Ricevimento ACEA: una domanda sul futuro dell’Europa

Ricevimento ACEA: una domanda sul futuro dell'Europa

“Se foste l’amministratore delegato dell’Europa, cosa fareste?” Questa è stata la domanda posta a Ola Källenius, Presidente ACEA e CEO di Mercedes-Benz, e a Karin Rådström, Presidente del Consiglio di Amministrazione della divisione Veicoli Commerciali dell’ACEA e CEO di Daimler Truck, durante la conversazione informale tenutasi in occasione del ricevimento annuale ACEA del 2026.

La conversazione -riporta la nota stampa di ACEA – si è aperta con Karin che ha fatto riferimento alla filosofia condivisa dell’azienda che dirige: Più semplice. Più veloce. Più forte. È la mentalità che guida Daimler Truck e che, a suo avviso, l’Europa dovrebbe adottare se vuole rimanere competitiva. A suo parere, rafforzare la competitività europea significherà anche garantire che i quadri normativi supportino l’innovazione e gli investimenti anziché ostacolarli. Ola si è detto d’accordo, citando il rapporto Draghi e sottolineando la necessità di fare un’analisi onesta di ciò che funziona e di ciò che non funziona, anche quando le conclusioni sono scomode. Il successo futuro dell’Europa, ha osservato, dipenderà da strategie sufficientemente flessibili da rispondere alle mutevoli realtà del mercato.

In un periodo di incertezza economica, tensioni geopolitiche e rapidi cambiamenti tecnologici, lo scenario globale sta cambiando rapidamente. Presupposti consolidati in materia di commercio, catene di approvvigionamento e competitività industriale vengono messi in discussione. L’industria automobilistica si trova proprio al centro di questo cambiamento.

Il loro scambio di battute – sottolinea ACEA nella sua nota – ha colto perfettamente lo spirito della serata. Per decenni, il settore si è basato su catene di approvvigionamento globali integrate e mercati aperti, producendo veicoli progettati per clienti in tutto il mondo. Oggi, questo modello è sotto pressione proprio mentre l’industria sta attraversando una delle trasformazioni più profonde della sua storia, dall’elettrificazione alla digitalizzazione, e la concorrenza si intensifica a livello globale.

Nel segmento dei veicoli pesanti (HDV), i camion elettrici rappresentavano circa il 4% delle nuove immatricolazioni nel 2025, ma per raggiungere gli attuali obiettivi in materia di emissioni di CO2 sarebbe necessario che tale quota arrivasse a circa il 35% entro il 2030. Sebbene l’industria abbia già offerto un’ampia gamma di camion e autobus a emissioni zero, la mancanza di infrastrutture rimane il principale ostacolo alla decarbonizzazione dei trasporti. Questa rapida transizione comporta anche rischi finanziari significativi qualora non si raggiungano gli obiettivi normativi, con un potenziale impatto sulla competitività dei produttori europei.

Sul palco, i leader del settore hanno sottolineato che il raggiungimento di questi obiettivi richiederà politiche sufficientemente flessibili da adattarsi alle mutevoli realtà del mercato, mantenendo al contempo la direzione a lungo termine della transizione. In questo contesto, l’ACEA ha accolto leader del settore, responsabili politici e partner presso il Museo d’Arte e Storia per il suo ricevimento annuale.

Quest’anno – ricorda sempre ACEA – ricorre anche un doppio traguardo: 140 anni dalla nascita dell’automobile e 130 anni dall’invenzione del camion da parte di Gottlieb Daimler. Queste prime innovazioni hanno contribuito a plasmare la mobilità moderna, le catene del valore globali e milioni di posti di lavoro in tutto il mondo Il settore automobilistico ha sempre prosperato grazie all’innovazione, alla resilienza e alla concorrenza. Con l’accelerazione della corsa alla leadership nelle tecnologie pulite e digitali, il mantenimento della competitività europea diventa più cruciale che mai.

