da Motorionline
Unione europea e Cina hanno raggiunto tre “intese condivise” al termine dei colloqui a Pechino tra il commissario europeo al Commercio, Maros Šefčovič, e il ministro cinese Wang Wentao. Il primo fronte riguarda le auto ibride e ibride plug-in cinesi esportate in Europa, il cui flusso potrebbe ridursi di oltre la metà; gli altri due riguardano i dazi sui prodotti europei in Cina e le licenze per terre rare e magneti permanenti.
Secondo quanto illustrato da Šefčovič in conferenza stampa al termine della visita nella capitale cinese, l’intesa sul settore automobilistico punta a moderare i flussi di veicoli ibridi e ibridi plug-in in arrivo dalla Cina e potrebbe aprire la strada a una riduzione delle esportazioni di oltre la metà. Il comparto è tra i più sensibili nelle relazioni tra Bruxelles e Pechino, con i costruttori europei alle prese con la crescente competitività dei marchi cinesi, sostenuti da una filiera industriale estesa e da una forte presenza nella mobilità elettrificata.
Il secondo accordo migliora l’accesso al mercato cinese per diversi prodotti europei, con la riduzione dei dazi della clausola della nazione più favorita (Mfn). Le misure riguardano merci per le quali l’export Ue verso la Cina vale quasi 4 miliardi di euro, tra cui i componenti automobilistici, l’olio d’oliva e le calzature. Secondo le stime del commissario, le imprese europee risparmierebbero almeno 225 milioni di euro in dazi, circa un quarto di quanto ottenibile con alcuni dei più ambiziosi accordi commerciali dell’Ue, come quelli con Giappone e Australia.
Il terzo fronte riguarda terre rare e magneti permanenti, materiali essenziali per l’industria automobilistica, l’elettronica e le tecnologie energetiche. L’intesa mira a facilitare il rilascio delle licenze di esportazione cinesi per queste risorse e a migliorare la prevedibilità delle forniture; la portata effettiva dipenderà però dalle modalità concrete di applicazione delle procedure di autorizzazione.
Il commissario ha definito le intese il primo risultato di tre mesi di lavoro diplomatico, ma ha avvertito: «È un primo passo cruciale, ma solo un primo passo nel processo di riequilibrio», aggiungendo che «siamo ben lontani dalla conclusione». Ha ribadito che il dialogo deve produrre risultati concreti, altrimenti l’Unione è pronta a usare i propri strumenti per tutelare i propri interessi economici.
I risultati saranno valutati dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, insieme ai leader europei al prossimo Consiglio europeo a Bruxelles, previsto la settimana successiva: «A loro spetta la decisione finale». Il confronto proseguirà con un nuovo incontro ministeriale con Wang Wentao entro gennaio e con le terze consultazioni su commercio e investimenti a marzo.
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