BMW per gli altri: la magia di SpecialMente

BMW per gli altri: la magia di SpecialMente

di Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di BMW Italia

 
Il 2025 è stato un altro anno intenso per SpecialMente, a testimonianza che anche in condizioni geopolitiche, economiche, finanziarie e di mercato complesse come quelle che stiamo vivendo, la nostra volontà di creare
valore per la società resta forte e immutato.

Anche nel 2025 l’analisi dell’Edelman Trust Barometer, una delle più importanti ricerche di settore, ha confermato il ruolo centrale delle aziende nel dare risposte ai temi sociali e la fiducia nei consumatori nelle imprese come punti di riferimento nell’affrontare le sfide che abbiamo davanti.

Per noi SpecialMente interpreta proprio questa volontà. Siamo consapevoli di non poter risolvere tutti i temi che sono in agenda oggi, ma vogliamo impegnarci con serietà per contribuire a proporre soluzioni per alcuni di
essi: quello dell’inclusione, quello dell’educazione delle future generazioni, quello della leadership responsabile per un futuro sostenibile, quello della cultura e dello sport per un mondo più unito.

È un universo che raccontiamo anche attraverso il nostro sito dedicato SpecialMente.bmw.it, che nel mese di settembre di quest’anno è stato completamente rivisitato per renderlo più fruibile, dinamico e capace sia di
raccontare le storie che animano questo universo sia di diffondere la cultura della creazione di valore per la società. I dati dei primi due mesi vanno nella giusta direzione: oltre 4.000 pagine viste, 86% di nuovi utenti e un tempo di permanenza di oltre 4 minuti. Dati importanti perché la comunicazione gioca un ruolo fondamentale in questo settore.

Entriamo ora nel cuore dei nostri progetti e parliamo anche di numeri. Grazie a SciAbile, dal 2003 a oggi, sono state erogate oltre 16mila ore di lezione di sci gratuite, con oltre 2000 ore erogate nella stagione in corso.
Sono quasi 2000 gli allievi con disabilità che hanno partecipato fino ad oggi e la provenienza si è progressivamente allargata dal territorio italiano ad altre nazioni.

La Boccia Paralimpica nata nel 2016 insieme alla FIB (Federazione Italiana Bocce) coinvolge oggi circa 300 tra ragazzi e ragazze in tutta Italia e vanta un campione come Gabriele Zendron al tredicesimo posto assoluto a livello mondiale nell’individuale e quattordicesimo in coppia con Giulia Marchisio.
Ottimi segnali in vista di Los Angeles 2028.

Siamo al fianco di Obiettivo3 sin dal primo istante. Un progetto ideato dal nostro brand ambassador e ispiratore del progetto SpecialMente, Alex Zanardi, che ha accompagnato e continua a sostenere 250 atleti paralimpici in 5 diverse specialità.

A Roma, con l’associazione Romanes, BMW Roma ha consolidato la partnership con la squadra di rugby in sedia a rotelle, coinvolgendo negli ultimi 3 anni 1500 bambini e 50 giocatori, oltre a tutte le attività fatte nelle scuole, nelle università e nelle piazze.

“Made in Rebibbia” è arrivato al settimo anno di storia e ha coinvolto fino ad ora 85 iscritti di cui 67 diplomati grazie al progetto ideato dall’Accademia dei Sartori, la sartoria Ilario e BMW Roma. E abbiamo già tre storie di reinserimento di successo nella società grazie al lavoro.
Con BMW Motorrad qualche anno fa abbiamo modificato il claim del brand “Make life a Ride” in “Make life an Inclusive Ride”. E qui abbiamo due storie eccezionali da raccontare.

Da un lato abbiamo la relazione incredibile con i Bambini delle Fate di Franco e Andrea Antonello. Il progetto realizzato quest’anno in Indonesia ci ha consentito di raccontare ancora una volta il valore del viaggio come scoperta e piattaforma di narrazione del mondo dell’autismo capace di raggiungere una copertura di 7 milioni tra Facebook e Instagram e quasi 2 milioni di interazioni. Per dare speranza e tracciare una strada a tutte le famiglie che vivono con persone uniche e speciali come Andrea.

