2026 e revisione del “Green deal”: sarà l’anno della svolta fondamentale

Europa e competitività: la strategia suicida sull'auto

di Andrea Taschini, advisor e manager automotive

 
Dopo le ultime modifiche al “Green deal” dell’auto si sono udite delle “granitiche certezze di parte” che la riduzione al 90% delle emissioni sia una sostanziale conferma che l’auto elettrica dominerà incontrastata il mercato dell’auto dell’Unione.

Io, invece, sono propenso a ritenere che sia una svolta fondamentale per 2 motivi: il primo perché è crollato il dogma ideologico (e terroristico) delle zero emissioni. Il secondo più tecnico, riguarda invece un fattore industriale e cioè che progressivamente, mentre il potere politico della attuale Commissione UE entrerà in una crisi irreversibile, i limiti delle emissioni europee dovranno necessariamente convergere su quelli americani (che addirittura potrebbero lasciare i limiti alla situazione odierna) per evitare uno sdoppiamento produttivo catastrofico in termini di complessità e quindi di costi.

È un dato di fatto non questionabile che l’intreccio tra le case auto statunitensi ed europee necessiti di standard comuni per raggiungere una massa critica sostenibile nel lungo periodo.
L’alternativa per le case auto europee, sarebbe un improbabile (e inquietante) accoppiamento con l’industria automobilistica cinese cosa che non credo percorribile sia per questioni strategiche che geopolitiche dettate dall’attuale contesto internazionale.
 

Foto da archivio Forumautomotive-Diario

Report di Bosch Tech Compass: AI la tecnologia più influente

Report di Bosch Tech Compass: AI la tecnologia più influente

Il mondo è pronto per l’era dell’intelligenza artificiale (AI). È quanto emerge dalle risposte delle oltre 11.000 persone intervistate in tutto il mondo per il Bosch Tech Compass di quest’anno. Mai prima d’ora i partecipanti avevano avuto una percezione così positiva dell’AI come nell’indagine di quest’anno: la maggioranza ritiene che l’AI sarà la tecnologia più influente nei prossimi anni e, tra tutte le tecnologie, avrà l’impatto positivo maggiore sulla società.

Più della metà degli intervistati a livello globale si sente pronta per i cambiamenti introdotti dall’AI. Tuttavia, emergono anche segnali di una certa “stanchezza da progresso”: il 57% vorrebbe avere un pulsante di pausa e rallentare lo sviluppo tecnologico per poter comprendere meglio i suoi effetti.

 

I tedeschi hanno le aspettative più alte

In Germania, le aspettative legate all’AI sono particolarmente alte: il 77% ritiene che l’AI sarà la tecnologia più influente dei prossimi dieci anni. Tuttavia, come negli anni precedenti, lo scetticismo nei confronti del progresso tecnologico rimane relativamente alto tra gli intervistati tedeschi. Solo il 59% crede che la tecnologia possa rendere il mondo un posto migliore; solo la Francia mostra maggiore scetticismo (53%).

Nel frattempo, a livello globale il 71% degli intervistati si dichiara ottimista riguardo alla tecnologia. In Germania, attualmente, solo il 40% si sente pronto per l’era dell’AI, la percentuale più bassa tra tutti i Paesi, stabile rispetto all’anno scorso.

Da dove nasce questo scetticismo tecnologico in Germania? Due ulteriori risultati potrebbero fornire una spiegazione: solo il 30% degli intervistati ritiene che il sistema educativo incoraggi lo sviluppo del pensiero innovativo, e solo il 23% pensa che le normative del Paese promuovano efficacemente l’innovazione, posizionando la Germania agli ultimi posti della classifica in entrambi i casi.

“I risultati del Bosch Tech Compass indicano che in Germania dobbiamo aumentare l’accettazione delle innovazioni da parte della società”, ha dichiarato Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch.

“Tuttavia, per trasferire le innovazioni dai laboratori di ricerca alla strada, è necessario che anche il quadro politico a sostegno dell’innovazione sia adeguato. Ciò include misure come agevolazioni fiscali per gli investimenti in tecnologie innovative, maggiore agilità e meno burocrazia. Nel complesso, mi piacerebbe che, come società, avessimo più coraggio di correre rischi. E se qualcosa non dovesse funzionare, non dovremmo considerarlo un fallimento, ma come parte del processo di apprendimento.”

