EICMA 2025: un grande tributo alla passione

EICMA 2025: un grande tributo alla passione

EICMA, That’s Amore. Sale il sipario su EICMA 2025. L’82ª Edizione dell’Esposizione internazionale delle due ruote, in programma dal 4 al 9 novembre prossimi nei padiglioni di Fiera Milano a Rho (le giornate di martedì 4 e mercoledì 5 saranno riservate a stampa e operatori), è stata presentata a Milano alla presenza del presidente di EICMA Pietro Meda e dell’ad Paolo Magri, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, di Giovanni Bozzetti, presidente Fondazione Fiera Milano, di Andrea Severini, amministratore delegato di Trenord, Andrea Gibelli, presidente Ferrovie Nord spa e con il contributo video di Matteo Zoppas, presidente ICE.

 

L’evento espositivo, ancora una volta, si conferma punto di riferimento mondiale per l’industria della mobilità su due ruote e si mostra quest’anno come un tributo dichiarato alla passione, motore autentico di un intero universo. Prima di tutto i numeri. Sono oltre 730 gli espositori che saliranno su questo importante imponente palcoscenico con più di 110 anni di storia, 2.000 i marchi rappresentati e 50 i differenti Paesi di provenienza.

Tra questi, in particolare, ben dieci nazioni esporranno per la prima volta, segnando l’ingresso straordinario in EICMA di imprese da nazioni come Estonia, Georgia, Irlanda, Messico, Panama, Perù ed Emirati Arabi, accanto alle più consolidate presenze europee e asiatiche. Ancora consistente e qualificata la compagine del Made in Italy, le cui aziende rappresentano il 30% degli espositori 2025, scegliendo EICMA come efficace strumento di comunicazione e di proiezione sui mercati esteri. L’Italia resta pur sempre in Europa il primo Paese per mercato e produzione.

 

Milano torna così capitale mondiale delle due ruote con una nuova edizione di EICMA, che consacra e completa anche l’evoluzione della kermesse da fiera ad evento espositivo a tutto tondo, imprescindibile per i professionisti e atteso da centinaia di migliaia di appassionati. Dalla scoperta delle novità del mercato alle anteprime mondiali contenute nei nove padiglioni occupati di Fiera Milano, dai contenuti speciali promossi dall’organizzazione di EICMA alla presenza di talent e piloti, fino al ricco palinsesto di gare, spettacoli ed esibizioni proposto nell’area esterna MotoLive, tutto è infatti pronto per entusiasmare il grande pubblico e rinnovare la storia d’amore con la manifestazione.

 

Foto da ufficio stampa EICMA

 

 

Ferrari: a Maria Conti la direzione della comunicazione globale

Ferrari: a Maria Conti la direzione della comunicazione globale

 

Da #FORUMAutoMotive complimenti vivissimi a Maria Conti, dal 3 novembre 2025, Chief Communication Officer, posizione nella quale riporterà al CEO Benedetto Vigna e farà parte del Leadership Team di Ferrari. Maria porta con sé un’esperienza ventennale nel settore automobilistico e del lusso, maturata nella guida di team internazionali di comunicazione, eventi, brand e motorsport per marchi iconici come Maserati, Alfa Romeo, BMW e MINI.

Nel suo più recente incarico come responsabile della divisione Maserati Corse, ha guidato lo sviluppo del business Motorsport, con responsabilità commerciali, di brand e comunicazione a livello internazionale. In precedenza, è stata Chief Communication Officer di Maserati, dove ha definito e implementato la strategia globale di comunicazione del marchio, nelle aree di prodotto, lifestyle, racing ed eventi del Brand.

Il suo percorso professionale riflette una profonda conoscenza del mondo automobilistico e del lusso, unita a una visione creativa e strategica orientata all’innovazione e alla valorizzazione dei brand attraverso esperienze autentiche e rilevanti per un’audience globale.

Benedetto Vigna, CEO di Ferrari, ha commentato: “La comunicazione è una leva essenziale per trasmettere la passione, l’eccellenza e i valori che rendono Ferrari unica. Maria porta con sé una profonda esperienza nella gestione di marchi di prestigio e una visione contemporanea della comunicazione globale. Con la sua esperienza e sensibilità strategica, Maria contribuirà a consolidare la capacità di Ferrari di esprimere, attraverso la comunicazione, l’unicità che la contraddistingue”.

