La crescita delle auto elettriche continua a ridefinire gli equilibri dell’industria automotive globale, ma il percorso della transizione non segue ovunque la stessa velocità. Se da una parte alcuni mercati stanno accelerando con decisione verso l’elettrificazione, dall’altra emergono modelli più graduali, dove tecnologie intermedie e alimentazioni alternative mantengono un ruolo centrale. È questo uno dei punti chiave emersi da uno studio presentato da Red Travel durante la conferenza stampa dell’edizione 2026 di Salone Auto Torino. L’analisi prende in esame il mercato mondiale, europeo e italiano, cercando di interpretare come cambiano le dinamiche di vendita e quale potrebbe essere l’evoluzione nei prossimi anni.
Il quadro che emerge racconta un settore in trasformazione, ma ancora lontano da una traiettoria uniforme. La mobilità elettrica cresce, ma lo fa seguendo ritmi differenti, influenzati da fattori economici, infrastrutturali e culturali.
Mercato auto globale, il peso di Cina e Stati Uniti
Nel 2025 il mercato automotive mondiale ha raggiunto circa 88 milioni di veicoli venduti. Una cifra che conferma il ritorno della domanda dopo gli anni segnati da crisi logistiche e instabilità economica. A dominare lo scenario restano soprattutto due grandi aree: Cina e Stati Uniti. Il mercato cinese supera i 30 milioni di unità, mentre quello americano oltrepassa i 16 milioni. Insieme rappresentano più della metà delle vendite globali.
Questa concentrazione geografica influenza inevitabilmente anche la direzione dell’innovazione. La Cina, in particolare, è diventata il riferimento mondiale per l’elettrificazione, grazie a una combinazione di politiche industriali, incentivi e sviluppo produttivo. La leadership cinese non riguarda soltanto i volumi di vendita, ma anche la capacità di creare un ecosistema completo fatto di produzione batterie, infrastrutture e filiera industriale. Auto elettriche nel mondo, crescita disomogenea.
Nel segmento delle BEV, le batterie continuano a trainare il cambiamento. A livello globale, nel 2025 le vendite di vetture elettriche hanno raggiunto circa 13,7 milioni di unità. Anche in questo caso la Cina mantiene una posizione dominante, con circa 8 milioni di veicoli elettrici immatricolati, pari a quasi il 60% del totale mondiale. Il dato racconta una differenza evidente rispetto ad altri mercati. Non tutti i Paesi seguono infatti lo stesso modello di transizione.
Paesi industrialmente avanzati come Giappone e Corea del Sud mostrano una crescita più prudente delle auto elettriche, preferendo percorsi graduali che valorizzano tecnologie ibride e soluzioni meno radicali. Questo dimostra come la mobilità sostenibile non sia un processo lineare. Le scelte dei consumatori dipendono da infrastrutture, politiche pubbliche, disponibilità economica e abitudini consolidate. In alcuni mercati l’elettrico rappresenta già una scelta diffusa, mentre in altri resta ancora una tecnologia in fase di consolidamento.
Europa e mobilità elettrica, un continente a più velocità
Nel panorama europeo, il mercato automotive ha raggiunto circa 13,3 milioni di veicoli venduti considerando Unione Europea, Paesi EFTA e Regno Unito. La Germania si conferma il primo mercato con oltre 2,8 milioni di unità immatricolate, mentre l’Italia si posiziona tra i principali Paesi europei con circa 1,5 milioni di vetture. Tuttavia, osservando il comparto delle auto elettriche, emerge una distanza significativa.
Nel 2025 in Europa sono state vendute circa 2,6 milioni di vetture elettriche. La Germania mantiene un ruolo dominante con oltre 545mila unità, mentre l’Italia si ferma a circa 94 mila immatricolazioni. Il dato non fotografa soltanto un ritardo numerico, ma evidenzia un approccio differente alla transizione. In molti Paesi europei l’adozione delle BEV è sostenuta da politiche fiscali favorevoli, incentivi stabili e una rete di ricarica più capillare. All’interno del Continente spicca il caso della Norvegia, che continua a rappresentare un benchmark internazionale. Pur con un mercato più contenuto, registra una penetrazione delle auto elettriche vicina al 96% delle vendite. Un risultato costruito nel tempo attraverso incentivi, agevolazioni fiscali e un forte sostegno istituzionale.
