Maserati GranTurismo, GranCabrio e Grecale: gamma rinnovata

Maserati GranTurismo, GranCabrio e Grecale: gamma rinnovata
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
 
Maserati aggiorna tre capisaldi della sua gamma per il 2026 rinnovando nel look e nei contenuti le sportive GranTurismo e GranCabrio e il D-SUV Grecale. Design più moderno, motori più potenti e maggiore autonomia per le versioni elettriche Folgore sono i fili conduttori di questo restyling che tocca i tre modelli della Casa del Tridente.
GranTurismo e GranCabrio: la Trofeo sale a 590 CV
Le due sportive di Maserati ricevono una nuova calibrazione di motore e cambio per una guida più reattiva, insieme a un sound di scarico ulteriormente affinato sulle versioni con V6 Nettuno. La gamma della Maserati GranTurismo e GranCabrio rimane articolata in tre varianti. Si parte con quella dotata di motore da 490 CV punta su comfort e materiali pregiati, mentre al vertice della gamma c’è la Trofeo, che con il V6 Nettuno biturbo 3.0 litri è cresciuta in potenza arrivando ora a 590 CV, 40 in più rispetto a prima. Alle versioni termiche si affianca l’elettrica Folgore.
Sul fronte estetico le nuove GranTurismo e GranCabrio si rinnovano con un frontale ridisegnato con nuove prese d’aria, firma luminosa posteriore con lenti chiare, cerchi Tridente lucidi e sette nuove colorazioni parte del programma di personalizzazione Fuoriserie. Negli interni arrivano un volante ispirato al motorsport, una nuova grafica per il Digital Clock, il selettore del cambio ridisegnato e un sistema multimediale rinnovato, oltre al sistema di monitoraggio di distrazione e affaticamento del conducente.
Tra le novità dinamiche spicca l’introduzione della nuova modalità di guida Country, che alza l’assetto di 20 mm fino a 120 km/h, disponibile sia sulle termiche da 490 CV che sulla Folgore. La GranTurismo Folgore, con architettura a 800V e tre motori elettrici per 760 CV, supera ora i 540 km di autonomia massima dichiarata nel ciclo WLTP grazie a un nuovo software di gestione energetica.

Grecale: arriva il nuovo V6 Nettuno da 390 CV
Anche la Maserati Grecale, il SUV medio del Tridente, si rinnova, a tre anni dal debutto, con un restyling che punta sul “Luxury” caratteristico del brand. Il muso è ora più largo, ribassato e a sviluppo orizzontale, con il frontale “Shark Nose” più pronunciato e prese d’aria laterali ridisegnate. Novità anche per paraurti e griglia anteriore, a cui si aggiunge il debutto della nuova tinta esterni Grigio Lamiera Shiny e dei nuovi cerchi Asteria (20″ e Crono (21″.
All’interno della Maserati Grecale 2026 cambiano soprattutto gli elementi di interazione con il conducente: volante ottagonale, orologio digitale aggiornato e selettore del cambio con comandi aptici retroilluminati. Confermata la ricca dotazione tecnologica che tra le altre cose comprende head-up display, infotainment da 12,3 pollici e impianto audio Sonus Faber da 1.285 watt.

La principale novità relativa alla Grecale riguarda però i motori, con la gamma che si arricchisce delle nuove versioni V6 e Modena V6 equipaggiate dal motore V6 Nettuno da 390 CV, mentre la Trofeo resta al vertice dell’offerta con 530 CV di potenza, accelerazione 0-100 km/h in 3,8 secondi e velocità massima di 285 km/h. Confermate le motorizzazioni mild-hybrid da 250, 300 e 330 CV. Per quanto riguarda invece la versione elettrica, la Maserati Grecale Folgore, questa aumenta il numero dei cavalli portando la potenza complessiva a 550 CV e incrementa l’autonomia massima a 580 km, risultato ottenuto grazie al nuovo sistema “Air Grille Shutter” e ai flussi aerodinamici migliorati su paraurti e sottoscocca.
 

Foto da ufficio stampa Maserati

Aixam e l’Italia: crescono le minicar elettriche

Aixam e l'Italia: crescono le minicar elettriche
Aixam guarda al futuro e rafforza la propria leadership in Italia. Durante la presentazione della gamma 2026 a Milano, il marchio ha annunciato numeri in crescita, nuove strategie e importanti novità di prodotto.
 