Maria Conti ha dichiarato: “Entrare in Ferrari è un onore e una grande responsabilità. Ferrari rappresenta l’eccellenza, la passione e volontà di progresso. L’unicità del Marchio si riflette anche nella sua comunicazione. Credo in una comunicazione integrata, capace di coniugare tradizione e innovazione e di trasmettere con coerenza e autenticità i valori e lo spirito che rendono Ferrari inimitabile. Insieme continueremo a raccontare, con visione e passione, ciò che rende Ferrari unica”.

 

Foto da ufficio stampa Ferrari

 

 

Automotive e disastro Europa: ora sarebbe elegante dimettersi

Mercato dell'auto: piatto perché forzato

di Mario Verna, manager automotive

 
Incredibile, se non fosse vero!! “Il modo in cui le nostre politiche hanno contribuito all’ascesa della Cina nel settore delle tecnologie verdi… dovrebbe servire da monito: per raggiungere la leadership, sono necessari impegno e concentrazione incessanti”.

Urca! Le nostre politiche… nostre di chi? Ci siamo sbagliati? Chi? Monito… impegno e concentrazione incessanti… Ci sono momenti nella storia della politica in cui verrebbe da spanciarsi dalle risate se la situazione non fosse tragica. Questo è uno di quelli.

Un marziano non ne capirebbe il senso. Eppure i marziani siamo noi. “A seguito dell’ultimo dialogo strategico con l’automotive, ho deciso di accelerare la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni” che prevede lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel nel 2035, anticipandola entro la fine di quest’anno” (Ursula dixit).

Che la regolamentazione 2035 fosse il preludio di un disastro – e completamente irragionevole – nel percorso e nel punto di arrivo era chiaro anche a un bambino. Ma il bambino non risponde a lobbies e non ha eccessi di vanità.

Era semplice leggere la realtà, non servivano centri studi e burocrati. L’automobile è passione, libertà, sviluppo, necessità. Per questo chi ha pensato che fosse altro, semplicemente, ha sbagliato. L’automobile non è un lusso, non è ideologia.


Chi si è servito dell’auto per imporre una visione “totalitaria” e “vincolante” ha fatto danni che sarà difficile aggiustare. Danni a tutti i cittadini. Chi ha confuso i fini con i mezzi e li ha imposti a tutti, beh, dovrebbe scusarsi e farlo a voce alta.

Perché?

L’Europa è il continente che ha ridotto di più le emissioni negli decenni; le emissioni del parco auto non pesano pressoché nulla sotto il cielo mondiale; l’Europa non ha materie prime tali da consentire un qualche vantaggio competitivo nella corsa alla transizione energetica; l’Europa non ha alcun know-how nella produzione di componentistica che alimenti la transizione energetica; l‘Europa ha (aveva) un know-how da leader mondiale per la produzione di motori a combustione interna che, nel corso degli anni, hanno ridotto drasticamente le emissioni; l’Europa non ha indipendenza energetica, meno che mai a impatto zero; i principali Paesi europei hanno una significativa porzione di PIL e di occupazione che dipende dall’automotive e dalla sua filiera.

Sarebbe elegante dimettersi. Ma l’eleganza la riserviamo solo ai vernissage in riva al lago e alle foto di gruppo.

Foto fornita da Mario Verna

Transizione “green” automotive: Ursula ci ripensa ma non chiede scusa

Transizione "green" automotive: Ursula ci ripensa ma non chiede scusa

di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE

Bruxelles ammetterà “notevoli” flessibilità nel raggiungimento del target di riduzione delle emissioni entro il 2040. Il nostro obiettivo interno può essere inferiore al 90 per cento. Dobbiamo mantenere la rotta nella transizione della nostra economia verso la neutralità climatica e la circolarità, in piena coerenza con il nostro programma di competitività e indipendenza. La transizione di un’economia grande e consolidata, come quella dell’UE, richiede una combinazione di ambizione, rapidità, pragmatismo e flessibilità, nonché un certo grado di protezione contro la concorrenza sleale.