Diversamente Disabili di Emiliano Malagoli ha ancora una volta spiegato in pista, in gara e nelle attività di formazione come il concetto del talento residuo sia qualcosa di concreto che può davvero cambiare la prospettiva: dall’inizio della collaborazione con noi circa 350 ragazzi sono stati coinvolti, tra corsi in pista e corsi patenti.

MINI ha rinnovato la collaborazione con il Tortellante di Modena. In 6 anni sono stati coinvolti 48 ragazzi che hanno iniziato un percorso di lavoro, di autonomia e di inserimento nel tessuto sociale. Anche qui è importante sottolineare la crescita del progetto: dagli 8 ragazzi iniziali ai 40 che sono inseriti oggi.
 
Da ultimo, non certo per importanza, BMW in Tour che è nato dalla nostra Associazione dei concessionari BMW in Italia insieme alla Fondazione Insuperabili. Un progetto che parla di sport, inclusione e comunicazione ma che soprattutto vede tutte le aziende del BMW Group coinvolte (BMW Italia, BMW Bank e Alphabet) e affiancate da un nostro partner strategico come AC Milan e da Andrea Berton.

Il successo di questo progetto è nei numeri: 11 concessionari e 11 tappe nella prima edizione, 25 concessionari e 13 tappe nella seconda, 31 concessionari e 15 tappe nella terza che abbiamo appena presentato. Tutti i nostri
concessionari sono a bordo del progetto adesso e questo è motivo di grande orgoglio per noi.
E cosa ci attende nel 2026?

Abbiamo avviato una seria riflessione sul nostro progetto SpecialMente già quest’anno. Abbiamo creato un team di lavoro che coinvolge sia alcune delle realtà con cui operiamo sia esperti di comunicazione come Carlo
Noseda e Paolo Iabichino, artisti come Fylcat, grandi esperti del mondo della disabilità ed inclusione come Claudio Arrigoni.

Non possiamo correre il rischio di istituzionalizzare SpecialMente, di fargli perdere energia, passione, voglia di fare la differenza. E quindi stiamo studiando nuove idee, campagne di comunicazione innovative, con la
voglia di rendere questo progetto ancora più autonomo, forte e rilevante
per la società. Non voglio svelarvi di più, ma vi prometto che l’anno prossimo ci saranno iniziative importanti e nuove.

Da ultimo vorrei riservare un ringraziamento a tutti i media. In questi anni ci avete sempre seguito con passione, stimolato, incoraggiato ad andare avanti su una strada che ancora oggi resta unica nel nostro
Paese per progettualità e strategia.

È anche grazie a voi se sempre più persone fanno parte di SpecialMente e se anche nei momenti più complessi siamo andati avanti con passione, entusiasmo e voglia di continuare a raccontare storie incredibili, capaci di ispirare il grande pubblico, ma anche tutti noi ogni giorno.

Perché questa è la magia di SpecialMente, un progetto guidato dalle persone.
 
 
Foto da ufficio stampa BMW
 

Pacchetto UE per l’auto: delusi, ma il futuro resta elettrico

Pacchetto UE per l'auto: delusi, ma il futuro resta elettrico

di Stefano Terranova, CEO di Atlante Srl

 
Siamo delusi, ma non sorpresi dalla revisione del pacchetto automotive. Nessun Governo europeo sembra oggi avere la capacità politica di sostenere apertamente l’obiettivo del 100% di veicoli a zero emissioni al 2035. Questa scelta rappresenta una risposta miope alle sfide di una trasformazione epocale e rischia di alimentare l’illusione che l’innovazione automotive europea possa ancora ruotare attorno a concetti come neutralità tecnologica, coefficienti di utilità o biofuel.
Il futuro del trasporto stradale è elettrico e green, alimentato da energia a zero emissioni prodotta localmente a costi più che vantaggiosi: le misure approvate appaiono invece come una rinuncia a impegnarci nell’arena competitiva globale e un sacrificio della storica leadership europea nel settore automotive, allocando male risorse preziose e relegando al “passato” un intero sistema produttivo. Auspichiamo, quantomeno, una loro attuazione con maggiore lungimiranza, a sostegno per esempio degli investimenti delle industrie del futuro.
Nonostante il rammarico per questa decisione, Atlante continuerà a investire in Europa e in Italia, con il supporto della casa madre TCC Group Holdings – importante gruppo con sede a Taiwan, il cuore pulsante dell’innovazione globale. Nel 2026 proseguiremo l’installazione di “green energy hub”, con ricarica, storage e, ove possibile, fotovoltaico in sito: ogni nuova stazione sarà un segno concreto dell’inarrestabile (e silenziosa!) rivoluzione dell’auto elettrica.
 

