“Il Sussidiario TV”: Bonora e l’accordo UE sulla revisione dei piani “suicidi” automotive

"Il Sussidiario TV": Bonora e l'accordo UE sulla revisione dei piani "suicidi" automotive

Qual è il significato politico dell’iniziativa di Germania e Francia per chiedere una modifica della strategia europea sull’auto? Nel piano si prevede uno spazio per vendere auto con motore termico anche dopo il 2035, data stabilita dalla Commissione UE per iniziare a produrre solo auto elettriche. Basta per dare respiro alle aziende europee e riguadagnare una parte del mercato, magari sulle auto ibride? Il 70% dei componenti delle auto, secondo questa ipotesi dovrebbe essere europeo, ma vengono escluse le batterie, sulle quali il peso della Cina è fondamentale. Da questo punto di vista dipendiamo dai cinesi?

 

A queste e altre domande il promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora, intervistato come capita spesso da “Il Sussidiario TV”, ha dato le sue risposte schiette e pragmatiche, ricordando come, quanto sta accadendo ora tra retromarce da parte di coloro che hanno creato il problema e revisioni varie, era già stato previsto anni fa proprio nei vari eventi organizzati dal movimento d’opinione.

Rilancio automotive: Italia, Francia e Germania per un quadro normativo efficace e sostenibile

Rilancio automotive: Italia, Francia e Germania per un quadro normativo efficace e sostenibile

di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

 
La collaborazione tra Italia e Francia è oggi più che mai decisiva per il rilancio dell’industria europea: dall’automotive, con il riconoscimento del principio del Made in Europe nell’Atto per l’ accelerazione industriale, alla limitazione dell’export di rottami ferrosi, fino al rilancio del comparto degli elettrodomestici e a una maggiore tutela della moda, proseguendo il lavoro comune sul contrasto all’ultra fast fashion e sulla tassa sui pacchi extra-UE. In materia di automotive, da sottolineare è il ruolo strategico dei requisiti Made in Europe per tutelare e rilanciare l’industria europea, con la necessità di lavorare congiuntamente per attuare le proposte avanzate da Italia, Francia e Germania in un quadro normativo efficace e sostenibile. Nel dettaglio, accogliamo con favore i passi compiuti dalla Francia per orientare la proposta della Commissione europea verso un quadro tecnologicamente neutrale. Importante è poi la finalizzazione del non paper italo-francese che propone l’introduzione, a livello europeo, dell’obbligo di indicazione del Paese di origine per i beni importati, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza del mercato unico, garantire informazioni più affidabili ai consumatori e promuovere condizioni di concorrenza eque tra produttori europei e dei Paesi terzi. L’iniziativa sarà ora condivisa con altri Stati membri e successivamente presentata al Consiglio Competitività del 3 dicembre in vista della prossima presentazione da parte della Commissione Europea dello European Product Act.
 
 
Foto da ufficio stampa Min. Urso


L’auto in Europa: nel mese superati i livelli 2019, ma il cumulato resta in “rosso”

L'auto in Europa: tra gennaio e agosto +5.8% e +38,8% quelle elettriche

di Centro Studi Promotor

A settembre il mercato auto dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) supera del 6% i livelli dello stesso mese del 2019, con 1.363.210 autovetture immatricolate contro 1.285.494. Tra i cinque maggiori mercati, il confronto è positivo per Spagna (+14,8%), Germania (+5%) e Regno Unito (+2,1%), mentre restano al di sotto dei livelli di settembre 2019 Italia (-2,1%) e Francia (-9,7%). Il superamento dei livelli del 2019 resta però limitato al risultato mensile: nel cumulato gennaio-settembre le immatricolazioni sono ancora inferiori del 14,2% rispetto a gennaio-settembre 2019.

Rispetto al 2025, i dati diffusi dall’ACEA indicano per settembre una crescita del 10,2%. L’aumento interessa tutti e cinque i maggiori mercati: Regno Unito (+12%), Francia (+11,6%), Spagna (+10,2%), Italia (+9,8%) e Germania (+9%). Il bilancio dei primi nove mesi del 2026 sale così a 10.555.351 immatricolazioni, con un incremento del 6,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche nel cumulato tutti i cinque maggiori mercati registrano risultati positivi: al Regno Unito (+10,2%) seguono Italia (+8,6%), Spagna (+6,7%), Germania (+5,3%) e Francia (+4,1%).

Sul fronte delle alimentazioni, il dato più significativo riguarda le elettriche pure (BEV), che a settembre raggiungono 416.433 immatricolazioni, in aumento del 59,9%, portando la propria quota al 30,5% del mercato dal 21,1% di un anno prima. Nei primi nove mesi le BEV totalizzano 2.549.810 unità (+41,9%), con una quota che sale dal 18,1% al 24,2%. Prosegue anche l’espansione delle ibride ricaricabili (PHEV): a settembre le immatricolazioni sono state 164.470 (+24%), pari al 12,1% del mercato contro il 10,7% di settembre 2025. Da gennaio le PHEV raggiungono 1.128.875 unità (+22,4%), con una quota del 10,7%, rispetto al 9,3% dello stesso periodo dell’anno precedente.

La diffusione dell’elettrico puro resta tuttavia disomogenea tra i maggiori mercati europei. A settembre le immatricolazioni BEV crescono del 107,5% in Francia, del 94,7% in Germania, del 71,7% in Spagna, del 47,3% in Italia e del 36,3% nel Regno Unito. Nei primi nove mesi l’Italia registra il secondo incremento percentuale più elevato (+66,7%), dopo la Francia (+79,1%) e davanti a Germania (+58,1%), Spagna (+39,5%) e Regno Unito (+30,2%).

Nonostante la crescita, la quota italiana resta però nettamente inferiore a quella degli altri quattro maggiori mercati: tra gennaio e settembre le BEV rappresentano l’8% delle immatricolazioni nazionali, contro il 31,4% della Francia, il 27,2% della Germania, il 26,2% del Regno Unito e l’11% della Spagna.

Il superamento dei livelli di settembre 2019 rappresenta un segnale positivo, ma non va confuso con il pieno recupero del mercato. Il divario del 14,2% nei primi nove mesi mostra che il recupero resta incompleto e che sarà decisiva la continuità della crescita. A questo recupero si accompagna un cambiamento nella composizione delle immatricolazioni, con le elettriche pure oltre il 30% del mercato di settembre, pur con differenze ancora marcate nella loro diffusione tra i maggiori Paesi europei.