Il 90% a livello UE può essere inferiore, purché compensato da riduzioni simili ed efficienti, in termini di costi e di elevata integrità, al di fuori dell’Unione. Ho deciso di accelerare la revisione del regolamento sugli standard di emissione di CO2 per le autovetture e i furgoni, ora prevista entro la fine dell’anno. Si resta fedeli al principio della neutralità tecnologica e dell’efficienza dei costi. E nel preparare la revisione, stiamo anche valutando il ruolo dei carburanti a zero emissioni e a basse emissioni di carbonio nella transizione come i carburanti sintetici e i biocarburanti avanzati.

 

ursula von der leyen-shutterstock_2198915239

 

 

#FORUMAutoMotive: parola ad AlixPartners, filiera e politica UE

È andato in scena il 14 ottobre a Milano l’evento dal titolo “Automotive, quale futuro – Reagire con decisione: basta parole!”, promosso da #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore ideato dal giornalista Pierluigi Bonora, in occasione del decennale delle attività. Al centro dell’evento il “Green deal” e l’opportunità, ormai condivisa da settori crescenti della politica e del mondo automotive, di affrontare con grande pragmatismo le sfide inserite nel piano europeo, prevedendo diverse modalità e tempistiche, come anche recentemente ribadito anche dall’ex premier italiano Mario Draghi.


Il promotore di #FORUMAutoMotive, il giornalista Pierluigi Bonora, ha introdotto i lavori: “Abbiamo raccolto la richiesta delle associazioni automotive di poter esporre direttamente istanze e richieste ai parlamentari che ci rappresentano anche all’Europarlamento. Ne è scaturito un dibattito vivace e costruttivo con una serie di proposte per far in modo che a Bruxelles dalle parole si passi rapidamente ai fatti. Pena il “game over” del sistema automotive europeo. Con irrimediabili danni all’occupazione e la conseguenza di finire una volta per tutte nelle mani degli abili europei del settore”.

Emanuele Cordone, Director della Practice Automotive di AlixPartners, ha presentato un aggiornamento dell’AlixPartners Global Automotive Outlook. Secondo lo studio, il mercato europeo dell’auto nel 2025 è previsto in rallentamento (-2%), con crescita modesta attesa negli anni successivi. Intanto, i costruttori cinesi continuano a guadagnare terreno nel “vecchio Continente”, con una quota in aumento dall’8% del 2024 al 13% del 2030 (+0,8 milioni di veicoli fino al 2030, pari alla quasi totalità della crescita del mercato), a spese dei costruttori europei che vedono la loro quota ridursi dal 62% al 58%.

Cordone ha evidenziato come si stia assistendo a un calo della profittabilità per gli OEM europei e americani, mentre i player cinesi migliorano i propri margini.
In Italia, il mercato resta debole rispetto al pre-Covid, frenato da prezzi in aumento e minore accessibilità. Crescono invece i brand cinesi con un prodotto competitivo e tecnologicamente avanzato. Sul fronte produttivo, per raggiungere l’obiettivo di un milione di unità servirebbero oggi più di due anni. Rispetto alla diffusione dell’elettrico, la crescita dei veicoli è modesta e ancora lontana dagli obiettivi del Green Deal. L’offerta dei veicoli BEV è prevista in aumento con lancio di nuovi modelli nel 2025-2027, ma la
differenza di prezzo resta significativa in particolare sui segmenti A e B, mentre i veicoli con range extender (REEV) potrebbero aiutare a superare la “range anxiety” e favorire la diffusione dell’elettrico.