Foto da ufficio stampa di Atlante Srl

Motus-E: il nuovo Pacchetto Ue spinge la diffusione delle colonnine di ricarica

Motus-E: il nuovo Pacchetto Ue spinge la diffusione delle colonnine di ricarica
Foto: Fabio Pressi, presidente di Motus-E
 
Motus-E accoglie con favore le proposte dello European Grids Package volte anche a snellire gli iter autorizzativi per le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. “Pur in assenza di impegni finanziari concreti, il Pacchetto reti presentato oggi dalla Commissione UE prevede una serie di disposizioni molto utili per la diffusione delle infrastrutture di ricarica nell’Unione”, commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, auspicando che con l’approvazione definitiva e il recepimento della normativa aggiornata si possa finalmente superare uno dei principali ostacoli osservato in Italia per lo sviluppo del settore.
 
Gli interventi illustrati questa mattina a Bruxelles mirano a semplificare e velocizzare le procedure di autorizzazione e connessione alla rete delle stazioni di ricarica, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i tempi di attivazione delle infrastrutture a beneficio dei cittadini.
 
In particolare, la proposta prevede un significativo contenimento degli ostacoli amministrativi per le connessioni sotto i 100 kW di potenza, mentre è consentito un procedimento di massimo 6 mesi per ottenere il via libera alle connessioni con potenze superiori. Inoltre, fino al raggiungimento degli obiettivi europei sulla neutralità climatica, le colonnine di ricarica dovranno essere annoverate tra le infrastrutture di interesse pubblico prevalente.
 
“Velocizzazione e digitalizzazione degli iter autorizzativi incontrano una delle priorità segnalate per il nostro Paese da Motus-E anche nel recente Manifesto della Ricarica”, ricorda Pressi, “insieme alla necessità di ridurre i costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori, di garantire la copertura totale delle reti autostradali, di estendere la durata delle concessioni e di assicurare una centralizzazione nazionale per la pianificazione di questa infrastruttura. L’approvazione e il pieno recepimento in Italia del Pacchetto Ue rappresenterà un importante passo nella giusta direzione, ma c’è ancora molto da fare”.
 
Più cauto, infine, il giudizio del presidente di Motus-E sugli indirizzi di Bruxelles per le infrastrutture di ricarica dei privati cittadini: “Allo stato – conclude Pressi – il Pacchetto non fornisce ancora un quadro adeguatamente chiaro sui requisiti e gli obiettivi per le specifiche categorie di edifici”.
 

Foto da ufficio stampa Motus-E

Pacchetto UE per l’auto: i limiti annunciati vanificherebbero la reale apertura ai biocarburanti

Pacchetto UE per l'auto: i limiti annunciati vanificherebbero la reale apertura ai biocarburanti

di Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi Federchimica


Riteniamo sicuramente apprezzabile e in linea con quanto da noi richiesto la valorizzazione dei carburanti rinnovabili per compensare le emissioni. Ma i limiti indicati se confermati dai documenti tecnici e il fatto che tale valorizzazione sembrerebbe essere garantita solo dal 2035 non ci sembrano proprio coerenti con il principio di neutralità tecnologica. Leggeremo attentamente i documenti tecnici che saranno diffusi dalla Commissione, ma possiamo fin da ora affermare che questi limiti impedirebbero in primo luogo alle case costruttrici di poter considerare la riduzione dell’impronta carbonica derivante dall’utilizzo di carburanti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati per gli anni precedenti al 2035.

Inoltre, il tetto del 3% previsto per la contabilizzazione della riduzione delle emissioni derivante dall’impiego di carburanti rinnovabili non sembra trovare alcuna giustificazione tecnica né di sostenibilità ambientale e – se confermato nei testi – si porrebbe come un ulteriore e inspiegabile limite posto alle case automobilistiche e al mercato.


