Skip to content

Mercato Italia: “troppe auto-immatricolazioni” a fine mese, così non va

Mercato Italia: "troppe auto-immatricolazioni" a fine mese, così non va

di Massimo Artusi, presidente di Federauto


Il mese di agosto conferma la sua natura di mese tecnicamente compresso, con volumi tra i più bassi dell’anno, ma il segno positivo e un cumulato che si mantiene saldamente a +8,60%con 1.131.901 unità sono un segnale di tenuta del mercato. Una tenuta che resta però fragile e tutta concentrata negli ultimi giorni del mese.

Le immatricolazioni per alimentazione mostrano un dato di tendenza del mercato con una continua discesa dell’ibrido HEV, per il quinto mese consecutivo sotto il 50% a favore della spina: il PHEV al massimo storico dell’11,80% e per il quarto mese in doppia cifra. Il BEV, al secondo mese di contenimento al 6,34%, riflette certamente l’esaurimento delle consegne dei veicoli che hanno beneficiato degli incentivi MASE, riproponendo il tema di una transizione che procede a due velocità e che ha ancora bisogno di certezze su infrastrutture e prezzi.


Preoccupa il canale società, negativo per il terzo mese consecutivo, e soprattutto il dato delle auto-immatricolazioni aggregate. Superare per la prima volta il 10% sul cumulato annuo, con il 10,23% e oltre 115.000 unità tra auto-immatricolazioni dealer e dealer uso noleggio, significa che la rete sta assorbendo su di sé una quota crescente di rischio stock per centrare gli obiettivi dei costruttori. Un fenomeno che si è riflesso anche nell’anomala concentrazione di fine mese: il 53,31% delle targhe in soli tre giorni.

Non possiamo continuare con un mercato che corre a fine mese e frena il resto del tempo. Serve una programmazione più lineare e politiche che sostengono la domanda reale e che rendano strutturale la crescita del mercato. La transizione va accompagnata, non imposta a colpi di targa tattica.

Come Federauto chiediamo la revisione della fiscalità dell’auto aziendale e un quadro stabile per le alimentazioni a basse emissioni, basato sul rispetto del principio di neutralità tecnologica, come previsto dalle proposte del relatore della Revisione al Regolamento C02 davanti al parlamento europeo, che Federauto sostiene con piena convinzione. Il rischio, altrimenti, è di chiudere l’anno con numeri positivi nei report, ma con margini sempre più compressi per le imprese della distribuzione.
 
 

Foto da ufficio stampa Federauto