“In Italia”, ha concluso Cordone, “le emissioni delle nuove auto vendute restano stabili dal 2017, ma il parco circolante continua a invecchiare, e la quota di BEV e PHEV rimane contenuta (circa 10% nella prima metà del 2025), con l’Italia che resta fanalino di coda nella crescita dell’elettrico rispetto ai principali Paesi europei. In Italia, la quota di BEV e PHEV è però più alta nelle flotte aziendali rispetto al mercato generale, con ulteriore spinta potenziale per il nuovo schema di incentivo fiscale previsto per il 2025. Il valore residuo dei BEV rimane però basso, soprattutto in Italia, ma questo potrebbe aprire nuove opportunità nel mercato
dell’usato”.
Poi, spazio alla nuova Automotive Eurotribuna Politica dal titolo “Automotive al bivio. Il sistema europeo è a fine corsa?”, e al confronto con i rappresentanti della filiera della mobilità, affiancati da esperti e dealer, moderati da Pierluigi Bonora, con interventi dei giornalisti David Giudici, Direttore de “L’Automobile”, e Umberto Zapelloni, responsabile delle pagine Mobilità de “Il Foglio”.
A inquadrare subito il tema, il video dell’intervento avvenuto alcuni giorni prima a Bruxelles dell’eurodeputato Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento UE, che ha ricordato alla Commissione UE la gravità della situazione, chiedendo quindi al PPE di arrivare a quella maggioranza in grado di mettere la parola fine alle norme penalizzanti del Green Deal.

Al cospetto del mondo della politica europea i diversi rappresentanti della filiera della mobilità presenti hanno potuto evidenziare le principali criticità che frenano lo sviluppo del settore.
“Il mondo della componentistica è in apnea. Oggi la diagnosi è chiara, ma non si applica la cura. Siamo stanchi delle sole parole. Lo scorso anno abbiamo perso 100mila posti di lavoro. Decidiamo oggi la possibilità di rinviare di 5 anni la scadenza del 2035 di e di prevedere una quota di veicoli non BEV anche dopo il 2035. Il mercato è stato totalmente dimenticato dai regolamenti europei”, ha denunciato Roberto Vavassori, Presidente ANFIA.

Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE:
“In Italia abbiamo un problema evidente di fisco sull’auto aziendale che ci trasciniamo da anni, ulteriormente appesantito da una recente norma sul fringe benefit che ha peggiorato la situazione. Occorre intervenire. Le Case automobilistiche chiedono chiarezza in una direzione o nell’altra per poter continuare a pianificare investimenti di milioni di euro”.

In rappresentanza della filiera elettrica è intervenuto Fabio Pressi, Presidente di Motus-E: “Abbiamo perso di vista l’obiettivo. Il problema oggi non è l’elettrico, ma che i produttori cinesi risultano più competitivi. Cerchiamo di capire come essere competitivi sulle batterie e sul loro riciclo, siamo già in ritardo”.

E Gianni Murano, Presidente di UNEM: “L’attuale normativa europea per la decarbonizzazione dei trasporti stradale non solo non sta generando l’atteso cambiamento del parco veicolare ma ha generato una sensibile riduzione delle vendite auto con pesanti ripercussioni sull’industria automotive e sull’occupazione. Abbiamo più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di correttivi che legittimino realmente la libertà tecnologica liberando investimenti in nuovi carburanti rinnovabili e low carbon. Nonostante le tante parole spese sulla neutralità tecnologica, ad oggi si è ancora fermi all’enunciazione senza che si vedano atti concreti. Il settore richiama ancora quel senso di urgenza per intervenire sugli attuali regolamenti europei che consentano realmente di conteggiare le emissioni di CO2 sull’intero ciclo di vita e liberi le potenzialità di sviluppo dei low carbon fuels”.


Maria Rosa Baroni, Presidente di NGV: “Se non verranno prese adeguate decisioni per accogliere anche il biometano tra le motorizzazioni a zero emissioni, siamo pronti a manifestare con camion e vetture davanti al Parlamento europeo”.

Matteo Cimenti, Presidente di Assogasliquidi-Federchimica, si è rivolto ai politici dando loro piena disponibilità a supportare le scelte politiche di contrasto al diktat europeo al tutto elettrico, aggiungendo: “Le posizioni delle associazioni sono oggi allineate: se le auto non si comprano, protestare a Bruxelles diventa una risposta concreta”.
Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità-Federmotorizzazione, ha poi evidenziato: “Oggi c’è una larga maggioranza che ritiene che vadano cambiate le regole affidandosi alla neutralità tecnologica, ma esclusivamente per ragioni politiche e di poltrone non si possono mettere in discussione le decisioni assunte con il Green Deal”.


