazione di un programma di assistenza che merita di essere esteso. Ma per l’ampliamento erano necessari nuovi fondi, così a fine 2022 l’Associazione ha partecipato e vinto il bando Social Crowdfunders 6 di Fondazione CR Firenze, all’interno di Siamosolidali, in collaborazione con Feel Crowd, con lo specifico obiettivo di estendere il servizio di supporto psicologico a tutta l’area metropolitana fiorentina.

“È con grandissimo piacere, soddisfazione e immensa riconoscenza, che comunico che abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato di 10.000 euro, e anzi superato! A oggi abbiamo infatti raccolto 10.540 euro – ha dichiarato Valentina Borgogni, presidente della Associazione Gabriele Borgogni -. Un sincero ringraziamento, a nome dell’associazione e anche mio personale, a tutti coloro che hanno donato, grazie per ogni euro raccolto, per aver creduto nel progetto e per averne capito l’importanza.  I nostri obiettivi come Associazione sono: ridurre il numero di sinistri stradali, la sicurezza e la prevenzione, ma purtroppo la realtà dei fatti è che i sinistri accadono e che l’impatto psicologico che questi hanno sui soggetti coinvolti, sui loro familiari e sul personale di polizia che deve intervenire, è un peso a volte troppo grande e purtroppo sottovalutato. Quindi, grazie a tutti.”

Grazie al progetto, sono previste tre tipologie di intervento: il sostegno psicologico è necessario per i familiari delle vittime di incidenti stradali avvenuti nel territorio metropolitano; ma anche per gli operatori della Polizia (Municipale e Provinciale), che si trovano a gestire situazioni ad alto impatto emotivo derivanti da gravi infortuni o mortalità stradale; e, infine, interventi di gruppo dopo un evento critico per gli operatori della Polizia in ogni modo coinvolti.

Come già anticipato nella conferenza stampa di presentazione, sarà realizzato un convegno per favorire la conoscenza e diffondere l’esperienza della collaborazione tra l’Associazione, l’Ordine degli Psicologi della Toscana e la Città Metropolitana. Il convegno, oltre che ai responsabili di Polizie municipali e provinciali di altre città d’Italia, sarà aperto anche ad altri operatori del settore delle Forze di polizia interessate e agli specialisti nel campo del supporto psicologico e altro alle vittime e/o ai loro familiari di gravi incidenti stradali o di altro tipo che necessitino di sostegno nel breve o nel lungo periodo.

 

Ora il progetto può partire, e i risultati saranno resi nel corso dei convegni che l’Associazione Gabriele Borgogni progetta di organizzare per favorire la conoscenza e diffondere l’esperienza della collaborazione tra l’Associazione, l’Ordine degli Psicologi della Toscana e la Città Metropolitana. Gli incontri saranno aperti ai responsabili di Polizie municipali e provinciali di altre città d’Italia, ma anche ad altri operatori del settore delle forze di polizia interessate e agli specialisti nel campo del supporto psicologico e altro alle vittime e ai loro familiari di gravi incidenti stradali o di altro tipo che necessitino di sostegno.

De Meo: “No al modello agenzia per i concessionari”

Renault ha deciso di imboccare una strada diversa rispetto ad alcuni dei maggiori concorrenti europei che hanno annunciato l’addio ai concessionari tradizionali come rete di vendita, abbracciando il cosiddetto” modello agenzia”, attraverso un sistema di retail più diretto nella speranza di ridurre i costi e riuscire a controllare meglio i prezzi. Con il “modello agenzia” sono le Case automobilistiche a mantenere lo stock, con gli acquirenti che comprano la vettura direttamente da loro. I concessionari hanno un margine fisso, più basso rispetto alla vendita tradizionale, senza tuttavia dover mettere in conto le spese di logistica e quelle legate al marketing. All’opposto, i concessionari che utilizzano il metodo di vendita tradizionale hanno più margini in quanto beneficiano di una maggiore libertà di manovra in fase di contrattazione del prezzo finale con i clienti, ma hanno a loro carico le spese di pubblicità. Ecco la spiegazione dell’ad di Groupe Renault, Luca De Meo, in un’intervista rilasciata ad “Automotive News Europe”)

 

di Luca De Meo, amministratore delegato di Groupe Renault
(da un’intervista ad “Automotive News Europe”)

Come azienda in un settore che ha problemi a generare liquidità, avere quel capitale circolante al collo, con tutto il rischio, la volatilità del mercato, le flessioni, è un gioco molto rischioso. Con l’aumento dei volumi ci sarebbero più criticità per chi gestisce in modo diretto la vendita. Si passa al modello agenzia perché si vuole controllare il prezzo e tagliare i costi di distribuzione quindi offri un margine del 5% al rivenditore, non ci sono sconti, ma devi avere un prodotto davvero unico per non offrire sconti. Abbiamo bisogno che i rivenditori facciano soldi perché se tagli i loro margini, non li aiuti a ridurre i costi inutili chiedendo loro di costruire showroom che siano come templi o cattedrali.

Passare al modello agenzia potrebbe spingere anche molti concessionari ad abbandonare il brand per rivolgersi ad altri marchi con condizioni più vantaggiose. Sai cosa faranno? Diranno, grazie mille, andrò a un marchio che mi dà un margine più alto. Quando prendi questa decisione devi sapere come funzionano le vendite, il marketing e la distribuzione nel settore automobilistico.