L’ecosistema automobilistico europeo rimane un punto di riferimento a livello globale.Preservare questa posizione richiederà investimenti continui nell’innovazione, catene di approvvigionamento resilienti, energia a prezzi accessibili e un quadro normativo che consenta alle aziende di competere e crescere. Ciò include un percorso “a tre corsie” tecnologicamente neutrale che rispecchi la realtà di auto, furgoni, autobus e camion.

Il prossimo capitolo della mobilità non sarà definito solo dalla sostenibilità e dalla trasformazione digitale. Dipenderà anche dalla capacità dell’Europa di rimanere competitiva in un mondo in rapida evoluzione.

#FORUMAutoMotive anno 11: Toni Purcaro (Dekra Italia)

#FORUMAutoMotive anno 11: l’Europa acceleri su innovazione, competenze e sicurezza

Tra crisi del settore, mancanza di visione industriale e il ruolo chiave della sicurezza stradale, emerge una riflessione concreta sul futuro della mobilità.

Tecnologia, ADAS e formazione diventano elementi centrali per salvare vite e rilanciare il settore. Intervista a Toni Purcaro, presidente e AD di Dekra Italia, durante l’undicesima edizione di FORUMAutoMotive.

#FORUMAutoMotive anno 11: “Sussidiario TV” in prima fila

#FORUMAutoMotive anno 11: "Sussidiario TV" in prima fila
A Milano, #FORUMAutoMotive ha riunito per 2 giorni il mondo dell’auto, della mobilità, dell’industria e delle istituzioni in un momento che il settore considera decisivo. Al centro del confronto: il futuro dell’automotive europeo e italiano, stretto tra transizione energetica, scadenze comunitarie, pressione competitiva internazionale e timori crescenti per produzione, filiera e lavoro.
 
Non un appuntamento solo di settore, ma una fotografia molto netta di una crisi che ormai ha ricadute economiche, industriali e politiche. Il filo rosso dell’evento è tutto nel titolo scelto dagli organizzatori: “La svolta è adesso, non c’è più tempo”. Il messaggio che accompagna l’intera due giorni e che tiene insieme i vari livelli del dibattito.

Da un lato le scelte europee sulla decarbonizzazione, dall’altro la tenuta concreta del sistema auto con le sue fabbriche, l’indotto, i concessionari, i trasporti, i servizi e l’occupazione. Sullo sfondo la sensazione diffusa che il settore sia arrivato a un passaggio non più rinviabile.

Obiettivi UE al 2030 e 2035: carburanti rinnovabili necessari

Mercato Italia in rialzo: ma non siamo tranquilli...

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 
Dopo un avvio d’anno fiacco, a febbraio l’Europa dell’auto mostra timidi segnali di ripresa (+1,4%), pur rimanendo in flessione nel cumulato dei primi due mesi (-1,2%). Guardando alle alimentazioni, la quota complessiva di auto BEV – che in Italia si ferma all’8%, la più bassa tra i major market – si attesta al 18,3% e registra nuovamente una crescita a doppia cifra (+20,6%).

Sebbene il segmento delle vetture elettriche continui a evidenziare risultati positivi in questi mesi, così come quello delle PHEV, ad oggi in Europa la gran parte degli acquirenti continua a scegliere altre tecnologie.

Per raggiungere gli obiettivi climatici fissati per il 2030 e il 2035, bisognerà, quindi, trovare il modo di decarbonizzare questa porzione di mercato, puntando anche sui carburanti rinnovabili.
 

Foto da ufficio stampa ANFIA

LIUX BIG: la nuova city-car elettrica europea punta su autonomia e sostenibilità

LIUX BIG: la nuova city-car elettrica europea punta su autonomia e sostenibilità

Il mercato della mobilità urbana accoglie un nuovo protagonista: si tratta di LIUX BIG, il primo modello sviluppato dalla LIUX, pronto al debutto nei principali mercati europei nel corso del 2026. Francia, Spagna e Italia saranno i primi Paesi coinvolti nel lancio di questa vettura elettrica compatta, pensata per ridefinire gli standard del segmento L7e. Progettata e prodotta interamente in Spagna, la nuova city-car ha già superato i test di omologazione previsti dalla normativa europea, entrando ora nella fase finale di certificazione che precede la commercializzazione su larga scala.

