Addio grande Capitano: hai fatto la storia del calcio italiano

Addio grande Capitano: hai fatto la storia del calcio italiano

Due momenti indimenticabili con il Capitano, il grande Franco “Piscinin” Baresi, il numero 6 per sempre, emblema del Milan. Con lui, vicepresidente onorario rossonero, tre anni fa a Casa Milan per un evento benefico organizzato da Bmw Italia e un pool di concessionari e dedicato agli “Insuperabili”, persone con disabilità. Quindi, sempre con il Capitano, a Roma, alla Convention di Sara Assicurazioni per ACI Radio. Grande Franco, resterai sempre nel cuore di tutti, milanisti e non milanisti. Sei stato un esempio di sportività, professionalità, correttezza, umanità e coraggio.

Riposa in pace e condoglianze alla tua famiglia.

 


Pirelli: il backstage di “The Cal 2027” dedicato all’India

Pirelli: il backstage di "The Cal 2027" dedicato all'India

Pirelli ha svelato le immagini del backstage del calendario 2027, che sarà dedicato all’India. Per la prima volta nella sua storia, The Cal ospiterà il lavoro di due diversi fotografi: Solve Sundsbo, il fotografo norvegese già autore del Calendario Pirelli 2026, e il maestro indiano Raghu Rai la cui recente scomparsa ha suscitato profondo dolore tra coloro che lo hanno conosciuto e hanno lavorato con lui e la sua famiglia.

Negli ultimi tre mesi, Raghu Rai si era dedicato allo sviluppo del progetto Calendario attraverso una serie originale di fotografie che riflettono le sue radici e la sua visione dell’India.

Il 20 settembre: motori in marcia contro la violenza sulle donne

Il 20 settembre: motori in marcia contro la violenza sulle donne

Foto: L’organizzatrice Elisabetta Cozzi

L’eccellenza dell’automobilismo storico scende in strada per una missione sociale senza precedenti: “1522 | Motori in marcia contro la violenza sulle donne” è l’evento istituzionale e culturale che trasforma i veicoli d’epoca in ambasciatori di consapevolezza. Dopo il rinvio dello scorso mese di maggio a causa del maltempo, domenica 20 settembre 2026 sarà la nuova data ufficiale del raduno.


Unire il motorismo storico, la cultura e l’impegno istituzionale a sostegno di una causa dal profondo

valore sociale. È questo il fulcro dell’iniziativa nata dalla collaborazione tra la Città Metropolitana, il
Museo Fratelli Cozzi di Legnano – con il progetto “Donne e Motori? Gioie e Basta” – la realtà
di UpTown Milano con il simbolo delle 100 Sedie Rosse, la Scuderia Sant Ambroeus e il Raduno
della Domenica Auto Storiche di Milano. Una convergenza di forze finalizzata a promuovere un
forte messaggio di solidarietà e sensibilizzazione sul territorio.

Fulcro dell’evento, infatti, è la promozione capillare del 1522, il numero nazionale antiviolenza e

stalking. Istituito dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
il servizio è attivo 24 ore su 24, a titolo gratuito, per offrire supporto immediato e anonimo alle donne che subiscono violenza. In questa occasione, il numero abbandona la dimensione privata per
occupare lo spazio pubblico attraverso un gesto simbolico di forte impatto: ogni auto e moto partecipante al raduno rinuncerà ai classici numeri di gara per esporre esclusivamente il bollo “1522”.

Questa scelta trasforma il corteo in un’alleanza collettiva anziché in una competizione, utilizzando il

fascino dei motori classici come veicolo per un messaggio di solidarietà che attraversa l’intero
territorio metropolitano. Unendo istituzioni, cultura e comunità, la manifestazione punta a generare
un coinvolgimento reale e mediatico, ribadendo che il contrasto alla violenza di genere è una
responsabilità condivisa da tutta la società civile.

Il programma: dalle Istituzioni alla strada


Il debutto ufficiale avverrà martedì 15 settembre alle ore 11.00 presso Palazzo Isimbardi, a
Milano, con una conferenza stampa istituzionale. All’evento interverranno figure chiave del settore sociale e culturale, tra cui Susanna Galli e Diana De Marchi per Città Metropolitana, Elisabetta Cozzi (Museo Fratelli Cozzi) e Valeria Lorenzelli (100 Sedie Rosse di UpTown Milano), per delineare l’impatto e le finalità del progetto.

