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“Educare gli automobilisti”: e se non si convincono, “obbligare”. Ecco i risultati…

Scenario automotive europeo: cresce la pressione su prezzi e margini

di Mario Verna. manager automotive

 
Servono incentivi per rimediare a leggi sbagliate. La storia (triste) del nuovo socialismo in chiave europea non finirà qui e non finirà bene. 
Lo “stallo”, questo è quello che leggiamo da PIL e competitività, da sviluppo e investimenti. Servono soldi per obbligare il mercato a scegliere quello che i Timmermans e le Von der Leyen hanno scelto per tutti, quello che – senza se e senza ma – avrebbe traghettato l’Europa – e il mondo intero – verso il sol dell’avvenire.

Già, di piani quinquennali ne abbiamo visti nel secolo scorso. Finiti male. L’auto, come spesso abbiamo raccontato, è stata in questi anni il paradigma della compressione del libero mercato a diktat, della scelta a imposizione. “Dobbiamo educare i nostri automobilisti” si diceva, spiegare, sottolineare e se proprio non si convincono, obbligare.

“Stallo”. Già, a guardare i numeri non c’è molto altro da aggiungere. Se non una piccola postilla: ricordo roboanti convention, dichiarazioni assertivissime, mirabolanti saloni dell’auto, di molti, di troppi, che adesso piagnucolano per un gettone da spendere nel dispensare della sopravvivenza.

Coraggio, su con la testa, sguardo fiero!!! Il sol dell’avvenire è lì dietro l’angolo. Non sarà mica qualche minuto d’eclissi a mortificare i nostri spiriti? 
Come on!

 

Foto da archivio Mario Verna