di Friedrich Merz, cancelliere tedesco
(la lettera inviata a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE)
A ciò si aggiungono pratiche commerciali sleali e sovvenzioni in Paesi terzi che distorcono la
concorrenza e mettono a rischio la sicurezza della pianificazione e degli investimenti. Il necessario cambiamento tecnologico colpisce molte imprese in un momento in cui i mercati di sbocco si stanno modificando e la trasformazione dell’industria automobilistica risulta particolarmente impegnativa. L’elettromobilità è la tecnologia chiave del futuro nel percorso verso la neutralità climatica.
Allo stesso tempo, occorre maggiore flessibilità e apertura tecnologica per tenere conto delle diverse condizioni di partenza e dei vari percorsi di innovazione in Europa.
Il Governo federale accoglie quindi con favore il fatto che la Commissione europea abbia anticipato la revisione del Regolamento sulle emissioni delle flotte e che intenda presentare proposte di modifica entro la fine dell’anno.
Questa revisione offre l’opportunità di sviluppare ulteriormente la regolamentazione europea in modo che rifletta meglio la dinamica tecnologica del settore e tenga conto delle diverse strutture industriali e occupazionali nazionali. Il nostro obiettivo deve essere una regolamentazione delle emissioni di CO2 neutrale dal punto di vista tecnologico, flessibile e realistica, che consenta di raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE senza compromettere innovazione e creazione di valore industriale.
Il Governo federale è convinto che questo approccio tecnologicamente neutro per i veicoli di nuova
immatricolazione ci consentirà di raggiungere i nostri obiettivi climatici complessivi. Dobbiamo
considerare le emissioni dell’intero parco circolante, cioè sia delle nuove immatricolazioni sia dei
veicoli già esistenti. Esiste ancora un potenziale di riduzione delle emissioni nel parco attuale. Le
quote di miscelazione dei carburanti sintetici e dei biocarburanti avanzati dovrebbero essere
adeguatamente aumentate. Anche i biocarburanti tradizionali devono continuare a svolgere il loro ruolo.
Infine, le riduzioni delle emissioni lungo l’intera catena del valore – ad esempio attraverso l’uso di
materiali sostenibili come l’acciaio europeo “green” o nella produzione di celle per batterie nell’ambito della nostra creazione di valore europea – devono essere conteggiate nel raggiungimento degli obiettivi di flotta.
Devono essere evitate le sanzioni a livello europeo derivanti dalla violazione dei limiti di flotta. La
proposta della Commissione di rendere più flessibili gli obiettivi intermedi per il triennio 2025–2027
rappresenta un primo passo importante in questa direzione. Sulla base dell’esperienza maturata con l’obiettivo intermedio del 2025, riteniamo inoltre che un corrispondente allentamento dell’obiettivo intermedio del 2030 sia un’opzione praticabile.
Accogliamo favorevolmente, in linea di principio, l’elettrificazione delle flotte aziendali, ma respingiamo l’introduzione di una quota legale generalizzata.
Per i veicoli ibridi, l’autonomia elettrica reale dei modelli moderni – in costante aumento grazie allo
sviluppo tecnologico – dovrebbe essere meglio considerata nei limiti di flotta per quanto riguarda il cosiddetto “fattore d’utilità”, e con minore burocrazia.
Con questo approccio globale, tutte le tecnologie disponibili oggi o in futuro devono poter contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici. Da un lato, dopo il 2035, oltre ai veicoli puramente elettrici a batteria, dovrebbero poter essere ancora immatricolate auto con sistemi di trazione duali – composti da trazione elettrica a batteria e motore a combustione – a condizione che le emissioni residue nei settori automobilistico e dei carburanti vengano compensate. I presidenti dei Länder tedeschi hanno inoltre proposto all’unanimità che tecnologie transitorie complementari come i veicoli ibridi plug-in (PHEV), i veicoli elettrici con range extender (EREV) e i motori a combustione altamente efficienti possano continuare a essere consentiti anche dopo il 2035.
Alla luce di ciò, chiediamo alla Commissione di rivedere la normativa europea sulle flotte, che è il
fattore chiave per determinare il futuro dell’Europa come centro di produzione automobilistica. Il
nostro obiettivo comune deve essere l’elaborazione di una regolamentazione favorevole all’innovazione, aperta alle nuove tecnologie ed equilibrata tra protezione dell’ambiente e competitività industriale.

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