Il cuore pulsante della manifestazione sarà il raduno itinerante di domenica 20 settembre. Il corteo

di auto e moto d’epoca, tutte caratterizzate dal bollo adesivo “1522” – simbolo di un’alleanza che
trasforma il fascino dei motori storici e youngtimer in uno strumento di responsabilità collettiva e
supporto reale alle vittime di violenza – partirà anche in caso di maltempo, dal Museo Fratelli Cozzi
di Legnano e da Viale De Gasperi a Milano. In supporto alla carovana dei mezzi iscritti al raduno,
anche alcune auto storiche dell’Autocentro di Milano della Polizia di Stato.

L’itinerario
costeggerà l’Arco della Pace, proseguirà verso l’Arena di Milano, puntando dritto al centro della città, per poi concludersi a Cascina Merlata SpazioVivo in UpTown Milano con un pranzo e un momento celebrativo dedicato alla sensibilizzazione.

Alle ore 14.45 prenderà il via, alla presenza delle autorità, la presentazione dell’iniziativa. Alle ore

15.22 tutti invitati al “mega selfie” con drone a Cascina Merlata – SpazioVivo, con persone e auto
protagoniste di uno scatto collettivo. Il pubblico potrà accedere all’area e visitare le vetture esposte.
 

Partecipazione e solidarietà
 
L’iscrizione al raduno è ufficialmente aperta e limitata a 50 automobili e 30 moto immatricolate entro il 2006. L’iniziativa sposa una causa concreta: la partecipazione prevede infatti una donazione libera (minimo consigliato 20 euro a equipaggio) a favore della Fondazione Una Nessuna Centomila.
 

Foto da Museo Cozzi

Noleggio sociale: inclusione, tutela ambientale e sicurezza stradale

Noleggio sociale: inclusione, tutela ambientale e sicurezza stradale

di Geronimo La Russa. presidente dell’Automobile club d’Italia

 
Insieme al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, abbiamo presentato il programma sperimentale di noleggio sociale a lungo termine: una misura concreta per rendere la mobilità più accessibile, sicura e sostenibile.

Per molte famiglie poter contare su un’automobile efficiente non è una semplice comodità, ma una necessità quotidiana. Significa raggiungere il lavoro, accompagnare i figli, assistere i propri cari e vivere pienamente il territorio.

Il programma, promosso dal MIMIT e gestito da ACI, è rivolto alle persone con un ISEE inferiore a 30.000 euro e consentirà di accedere a veicoli nuovi, meno inquinanti e più sicuri, con un canone sociale di 100 euro al mese.

È una misura che unisce inclusione sociale, tutela dell’ambiente e sicurezza stradale, contribuendo al tempo stesso al rinnovo di un parco auto tra i più anziani d’Europa.

Il noleggio sociale rappresenta un passo importante per ACI verso un Mobility Club moderno, capace di offrire soluzioni accessibili e innovative. Una mobilità più equa e sostenibile non è soltanto un obiettivo: è un impegno che dobbiamo trasformare in realtà.

 

Foto da ufficio stampa ACI

Nuova Mercedes GLA: cresce nelle dimensioni, elettrica o mild-hybrid

Nuova Mercedes GLA: cresce nelle dimensioni, elettrica o mild-hybrid
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
Nuova piattaforma, nuove proporzioni e una identità profondamente rinnovata: la terza generazione della
Mercedes GLA, uno dei modelli più apprezzati della Casa della Stella, inizia un nuovo capitolo della sua storia con un’evoluzione netta sul fronte della motorizzazioni, lasciandosi alle spalle Diesel e plug-in hybrid, che spariscono dal listino, per proporsi in versione elettrica e benzina mild-hybrid.
 
La nuova GLA, che nasce sulla piattaforma MMA del costruttore di Stoccarda, condivisa con CLA e GLB, e cresce fino a 4,56 metri di lunghezza, ovvero 14 cm in più rispetto al modello precedente, permettendo di ricavare più spazio nell’abitacolo con un passo che cresce fino a 2,79 metri.
 