Assogasliquidi continuerà quindi a seguire il dossier per garantire che la revisione dei Regolamenti sulle emissioni di CO2 sia dei veicoli leggeri sia di quelli pesanti sia veramente ispirata da una completa apertura alla pluralità tecnologica e dalla piena valorizzazione, fin da subito, dei carburanti di origine rinnovabile solo questa è la strada per garantire certezze agli investimenti che le imprese sia del settore automotive sia della produzione e della distribuzione dei carburanti devono urgentemente indirizzare per rispondere agli obblighi comunitari.


Batterie “made in Europe” e city-car BEV economiche: illusioni senza futuro della Commissione UE

Batterie "made in Europe" e city-car BEV economiche: illusioni senza futuro della Commissione UE

di Andrea Taschini, advisor e manager automotive

 
La Commissione europea ha stabilito di finanziare con 1,8 miliardi di euro lo sviluppo della produzione di batterie sul territorio dell’Unione.
L’importo, sebbene rilevante, non deve comunque trarre in inganno dato che in realtà gli investimenti necessari per le gigafactory sono di ben più ampia portata.

Voglio solo qui ricordare per esempio, che il progetto Northvolt sfociato in un Chapter 11 solo pochi mesi fa, ha generato un disavanzo finanziario di 5,8 miliardi e specularmente il progetto mai concretizzato di Britishvolt prevedeva un investimento iniziale di 3,8 miliardi di sterline.

Oltre a ciò, sovvenzionare investimenti miliardari in gigafactory in Europa non significa avere la capacità di aggirare il problema maggiore che è l’approvvigionamento di materie prime che come è ben noto sono saldamente in pugno alla Cina e che difficilmente Pechino concederà agli europei per competere contro il loro stesso monopolio.

Per quanto riguarda i sussidi per la produzione di piccole city-car, la Commissione sembra incapace di comprendere che sul segmento del basso di gamma di piccole vetture oramai commodizzate, la Cina è nei fatti imbattibile dato che già da tempo produce quel tipo di vetture con prezzi al mercato intorno 5.000 euro, che è oggettivamente un ammontare impossibile con cui competere.


Ancora una volta l’Unione europea si illude di poter risolvere un problema che lei stessa ha generato con palliativi privi di una qualsiasi efficacia.
 
FOTO archivio Forum-Diario


L’auto in Europa: target CO2 al 2025 irraggiungibili

L'auto in Europa: target CO2 al 2025 irraggiungibili

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 
La lieve crescita registrata a novembre (+2,1%) dall’Europa dell’auto fa ipotizzare, secondo le stime di ANFIA, una chiusura del 2025 al di sotto degli 11 milioni di immatricolazioni.

Guardando alle alimentazioni, nel cumulato da inizio anno si conferma il trend positivo delle immatricolazioni di vetture elettriche (BEV), che crescono del 27,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La quota di mercato raggiunta, tuttavia, si ferma al 16,9% (3,5 punti percentuali in più rispetto a gennaio-novembre 2024), rendendo evidente che i target di CO2 previsti al 2025 non verranno raggiunti.

In questo senso, la proposta di revisione del Regolamento CO2 per gli autoveicoli leggeri presentata dalla Commissione europea non soddisfa assolutamente le richieste dell’industria e la flessibilità delle sanzioni, pur rappresentando un segnale di attenzione, non è certo una soluzione.
 
I Commissari si sono concentrati sui target al 2035 e sul post-2035 senza modificare l’obiettivo stabilito al 2030 per le autovetture, mentre la chiusura del mercato di quest’anno non farà altro che evidenziare quanto siamo ancora distanti dal suo raggiungimento per via di problematiche che rimarranno le
stesse nei prossimi 5 anni in assenza di interventi realisti e pragmatici.
 

Foto da ufficio stampa ANFIA

Milano Cortina 2026: la Fiamma Olimpica ha fatto tappa a Pomigliano

Milano Cortina 2026: la Fiamma Olimpica ha fatto tappa a Pomigliano

La Fiamma Olimpica è il simbolo per eccellenza delle Olimpiadi. Partita da Roma il 6 dicembre, attraverserà oltre 300 comuni italiani in un viaggio simbolico e suggestivo verso i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano Cortina 2026, portando con sé spirito di unità, inclusione e condivisione dei valori Olimpici.