Dall’arrivo della nuova Easy al rinnovamento della gamma Premium, passando per un maxi investimento industriale e nuove formule di acquisto, Aixam punta a consolidare il proprio ruolo nel mercato delle minicar elettriche.
 
 

Il compleanno di Vespa: 80 anni di successi, grande festa a Roma

Il compleanno di Vespa: 80 anni di successi, grande festa a Roma
Roma Capitale si prepara a diventare il palcoscenico della più grande celebrazione nella storia di un mito. Dal 25 al 28 giugno 2026, la città, che patrocina l’evento, ospiterà VESPA ROMA 2026 – 80 YEARS OF AN ICON, quattro giorni di festa, di eventi aperti al pubblico, dedicati agli ottanta anni di un simbolo mondiale di libertà, stile e gioia di vivere.
Roma, che meglio di ogni altro luogo, ha accolto l’anima elegante e cosmopolita di Vespa, aspetta appassionati da tutto il mondo, migliaia di Vespisti arriveranno da tutti i continenti.
 
Roberto Gualtieri, sindaco di Roma: “Gli 80 anni di Vespa saranno una grande festa popolare per Roma. Celebriamo un’icona italiana conosciuta e amata in tutto il mondo, capace di attraversare generazioni mantenendo intatto il proprio fascino. Vespa racconta una parte importante della nostra storia, della nostra cultura e della capacità italiana di innovare senza perdere la propria identità. Roma, che ha contribuito a renderla un mito attraverso il cinema e la cultura, è orgogliosa di ospitare questa straordinaria celebrazione: siamo felici di accogliere nella nostra città migliaia di Vespisti provenienti da ogni parte del mondo per celebrare insieme questo importante anniversario, in un clima di condivisione, passione e amicizia”.
 
Matteo Colaninno, presidente esecutivo del Gruppo Piaggio: “È la più grande celebrazione nella storia di Vespa. E, proprio per questo, abbiamo scelto Roma, la Capitale d’Italia. Vespa nasce nel ’46 con la Repubblica: in 80 anni ha attraversato epoche, stili di vita e generazioni. Una strada che si intreccia in modo indissolubile con la storia dell’Italia: le difficoltà e le speranze del dopo guerra, la rinascita degli anni ‘50 e ‘60, la crescita economica e la mobilità, fino agli ultimi decenni che hanno visto il fenomeno Vespa espandersi in tutto il mondo. Oggi siamo all’alba dei 20 milioni di veicoli che animano e colorano le strade di metropoli e città di tutti i Continenti”.
Vespa conserva da sempre un legame speciale con l’Italia e la Città Eterna, celebrato dal cinema e dalle arti che hanno contribuito a renderla un’icona del Made in Italy e dello stile di vita italiano”.
 

02_Vespa Roma 2026 – Foto da ufficio stampa Piaggio


Autostrade per l’Italia: una rete che genera valore

Autostrade per l'Italia: una rete che genera valore

di Arrigo Giana, amministratore delegato del Gruppo Autostrade per l’Italia

 
La nostra rete genera valore: una parte consistente del Pil italiano passa ogni giorno dai principali nodi autostradali nazionali. Una realtà che evidenzia il ruolo strategico delle infrastrutture nel garantire il funzionamento dell’economia reale, contribuendo alla crescita nazionale. L’efficienza delle infrastrutture di trasporto rappresenta infatti una condizione essenziale per la continuità delle filiere produttive, la competitività delle imprese e la capacità del Paese di connettere territori, persone e mercati. Oggi come ieri il sistema dei trasporti continua a essere trainato dalla mobilità su strada, che copre circa il 90% degli spostamenti passeggeri e l’85% del traffico interno delle merci

L’importanza della rete autostradale emerge chiaramente anche dall’analisi della distribuzione della popolazione e delle attività produttive sul territorio: quasi l’80% degli addetti del settore manifatturiero opera in aziende situate a meno di 20 chilometri da un casello, mentre circa il 47% degli italiani, pari a 28 milioni di persone, vive entro 10 chilometri da uno svincolo autostradale. Numeri che testimoniano il profondo legame tra sviluppo economico, insediamenti produttivi e accessibilità garantita dalla rete autostradale.