Design moderno e frontale luminoso
La nuova Mercedes GLA vanta un nuovo frontale, dominato da un’ampia mascherina illuminata (a LED anche i listelli orizzontali sulla versione elettrica), mentre le fiancate risultano scolpite, con maniglie a filo carrozzeria e una marcata nervatura che contribuisce a dare slancio alla silhouette del SUV compatto. Dietro, sulla coda raccolta spiccano lo spoiler pronunciato integrato al tetto che sovrasta il lunotto e i fanali con grafica a tre punte che richiama la stella del logo Mercedes, uniti da una fascia luminosa che attraversa l’intero portellone.
 
Interni a tutta tecnologia
L’abitacolo punta su un design pulito e moderno, con un tunnel centrale a ponte su due livelli tra le poltrone anteriori. Spiccano tre schermi che caratterizzano l’intera zona anteriore degli interni, con il quadro strumenti digitale da 10,3 pollici e due display touch da 14 pollici alla sua destra, quello al centro per l’infotainment e l’altro, personalizzabile anche per giochi e streaming, dedicato all’intrattenimento del passeggero. A bordo molti comandi sono “touch”, compresi quelli per la gestione del climatizzatore.
 
Lo spazio dentro è cresciuto sensibilmente, incrementando il comfort per i cinque occupanti, a cui si affianca il
bagagliaio che offre una capacità che va da 410 a 1.400 litri e, nella versione elettrica, un vano aggiuntivo da 107 litri ricavato sotto il cofano.
 
Elettrica da 224, 272 e 345 CV, mild-hybrid da 136, 163 e 190 CV
La nuova Mercedes GLA è disponibile con due motorizzazioni: 100% elettrica e benzina con tecnologia mild-hybrid. La gamma elettrica, che beneficia dell’architettura a 800 Volt, è composta da tre varianti: GLA 200 electric che monta una batteria da 58 kWh e offre 224 CV di potenza; GLA 250+ electric con batteria da 85 kWh e potenza di 272 CV, con un’autonomia massima dichiarata di 657 km; e GLA 350 4Matic electric con doppio motore da 345 CV, trazione integrale e batteria da 85 kWh, capace di uno scatto 0-100 km/h in 5,4 secondi.
 
A queste si aggiungerà, nel 2027, una variante intermedia con batteria da 71 kWh. L’altra motorizzazione proposta è il mild-hybrid su base 1.5 turbo benzina quattro cilindri, affiancato da un sistema elettrico a 48 Volt, batteria da 1,3 kWh e motore da 22 kW, con cambio automatico doppia frizione a 8 rapporti, con tre tagli di potenza: 136, 163 e 190 CV.
 

Listino da 46.972 euro
In Italia la nuova Mercedes GLA elettrica è ordinabile dal 30 luglio, con listino che parte da 46.972 euro per la GLA 200 electric, sale a 52.706 euro per la GLA 250+ e arriva a 56.036 euro per la GLA 350 4MATIC a trazione integrale.
 
foto (credit: Mercedes)


Automotive Italia: la gestione dei pagamenti è poco digitale

Automotive Italia: la gestione dei pagamenti è poco digitale
Mentre il settore automotive corre veloce verso l’era digitale, con veicoli sempre più connessi e un incremento della quota di auto a trazione elettrica, in Italia una parte della filiera vive ancora in un mondo pre-digitale, almeno per quanto riguarda la gestione dei pagamenti. A rilevarlo è una ricerca commissionata da Aufinity Group, la fintech tedesca leader nella digitalizzazione e automazione dei pagamenti nel settore automotive, da cui emerge che la sfida principale nella gestione dei pagamenti è la mancanza di automazione (41,7%) e che solo un’impresa su cinque (il 21,8%) impiega meno di un quarto delle ore di lavoro per queste pratiche. Il 31,5% ricorre ancora a Excel e liste manuali.
 
