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L’auto pensa per te: e tu intanto cosa fai?

Guidare in sicurezza: occhio all'incrocio

di Davide Montella, Founder & Owner di Driving Motorsport, Formazione sulla Guida sicura per il personale viaggiante di aziende   

 

Autostrada, traffico scorrevole. Imposti il cruise adattivo, il volante tiene la corsia da solo, l’auto rallenta quando quella davanti rallenta e riprende quando la strada si libera. Tu, per la prima volta da chilometri, non stai facendo quasi niente. E ti senti tranquillo.

È esattamente qui che vorrei fermarti un attimo. Perché il pericolo di questi sistemi non è quello che immagini. Non è che l’auto sbagli, che il radar non veda, che la telecamera perda la linea. Quello capita, ma è raro. Il pericolo vero è più silenzioso, e riguarda te. Più l’auto fa da sola, più tu smetti di guardare. Senza accorgertene.

Mettiamo prima in chiaro una cosa, perché qui la confusione è tanta. Le auto che compriamo oggi, per quanti sensori e schermi montino, non si guidano da sole. Nella grande maggioranza dei casi siamo al cosiddetto “livello 2”: l’auto gestisce insieme velocità e sterzo, ma il conducente resta responsabile di tutto, con le mani sul volante e gli occhi sulla strada.

Non è un cavillo da libretto. In caso di incidente, davanti alla legge, il responsabile resti tu. Il sistema assiste, non sostituisce. Detto questo, il problema non è tecnico. È umano.

Sorvegliare una macchina che funziona quasi sempre bene è una delle cose più difficili che ci siano. Se guidi, sei impegnato: sterzi, dosi, valuti. Se invece controlli soltanto, e per venti minuti non succede niente, la mente scivola via. È il modo in cui siamo fatti. Senza un compito attivo, l’attenzione si spegne. E così gli stessi sistemi nati per aiutarti finiscono, poco a poco, per farti disimparare a guardare.