L’auto in Italia: sempre negativa sia elettrica sia non

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor
 
Quarto calo mensile consecutivo per il mercato italiano dell’auto. In agosto sono state immatricolate 67.272 autovetture con un calo del 2,68% rispetto allo stesso mese del 2024, mentre in luglio si era registrato un calo del 5,11% preceduto da un -17,44% in giugno e da un -0,16% in maggio. Piccole crescite si sono avute invece in aprile (+2,71%) e in marzo (+6,22%), ma inizio d’anno in negativo con -5,86% in gennaio e -6,28% in febbraio.

Con questo andamento altalenante il consuntivo dei primi otto mesi del 2025 chiude con un calo del 3,68%. Non è un calo drammatico, ma drammatica è la situazione del mercato italiano dell’auto dopo la pandemia e particolarmente eloquente in proposito è il confronto di questa prima parte del 2025 con i primi otto mesi del 2019. Il calo è del 21,5%. E poco conforto viene dal fatto che il confronto con la situazione ante-crisi è sostanzialmente analogo con il resto dell’Unione Europea, mentre quello che differenzia invece sensibilmente il quadro italiano da quello del resto dell’Unione è la situazione della transizione energetica.

I dati pubblicati qualche giorno fa dicono che l’Italia è al penultimo posto nella graduatoria UE delle quote di mercato di auto elettriche e questo nonostante il nostro Paese abbia investito consistenti risorse per sostenere gli acquisti di auto elettriche. E a questo proposito va segnalato che stanno per partire nuovi incentivi per una spesa complessiva di quasi 600 milioni di euro e con una formula che premierà particolarmente gli automobilisti che percepiscono redditi bassi, dimenticando, forse, che chi percepisce redditi molto bassi difficilmente può comprare un’auto elettrica anche con l’aiuto degli incentivi e molto spesso non può comprarsi nessuna auto nuova, ma al massimo può permettersi un’auto usata.

 
Non a caso uno degli effetti della crisi che il nostroPpaese non ha ancora superato è che a fronte di un mercato dell’auto nuova in grande difficoltà vi è un mercato dell’auto usata che gode di ottima salute. I numeri parlano chiaro. Nonostante la crisi in atto tra il 2019 e il 2024 le auto circolanti sono aumentate di 1.795.284 unità, ovviamente con una crescita delle auto usate che sono diventate l’unica possibilità di comprare un’auto per un numero crescente di persone.

In questo contesto, non meraviglia certamente lo scarso interesse che gli italiani dimostrano per l’auto elettrica che non costa certo poco anche con incentivi. D’altra parte, nel mondo della vendita di auto elettriche si cominciano a sentire scricchiolii non solo in Italia, ma anche in Paesi molto più “virtuosi” del nostro. Giunge notizia che case importanti che avevano proclamato di voler produrre in futuro solo auto elettriche stanno facendo macchina indietro quantomeno per l’alto di gamma. E giunge notizia anche che l’ACEA, che è l’associazione europea dei costruttori di automobili, e la CLEPA, che è l’associazione europea dei fornitori automobilistici, hanno dichiarato che è impossibile raggiungere l’obiettivo di immatricolare solo auto elettriche a partire dal 2035 e chiedono che l’Unione Europea riveda le decisioni già assunte in questo senso. E a tutto questo si aggiunge che in questo quadro di sostanziale implosione vi è qualcuno che può cantare vittoria e ci riferiamo a coloro che vendono nella UE auto elettriche prodotte nel resto del mondo.

Foto Ufficio Stampa Centro Studi Promotor

Milano Serravalle: prima rete nazionale a idrogeno in Italia

Milano Serravalle: prima rete nazionale a idrogeno in Italia

La mobilità a idrogeno in Italia compie un passo decisivo. È stata infatti inaugurata a Carugate Est, lungo la Tangenziale Est di Milano, la prima stazione di rifornimento a idrogeno della Lombardia, un tassello fondamentale per la costruzione della prima rete nazionale dedicata al trasporto stradale a idrogeno. Un’iniziativa che porta la firma di Milano Serravalle – Milano Tangenziali e FNM, due realtà centrali nello sviluppo delle infrastrutture del Paese.