 
Come si impiegano le ore di lavoro
 
Quasi otto concessionarie e officine su dieci (il 78,2%) nel nostro Paese impiegano almeno un quarto del tempo di lavoro in operazioni manuali per l’elaborazione e la gestione dei pagamenti. Mansioni come la riconciliazione dei pagamenti, la quadratura contabile e l’invio di solleciti ai clienti, effettuate senza l’ausilio di strumenti digitali, assorbono una gran parte delle ore dei dipendenti, e solo il 21,8% è “virtuoso”, cioè limita queste operazioni a meno del 25% delle ore di lavoro.
 
L’indagine è stata realizzata su un campione di 108 persone che, in Italia, operano in concessionarie o officine, e che si occupano, direttamente o indirettamente, dell’elaborazione e della gestione dei pagamenti, tra dicembre 2025 e gennaio 2026.
 
 
Le sfide nella gestione dei pagamenti
 
Si tratta di una problematica di cui le imprese contattate nell’ambito della ricerca sono ampiamente consapevoli: alla domanda su quali ritengano essere le maggiori sfide nella gestione e nell’elaborazione dei pagamenti, la risposta più frequente (scelta dal 41,7% dei rispondenti) è proprio l’elevato impegno manuale e la mancanza di automazione. La seconda sfida è rappresentata dai problemi tecnici nell’integrazione di diversi sistemi (37%), seguita dalle partite aperte e solleciti di pagamento (36,1%) e dagli oneri di comunicazione con i clienti (33,3%).
 
«Il settore automotive vive una trasformazione che va oltre la vendita: la vera competitività si gioca sulla capacità dei concessionari di integrare i propri processi» afferma Paolo Procacci, Director of Sales – Southern Europe di Aufinity Group. «Nel 52% dei casi in Italia, la forza vendita è ancora coinvolta in verifiche amministrative che dovrebbero essere automatiche: non è un problema di persone, ma di processi disallineati tra vendita, post-vendita e amministrazione. Qui si gioca la competitività di un concessionario: liberare le ore perse in riconciliazioni manuali e reinvestirle nella relazione col cliente. Con Aufinity, i dealer ottengono controllo in tempo reale sui flussi finanziari e adattano le strategie alla velocità del mercato». 
 
 
Maturità digitale
La ricerca misura per la prima volta il livello di maturità digitale dei processi di pagamento nel settore automotive italiano: circa due terzi delle aziende utilizzano ancora esclusivamente soluzioni bancarie tradizionali, il 50,9%dispone di un terminale di pagamento o POS non integrato con il proprio sistema gestionale e quasi un’azienda su tre si affida ancora a Excel e a liste manuali. Nel 52,3% dei casi, il personale di vendita verifica se un veicolo è già stato pagato consultando direttamente il reparto contabilità – un collo di bottiglia che riflette la frammentazione dei sistemi presente nel mercato italiano.
«Questi dati descrivono una filiera italiana che, rispetto a quella tedesca, impiega il doppio degli sforzi per gestire i pagamenti – ma non per scelta: è per mancanza di strumenti adeguati», afferma Paolo Procacci.
«Il 78% dei concessionari italiani che dedica un quarto del proprio tempo ad attività manuali non è solo un dato statistico: è un costo competitivo che il settore non può più permettersi. È il motivo per cui da quasi due anni presidiamo il mercato italiano con un’offerta pensata sulle esigenze specifiche dei dealer italiani, per trasformare il tempo perso in tempo investito nella relazione con il cliente e nella crescita del business».
 
 
Le aspettative dei clienti
 
La ricerca rileva un divario strutturale tra ciò che i clienti finali si aspettano e ciò che le concessionarie oggi offrono. Il 64,2% dei clienti vuole un processo rapido e semplice. Il 59,4% chiede visibilità in tempo reale sullo stato del pagamento. Dal lato dell’offerta, solo il 16,3% avvisa automaticamente il cliente dell’avvenuto pagamento, il 43% delle officine lo fa ancora manualmente
 
 
La soluzione di Aufinity
 
Proprio il mercato tedesco è quello dove sono più diffuse le soluzioni di Aufinity per la digitalizzazione e automazione dei processi di pagamento. Fondata nel 2018 in Germania, in quel Paese conta su un parco clienti di circa 2.000 dealer che utilizzano la piattaforma proprietaria a marchio bezahl.de.
 