In risposta alle istanze espresse dal settore, Paolo Borchia, Eurodeputato, Coordinatore ID in Commissione ITRE, ha precisato: “Prendo atto che oggi molti di quelli che hanno avallato determinate decisioni sul green deal stanno cambiando idea. Oggi non c’è più tempo, i limiti previsti per la transizione al 2025 al full electric sono ormai evidenti a tutti. Resta inevasa la domanda: come genereremo l’elettricità necessaria alla transizione del nostro parco circolante? Ci auguriamo di fare presto passi in avanti a livello
europeo in direzione della revisione dei regolamenti”.


Guido Guidesi, Presidente dell’Alleanza tra le 40 Regioni Europee Automotive e Assessore alla Sviluppo economico della Regione Lombardia: “Il prossimo dialogo strategico rischia di essere tardivo per il mercato automotive. Le scelte prese a livello europeo stanno provocando evidenti danni sul piano sociale e industriale. È stato un errore clamoroso limitare il futuro della mobilità al solo elettrico. Non si è data opportunità alla ricerca e all’innovazione tecnologica di poter operare liberamente”.

Massimiliano Salini, Eurodeputato In Commissione Industria UE, ha evidenziato: “La lettera di due ministri italo-tedeschi sulla possibilità di un cambio di passo nella strategia del Green Deal sull’auto è un buon segnale, ma resta molto da fare. Non esistono le condizioni abilitanti per attivare una transizione elettrica nei modi e nei tempi individuati e questo sarà recepito nella proposta di revisione che vedrà la luce tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. La convivenza tra le diverse tecnologie è la vera essenza della neutralità tecnologica. Dobbiamo sostenere ricerca e innovazione, liberandola dai dogmi del tutto elettrico”.

Gli ha fatto eco Fabio Raimondo, Capogruppo Fratelli d’Italia Commissione Trasporti Camera dei Deputati: “Le navi cinesi che trasportano oltre 9.000 veicoli nei porti italiani sono la chiara testimonianza della distruzione di diverse decine di migliaia di posti lavoro della componentistica e dell’indotto automotive. Per camion, veicoli commerciali e bus bisogna investire su carburanti strategici (biofuel su tutti), alternativi all’elettrico. È necessario ripristinare il principio della neutralità tecnologica”.

Tra gli interventi di interesse anche quello di Andrea Taschini, Manager e Advisor Automotive e Mario Verna, General Manager di Queen Car Torino, e Alessandro Mortali, Senior Advisor. Taschini ha indicato come: “Chi pensa di battere i concorrenti cinesi sulle auto è destinato a essere sconfitto. Ecco perché bisognerebbe sottoporle a dazio o addirittura contingentarle”. Verna si è chiesto e ha domandato ai rappresentanti politici se l’automotive resti ancora un settore strategico per l’Europa. Mortali ha infine posto l’accento sulla componentistica e su come molte industrie in Italia stiano sparendo.
Foto da ufficio stampa #Forumautomotive

L’Eurodeputato Borchia: tempo scaduto per il “tutto elettrico”

L'Eurodeputato Borchia: tempo scaduto per il “tutto elettrico”
A #ForumAutoMotive l’eurodeputato Paolo Borchia, coordinatore ID in Commissione ITRE, mette in fila gli errori
della transizione: obiettivi irrealistici, governance “imbarazzante” e una domanda che resta
aperta: «come genereremo l’energia necessaria?».
Per Borchia il 2026 è l’occasione per rivedere i regolamenti e correggere una rotta che rischia di indebolire competitività e occupazione: «Chi vuole il BEV lo scelga, ma servono opzioni: ibridi, e-fuel, biocarburanti». La richiesta alla politica è
netta: ascolto, coerenza e valutazioni basate su impatti reali lungo l’intera filiera.

