Caro benzina, no carburanti: c’è chi vuole farci andare a piedi

di Cristiano Donelli, Policy Advisor – European Parliament 

Nonostante gli sforzi reattivi del governo italiano, il prezzo dei carburanti alla pompa salgono e stanno di nuovo pericolosamente sforando il simbolico muro dei 2 euro al litro. Da metà marzo è in vigore un taglio delle accise senza precedenti perché si erano sempre aumentate le tasse senza togliere ridicoli balzelli che andavano ancora a compensare guerre antiche. ma anche perché in termini quantitativi il taglio era significativo essendo, ad esempio, per la benzina nell’ordine di circa 30 centesimi. Doveva essere per un mese solamente, ma subito si è capito che una volta che inizi poi non ne esci più, pena dover affrontare un contraccolpo ancor più doloroso per chi dovrebbe affrontare improvvisi rincari.

 

Coi soliti colpi di decreti dei governi di queste epoche si continua a tamponare la situazione contingente, per ora fino all’8 luglio, ma sempre più ci si accorge che se non ci si prende la briga di affrontare il problema nel complesso si rischia di invalidare l’effetto delle misure palliative adottate. Paragonando l’Italia (ma anche nel resto d’Europa non è che sia tanto diversa la situazione) a un malato, il problema del caro carburanti è cronico.


La malattia è peggiorata nell’ultimo anno alla ripresa dei consumi, si è tentato di prolungare la vita con cure palliative, ma ora sta arrivando l’effetto assuefazione e lo scenario non sembra roseo anche perché se aumenteremo il dosaggio della cura (taglio accise) prima o poi avremo controindicazioni in bilancio. Se ascoltassimo la linea “green” che va per la maggiore nel contesto fuori dalla realtà di Bruxelles, andremmo solo a piedi o in bicicletta, e ci può stare per chi può, quando può, anche come toccasana, ma qui ancora vogliono far credere che non vi sia più bisogno di carburanti per spostarsi e per trasportare oggetti.

 

Purtroppo c’è bisogno di sottolineare queste banalità dopo che si sentono certi discorsi in questi ambienti, e assolto questo triste compito bisogna andare alla radice del problema, per avere una situazione più sostenibile per chi si muove, nel mentre che la ricerca e sviluppo proseguiranno a trovare carburanti tecnologici e meno impattanti.

 

Le energie rinnovabili, i carburanti di nuova generazione di origine biologica e non, l’efficienza energetica, tutto da applicare: ma se non affrontiamo con decisione le tensioni internazionali vi continuerà ad essere una degenerazione anche economica che previene qualsiasi miglioramento oltre a rendere difficile la vita nel qui e ora. Cominciamo a pensare che l’obiettivo principale sia avere la Pace, la stabilità, la serenità che ognuno stia nel suo per fare il bene dei propri territori senza pensare a disegni di conquista del mondo (con le armi o con i virus da laboratorio) che interessano solo a pochi potenti che rovinano il mondo.

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