Nasce Federmotorizzazione Varese: coinvolgere il territorio nelle nuove sfide

di Luca Talotta

La «mobilità che si mobilita» e lancia un messaggio alle istituzioni. Presso la sede della Confcommercio di Varese si è tenuto l’evento «Mobilita», voluto per sottolineare, da una parte la nascita del polo di Federmotorizzazione sul suolo varesino, e per presentare, dall’altra, i risultati dell’osservatorio sulla mobilità di Format Research.

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Intergea Group: 1.000 euro di bonus allo staff

Foto: Alberto Di Tanno, amministratore delegato di Intergea Gruppo

Intergea Gruppo, tra i principali leader della distribuzione automobilistica in Italia, primo nel numero di auto vendute, ha deciso l’erogazione di un premio straordinario a tutti i lavoratori, in forze già durante lo scorso anno, per aver contribuito alla realizzazione degli obiettivi di business 2021. Nello specifico, sia i dipendenti che i collaboratori del reparto commerciale delle società controllate Autoingros, Theorema, Logica, Tecknogest, Forza, Certo Service e CRF beneficeranno di un riconoscimento extra di 1.000 euro in busta paga quale ringraziamento per l’importante apporto lavorativo dato e a sostegno del difficile momento economico che stiamo attraversando.

“Con questa iniziativa vogliamo condividere i successi raggiunti con tutte le persone che in azienda, nonostante le problematiche di un anno molto difficile, non si sono mai tirate indietro e hanno offerto un contributo assolutamente determinante al risultato del Gruppo – sottolinea Alberto Di Tanno, amministratore delegato di Intergea Gruppo -. In un contesto socio-economico in cui il costo delle materie prime è ai massimi termini e l’inflazione non accenna a diminuire, ci auguriamo che questo piccolo gesto possa essere di sostegno per i nostri lavoratori. Un piccolo contributo che va nella direzione di porre l’attenzione sulle Risorse Umane, che sono sempre il primo valore aziendale”.

“Fit for 55”: Ue preda di una transfollia energetica

di Andrea Taschini, general manager

Bisogna avere il coraggio di dire che il “Fit for 55” è completamente sbagliato viste le esigue emissioni di CO2 dell’Europa, che non ci sono i presupposti, che è una transizione inutile e dannosa per i cittadini e il tessuto industriale. Bisogna avere il coraggio di dire la verità e di finirla con questa farsa che è autodistruttiva per l’Europa e soprattutto per l’Italia.


La Commissione europea ha sbagliato e ci sta trascinando in un baratro per mere questioni politiche che non hanno nulla a che fare con la salute e l’ambiente.
Bisogna avere il coraggio di fermare il Fit for 55 con tutti i mezzi possibili, anche con veti, a costo di mettersi contro il parere dominante oggi vigente in Europa da parte di Stati che non hanno nulla da perdere, perché al contrario noi italiani abbiamo invece tutto da perdere e nulla da guadagnare.

Come ho sempre detto, è il “Fit for 55” la madre di tutti i guai, di cui l’auto e’ solo un di cui perché sono decine i settori a rischio estinzione. Le generazioni future ci ringrazieranno di non avere spento l’industria di un Paese che ha bisogno di tutto fuorché di una transfollia energetica come quella intentata da una Commissione sciagurata e faziosa come quella che oggi regna a Bruxelles.

KINTO e LoJack: mobilità condivisa e sostenibile dei dipendenti

Condivisione delle vetture, abbattimento dei consumi e dell’impatto ambientale, per una mobilità sempre più inclusiva e sostenibile. Queste le premesse alla base dell’accordo siglato tra KINTO Italia, società del gruppo Toyota dedicata ai servizi di mobilità e  LoJack Italia Gruppo CalAmp, società leader nelle soluzioni telematiche per la mobilità e nel monitoraggio satellitare dei veicoli.

Grazie all’accordo, i dipendenti di LoJack Italia potranno beneficiare del servizio KINTO Join, la rivoluzionaria soluzione di carpooling dedicata alle aziende, che permette ai dipendenti di condividere il tragitto casa-lavoro attraverso un’intuitiva piattaforma digitale e alle aziende di contribuire a ridurre le emissioni di CO2 e NOx certificandone l’effettivo impatto ambientale in modo semplice e rapido.

Attraverso un algoritmo di matching, l’App mette in connessione colleghi con abitudini di viaggio simili, favorendo l’organizzazione degli spostamenti condivisi, con importanti benefici di contenimento del traffico veicolare, l’ambiente e per lo sviluppo di rapporti sociali nella comunità lavorativa, tutto a vantaggio del welfare aziendale Tramite l’innovativa app KINTO Join sarà inoltre possibile integrare anche modalità alternative di spostamento per i dipendenti, come il tragitto in bici o a piedi.

Con KINTO Join i benefici non si esauriscono qui, difatti oltre a garantire ai dipendenti di LoJack una riduzione dei costi di viaggio, semplifica all’azienda la gestione dei parcheggi, riduce l’occupazione di suolo pubblico e ne migliora l’impronta ambientale garantendo più benessere per le persone, più efficienza per l’azienda e più cura per l’ambiente.