In Italia, dove la società fintech tedesca è sbarcata solo nel settembre 2024 con il marchio Aufinity Group, la soluzione è adottata da realtà di primo piano nel mondo retail, con forti prospettive di espansione. L’azienda è presente anche sui mercati di Francia e Spagna, e nel 2025 ha superato la soglia di 10 miliardi di euro di transazioni annuali gestite a livello globale.
 

Foto da ufficio stampa Aufinity

 

ACI-ISTAT e sicurezza stradale: risultati incoraggianti, ma non ancora sufficienti

ACI-ISTAT e sicurezza stradale: risultati incoraggianti, ma non ancora sufficienti

di Francesco Maria Chelli, presidente di ISTAT

 
I dati del 2025 confermano una riduzione del 5,3% del numero delle vittime negli incidenti stradali rispetto al 2024. Si tratta di un risultato incoraggiante che, tuttavia, non è ancora sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030. A metà del decennio, infatti, la diminuzione delle vittime rispetto al 2019, anno di riferimento, si attesta al 9,6%, un valore significativamente inferiore a quello coerente con la traiettoria di riduzione necessaria per conseguire l’obiettivo di dimezzamento delle vittime entro il 2030, e che prevede una diminuzione media annua del 6,1%.

Ogni anno la presentazione dei dati sugli incidenti stradali rappresenta un momento fondamentale non solo per il bilancio della sicurezza sulle nostre strade, ma anche per la misurazione dello sviluppo del nostro Paese. Con questo monitoraggio l’Istituto contribuisce in modo determinante al popolamento degli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, riaffermando come la tutela della vita sulle strade costituisca un pilastro imprescindibile per la sostenibilità e la crescita della collettività.
 

Foto a cura di ufficio stampa ISTAT

Volkswagen e il futuro: saremo ancora più innovativi e solidi

Volkswagen e il futuro: saremo ancora più innovativi e solidi
di Oliver Blume, CEO del Gruppo Volkswagen
 
Il riassetto del Gruppo Volkswagen degli ultimi tre anni sta dando i suoi frutti. Nonostante il nostro risultato operativo nel primo semestre sia stato inferiore di circa il 12% rispetto all’anno precedente, in un contesto sfidante come quello attuale prevediamo di chiudere l’anno con una performance solida, superiore a quella del 2025.
 
A livello globale, abbiamo consegnato più auto rispetto allo scorso anno – a eccezione del mercato cinese, dove si è registrato un calo del 20%. Anche il nostro portafoglio ordini mostra una tendenza positiva: in poche settimane abbiamo raccolto oltre 70.000 ordini per la nostra nuova famiglia di auto elettriche urbane incentrata sulla ID. Polo e gli ordini di veicoli completamente elettrici sono in Europa sono aumentati di oltre il 50% nel secondo trimestre.
 
I nostri prodotti stanno ottenendo riconoscimenti, e ottimi punteggi nei test comparativi e nelle analisi della qualità. Grazie a una gestione rigorosa dei costi, siamo riusciti a compensare le continue e inevitabili difficoltà del momento. Il contesto per l’industria automobilistica rimane estremamente complesso: crisi geopolitiche, conflitti commerciali, elevati requisiti normativi, mercati volatili e concorrenza sempre più agguerrita.
 
In uno scenario di rischio senza precedenti, il Gruppo Volkswagen entra nella fase successiva della sua trasformazione da una posizione di forza e con una chiara consapevolezza delle opportunità che ci attendono, potendo contare sul programma più completo e di più ampia portata nella storia dell’azienda per quanto riguarda prodotti, tecnologie, competitività, strutture e aree di crescita.
 
Grazie al nostro piano per il futuro, diventeremo ancora più innovativi, veloci, attraenti e solidi, garantendo in modo sostenibile il successo del Gruppo Volkswagen.
 