 

Un nuovo riferimento per la mobilità urbana

LIUX BIG si presenta come una soluzione concreta per la mobilità cittadina: lunga appena 2,7 metri, a due posti, è pensata per rispondere alle esigenze quotidiane di spostamento in ambito urbano, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Il modello base è equipaggiato con una batteria da 15 kWh che garantisce un’autonomia certificata di 215 km nel ciclo WMTC, mentre la versione più avanzata da 20 kWh punta a superare i 270 km. Un risultato che la colloca tra i veicoli più efficienti della sua categoria.

Anche il consumo energetico rappresenta uno degli elementi distintivi: con appena 7 kWh ogni 100 km, LIUX BIG si posiziona come uno dei veicoli elettrici più parsimoniosi attualmente disponibili sul mercato europeo.

 

Materiali innovativi e riduzione dell’impatto ambientale

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda la scelta dei materiali. La carrozzeria è realizzata in fibra di lino, una soluzione che consente di ridurre significativamente l’impatto ambientale rispetto alle tradizionali strutture in acciaio. Secondo i dati forniti dall’azienda, questo approccio permette una riduzione fino al 40% dell’impronta di carbonio rispetto a una city-car elettrica tradizionale e fino all’80% rispetto a un SUV con motore endotermico.

L’uso di materiali riciclati per gli interni e l’adozione di una struttura modulare completano una filosofia progettuale orientata alla sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.

 

Architettura leggera e sicurezza

Dal punto di vista ingegneristico, LIUX BIG introduce una soluzione innovativa: il telaio superiore è realizzato in composito ultraleggero e pesa appena 45 kg. La massa del veicolo è concentrata nella parte inferiore, dove trovano posto batterie, motore e sistemi di sicurezza. Questa configurazione consente di abbassare il baricentro, migliorando stabilità e dinamica di guida, senza compromettere la sicurezza. Una scelta progettuale che punta a ribaltare il paradigma secondo cui leggerezza e sicurezza siano in contrasto.

 

Costi ridotti e ricarica domestica

Uno dei punti di forza più concreti riguarda il costo di utilizzo: LIUX BIG permette di percorrere 100 km con circa 1,40 euro, considerando un costo medio dell’energia domestica di 0,20 €/kWh. La ricarica avviene comodamente da una presa domestica, senza necessità di infrastrutture rapide. La batteria da 20 kWh può passare dal 20% all’80% in meno di 4,5 ore con ricarica AC fino a 6,6 kW. Inoltre, il sistema di batterie modulari e rimovibili consente aggiornamenti nel tempo, aumentando la durata complessiva del veicolo e rendendolo un investimento più sostenibile nel lungo periodo.

 

Prezzo e posizionamento sul mercato

LIUX BIG sarà disponibile a un prezzo inferiore ai 18.000 euro (incentivi esclusi),posizionandosi come una delle opzioni più accessibili nel panorama delle microcar elettriche europee. La produzione nello stabilimento di Guadalajara rappresenta anche un elemento strategico per rafforzare la filiera industriale europea nel settore della mobilità elettrica.

 


Foto da ufficio stampa LIUX

Europa e competitività: la strategia suicida sull’auto

Presa in giro: ora l'UE si dice pronta a difendere l'industria dalla Cina

di Andrea Taschini, advisor e manager automotive

 
L’Europa non sta perdendo competitività per caso. Sta applicando con coerenza una strategia che rende impossibile competere.
Quando un sistema aumenta i costi, moltiplica i vincoli e chiama tutto questo “transizione”, non sta guidando il cambiamento: lo sta subendo.