Tanja Rueckert, membro del Consiglio di Amministrazione e CDO di Bosch, ha affermato: “Stiamo assistendo a un numero in rapida crescita di innovative soluzioni AI in tutto il mondo, che fino a pochi anni fa non avremmo nemmeno potuto immaginare. Non sorprende quindi che, in soli tre anni, la percentuale di persone in tutto il mondo che considera l’AI la tecnologia più influente per il nostro futuro sia passata dal 41% al 70%”.

 

Il 59% degli intervistati incoraggerebbe il proprio figlio a lanciare una startup

Un atteggiamento positivo verso l’innovazione e verso il rischio è anche indice di una questione culturale: il 59% degli intervistati a livello globale incoraggerebbe il proprio figlio a saltare l’università e a fondare una startup se avesse un’idea rivoluzionaria, mentre solo il 52% degli intervistati tedeschi condivide questo coraggio di correre rischi.

Tuttavia, è proprio grazie a questo coraggio che si creano le soluzioni di domani. Per quanto riguarda gli ambiti in cui dovrebbe concentrarsi l’innovazione tecnologica, le risposte principali a livello mondiale sono state: cambiamento climatico (37%), accesso alle cure sanitarie (31%) e sicurezza informatica (28%).

 

L’AI ha l’impatto positivo e negativo maggiore

Non solo l’AI sarà la tecnologia più influente dei prossimi dieci anni, ma avrà anche il maggiore impatto positivo sulla società: è quanto afferma il 43% degli intervistati a livello globale. Seguono a distanza netta la biotecnologia e l’ingegneria climatica, con il 36% e il 32% degli intervistati che ritengono avranno un impatto particolarmente positivo.

Gli intervistati ne riconoscono però anche il lato negativo: il 34% classifica l’AI come la tecnologia con i maggiori effetti negativi sulla società. Subito dopo si collocano i robot umanoidi e i veicoli a guida autonoma.

“Per noi di Bosch, questa è una missione chiara: l’innovazione deve andare di pari passo con la responsabilità. Per questo è particolarmente importante introdurre regole per un’AI affidabile a livello mondiale. Allo stesso tempo, bisogna evitare che lo sviluppo e l’utilizzo dell’AI vengano soffocati da una regolamentazione eccessiva”, ha spiegato Rueckert.

 

Informazioni sullo studio

Per il Bosch Tech Compass, la Gesellschaft für Innovative Marktforschung mbH (GIM) ha intervistato nell’autunno 2025 oltre 11.000 persone di età superiore ai 18 anni in sette Paesi. In Germania, Francia e Regno Unito hanno partecipato 1.000 persone per ciascun Paese; in Brasile, Cina, India e Stati Uniti, 2.000 persone per Paese. Bosch non è mai stata indicata come cliente durante lo svolgimento dell’indagine.

 


Foto da ufficio stampa BOSCH

Il pacchetto di proposte UE per l’auto: occorrono realismo e ascolto

UNRAE, crescono i brand cinesi: entrano Jameel Motors, AtFlow e Campello

di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE

 
UNRAE sottolinea come la proposta della Commissione UE sia una base di partenza, ma non ancora soddisfacente. permangono criticità e aspetti da chiarire e migliorare per scongiurare effetti negativi su mercato, consumatori e competitività industriale. Accogliamo però con favore la riapertura del dialogo con il settore, un segnale necessario, e siamo pronti come UNRAE a un confronto attivo per incidere concretamente sulle decisioni finali.
 
La transizione deve essere efficace e praticabile, non solo ambiziosa, e per diventarlo ha bisogno di realismo e di ascolto. Servono strumenti adeguati, quali una revisione della fiscalità delle auto aziendali, uno sviluppo diffuso delle infrastrutture di ricarica elettrica e delle tariffe di ricarica accessibili. Anche l’Italia deve fare la sua parte.
 