 

La nostra infrastruttura si confronta con un tasso di mobilità in costante crescita e le nostre autostrade sono tra le più datate e utilizzate: la tecnologia rappresenta uno strumento fondamentale per supportare la gestione della rete e affrontare le nuove sfide della nuova mobilità. Un esempio concreto è la Tangenziale di Napoli, che ha appena ottenuto la certificazione di Smart Road da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 
Il tema centrale è capire come rendere la circolazione sempre più sicura attraverso l’adozione di infrastrutture tecnologiche avanzate, e come supportare in maniera sempre più efficace chi utilizza le nostre autostrade, a partire dagli operatori della logistica, contribuendo al tempo stesso a rendere la rete più sicura per tutti gli utenti. L’obiettivo è fare in modo che i veicoli possano dialogare con l’infrastruttura stessa, beneficiando di informazioni e servizi in grado di aumentarne la sicurezza. È questo l’obiettivo verso cui stiamo orientando i nostri investimenti e le nostre attività di innovazione.

 

La digitalizzazione in questo percorso, svolge un ruolo determinante. Non perché oggi le nostre autostrade non siano già presidiate e monitorate, ma perché consente di avere una visione più tempestiva e puntuale di ciò che accade sulla rete, intervenendo dove serve con maggiore rapidità. Significa poter conoscere in tempo reale lo stato dell’infrastruttura, migliorare la capacità di gestione e rendere l’azione operativa più efficace ed efficiente, con benefici concreti per la sicurezza, la fluidità della circolazione e la qualità del servizio offerto agli utenti.

 


Da ufficio stampa Autostrade per l’Italia

Frode auto usate: nessuna rottamazione, ma sulle strade tedesche

Frode auto usate: nessuna rottamazione, ma sulle strade tedesche
Da anni, reti criminali organizzate immettono sulle strade europee decine di migliaia di veicoli gravemente danneggiati da incidenti, spesso venduti come auto usate apparentemente impeccabili. Indagini della Procura europea (EPPO) e inchieste della “Süddeutsche Zeitung” rivelano che persino veicoli con sistemi di sicurezza manomessi, airbag mancanti o gravi danni al telaio ottengono talvolta il sigillo TÜV in Germania e vengono successivamente venduti ad acquirenti ignari. Il risultato è un rischio significativo per la sicurezza stradale e perdite per miliardi di euro a carico dei consumatori e dello Stato.
 
Nell’aprile 2025 e nel febbraio 2026, circa 1.000 agenti di polizia, funzionari fiscali e doganali hanno effettuato perquisizioni in diverse località di vari Paesi dell’UE nell’ambito dell’operazione internazionale “Nimmersatt”. L’obiettivo era un’organizzazione criminale che importava in Europa veicoli incidentati, principalmente i cosiddetti “salvage cars” dagli Stati Uniti, li riparava solo superficialmente e li rivendeva poi come privi di incidenti. Si stima che dalla sola Lituania siano entrati nel mercato almeno 16.500 veicoli, generando un fatturato di 144 milioni di euro. La perdita fiscale stimata ammonta ad almeno 31 milioni di euro, senza considerare i costi indiretti derivanti da riparazioni necessarie, incidenti o altri danni materiali. 
 
Quando i controlli di sicurezza falliscono
Particolarmente allarmante: in molti casi i veicoli hanno ottenuto la necessaria revisione tecnica da parte degli enti di controllo. Le indagini della “Süddeutsche Zeitung” documentano oltre 30 casi in cui le procure hanno indagato periti automobilistici per il rilascio di perizie false. I tribunali hanno condannato diversi ispettori per corruzione e falsificazione di documenti, in alcuni casi infliggendo pene detentive di diversi anni. In altri casi, gli ispettori hanno dichiarato i veicoli tecnicamente idonei senza averli mai nemmeno visionati. Gli investigatori segnalano perizie con marcature temporali di soli due minuti, di fatto incompatibili con un’ispezione reale.
Secondo le autorità inquirenti, alcuni clienti sarebbero collegati a organizzazioni criminali, tra cui la ’Ndrangheta italiana. Le auto importate e danneggiate da incidenti venivano assemblate in fretta e furia, con componenti cruciali per la sicurezza riparati in modo non professionale o sostituiti con parti contraffatte. Il sigillo TÜV, simbolo per molti consumatori del massimo livello di sicurezza, ha perso in questi casi il suo valore protettivo. 
 
