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L’Europa che ci troviamo: non unisce, non rassicura e non ascolta

L'obbligo UE dell'auto elettrica: peccato che mancavano tutti i presupposti

di Domenico De Rosa, CEO SMET Group

 
Le parole pronunciate dalla Presidente della Commissione europea. Ursula von der Leyen, nel video che trovate su Linkedin (inizia con “L’Europa apre una nuova era…”), sono, purtroppo, l’ennesima conferma di quanto sia profonda la distanza tra Bruxelles e la vita reale dei cittadini europei.

Da un lato abbiamo un’Unione che parla come se rappresentasse un’unità politica, militare e valoriale compatta. Dall’altro abbiamo imprese che chiudono, famiglie che non arrivano a fine mese, governi nazionali costretti a inseguire decisioni prese altrove, spesso senza un vero mandato democratico. Si continua a usare un linguaggio “etico” e “valoriale” mentre si spingono Paesi già fragili verso nuovi rischi geopolitici, nuovi costi energetici, nuove fratture sociali.

Si parla di “Europa”, ma non si parla mai del prezzo che pagano gli europei in termini di lavoro, sicurezza, competitività industriale. Si evocano scenari di potenza, di leadership globale, di “missioni storiche”, mentre l’unica realtà tangibile è una deindustrializzazione crescente, il crollo della capacità produttiva e un malcontento diffuso che viene liquidato come populismo anziché essere ascoltato.

Questo modo di comunicare non unisce, divide. Non rassicura, polarizza. Non costruisce pace, alimenta tensione. Un’Europa davvero matura dovrebbe parlare meno in nome dei cittadini e cominciare, finalmente, ad ascoltarli.

Foto da ufficio stampa SMET Group