Un movimento continuo che unisce persone e luoghi, portando passione, eccellenza e inclusione anche lontano dalle sedi ufficiali dei Giochi, e trasformando ogni chilometro percorso in parte della storia di Milano Cortina 2026.

Il 27 dicembre, il convoglio ha fatto tappa nello stabilimento di Pomigliano d’Arco simbolo dell’eccellenza manifatturiera e sede produttiva del C-SUV Alfa Romeo Tonale. Alfa Romeo è infatti Official Partner del Viaggio della Fiamma Olimpica e ne condivide i valori essenziali di passione, sportività e tecnologia che ha voluto celebrare con un’edizione di Junior e Tonale dedicata alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026 con equipaggiamenti esclusivi, look esterno e interno specifici ai vertici della gamma con interventi mirati per accrescerne ulteriormente il carattere sportivo e il fascino di un design riconoscibilmente Alfa Romeo.

Il passaggio della Fiamma ha rappresentato per Alfa Romeo un’occasione per coinvolgere i dipendenti e le loro famiglie. Infatti, una selezione di dipendenti dello stabilimento ha corso e trasportato la Fiamma attraverso la sede produttiva tra momenti di animazione dedicati ai presenti. A fare gli onori di casa una Tedofora d’eccezione, Stefania Belmondo ex fondista italiana e una delle atlete più titolate della storia della disciplina, con dieci medaglie Olimpiche e tredici iridate. Stefania Belmondo ha totalizzato 24 vittorie in gare di Coppa del Mondo che la rendono l’italiana più vincente di sempre nel circuito mondiale. 

In qualità di Automotive Premium Partner di Milano Cortina 2026, i brand italiani di Stellantis – Alfa Romeo, FIAT, Lancia e Maserati – metteranno a disposizione di Milano Cortina 2026 circa 3.000 veicoli, oltre la metà elettrificati, a supporto di atleti, volontari, staff e federazioni.

 


foto da ufficio stampa Stellantis

Pacchetto auto: ora basta alibi, subito una vera politica industriale Ue

Motus-E: il nuovo Pacchetto Ue spinge la diffusione delle colonnine di ricarica

di Fabio Pressi, presidente di Motus-E

 
Ora che la Commissione europea ha messo fine alle discussioni sul 2035, speriamo che si inizi finalmente a parlare con pragmatismo e senza ideologie di politica industriale e competitività.

Per anni il dibattito pubblico si è avvitato solo sul 2035 perdendo di vista i veri temi da affrontare, a cominciare dalla sostanziale assenza di un piano strategico condiviso per il rilancio della filiera automotive estesa europea.

La proposta di revisione del target Ue al 2035 – dal 100% delle vendite di nuove auto e van a zero emissioni all’obiettivo di una riduzione complessiva delle emissioni del 90%, compensando il 10% ad esempio con l’utilizzo di acciaio verde europeo – darà il giusto ossigeno a una parte della filiera automotive, ma chi pensa che ciò possa tradursi in un rallentamento del processo di
elettrificazione commette un errore pericolosissimo, ignorando peraltro centinaia di miliardi di investimenti già messi a terra per questa trasformazione inevitabile.
 
Non si sfugge al progresso e se vogliamo salvare i posti di lavoro e preservare il ruolo centrale dell’Italia e dell’Europa nel settore automotive dobbiamo accelerare sull’innovazione, come sostenuto del resto nel rapporto Draghi, dando priorità assoluta a batterie, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Non farlo vorrebbe dire lasciare campo libero al resto del mondo in un comparto a dir poco strategico.

Bisognerà passare velocemente dalle parole ai fatti, senza dimenticare che le risorse da sole, specialmente se così esigue, dovrebbero essere accompagnate da strumenti fruibili e adatti allo scopo. Finora i meccanismi UE per il supporto industriale sono stati troppo rigidi e non hanno tenuto nella giusta considerazione costi operativi e produzione

Bene la spinta verso le piccole auto elettriche, sospeso invece il giudizio sui target del cosiddetto fleet mandate per le auto aziendali. La direzione è giusta, ma non si potrà prescindere da adeguati strumenti di incentivazione per centrare i nuovi target previsti. Il tema è stato già sollevato dall’intera filiera anche in Italia, dove da tempo si chiede una revisione della fiscalità delle flotte aziendali.