Foto da ufficio stampa BMW


L’Osservatorio Yoyomove sull’elettrico: paradosso autonomia e rischio d’acquisto come freno

L'Osservatorio Yoyomove sull'elettrico: paradosso autonomia e rischio d’acquisto come freno
Il secondo report dell’Osservatorio Mobilità Yoyomove ribalta alcuni luoghi comuni sulla transizione: nei piccoli comuni la propensione all’elettrico raggiunge il 62%, contro il 42% delle grandi città; l’81% di chi guida un SUV punta a una motorizzazione elettrificata e chi percorre oltre 30.000 km l’anno sceglie il full electric al 35%. Per il 77% il noleggio a lungo termine può facilitare il passaggio.
 
Se il problema dell’auto elettrica non fosse l’auto, ma il rischio di comprarla? È la domanda al centro del secondo Osservatorio Mobilità Yoyomove, dedicato al rapporto degli italiani con la mobilità elettrica e ibrida e alle condizioni necessarie per trasformare l’interesse in una scelta concreta.
 
In continuità con la prima edizione, Yoyomove ha affiancato il dato quantitativo all’ascolto delle persone, incrociando una survey dedicata sulla mobilità elettrica e ibrida, un’indagine telefonica sui clienti reali e l’analisi di migliaia di conversazioni spontanee con il proprio assistente digitale. Il quadro che emerge non descrive un rifiuto della tecnologia, ma una transizione cauta, governata soprattutto dalla percezione del rischio economico, dalla possibilità di ricaricare e dal livello di conoscenza. Di seguito le principali evidenze emerse nel corso della ricerca:
 
La domanda di elettrificazione è reale, ma condizionata
Il 29% considera attivamente l’elettrico oggi e il 42% si dichiara “aperto o curioso”, ma solo il 30,4% si sente davvero pronto. Quando il focus si sposta sulla prossima auto, la scelta ricade ancora sull’ibrido (35%) più che sull’elettrico puro (9%): il mercato non dice “no”, ma “non ancora, non così”.
 
L’ibrido è il ponte verso l’elettrico
Per il 77,2% degli utenti l’ibrido è più rassicurante del full electric e il 44% lo indica come prima tappa della transizione. Anche nelle conversazioni spontanee è la soluzione più presente (39%), confermando un ruolo di passaggio realistico nel breve periodo.
 
L’auto elettrica non si sposa con la città
Il 74% degli italiani la considera una soluzione soprattutto urbana, ma la possibilità di ricaricare a casa è disponibile solo per il 32% nelle grandi città e sale al 59% nei piccoli comuni. Di conseguenza, la propensione a scegliere l’elettrico è più bassa nelle metropoli (42%) e più alta in provincia (62%).
 
SUV e grandi percorrenze sono il cuore della domanda
I dati rivelano due falsi miti. I guidatori di SUV rappresentano il gruppo più numeroso del campione (43%), che è anche il più aperto all’elettrico: l’81% punta a una motorizzazione elettrificata, contro il 67% rappresentato da chi guida una city car. Anche i chilometri ribaltano le attese: tra chi percorre oltre 30.000 km l’anno, la scelta del full electric raggiunge il 35%, contro il 19% di chi resta sotto i 10.000 km.
 
Il “bluff” dell’autonomia
Il 67% chiede almeno 450 km di autonomia per sentirsi tranquillo, mentre metà del campione percorre meno di 40 km al giorno (15.000 km/anno). Quando la scelta si avvicina, il tema quasi scompare dalle conversazioni: più che un reale limite d’uso, l’autonomia si conferma una barriera psicologica e informativa.
 
La differenza generazionale ha un impatto concreto
Chi valuta alta la propria conoscenza dell’auto elettrica presenta una probabilità di adozione del 64%, contro il 43% di chi si considera poco competente. Tra i Millennials l’apertura c’è, ma il 43% non ha dove ricaricare; la Gen X è il gruppo più pronto alla conversione (60% di intenzione elettrificata), mentre il 47% dei Boomer preferisce passare prima dall’ibrido.
 
Il rischio economico dell’acquisto è la barriera decisiva
Prezzo (57,8%) e autonomia (50,8%) guidano le obiezioni dichiarate, ma i dati mostrano che il punto centrale è la prevedibilità: il 77% ritiene che il noleggio a lungo termine faciliti la transizione e l’80,2% si fiderebbe di più dell’elettrico con una formula “tutto compreso”. Le leve più efficaci sono la certezza del canone (53,8%), la manutenzione inclusa (46,9%), l’assicurazione (38%) e la possibilità di provare il veicolo senza acquistarlo (23,1%).
 