#FORUMAutoMotive: inclusione, sicurezza stradale e guerra alla droga

L’evento del 14 ottobre scorso, a Milano, il secondo del 2’025, si è aperto con la consegna del Premio “Cuore&Motori” di #FORUMAutoMotive a Vanni Oddera, Pro rider freestyle motocross e inventore della Mototerapia. La motivazione: “È stato il primo a fare entrare la moto negli ospedali aiutando tanti bambini a superare la barriera tra la malattia e la libertà dei sogni. Grazie alla sua Mototerapia le acrobazie più belle si possono fare anche con il cuore”. Oddera ha ricordato la sua esperienza sportiva da pilota, prima, e poi al servizio degli altri, impegnandosi a dare sollievo alle persone meno fortunate all’interno degli ospedali e non solo. Non ha voluto far mancare il proprio ringraziamento a Oddera, il Ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli, presente con un video messaggio, che ha salutato il conferimento del premio ricordando come la mototerapia abbia recentemente ricevuto un riconoscimento normativo.

Subito dopo la consegna del riconoscimento, la giornalista de “il Giornale” Roberta Pasero ha raccolto le testimonianze di esperti, medici e diretti interessanti sul tema dell’inclusione e delle terapie che consentono di far vivere la passione della mobilità anche alle persone non normodotate. Cinzia Pellegatta, madre di Lele, un bambino di 10 anni con sindrome di Down, ha testimoniato gli effetti positivi della mototerapia sul proprio ragazzo, in termini di autostima e motivazione.

 

 

“Crediamo fortemente nella mototerapia. L’esperienza che abbiamo vissuto nei nostri reparti con Vanni Oddera è stata di grande festa, di cui beneficiano tutti i ragazzi ricoverati, ma anche le loro famiglie. Una terapia che si integra pienamente con quella medica”, ha affermato il professor Guido Pellegrini, Direttore SC di Pediatria e Neonatologia, a Sesto San Giovann (Milano), Direttore del Dipartimento Materno Infantile ASST Nord Milano.

Gli ha fatto eco Antonella Artuso, Medico-Chirurgo di Medicina fisica e riabilitativa – Geriatria – Fisioterapista – Responsabile degli interventi assistiti con animali, che ha illustrato il progetto “Riabilitiamoci” che vede protagonisti animali che hanno subito violenze nella terapia all’interno degli ospedali: “Ogni volta che questi entrano nei reparti succede qualcosa di speciale, facendo nascere speranza in tutti i ragazzi ricoverati”.

Anna Gioria, Giornalista del “Corriere della Sera”, nata con disabilità per mancata assistenza al parto, ha poi ricordato la propria esperienza, rimarcando l’importanza delle terapie per reagire anche alle situazioni più difficili.

Spazio poi al dibattito dal titolo “Strade pericolose, cresce l’emergenza. Le regole per pedoni, ciclisti e per chi utilizza i monopattini”. Partendo dai dati ISTAT sugli incidenti stradali (lo scorso anno 3.030 vittime in Italia, con 830 decessi tra i motociclisti, 470 tra i pedoni e 185 tra i ciclisti) e moderati dal giornalista Luca Talotta, si sono alternati gli interventi di alcuni tra i principali esperti sul tema, affrontato dal punto di vista dell’utenza cosiddetta “debole” (ciclisti, pedoni, rider).

 

 

Carlotta Gallo, Dirigente del Compartimento Polizia Stradale per la Lombardia, ha sottolineato come “è molto diffusa un’insofferenza per le regole del Codice della Strada che di fatto poi tutelano la vita umana; con la nostra attività puntiamo a formare anche i lavoratori, promuovendo la conoscenza e il loro rispetto, utilizzando anche nuove forme di comunicazione per dialogare efficacemente con i giovani”.

La necessità di migliorare la sicurezza sulle strade è stata espressa da Pietro Meda, Vicepresidente Vicario di Automobile Club Milano: “Ci deve essere convivenza tra le diverse forme di mobilità. Manca oggi una corretta gestione dall’alto di questa integrazione, assistiamo a Milano ad esempio al continuo inserimento di numerose piste ciclabili su strade strette. I rider di fatto oggi circolano con mezzi non omologati e fuorilegge. Serve maggiore cultura della strada e rispetto delle regole”.

Toni Purcaro, Presidente e AD DEKRA Italia, ha evidenziato: “Da anni siamo impegnati a sensibilizzare gli alunni delle scuole sui temi della sicurezza stradale, portandoli anche nei nostri centri di revisione per mostrargli concretamente i rischi che si possono correre sulla strada. Gli incidenti accadono perché non vengono rispettate le regole di base. Molto può fare anche la tecnologia per rendere meno pericolose le nostre strade, anche attraverso la guida autonoma”.