Un percorso che LoJack Italia ha intrapreso per promuovere all’interno della propria organizzazione un modello innovativo di mobilità sostenibile che trova in KINTO Italia un partner d’eccellenza, grazie alla combinazione delle più avanzate tecnologie digitali e dei sistemi di trasporto a più alta efficienza energetica.  L’impegno di KINTO Italia, e del Gruppo Toyota, è infatti quello di soddisfare le nuove esigenze di mobilità attraverso soluzioni innovative, sostenibili ed accessibili a tutti: dal noleggio a lungo termine KINTO One al servizio di car sharing KINTO Share, dall’app di mobilità integrata multimodale KINTO Go al servizio di noleggio a breve-medio termine KINTO Flex che sarà presto disponibile sul mercato italiano.

Il nuovo progetto si inserisce in una partnership già consolidata tra LoJack e il Gruppo Toyota, che dal 2019 prevede il servizio di recupero in caso di furto offerto da LoJack®, disponibile su tutti i modelli Toyota e Lexus con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la sicurezza e garantire la tranquillità dei clienti.

“Quest’accordo”, afferma Massimo Ghenzer, presidente di LoJack Italia, “segna, da un lato, un nuovo, significativo step nella collaborazione con il gruppo Toyota, da anni già forte e consolidata sul fronte della sicurezza del veicolo; dall’altro, proietta LoJack verso nuovi scenari di mobilità smart e sostenibile, grazie a un uso più razionale dei veicoli, che così producono minori emissioni, risparmio nei costi di trasporto e una gestione più intelligente delle aree di parcheggio”.

“L’accordo raggiunto con LoJack Italia ci rende particolarmente orgogliosi, perché segna un passo ulteriore nel percorso comune verso la realizzazione di una società sostenibile ed inclusiva. – dichiara  Mauro Caruccio, Ceo di Toyota Financial Services Italia, chairman e Cep di KINTO Italia -. L’impegno di KINTO Italia è quello di portare un concreto beneficio agli individui e alla comunità attraverso le proprie soluzioni di mobilità innovative e di collaborare insieme ai propri partner per creare valore in tal senso.”

Io e i big del design: Mitja Borkert (Lamborghini) 

di Roberta Pasero

Intervistare Mitja Borkert, ingegnere e designer capo del centro stile Lamborghini, ogni volta vuol dire allargare i confini del foglio di carta dove da decenni schizza i suoi sogni a matita e riflettere non sull’ultimo modello (troppo facile) ma sul mondo che ruota attorno a ognuno di noi.
Per lui, diventato grande nella Germania dell’Est, lo stupore era vedere il fotogrammo di un’auto di Formula 1 sulla tv della Germania Ovest che sfrecciava più veloce della sua immaginazione. E che ancora oggi viaggia a due velocità. Quella delle sue Lamborghini e quella della sua mente dalle tante sfumature green.

Qashqai e-Power: elettrica, la benzina come “colonnina”

di Pierluigi Bonora

Nissan sta per lanciare in Europa il suo innovativo e rivoluzionario Qashqai e-Power con una tecnologia esclusiva senza eguali nel mercato: un motore 100% elettrico che muove le ruote della vettura e un motore termico che produce energia elettrica. La percorrenza è di oltre 1.000 km con un solo pieno di benzina. In pratica, è come la vettura avesse a bordo una colonnina di ricarica dove l’energia utile al motore elettrico, quello principale, arriva però dalla benzina.

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Il ritorno di Lancia: Europa e sfida elettrica

di Luca Napolitano, ad di Lancia (Stellantis)

Il nostro rinascimento è cominciato, il piano strategico di Lancia approvato lo scorso anno a settembre sta rapidamente prendendo forma. Vogliamo diventare un credibile brand premium in Europa. Per farlo, Lancia non sarà in tutti i 28 mercati europei, procederemo per gradi partendo , nel 2024, da Italia, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.

 

È un piano di decennale, perché il nostro obiettivo non è soltanto lanciare un nuovo prodotto. Siamo qui per impostare una strategia di rilancio per il marchio Lancia.. Crediamo che Lancia sia una dei pochi brand nel mercato in grado di attrarre una speciale tipologia di clientela. Gli esperti ditendenze la chiamano progressive cultural influencer, il tipo di cliente che vuole guidare il cambiamento, che vuole essere sempre un passo avanti, che ha un forte senso di responsabilità non solo verso sé stesso, ma soprattutto verso le generazioni future.

 

Lancia avrà quell’eleganza italiana che il marchio rappresenta: puro, pulito, sobrio, semplice e responsabile. Non abbiamo impegni o contratti da rispettare, quindi possiamo partire da zero con un modello di distribuzione innovativo. Non abbiamo bisogno di molti concessionari. Non abbiamo bisogno di molta capillarità. Non abbiamo bisogno di grandi showroom. Ma vogliamo alta qualità, alta qualità nel servizio clienti, senza compromessi.