Il secondo Osservatorio fotografa quindi una domanda di mobilità sostenibile già presente, ma frenata da dubbi concreti – economici, infrastrutturali e cognitivi – più che da una resistenza ideologica. In questo scenario, il noleggio a lungo termine può trasformare un acquisto percepito come incerto in un’esperienza prevedibile, reversibile e senza sorprese, rimuovendo in particolare il tema della svalutazione e rendendo più semplice sperimentare una tecnologia ancora poco conosciuta.
Con il secondo Osservatorio Mobilità, Yoyomove rinnova l’impegno a leggere i bisogni reali delle persone e a tradurli in soluzioni di mobilità chiare, personalizzate e accessibili. Il report completo è consultabile a questo link sul sito Yoyomove.
 

Foto da ufficio stampa Yoyomove

MIMIT e ACI: al via il “noleggio sociale” a lungo temine

MIMIT e ACI: al via il "noleggio sociale" a lungo temine

Accelerare il rinnovo del parco auto circolante nazionale, con benefici per l’ambiente e la sicurezza stradale, e favorire l’accesso alla mobilità delle famiglie a basso reddito. Sono questi gli obiettivi del programma di noleggio sociale a lungo termine di autoveicoli a basse emissioni, previsto dal DPCM Automotive e presentato al MIMIT dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, insieme al Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa.

“Con il DPCM Automotive il Governo imprime una svolta netta alle politiche per il settore“, ha dichiarato Urso. “Per la prima volta – ha aggiunto – abbiamo destinato il 70% delle risorse al rafforzamento della filiera produttiva, attraverso gli Accordi per l’innovazione e i mini Contratti di sviluppo. Allo stesso tempo sosteniamo la domanda con misure mirate e socialmente sostenibili, come il programma di noleggio sociale a lungo termine, che consentirà alle famiglie con redditi più bassi di usufruire di veicoli nuovi meno inquinanti, favorendo il rinnovo del parco auto, tra i più vetusti d’Europa, e una mobilità più sostenibile e alla portata di tutti.È una misura sperimentale: ove avesse successo, come speriamo, aumenteremo in modo significativo le risorse a essa destinata, rendendola strutturale”, ha concluso.

“Accessibile, efficiente, sostenibile e sicura: così deve essere la mobilità secondo l’Automobile Club d’Italia”. Lo dichiara il presidente Geronimo La Russa, evidenziando come “il noleggio sociale possieda le caratteristiche per garantire ai cittadini il diritto di muoversi e al Paese il rinnovo improrogabile del parco circolante”. “Il progetto voluto, ideato e gestito congiuntamente dall’ACI e dal MIMIT – conclude La Russa – è un passo concreto dell’evoluzione di ACI in un Mobility Club moderno e vicino a chi si muove, in grado di offrire soluzioni concrete e vantaggiose a salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza stradale”.

Nel dettaglio, il programma sperimentale, promosso dal MIMIT e gestito da ACI, resterà attivo fino al 30 giugno 2030 ed è rivolto alle persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro. La misura prevede il noleggio a lungo termine di veicoli nuovi, immatricolati in Italia, appartenenti alla categoria M1 (autovetture), omologati almeno Euro 6 e con emissioni di CO₂ non superiori a 135 grammi per chilometro.

Il contratto di noleggio ha una durata minima di 36 mesi e prevede un canone sociale di 100 euro al mese, IVA inclusa, con un limite di percorrenza di 12.000 chilometri annui. Per accedere al noleggio sociale è obbligatoria la rottamazione di un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi. Al termine dei tre anni sarà inoltre possibile acquistare il veicolo beneficiando di uno sconto del 10% sul valore di mercato.

Le domande di adesione potranno essere presentate attraverso lo sportello telematico dedicato, in via di definizione. Le graduatorie saranno formulate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste.

 

Da sin- La Russo e Urso – Foto da ufficio stampa ACI