Il progetto non è un episodio isolato ma parte di un piano molto più ampio: la creazione di cinque stazioni di rifornimento tra Milano e Tortona, lungo gli assi più trafficati del Nord Italia, con un investimento complessivo di 55,4 milioni di euro, finanziato da fondi PNRR e dal programma europeo AFIF – CEF Transport. L’obiettivo è chiaro: favorire l’adozione dell’idrogeno come carburante alternativo e abbattere le emissioni nel trasporto privato e soprattutto nella logistica pesante.

 

La prima stazione a idrogeno della Lombardia

La nuova stazione di Carugate Est non è soltanto un’infrastruttura simbolica: è un impianto operativo capace di rifornire sia veicoli leggeri che mezzi pesanti, in un’area strategica per la logistica che collega l’asse Europa-Genova. L’intento è rendere praticabile l’uso dell’idrogeno non come tecnologia futuristica, ma come alternativa concreta ai carburanti tradizionali.

L’evento di presentazione ha visto la partecipazione di istituzioni nazionali e regionali, tra cui il Sottosegretario Alessandro Morelli, l’Assessore regionale Franco Lucente, oltre ai vertici di FNM e Milano Serravalle. Non sono mancati i protagonisti dell’automotive: BMW Italia, Daimler Buses Italia, Hyundai, Rampini e Toyota hanno esposto i propri modelli a idrogeno, a dimostrazione che la filiera è già pronta, in attesa che le infrastrutture diventino realtà.

 

Un progetto cofinanziato dall’Europa

Il piano complessivo prevede altre quattro stazioni oltre a quella già operativa: una seconda sempre a Carugate ma sul lato opposto della tangenziale, una a Rho sulla tangenziale ovest e due a Tortona, lungo l’autostrada A7 Milano–Genova. La tempistica stabilisce l’ultimazione dei lavori entro la seconda metà del 2025, con avvio dei rifornimenti commerciali nel 2026.

Il finanziamento arriva non solo dai fondi PNRR italiani, ma soprattutto dall’Unione Europea, che attraverso il programma CEF Transport – AFIF spinge gli Stati membri a costruire una rete di infrastrutture per i carburanti alternativi lungo i corridoi TEN-T. Non è quindi un’iniziativa isolata, ma un tassello del più vasto mosaico della neutralità climatica europea al 2050.

 

Idrogeno: l’Italia rincorre Germania e Francia

Il confronto con l’Europa, però, non lascia spazio a entusiasmi facili. Mentre in Germania sono già attive oltre 100 stazioni di rifornimento e circolano più di 2.000 veicoli a idrogeno, l’Italia parte da zero. In tutta Europa si contano oggi circa 6.000 veicoli alimentati a idrogeno, con Francia e Paesi Bassi in forte crescita.

Da noi, l’adozione procede con lentezza, nonostante gli annunci. Secondo le stime di H2IT, entro il 2050 sulle strade italiane dovrebbero circolare oltre 8,5 milioni di auto, 20.000 autobus e 50.000 camion a idrogeno. Proiezioni ambiziose, che rischiano di rimanere sulla carta se non si accelerano davvero gli investimenti nelle infrastrutture. Perché senza stazioni diffuse sul territorio, parlare di idrogeno rimane retorica.

 

Difendere gli automobilisti e non solo gli slogan

Questa inaugurazione rappresenta una buona notizia, ma è impossibile non rilevare le contraddizioni. L’Italia arriva in ritardo: mentre gli altri Paesi già sperimentano l’uso dell’idrogeno su larga scala, qui celebriamo l’apertura della “prima stazione” nel 2025. Ancora una volta i cittadini rischiano di pagare il prezzo delle lentezze burocratiche e della mancanza di visione politica.

Se si vuole davvero difendere chi guida e chi lavora nella logistica, servono più stazioni, più rapidamente e con incentivi concreti all’acquisto dei veicoli. Perché non basta inaugurare un impianto per dire di essere entrati nel futuro: gli automobilisti hanno bisogno di certezze, di poter viaggiare senza temere di rimanere senza rifornimento.

