Manovra di bilancio: tre assi primari per il Governo

Manovra di bilancio: tre assi primari per il Governo
di Roberto Pietrantonio, presidente UNRAE
 
Il rinnovo del parco circolante deve restare una priorità strategica. I segnali positivi del mercato del nuovo sono importanti, ma letti insieme ai dati dell’usato – dove circa la metà dei trasferimenti netti riguarda vetture con oltre dieci anni – mostrano con chiarezza che la vera sfida è attivare meccanismi capaci di trasformare la ripresa delle immatricolazioni in un progressivo svecchiamento del parco. È lì che si misura l’impatto reale su sicurezza, efficienza e sostenibilità della mobilità.
Sul versante delle politiche energetiche, i principali operatori della distribuzione carburanti hanno introdotto tetti provvisori ai listini di benzina e gasolio fino al termine di ottobre. UNRAE accoglie con favore tali misure a tutela del potere d’acquisto di famiglie e imprese, evidenziando perè come la riduzione dei costi debba integrarsi in un disegno organico.

Servono interventi strutturali che non si limitino ad abbassare il prezzo finale del carburante, ma riducano la dipendenza energetica del Paese e la sua esposizione alle crisi internazionali, favorendo il rinnovo del parco circolante e la transizione energetica, con l’accesso a veicoli più efficienti, a zero e a basse emissioni.

 
Accogliamo con favore l’alleggerimento temporaneo sul bollo introdotto dal Governo, ma chiediamo che l’impegno economico complessivo sia raccordato a una visione capace di stimolare il ricambio dei modelli più obsoleti: il confronto costruttivo con la filiera è indispensabile per accelerare l’adozione di soluzioni efficienti e sicure con effetti strutturali oltre il 2027.

La prossima manovra di bilancio rappresenta un passaggio imperdibile per definire finalmente un quadro normativo certo a sostegno degli investimenti corporate. Per questo ribadiamo la necessità di varare dal 2027 la proposta di filiera con risorse garantite sull’intero triennio, intervenendo su tre assi primari: una revisione organica della fiscalità delle auto aziendali allineata ai parametri europei, un potenziamento capillare delle infrastrutture di ricarica e un’effettiva riduzione dei costi energetici, così da alimentare un mercato dell’usato recente e accessibile per le famiglie.

 
 

Foto da ufficio stampa UNRAE

UE e Cina: accordo sul taglio dell’export di auto ibride da Pechino

UE e Cina: accordo sul taglio dell'export di auto ibride da Pechino

da Motorionline

Unione europea e Cina hanno raggiunto tre “intese condivise” al termine dei colloqui a Pechino tra il commissario europeo al Commercio, Maros Šefčovič, e il ministro cinese Wang Wentao. Il primo fronte riguarda le auto ibride e ibride plug-in cinesi esportate in Europa, il cui flusso potrebbe ridursi di oltre la metà; gli altri due riguardano i dazi sui prodotti europei in Cina e le licenze per terre rare e magneti permanenti.

Secondo quanto illustrato da Šefčovič in conferenza stampa al termine della visita nella capitale cinese, l’intesa sul settore automobilistico punta a moderare i flussi di veicoli ibridi e ibridi plug-in in arrivo dalla Cina e potrebbe aprire la strada a una riduzione delle esportazioni di oltre la metà. Il comparto è tra i più sensibili nelle relazioni tra Bruxelles e Pechino, con i costruttori europei alle prese con la crescente competitività dei marchi cinesi, sostenuti da una filiera industriale estesa e da una forte presenza nella mobilità elettrificata.

Il secondo accordo migliora l’accesso al mercato cinese per diversi prodotti europei, con la riduzione dei dazi della clausola della nazione più favorita (Mfn). Le misure riguardano merci per le quali l’export Ue verso la Cina vale quasi 4 miliardi di euro, tra cui i componenti automobilistici, l’olio d’oliva e le calzature. Secondo le stime del commissario, le imprese europee risparmierebbero almeno 225 milioni di euro in dazi, circa un quarto di quanto ottenibile con alcuni dei più ambiziosi accordi commerciali dell’Ue, come quelli con Giappone e Australia.

Il terzo fronte riguarda terre rare e magneti permanenti, materiali essenziali per l’industria automobilistica, l’elettronica e le tecnologie energetiche. L’intesa mira a facilitare il rilascio delle licenze di esportazione cinesi per queste risorse e a migliorare la prevedibilità delle forniture; la portata effettiva dipenderà però dalle modalità concrete di applicazione delle procedure di autorizzazione.

Il commissario ha definito le intese il primo risultato di tre mesi di lavoro diplomatico, ma ha avvertito: «È un primo passo cruciale, ma solo un primo passo nel processo di riequilibrio», aggiungendo che «siamo ben lontani dalla conclusione». Ha ribadito che il dialogo deve produrre risultati concreti, altrimenti l’Unione è pronta a usare i propri strumenti per tutelare i propri interessi economici.

I risultati saranno valutati dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, insieme ai leader europei al prossimo Consiglio europeo a Bruxelles, previsto la settimana successiva: «A loro spetta la decisione finale». Il confronto proseguirà con un nuovo incontro ministeriale con Wang Wentao entro gennaio e con le terze consultazioni su commercio e investimenti a marzo.

 


Foto da Unsplash