Un modello di business redditizio ma ad alto rischio
L’importazione di veicoli danneggiati da incidenti è un’industria da miliardi di dollari. Secondo l’analisi dei dati CARFAX, solo nel 2024 circa 303.000 veicoli usati sono stati esportati dagli Stati Uniti verso l’Europa, di cui circa 220.000 dichiarati perdita totale. Sebbene questi veicoli non possano più essere immatricolati negli Stati Uniti, in Europa raggiungono prezzi elevati dopo essere stati “ricondizionati”. Un esempio tratto dai fascicoli d’indagine: un’auto sportiva gravemente danneggiata viene acquistata all’asta per circa 10.000 dollari e successivamente rivenduta per 50.000 dollari. Minore è l’investimento nelle riparazioni, maggiore è il margine di profitto, a scapito della sicurezza degli occupanti e degli altri utenti della strada. 
 
Perché i report sulla storia del veicolo garantiscono trasparenza
I report sullo storico del veicolo possono rivelare danni da incidente, classificazioni di perdita totale, manomissioni del contachilometri e anomalie transfrontaliere, indipendentemente dal luogo in Europa in cui l’auto è offerta in vendita. Forniscono ad acquirenti, concessionari e piattaforme una fonte informativa aggiuntiva e oggettiva e possono aiutare a individuare frodi sistematiche in una fase precoce. Soprattutto nel commercio internazionale di auto usate, dove la documentazione del veicolo può andare persa, questi dati storici contribuiscono a ridurre i rischi e a ripristinare la fiducia. 
 
Proteggere meglio i consumatori
I casi legati a “Nimmersatt” e ad altre indagini europee come “Crime Cars”, dimostrano che la frode nel mercato delle auto usate non è un fenomeno marginale, ma un’attività organizzata e transfrontaliera. Insieme a Renato Schipani, Criminal Intelligence Officer di Interpol da 30 anni, CARFAX Europe ha presentato alla conferenza AutosBuzz sui marketplace approfondimenti dettagliati sulle dinamiche della criminalità organizzata nel mercato europeo delle auto usate, illustrando le strategie e gli strumenti che le piattaforme online possono adottare per promuovere sicurezza e fiducia attraverso la trasparenza.
«Oggi è più importante che mai che i consumatori abbiano accesso alle informazioni più complete possibili sui veicoli. I report con lo storico di un veicolo sono un elemento chiave per smascherare schemi di frode pericolosi, tutelare le decisioni di acquisto e aumentare la sicurezza sulle strade europee. Come recentemente affermato dall’esperto INTERPOL, Renato Schipani, durante la conferenza AutosBuzz, le principali piattaforme del settore delle auto usate possono diventare più sicure per i clienti se verrà rafforzata la cooperazione con le forze dell’ordine», spiega Frank Brüggink, Managing Director e fondatore di CARFAX Europe.
 
 

Foto da ufficio stampa CARFAX

Stellantis per l’Italia: investimenti segnale positivo. dall’Ue cambio di rotta sul Green Deal

Stellantis per l'Italia: investimenti segnale positivo. dall’Ue cambio di rotta sul Green Deal
di Paolo Capone, segretario generale UGL
 
Accogliamo con favore l’annuncio di Stellantis relativo agli investimenti per 5 miliardi di euro destinati all’Italia nel periodo 2026–2030. Si tratta di un segnale positivo che rappresenta una rassicurazione importante sul mantenimento degli stabilimenti e sulla volontà di continuare a investire nell’innovazione e nelle competenze del nostro Paese.
 
Positivi anche gli interventi messi in campo dal Governo a sostegno del comparto automotive, che hanno contribuito a creare le condizioni per un confronto costruttivo con l’azienda e con l’intera filiera. Attendiamo ora di conoscere nel dettaglio i progetti industriali e le nuove produzioni, affinché agli impegni annunciati corrispondano prospettive concrete di crescita e occupazione.
 
Le critiche mosse da Maurizio Landini appaiono pretestuose e strumentali. La priorità è un cambio di rotta da parte dell’Europa rispetto a un Green Deal che, così come è stato impostato, si è rivelato un enorme vantaggio per la Cina e un grave danno per imprese e lavoratori europei. È necessario abbandonare approcci ideologici, sostenere il know-how, la capacità produttiva e la competitività del comparto automotive, accompagnando la transizione con misure adeguate e realistiche.
 
Bene la revisione del divieto di vendere nuove auto a combustione dal 2035, ma occorre fare di più per rilanciare il settore.
 

Foto da ufficio stampa UGL