È toccato poi a Lucia Vecere, Responsabile Sicurezza Automobile Club d’Italia, fornire il proprio contributo al dibattito osservando che “i mezzi di micromobilità nascono per rendere percorribile l’ultimo miglio e così andrebbero utilizzati, prestando attenzione all’altro ed evitando comportamenti rischiosi. Noi stiamo lavorando alla diffusione di questa cultura all’interno delle scuole medie, simulando le situazioni di rischio e insegnano a evitarle”.

Cesare Galbiati, componente della segreteria nazionale UNASCA, ha sostenuto che “con l’evoluzione della curva demografica nel nostro Paese, emerge la necessità di promuovere formazione con i giovani, ma anche con gli adulti e con gli over 65 che oggi si trovano oggi a viaggiare su strade con nuovi attori”.

 

 

Simone Lunghi, Ciclo Attivista, ha quindi portato la sua testimonianza diretta dalla strada, evidenziando come le forme di micromobilità consentano di rendere le città più accessibili e meno caotiche, al netto dei fenomeni di malcostume che purtroppo perdurano.

Infine, Andrea Giaretta, Direttore Western Europe e Middle East di DOTT, ha portato il punto di vista di chi opera nel mondo dei monopattini: “Noi da sempre tracciamo e localizziamo i nostri mezzi e blocchiamo la velocità massima. Con lo sharing la mortalità alla guida di un monopattino è pari a zero. Vanno meglio tracciati gli utilizzi privati. La normativa sul settore è anacronistica e ci mette in difficoltà: prevedere il casco per mezzi come i monopattini rende difficilmente applicabile questo obbligo”.

In chiusura di mattinata, il promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora, ha approfondito il tema della sicurezza stradale con Antonio Pignataro, ex Questore di Macerata, attuale Dirigente Generale di Polizia di Stato e Consulente alla Presidenza del Consiglio del Dipartimento per le Politiche Antidroga. Al centro del colloquio il problema della droga con gli effetti drammatici sulla sicurezza stradale. Un problema al cui contrasto Antonio Pignataro da anni ha dedicato il massimo sforzo, a salvaguardia di chi, per varie ragioni, tende ad avvicinarsi a questo mondo: “Le nostre stime ci dicono che oggi si verificano più di 3.000 morti per incidenti a causa della droga e sempre il collegamento con la droga riguarda l’80% dei reati commessi in Italia così come le liti familiari. Il contrasto deve riguardare tutte le forme di droga che producono danni a volte irreparabili per i diretti interessati e per le loro famiglie. L’impegno del Governo in questi mesi ha portato a una prima conseguenza tangibile: una riduzione del consumo di tutte le sostanze stupefacenti”.

 

 

Foto da archivio Forumautomotive

 

 

Sicurezza stradale: i dati Istat impongono una riflessione profonda

Sicurezza stradale: i dati Istat impongono una riflessione profonda

di Toni Purcaro, Presidente di DEKRA Italia

 

Dai dati Istat sugli incidenti stradali con lesioni a persone relativi al 2024 emerge un quadro complesso: si registrano più incidenti e un aumento dei feriti rispetto all’anno precedente, mentre si osserva un lieve calo del numero dei decessi. La maggior parte degli incidenti continua a verificarsi nei centri urbani e coinvolge soprattutto gli utenti più vulnerabili: pedoni, ciclisti e motociclisti. Nel complesso, nel 2024 gli incidenti stradali hanno causato 3.030 decessi e una media giornaliera di 475 incidenti, 8,3 morti e 641 feriti. Le province che mostrano l’aumento più significativo rispetto al 2019 – allontanandosi quindi dal target europeo – sono Avellino, Sassari, Barletta-Andria-Trani e Oristano.

Dati che devono far riflettere, perché dietro ogni numero c’è una vita, una famiglia, una comunità colpita. Questi risultati devono spingerci a rafforzare la cultura della sicurezza e a tornare al rispetto rigoroso delle regole fondamentali della circolazione: indossare sempre le cinture di sicurezza, non attraversare con il semaforo rosso, non distrarsi alla guida e mantenere comportamenti corretti da parte di automobilisti, ciclisti e pedoni.

