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Quel “Marchionne pensiero” sempre valido: il vero significato di mediocrità

Scenario automotive europeo: cresce la pressione su prezzi e margini
di Mario Verna, manager automotive
 
La mediocrità non è l’errore. L’errore appartiene a chi prova, decide, rischia, cambia. La mediocrità nasce quando sappiamo che potremmo fare meglio e scegliamo di non farlo.
Quando ci accontentiamo del risultato possibile invece di cercare quello necessario. Quando trasformiamo il “si è sempre fatto così” in una giustificazione.
 
Sergio Marchionne aveva compreso che le organizzazioni raramente diventano mediocri all’improvviso. Lo diventano un compromesso alla volta. Un ritardo tollerato. Una responsabilità evitata. Un problema rimandato. Un risultato insufficiente trasformato in una buona spiegazione.
 
Fino a quando l’eccezione diventa abitudine e l’abitudine diventa cultura. Per questo il rifiuto della mediocrità è prima di tutto una scelta di leadership. Significa alzare l’asticella quando sarebbe più comodo abbassarla. Significa chiedere responsabilità prima ancora che risultati. Significa avere il coraggio di cambiare ciò che funziona oggi, quando sai che domani non sarà più sufficiente. Ma, soprattutto, significa pretendere molto prima da sé stessi e poi dagli altri.
 
Perché l’eccellenza non nasce dalle dichiarazioni. Nasce dagli standard che decidiamo di non negoziare. Forse è questa una delle lezioni più profonde lasciate da Sergio Marchionne: non bisogna avere paura di sbagliare cercando l’eccellenza.
Bisogna avere paura di abituarsi alla mediocrità. Perché il vero contrario dell’eccellenza non è il fallimento. È l’accontentarsi.
 
 

Foto da archivio Mario Verna