 

Il nuovo piano strategico di Lancia, che prevede una una gamma snella ma molto efficiente composta da tre autovetture, si concretizzerà con il lancio nel 2024 della nuova Ypsilon. Partiremo dall’Italia e dal segmento B, che è il nostro ambiente naturale; nel 2026 faremo il nostro ingresso nel segmento più grande d’Europa con la nostra seconda auto, soprannominata ’Aurelià»che «sarà il nostro fiore all’occhiello, per potenziare la nostra presenza all’estero», mentre nel 2028 arriverà «la nuova Delta, la Lancia che tutti reclamano, una vettura C-Hatchback nel cuore del mercato europeo.

 

Tutto questo è approvato e finanziato nell’ambito degli investimenti di Stellantis per i prodotti futuri. Ypsilon sarà 100% elettrica nel 2024. E dal 2028 Lancia venderà solo auto full Bev. Vogliamo essere il brand di Stellantis con la più alta percentuale di materiali sostenibili. L’obiettivo è di realizzare oltre il 50% delle superfici con materiali riciclati.

Fleet Motor Day: le flotte al centro della eco-transizione

Oltre 400 fleet e mobility manager presenti, per un totale di 900 partecipanti, 38 brand automobilistici e 25 aziende di servizi. Sono questi i numeri registrati dall’ottava edizione del Fleet Motor Day, l’evento annuale dedicato ai gestori delle flotte aziendali promosso a Roma, presso l’autodromo di Vallelunga, da “Fleet Magazine” in collaborazione con l’Osservatorio Top Thousand e con il patrocinio delle Associazioni ANIASA e UNRAE.

 

Al centro di questa edizione la transizione ecologica della mobilità, tema approfondito nel corso dei 2 workshop che hanno preceduto la giornata di test drive, durante i quali sono stati analizzati gli impatti della transizione sulla filiera, gli ultimi sviluppi sull’elettrificazione del parco nazionale e i ritardi sul fronte delle infrastrutture di ricarica. Sono state ben 185 le vetture (di 38 brand automobilistici e con 15 anteprime) che i gestori dei parchi auto aziendali hanno potuto visionare e provare su diversi circuiti.

 

L’evento è stata anche occasione per illustrare i dati della survey “Mobility Transformation – Come le aziende ricaricano le vetture elettriche e plug-in”, promossa dall’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand (composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende) e dalla rivista “Fleet Magazine”. L’indagine, focalizzata sulle modalità con cui le società permettono ai propri dipendenti che scelgono elettrico ed ibrido plug-in di ricaricare le proprie vetture, è stata condotta su un ampio campione di 103 aziende di ogni dimensione.

 

Per dare un’idea della crescita che l’e-mobility ha avuto nell’ultimo anno, soltanto 19 delle aziende intervistate non hanno in parco veicoli elettrici e ibridi plug-in. Le restanti 84 si sono organizzate in maniera strutturata per la gestione della ricarica. Lo hanno fatto, nel 70% dei casi, con le colonnine installate in azienda, e a seguire, con la ricarica domestica dei singoli driver (39%) e tramite un accordo con una multiutility del settore energetico.

 

L’installazione dei punti di ricarica nelle sedi aziendali prosegue senza sosta: se lo scorso anno gli attacchi installati dalle 102 aziende del campione erano 3.775, questa rilevazione ha fatto registrare 4.159 punti di ricarica interni, un numero destinato a salire di settimana in settimana. Se si considera il numero totale di punti di ricarica pubblici in Italia (oltre 26mila), diventa ancora più chiaro come le aziende, specie quelle di grandi dimensioni, siano davvero il motore per lo sviluppo delle infrastrutture nel nostro Paese.

 

Un aspetto che occorre implementare è la velocità della ricarica, fattore molto importante per i driver: 3 Fleet Manager su 4 hanno infatti dichiarato che in azienda è presente solo la corrente alternata, mentre solo il 19% le utilizza entrambe a seconda delle esigenze. I tempi di ricarica costituiscono una delle sfide future principali per l’e-mobility, in particolare per la diffusione degli elettrici puri: se gli ibridi plug-in, infatti, possono contare anche sul motore termico e si ricaricano nel giro di qualche ora anche con la corrente alternata, per gli elettrici puri la corrente continua è quasi una “conditio sine qua non”. 

 

Un altro nodo riguarda l’utilizzo delle colonnine pubbliche, indispensabili per i driver che si spostano quotidianamente. Attualmente soltanto il 32% delle 84 aziende considerate ha introdotto un’unica card o app per diversi provider di energia (nella maggior parte dei casi di tratta di una card). Una percentuale che, gioco forza, dovrà salire, anche se una buona fetta di coloro che non l’hanno fatto gestisce le ricariche soltanto con le colonnine aziendali. La ricarica casalinga, infine, viene rendicontata in due modalità diverse: in buona parte delle aziende (45%) la paga direttamente il dipendente, negli altri casi viene gestita con un forfait.