Foto: Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
Pubblicati i testi definitivi delle diverse misure del pacchetto automotive che la Commissione europea ha approvato il 16 dicembre, accogliamo positivamente la previsione di ribassare i target di riduzione della CO2 dal 100% al 90% per le auto al 2035, dal 50% al 40% nel 2030 e dal 100% al 90% per i veicoli commerciali leggeri. Questa riduzione è importante, perché dà nei prossimi anni ai costruttori la possibilità di raggiungere gli obiettivi di riduzione con il contributo di più tecnologie, aprendo al concetto di neutralità tecnologica.
Il rischio però di vanificare questo sforzo dopo il 2035, anno dal quale dovrebbe scattare l’obbligo di compensazione del 10% di riduzione contabilizzando l’utilizzo di acciaio verde (massimo 7% del target) e quote di carburanti rinnovabili per i veicoli non elettrici (massimo il 3% del target), è molto alto. Bisognerà pertanto analizzare e valutare nel dettaglio l’applicabilità e gli impatti reali di queste flessibilità.
Nell’ottica di stimolo alla diffusione della mobilità elettrica, bene la maggiore valorizzazione delle auto piccole (valgono 1.3) e gli obiettivi sulle flotte aziendali, così come la proposta di flessibilità sulle sanzioni per i veicoli pesanti, cui auspichiamo possa seguire una revisione anticipata del Regolamento 2019/1242. Accogliamo con favore, infine, anche la comparsa delle prime indicazioni sul “local content” e sul “made in European Union”, auspicando che le diverse implementazioni attuative del prossimo Industrial Accelerator act possano davvero avere impatti positivi sulla filiera produttiva.
Nel complesso, non possiamo che ritenere il pacchetto poco risolutivo dei problemi di mercato e poco incisivo rispetto alle tanto annunciate intenzioni di rafforzare la competitività dell’industria europea. Ringraziamo il Governo Italiano e gli eurodeputati che stanno potando avanti insieme a noi le istanze necessarie a salvaguardare e rafforzare una vera competitività europea del settore automotive e confidiamo che, nell’iter legislativo, Parlamento Europeo e Consiglio possano assumere posizioni più nette e più vicine alle reali esigenze che la transizione del settore automotive ha messo in evidenza in questi anni.
Foto da ufficio stampa ANFIA

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