Con una fiscalità delle auto aziendali allineata alle best practice europee in chiave “verde” crescerebbero gli acquisti di auto green, aumenterebbe la diffusione di veicoli virtuosi e si accelererebbe il ricambio del parco circolante, originando un usato di ultima generazione per le classi sociali meno abbienti. Ne beneficerebbero non solo ambiente, sicurezza stradale e imprese, ma anche l’Erario che otterrebbe risultati migliori con minori investimenti.
 

Foto da ufficio stampa UNRAE

CES 2026: a Las Vegas iI centro nevralgico del futuro dell’auto

CES 2026: a Las Vegas iI centro nevralgico del futuro dell’auto
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
 
BMW, Hyundai e Mercedes protagoniste tra intelligenza artificiale, robot umanoidi e guida autonoma. La concezione classica dell’auto, intesa come un concentrato di meccanica, cilindri e cavalli, appare ormai superata del tutto. Convinzione che emerge in maniera ancora più netta ed evidente al CES 2026, il Consumer Electronic Show di Las Vegas, che si svolge dal 6 al 9 gennaio: nel futuro dell’automotive la vettura resta centrale, ma cambia pelle e anima, rivoluzionando ciò di cui si compone.

 Se l’elettrico rappresenta la direzione, la vera partita dei prossimi anni si gioca su software, potenza di calcolo e intelligenza a bordo e fuori dall’abitacolo. Il CES 2026 conferma l’inizio dell’era della Physical AI, l’intelligenza artificiale “fisica”, con il settore dell’automotive a tenere a battesimo l’implementazione dell’intelligenza artificiale nel mondo reale.

BMW Neue Klasse con la nuova iX3

In questo contesto sono diverse le Case automobilistiche protagonista al CES di Las Vegas. Tra queste c’è BMW che ha portato sotto i riflettori della manifestazione in Nevada la nuova iX3, modello che inaugura la nuova generazione di veicoli Neue Klasse del marchio bavarese. La nuova BMW iX3 porta al debutto diverse novità high-tech, come il BMW Intelligent Personal Assistant che integra Alexa+, l’assistente generativo di Amazon, e che, grazie al Large Language Model, è in grado di sostenere dialoghi basati su linguaggio naturale e contestuale. A ciò si aggiungono il BMW Panoramic iDrive che sposta le informazioni chiave sul parabrezza, riducendo le distrazioni, oltre ad aggiornamenti over-the-air e nuove funzioni software che rafforzano l’idea dell’auto come dispositivo connesso in continua evoluzione.

Hyundai e il robot umanoide Atlas

Hyundai ha invece puntato con decisione sulla robotica, presentando al CES 2026 la propria strategia di Physical AI insieme al partner Boston Dynamics. Protagonista assoluto è il nuovo Atlas, un robot umanoide completamente elettrico, progettato per lavorare negli propri stabilimenti come assistente dell’uomo.
L’obiettivo è avviare la produzione di massa del robot Atlas entro il 2028, portando così l’AI dal software alla produzione industriale.

La nuova Mercedes GLC e la guida autonoma di MB. Drive Assist Pro

Altro costruttore auto protagonista al CES 2026 è Mercedes che a Las Vegas ha svelato in anteprima negli Stati Uniti la nuova GLC elettrica, in vista del lancio negli USA del nuovo SUV EV con architettura a 800 Volt, capace di offrire fino a 483 CV di potenza nella versione bimotore top di gamma, per una autonomia massima che supera i 700 km nel ciclo WLTP. La nuova Mercedes GLC è inoltre dotata dell’avanzato sistema MBUX Hyperscreen che offre servizi connessi, con aggiornamenti OTA, ed evolute funzionalità di guida assistita sviluppate in collaborazione con aziende partner come NVIDIA.
 
Mercedes presenta inoltre il nuovo MB. Drive Assist Pro, avanzato sistema di assistenza alla guida già disponibile in Cina e al debutto negli Stati Uniti, che permette ai veicoli della Stella a tre punte di muoversi in totale autonomia in determinate condizioni, puntando a competere con il Full Self-Driving (FSD) di Tesla.