Italia, perché la transizione è più graduale
Il mercato italiano rappresenta uno dei casi più particolari del panorama europeo. La transizione elettrica procede infatti con ritmi più lenti rispetto ad altri Paesi, ma questo non significa immobilismo. L’Italia mostra una forte presenza di tecnologie intermedie, che continuano a rappresentare una parte importante delle vendite. Le alimentazioni alternative come GPL e metano coprono circa il 9% del mercato, mentre il mild hybrid supera il 30%. Questa struttura rende il mercato italiano diverso rispetto ad altri contesti europei. Gli automobilisti italiani tendono a privilegiare soluzioni che garantiscano costi più accessibili, autonomia elevata e minore dipendenza dalle infrastrutture di ricarica. Per questo motivo, le tecnologie ibride stanno svolgendo un ruolo di ponte verso l’elettrificazione.
Lo studio suddivide il mercato in due grandi categorie.
Da una parte le motorizzazioni tradizionali, che includono benzina, Diesel, GPL e mild hybrid, rappresentano ancora circa il 75% delle vendite. Dall’altra, le soluzioni ad alta elettrificazione – full hybrid, plug-in hybrid e vetture elettriche – coprono circa il 25%. Questa fotografia mostra come il cambiamento sia già iniziato, ma segua un percorso graduale e coerente con le caratteristiche del mercato italiano.
Il futuro del mercato auto italiano
Uno degli aspetti più interessanti riguarda le previsioni evolutive al 2027. Secondo l’analisi, assumendo un mercato di circa 1,6 milioni di vetture, si assisterà a un progressivo riequilibrio delle alimentazioni. Le motorizzazioni tradizionali potrebbero perdere circa 300mila unità, mentre quelle ad alta elettrificazione crescerebbero di circa 400 mila unità. Non si tratta di una rivoluzione improvvisa, ma di un cambiamento progressivo. L’elettrificazione dovrebbe essere trainata soprattutto da full hybrid e plug-in hybrid, mentre le auto elettriche pure continueranno a crescere con maggiore gradualità.
Questo scenario riflette le caratteristiche strutturali del mercato italiano, dove il costo delle vetture, la rete di ricarica e la composizione del parco circolante influenzano fortemente le scelte dei consumatori. Nel prossimo futuro, circa 400mila automobilisti potrebbero orientarsi verso nuove motorizzazioni ad alta elettrificazione. Un cambiamento che potrebbe ridefinire anche gli equilibri competitivi tra i brand.
Mobilità elettrica, il ruolo degli eventi automotive
La diffusione delle nuove tecnologie non passa soltanto dai listini o dalle normative, ma anche dall’esperienza diretta. Eventi come il Salone Auto Torino permettono infatti ai consumatori di avvicinarsi alle nuove motorizzazioni, provarle e comprenderne vantaggi e limiti. La possibilità di effettuare test drive o confrontare diverse tecnologie nello stesso contesto può contribuire a ridurre le barriere culturali che ancora frenano parte della domanda. Nel mondo automotive, la transizione non riguarda soltanto il prodotto, ma anche la percezione.
Molti automobilisti continuano a considerare l’elettrico con interesse ma anche con prudenza, soprattutto quando entrano in gioco temi come autonomia, tempi di ricarica e costo d’acquisto. Per questo motivo, il percorso italiano appare più graduale rispetto ad altri Paesi. Non è necessariamente un ritardo, ma una modalità di adattamento che tiene conto delle specificità economiche e sociali.
Un mercato in trasformazione ma senza una sola direzione
Il mercato auto globale sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Le vetture elettriche crescono, ma non esiste una traiettoria unica. Ogni Paese segue un proprio percorso, influenzato da politiche industriali, disponibilità infrastrutturale e cultura automobilistica. L’Italia continua a rappresentare un caso particolare, dove il peso delle ibride e delle alimentazioni alternative contribuisce a rendere la transizione più progressiva. La mobilità del futuro sarà probabilmente il risultato di un mix di tecnologie, almeno nel breve periodo. Per il settore automotive, il vero tema non è soltanto quanto cresceranno le auto elettriche, ma in che modo cambieranno le abitudini di acquisto e il rapporto degli utenti con la mobilità.