Ora l’Unione europea deve guardare alle premialità e alle collaborazioni internazionali, rendendo al tempo stesso operativi in tempi rapidi schemi di supporto all’industria coerenti e strutturati, in grado anche di valorizzare le produzioni locali, obiettivo che la Commissione dimostra di voler perseguire anche attraverso vincoli alle politiche incentivanti.

Bisognerà essere chiari sugli effettivi volumi disponibili e i reali costi per i consumatori di biocarburanti avanzati ed e-fuel, il cui compito sarà in primis quello di alimentare navi e aerei, oltre a poter contribuire limitatamente, come previsto dalla Commissione, alla decarbonizzazione della quota residuale di auto con motore endotermico.

Al momento il Fondo Automotive, già pesantemente ridotto lo scorso anno, è fermo in attesa del DPCM che ne regoli l’utilizzo e
servono piani per promuovere l’innovazione, stimolare la domanda di veicoli elettrici per privati e aziende, formare i lavoratori ed espandere la rete di ricarica. Non possiamo permetterci di rimanere indietro sulle nuove tecnologie se vogliamo proteggere un’industria che può e deve continuare a essere un orgoglio.

 
Foto da ufficio stampa Motus-E

Report Ipsos Doxa – Aixam Mega Italia: minicar sempre più presenti nelle città italiane

Report Ipsos Doxa - Aixam Mega Italia: minicar sempre più presenti nelle città italiane

Cresce l’interesse verso le minicar. Lo dice una ricerca di mercato di Ipsos Doxa condotta nello scorso novembre per conto di Aixam, leader europeo nella produzione di minicar.
L’indagine è stata realizzata attraverso 1.088 interviste face-to-face (presso la casa degli intervistati) a un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 15 anni in su.


Una categoria sempre più riconoscibile: le minicar rappresentano oggi un elemento riconoscibile del paesaggio urbano italiano. Il pubblico mostra un livello di familiarità ampio (l’86% ne ha sentito parlare).
I vantaggi riconosciuti riguardano principalmente l’uso quotidiano in città: facilità di parcheggio(vantaggio citato dal 54% degli intervistati), praticità nel traffico urbano (51%) e possibilità di guida già a 14 anni (38%), caratteristica apprezzata soprattutto dai più giovani.

L’indagine ha preso anche in considerazione i risultati della recente campagna di Aixam Mega Italia (i cui spot sono stati trasmessi in concomitanza della trasmissione X Factor). Tale campagna ha contribuito a rafforzare la conoscenza del brand: un intervistato su 4 (25%) conosce Aixam, e la sua notorietà è omogenea tra le diverse generazioni, con valori superiori al 30% per gli appartenenti alla Generazione Z e ai Millenials.

La campagna di comunicazione ha contribuito anche a rafforzare l’interesse verso il brand: il 13% degli intervistati (dato raddoppiato rispetto a prima della campagna adv, quando era al 6%) prenderebbe in considerazione Aixam qualora decidesse di acquistare una minicar.

I principali motivi di scelta di Aixam riguardano soprattutto il design e la solidità delle sue minicar, considerate trendy, assieme alla possibilità di potersi affidare a una rete capillare di concessionari dove poterle provare e acquistare.
 

La campagna pubblicitaria: risultati e gradimento
La campagna pubblicitaria televisiva di Aixam Mega Italia, caratterizzata dallo slogan “Il tuo stile, dappertutto.” e da tre
spot con protagonisti diversi (una giovane donna, un uomo e una signora) ha raggiunto il 9% degli intervistati, con picchi
più elevati tra i genitori con figli adolescenti, gli appartenenti alla Generazione X, i residenti nel Sud Italia e i possessori
di patente AM.

Il gradimento complessivo per la creatività è stato elevato: il 90% degli intervistati valuta positivamente lo spot e l’85%
apprezza il claim della campagna.

