Piano UE “Fit for 55”: è tutto da riprogrammare

Rinnovo del parco veicoli del trasporto merci: bene il piano straordinario in arrivo

di Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture

Alcuni passaggi del “Fit for 55”, il pacchetto climatico dell’Ue, sono assolutamente irrealizzabili, in alcuni casi autolesionisti e rischiano di mettere in ginocchio intere filiere e di regalare all’altra parte del mondo quello che è un business italiano.

 Con tutta la voglia di innovare, occorre che alcune scadenze vengano assolutamente riprogrammate perché non solo non tuteleranno l’ambiente, ma metteranno in crisi interi settori produttivi e penso all’automotive, al mettere fuori norma e fuorilegge dal 2035 i motori a combustione interna. 

Belle, alte, occhi a mandorla, ma senza un cuore: e il settore?

di Giuseppe Nanula, responsabile marketing e acquisti di RTR TECNORICAMBI srl 

 

Valvole EGR di bassa ed alta pressione, corpi farfallati sulla tubazione di scarico, due/tre/quattro/ sonde di presenza particolato e lambda, FAP o DPF infarciti di sensori di pressione e temperatura, serbatoi di AdBlue e tutto il carrozzone di rilevatori NoX + iniettori e km di tubazioni. Questo è ciò che troviamo oggigiorno in un comunissimo impianto di scarico di una plebea autovettura media a gasolio. Che sia una 500X, una GLA o una Giulia non importa. La lotta per rientrare nella normativa antinquinamento Euro 6 e tutte le successive “evoluzioni”, ha costretto tutti i costruttori a realizzare sistemi di scarico pieni zeppi di diavolerie elettroniche e meccaniche impensabili fino a una ventina di anni fa. 

Ricordo ancora, come fosse ieri, la semplicità e la robustezza di motori come il 1.697 cc turbodiesel Fiat o i primi TDI 1.896cc made in Volkswagen. Propulsori che non primeggiavano per le prestazioni, ma che si dimostravano più tosti di un mulo e che potevano essere riparati con quattro soldi. Questa è proprio la nota dolente. I costi, sia di progettazione che di manutenzione di queste moderne unità a gasolio. In merito alla progettazione, tutto quell’ ambaradan che avete letto nell’ intro, in futuro potrebbe essere ulteriormente più impressionante per far rientrare una semplice Duster nelle tanto paventate normative Euro 7 di cui tutti i big nutrono molti dubbi.

Ragionando, però, in termini spiccioli, è lecito e logico chiedersi perché un costruttore dovrebbe ancora investire pesantemente per ripulire i gas di scarico. Meglio puntare su altro… Sul fronte della manutenzione, invece, riparare un sistema di alimentazione e scarico così raffinato è ormai un rebus che, una volta risolto, pesa come un macigno sulle tasche del povero automobilista di turno, il cui desiderio era in principio di “spegnere la spia avaria motore”. Una insignificante lucetta, che solitamente nasconde un’ anomalia di natura oscura e ignota. Meglio prenderla in leasing, ripararla nella rete ufficiale e cambiarla ogni 3 anni. Un bel pacchettino…

Al netto di tutto ciò, avanza a spron battuto il partito dell’elettrificazione, non supportato, momentaneamente almeno nello Stivale, dalle immatricolazioni delle vetture totalmente elettriche, ferme al palo da diversi mesi. Ma trattasi di un’ intensa ventata di watt e kilowatt foraggiata massimavamente da qualsivoglia casa costruttrice e organo di informazione. Attualmente, però, nessuno sa quando avverrà questa svolta epocale, neanche tutti gli automotive Ceo-star messi insieme. 

Sta di fatto che ci ritroveremo a guidare degli elettrodomestici usa e getta su ruota, magari tutti made in China col marchio blasonato sul cofano (sulla falsariga della rediviva DR), dove non conteranno più piacere di guida, raffinatezza della piattaforma, precisione del cambio o stabilità in curva. Sentimenti nostalgici, quasi “patriottici”, che verranno declassati (e lo sono in buona parte già adesso) a favore di autonomia residua, mega tablet nell’abitacolo e spettacolarità dei fari. 

Delle lavatrici a quattro ruote, magari alte, con linee rastremate e più scintillanti delle luminarie delle feste patronali. Belle, tecnologiche, ma senz’anima. E l’ aftermarket come reagirà? Riusciremo per diversi anni a portarci la pagnotta a casa, almeno fino a quando saremo spettatori di questa pseudo elettrificazione orizzontale dei listini, di cui sono protagoniste le vetture ibride, la cui manutenzione ordinaria e straordinaria non è praticamente dissimile da quelle con alimentazioni classiche. Ma come ci comporteremo con l’invasione di Panda, Puma e Captur full electric?

Non abbiamo quasi mai avuto una visione di lungo termine. Provincialità e illusione di un lavoro quasi eterno e intaccabile, sono i must del nostro settore. Ma nulla dura per sempre… L’ elettrificazione di massa sarà la prima vera sfida per la filiera Aftermarket dopo un secolo di soddisfazioni…

AsConAuto a Verona: imprese, scuole e lavoro alleati di ferro

Foto: da sinistra-Roberto Scarabel-Giorgio Sbrissa-Marc Aguettaz-Carlo Zanoni

 

La  prima visita nel Veneto del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara  avviene in Fiera a Verona proprio per sottolineare il ruolo strategico degli Its (Istituti Tecnici Superiori), percorsi di alta formazione tecnica post-diploma oltre alla centralità della scuola nella educazione, nella formazione e nel futuro dei giovani.  E l’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunità della Regione del Veneto, Elena Donazzan, richiama la forte volontà della Regione di avere una legge nazionale, finalmente giunta quest’anno al suo compimento, che fa essere il percorso dell’alta formazione tecnico professionale degli Its Academy, a pieno titolo, un percorso parallelo alla università.