Il rispetto delle regole di base resta la chiave per ridurre in modo concreto l’incidentalità sulle nostre strade. Solo un impegno condiviso, fatto di responsabilità individuale, educazione e controlli efficaci, potrà tradurre i progressi statistici in una reale diminuzione delle vittime e dei feriti.

 

Foto da ufficio stampa DEKRA

 

 

#FORUMAuoMotive e “il Terzetto: a ruota libera su Green Deal, politica UE e le ultime di Ursula

#FORUMAuoMotive e “il Terzetto: a ruota libera su Green Deal, politica UE e le ultime di Ursula
“Il Terzetto” torna online per esprimere i suoi punti vista sui fatti automotive del momento. E non mancano, come da abitudine, le provocazioni, ma sempre costruttive e all’insegna del pragmatismo. A comporre “il Terzetto” sono Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive; Andrea Taschini, manager e advisor automotive; Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility.
Si parte dal commentare il recente #FORUMAutoMotive, svoltosi il 14 ottobre con la consueta Automotive Tribuna Europolitica, per toccare l’attualità di questi giorni tra incertezze, pressioni lobbistiche e la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, che continua a prendere tempo e le piace farsi ritrarre, sorridente, con i grandi capi delle case automobilistiche “tutti insieme appassionatamente”

Asse Italia-Germania: apprezzamento e condivisione sulla lettera all’UE

Regolamenti UE sulla CO2: è ora di cambiare spartito

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

La lettera inviata dai governi italiano e tedesco alla presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, sulla revisione del Regolamento CO2 per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri, merita grande apprezzamento e sostanziale condivisione da parte dei concessionari italiani». Lo ha dichiarato il presidente di FEDERAUTO, Massimo Artusi, commentando l’iniziativa dei ministri dei due Paesi, Adolfo Urso e Katherina Reiche, in vista delle scadenze di fine anno per il riesame del Regolamento.

La richiesta di favorire l’apertura a tecnologie diverse, consentendo l’impiego di carburanti rinnovabili dopo il 2035, anche per svilupparne la possibilità di impiego in motorizzazioni ibride, rappresenta una posizione ragionevole che anziché agganciarsi a preconcetti ideologici e dirigisti, come la scelta fin qui perseguita basata sulla soluzione unica del full electric, tiene pragmaticamente conto dell’andamento del mercato.

Non a caso si tratta di proposte analoghe a quelle contenute nel Position Paper inviato alla Commissione da Federauto e dall’organizzazione europea dei concessionari del settore automotive, AECDR, che – per il loro posizionamento strategico nella filiera e per la loro presenza diffusa sul territorio a supporto dei clienti – colgono prima e meglio di altri soggetti la sensibilità del mercato.

È lo stesso Regolamento, del resto», ha ricordato Artusi, «che prevede – agli art. 14 e 15 – la verifica e la eventuale revisione delle norme, stabilendo per tale verifica una serie di criteri di valutazione, il primo dei quali è proprio la risposta del mercato rispetto alla scelta mono-tecnologica inizialmente indicata dalla Commissione».

C’è ora da augurarsi, nel rispetto di tale chiara indicazione del mercato che la Commissione voglia adempiere in pieno al mandato ricevuto, onorando la scadenza di fine anno per presentare la sua proposta di revisione del Regolamento e accogliendo le richieste dei ministri italiano e tedesco, notoriamente condivise, peraltro, dagli esecutivi di un numero sempre crescente di altri paesi membri.

Va, peraltro, anche condiviso lo stop – formalizzato nella lettera – a misure limitanti (e quindi penalizzanti) per le flotte aziendali: la richiesta cioè di non obbligarle ad acquisti forzosi e insostenibili circoscritti alle sole BEV, ma di indirizzarle verso un rinnovamento del parco che valorizzi la riduzione delle emissioni lungo l’intera catena del valore.

In questo quadro non si può dimenticare la richiesta di cancellare le multe alle case costruttrici, corollario indiscutibile di quella revisione del Regolamento che Federauto invoca fin dall’inizio di questo dibattito.

 

Foto da ufficio stampa Federauto