 
A proposito di Aixam
Nata in Francia nel 1983 Aixam-Mega, con 400.000 veicoli venduti tra il 1983 e il 2024, è storicamente il primo produttore europeo di minicar. Aixam-Mega inoltre è stata la prima casa automobilistica a produrre minicar 100% elettriche, mercato in cui ha debuttato nel 2008. Dal 2013 Aixam-Mega è entrata a far parte di Polaris Industries il leader mondiale nel settore powersports (ATV, quad, motoslitte e veicoli per l’off road, on road, marine). Oggi il gruppo conta tre stabilimenti operativi in Francia, dove sono impiegate più di 350 persone e dove possono essere potenzialmente prodotti e assemblati fino a 30.000 veicoli.


A proposito di Ipsos Doxa
Ipsos Doxa nasce dall’unione di due realtà leader nel settore delle ricerche di mercato, accomunate da una vocazione
pionieristica e una costante spinta all’innovazione. 
Ipsos, fondata in Francia nel 1975, è oggi uno dei principali gruppi di ricerche di mercato a livello mondiale e l’unica realtà europea del settore ad aver mantenuto la propria autonomia finanziaria e manageriale. Doxa, prima società
di ricerche di mercato in Italia dal 1946 e tra le prime in Europa, rappresenta un punto di riferimento consolidato nel
panorama italiano.
 

Foto da ufficio stampa AIXAM

Carico fiscale sulla motorizzazione: nuovo record a 83 miliardi

L'auto in Europa: target CO2 al 2025 irraggiungibili

Foto: Roberto Vavassori, presidente ANFIA

 

Nel 2024 il carico fiscale complessivo gravante sulla motorizzazione italiana si attesta a 83,04 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2023 (+4,5%).
Il peso di questo carico fiscale sulle entrate tributarie nazionali complessive si attesta al 13,4%, leggermente in calo rispetto all’incidenza registrata nel 2023 (13,6%) per effetto di un trend di crescita delle entrate tributarie nazionali (+5,6%) superiore a quello del gettito fiscale derivante dalla motorizzazione – crescono sia le imposte dirette (+8,3%) che quelle indirette (+2,3%), basate sui consumi.


“Nel 2024 il settore automotive stabilisce un nuovo record generando un gettito fiscale superiore agli 83 miliardi . commenta Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA.
Dei tre momenti impositivi del ciclo di vita contributivo degli autoveicoli, è sempre quello relativo all’utilizzo a pesare maggiormente sul totale delle entrate tributarie derivanti dal settore, di cui rappresenta il 79,2%, superando i 65 miliardi (+4,5% rispetto al 2023). Concorrono a realizzare una cifra così elevata voci di prelievo fiscale come quelle relative ai carburanti (39,73 miliardi) e all’IVA su manutenzione e riparazione, acquisto ricambi, accessori e pneumatici (14,05 miliardi, in aumento del 15,5% rispetto al 2023)”.

“Al secondo posto – aggiunge Vavassori – si posiziona il gettito derivante dall’acquisto (versamento IVA, diritti MCTC e IPT), l’11,8% del totale, pari a 9,78 miliardi, in aumento del 5,5% rispetto al 2023 per l’effetto combinato del lieve calo (-0,5%) delle immatricolazioni di auto nuove e dell’aumento (+8,2%) dei passaggi di proprietà reali delle auto usate nell’anno 2024. Il gettito derivante dal possesso, infine, vale il 9% del totale, ovvero 7,48 miliardi (+3% rispetto al 2023), pari al totale dei versamenti del bollo auto”.

Conclude Vavassori: “Guardando al 2025, secondo le stime ANFIA, il carico fiscale sulla motorizzazione potrebbe rimanere pressoché stabile a 83 miliardi (-0,1%), anche considerando che, secondo le ultime previsioni, il mercato auto chiuderà l’anno con una contrazione intorno al 2,5% sul 2024.
Tengo a sottolineare, infine, che in Italia l’incidenza del gettito fiscale derivante dal comparto sul PIL è la più alta tra i maggiori Paesi europei, attestandosi nel 2023 – ultimo anno disponibile per questo tipo di confronto – al 3,7% contro una media attorno al 2,9%”. 
 

Foto da ufficio stampa ANFIA