 

In Fiera durante JOB&Orienta, il salone veronese dedicato a orientamento, scuola, formazione e lavoro  sono emerse  le previsioni per i prossimi cinque anni rispetto al fabbisogno complessivo di lavoratori da parte delle imprese: tra 4,2 e 4,4 milioni, a seconda dell’andamento della economia (fonte: Excelsior, sistema informativo per l’occupazione e la formazione di Unioncamere e Anpal). L’attenzione  si è rivolta al valore dell’orientamento  e allo sviluppo necessario delle nuove competenze green  sempre più richieste dal mercato del lavoro, oltre alle competenze digitali, fondamentali per raggiungere gli obiettivi del PNRR che riguardano la transizione digitale in atto.

 

All’interno del programma culturale, un incontro: “Veloci come il vento. About change the future is clover than you expect”, moderato  da Giorgio Sbrissa, presidente di ENAIP NET, organizzato  a cura di ENAIP NET (Consorzio ENAIP Regionali), EVTA (European Vocational Training Association-BE) e AsConAuto (Associazione Consorzi Concessionari Autoveicoli)  con  la partecipazione di  Marc Aguettaz, Country Manager di GIPA automotive aftermarket intelligence, Carlo Zanoni, direttore generale dell’Accademia Formativa Martesana, e Roberto Scarabel, presidente AsConAuto,  ha proposto   ai partecipanti, in presenza in Fiera e collegati dalle aule scolastiche, significativi contributi  alla riflessione sugli scenari futuri della mobilità sostenibile e del settore automotive e alla valutazione delle nuove opportunità di lavoro rese disponibili  dalla profonda mutazione in atto nel mercato globale.

 

Il presidente di AsConAuto, Roberto Scarabel: “L’assistenza è molto cambiata negli ultimi quindici anni e oggi sono richieste nuove competenze ai tecnici che operano sul territorio all’interno del “Service”. Stiamo collaborando con ENAIP  attraverso la nostra Academy con soddisfazione per entrambe le parti. Noi possiamo contare su un vivaio di ragazzi da inserire all’interno delle nostre strutture, concessionarie, officine e carrozzerie. Offriamo  un bacino di imprese per gli stage  che i giovani devono effettuare, oltre  a fornire  docenze su argomenti specifici come le auto elettriche, per esempio. E gli studenti che entrano nelle nostre aziende, generalmente al termine del percorso formativo  in stage, sono confermati nel posto di lavoro in un circolo virtuoso. Infatti, i giovani hanno avuto la possibilità di acquisire le competenze necessarie sul campo all’interno nelle nostre strutture e sanno già  come operare”.

“Un  grande valore per le nostre imprese – ha proseguito Scarabel – considerata la carenza di personale e la difficoltà di reperire persone già specializzate. Credo che AsConAuto possa anche aiutare a cambiare la cultura del settore e una rappresentazione superata ma ancora  diffusa nel mercato:  le officine oggi  sono diventate quasi  sale operatorie in cui  tutto ciò che era manuale va riletto in chiave digitale, in un percorso che bene si adatta alle nuove generazioni e ai loro interessi. Oggi, non va dimenticato che la riparazione di un’auto elettrica presuppone l’adozione di misure di protezione per i lavoratori coinvolti  tali da renderli a volte  simili ad astronauti: il tema della sicurezza di chi lavora richiede formazione tecnica idonea con dotazioni significative,  attrezzature e strumenti  di protezione che solo imprese che investono in qualità e formazione sono in grado di assicurare. Le scuole non sono in grado di fornire laboratori idonei, mentre le nostre imprese possono aprire le porte alle istituzioni scolastiche in un’alleanza positiva per la qualità del lavoro tecnico, sempre più specializzato che il futuro richiede al nostro comparto”.

 

Il presidente Scarabel ha quindi ribadito una visione ottimistica: “Uno spazio per nuove professioni in ambito tecnico è aperto alle scelte scolastiche dei ragazzi e delle loro famiglie e può aprire un futuro interessante di lavoro, grazie anche ai forti investimenti che noi imprenditori abbiamo ritenuto di fare in questi ultimi anni di trasformazioni”.

 

AsConAuto Academy, divisione di AsConAuto creata nel 2017, pianifica ogni anno un’articolata proposta di percorsi formativi. L’auto e la sua manutenzione richiedono ormai attenzioni diversificate professionalmente, nuove  competenze e di fronte a necessità di assistenza per automezzi  sempre più connessi e per le diverse normative che riguardano veicoli elettrici e ibridi. AsConAuto diviene  così presidio di innovazione e di cultura professionale  attraverso l’aggiornamento e la formazione di qualità  della propria rete,  presente in modo capillare sul territorio nazionale: una sicurezza  e una qualità fondate sull’uso del ricambio originale.