Il punto non è essere più o meno sostenibili. Il punto è se esisterà ancora un’industria europea tra dieci anni. Perché l’industria non discute, non negozia e non vota: si sposta. E quando si sposta, raramente torna. Non è una critica. È una dura constatazione.
 
Foto ANDREA TASCHINI da archivio Forum-Diario


Cani in macchina: guida pratica per evitare errori

Cani in macchina: guida pratica per evitare errori

Nel numero di aprile in edicola, “Quattroruote” propone una guida pratica dedicata al trasporto in sicurezza dei cani in auto. Un vademecum chiaro e aggiornato con consigli utili, normative e soluzioni per viaggiare senza rischi. Di seguito le 6 domande e le risposte più frequenti. 

 

IL  MIO CANE PUÒ STARE SUL SEDILE ANTERIORE?

No, mai. O meglio, soltanto a veicolo fermo e spento. Altrimenti sarebbe pericoloso, per il padrone e per il cane. Il Codice della strada, all’articolo 169, stabilisce che durante il trasporto gli animali domestici non devono «costituire impedimento o pericolo per la guida». Quindi non possono essere nelle condizioni di raggiungere il conducente o di interferire con i comandi. Inoltre, con l’airbag attivo, l’animale rischierebbe serie lesioni in caso d’urto.

 

SUL DIVANETTO DIETRO SERVE IL TRASPORTINO?

Non necessariamente. Come detto, la ratio dell’articolo 169 è che l’animale domestico non interferisca con la guida. Perciò può viaggiare sui sedili posteriori, purché assicurato con l’apposita cintura che a un capo si aggancia alla pettorina e all’altro, munito di una fibbia del tutto simile a quella delle cinture montate in auto, si infila nell’alloggiamento di queste ultime. Con un cane nell’abitacolo, quindi, un’auto a cinque posti potrà portare solo quattro persone.

 

CHE COSA DEVO FARE SE HO PIÙ DI UN ANIMALE?

Il Codice impone che, per viaggiare sul divanetto posteriore, i due animali siano separati dai sedili anteriori tramite un divisorio (una rete o una grata metallica). L’alternativa è che, su station wagon, Suv o due volumi, siano trasportati nel vano bagagli. Anche in tal caso è necessaria la barriera divisoria dall’abitacolo. Attenzione, se montata in modo permanente, comporta l’aggiornamento della carta di circolazione.

 

QUAL È IL MODO PIÙ SICURO PER PORTARLI?

La cintura dev’essere sufficientemente lunga per consentire un minimo di movimento, ma abbastanza corta da trattenere il cane nelle frenate brusche. Il consiglio è usare quei coprisedili “lunghi”, il cui lembo inferiore si aggancia agli appoggiatesta davanti, creando così un’amaca contenitiva. Nel bagagliaio è consigliabile l’uso di un kennel (più robusti quelli in metallo) o di un trasportino di tela, meglio se imbottiti.

 

CHE COSA FARE SE IL PET RIFIUTA L’AUTO?

Di solito il cane sta volentieri in auto. La professoressa Clara Palestrini, etologa alla facoltà di Medicina veterinaria di Milano, spiega a “Quattroruote”: «L’abitacolo, intriso dell’odore suo e dei padroni, crea un “effetto tana”, una confort zone. Se però il cane manifesta disagio, va abituato con pazienza: piccoli viaggi associati a mete piacevoli e premi». Gli antinausea e gli ansiolitici vanno prescritti dal veterinario. 

 

CHE COSA SERVE PER ANDARE OLTRECONFINE?

L’animale deve avere il microchip, obbligatorio per gli spostamenti nella UE dal 2011, insieme a libretto sanitario e passaporto europeo. Quest’ultimo è il documento più importante perché lì sono annotate anche le principali informazioni sanitarie, incluse le vaccinazioni. Attenzione alla profilassi antirabbica, che in Italia ha validità triennale, mentre alcuni Paesi (tra cui la vicina Croazia) richiedono il richiamo annuale, 21 giorni prima della partenza.

 


Foto da archivio Quattroruote