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Eicma 2026: l’evoluzione della specie

Due ruote: si salveranno solo gli scooter
di Pier Francesco Caliari, direttore generale dell’Associazione concessionari moto italiani
(da “Motociclismo d’epoca”)
 
Cosa ci sta dicendo EICMA 2026? Tralascio l’organizzazione della fiera che non è compito mio, ma voglio fare una riflessione su cosa ci sta raccontando il settore che, sempre secondo me, sta subendo una profonda trasformazione. E chissenefrega del fatto che sia l’edizione più partecipata per numero di espositori poiché quello che interessa è la qualità non la quantità.

Ci sta raccontando che nel settore delle due ruote è in atto una profonda trasformazione. La moto è arrivata ad un punto apicale che fa fatica a proporre novità sostanziali, a parte il tre cilindri turbo di Honda. Il resto è il riciccio di cilindrate, colori e orpelli elettronici conditi da bimbe più o meno vestite per la gioia effimera di ragazzini e non più o meno testosteronici. E dove le enduro stradali hanno il monopolio del mercato.
novità sostanziali, a parte il tre cilindri turbo di Hondamondo dello scooter. Ci stiamo inoltrando nella vera era del dual-mode. Lo scooter non è più solo la mera mobilità urbana come qualcuno cerca di minimizzare in comunicati spesso discutibili. Non solo lo smentiscono i dati di mercato, dove lo scooter viaggia in incremento in doppia cifra ormai da tempo arrivando ad essere il 60% del’’immatricolato e la moto perde numeri ogni mese, ma dalla vitalità delle nuove proposte che si articolano tra mobilità urbana elettrica e termica, da modelli sportivi e modelli più vicini al concetto SUV automobilistico.

Insomma la moto, che per noi anziani è ancora fascinosa, per il mercato non rappresenta più il fare indicatore.
I motociclisti sono cambiati.