 

Foto da ufficio stampa Milano Serravalle – Milano Tangenziali e FNM

 

 

Ursula teme l’ARA e la esclude dal “Dialogo”: la mia interrogazione alla Commissione UE

Commissione UE: sull'auto la montagna ha partorito il topolino

di Isabella Tovaglieri, componente della Commissione Industria dell’Eurocamera. 

 
La Commissione europea vuole escludere i territori dove si producono le auto dal dialogo strategico sull’automotive per portare avanti indisturbata la sua miope agenda green, che sta distruggendo la più importante industria europea. La decisione di non coinvolgere l’Automotive Regions Alliance (ARA) nel tavolo che si apre a Bruxelles il prossimo 12 settembre è una scelta grave, destinata ad avere conseguenze pesanti sulle 40 regioni europee in cui ci sono gli stabilimenti, i lavoratori e l’indotto, che devono invece avere diritto di parola sul proprio futuro.
 
Tra queste, anche la Lombardia, che guida l’ARA sotto la presidenza dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, e che è impegnata nella salvaguardia di una filiera che conta 100mila lavoratori e 30mila imprese con un fatturato totale di oltre 40 miliardi di euro.
 

Ho presentato un’interrogazione alla Commissione UE per chiedere conto di questa esclusione ingiusta e immotivata, che non permetterà all’ARA di presentare le proprie proposte concrete e condivise per salvare il settore alla luce dell’attuale congiuntura economica e geopolitica. Alla Commissione chiediamo di fare chiarezza sulle motivazioni di questa decisione: Ursula von der Leyen dica chiaramente se il mancato coinvolgimento delle regioni all’interno di un tavolo di questa portata sia una scelta deliberata per tenere fuori stakeholder chiave dal processo decisionale europeo, con gravi ripercussioni su un comparto strategico per la competitività dell’Unione.

 

Foto da ufficio stampa Tovaglieri

“Sussidiario TV”: verso il Dialogo strategico UE, ecco il “Bonorapensiero”

"Sussidiario TV": verso il Dialogo strategico UE, ecco il "Bonorapensiero"
Il 12 settembre la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, riunirà i rappresentanti del settore automotive, in particolare le associazioni ACEA (costruttori) e CLEPA (componentistica). Dalla riunione ci si attendono (e si auspicano) revisioni e cancellazioni delle normative green di stampo ideologico che stanno affossando il sistema industriale europeo e la sua competitività
La presidente von der Leyen, intanto, ha escluso dal dibattito l’ARA, Alleanza tra le 40 Regioni europee in cui l’industria automotive è vitale per l’economia e l’occupazione. A capo dell’Alleanza c’è l’italiano Guido Guidesi, assessore lombardo allo Sviluppo economico. Una decisione, quella presa da von der Leyen, sbagliata e anti-democratica che sa tanto di timore da parte di Bruxelles di trovarmi di fronte un fronte del no eccessivo
Questi e altri i temi sui i quali Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, è stato nuovamente intervistato in diretta, lo scorso 1 settembre, da “Sussidiario TV”.

Salone del Camper 2025: Giugiaro Jr. e la Laika Kreos

Salone del Camper 2025: Giugiaro Jr. e la Laika Kreos

Sostenibilità, condivisione, esperienza, libertà, avventura, 5 esigenze a cui deve rispondere il camper moderno, adattato alle nuove esigenze di famiglie, coppie, single. Il boom della vacanza open air e le esigenze di viaggiatori sempre più sofisticati, hanno indotto produttori e designer a cimentarsi nella realizzazione di forme sempre più aerodinamiche, materiali sempre più leggeri e compatti, attrezzature funzionali, interni raffinati in stile nautico, esterni ricercati.

 

Lunedì 15 settembre, alle ore 13.30, al Salone del Camper di Parma si parlerà di “Il design che muove il futuro: da Giugiaro a Laika, viaggio tra funzionalità e bellezza” (Stand Laika – Padiglione 6, a seguire “finger food light lunch” per la stampa nella lounge dello Stand Laika).

Due veicoli presenti allo stand Laika daranno vita a questa idea: la GFG Bandini Dora, macchina completamente elettrica piena di leggerezza e raffinatezza, che rende omaggio all’epoca d’oro delle auto sportive italiane e il Laika Kreos, un camper che porta gli stessi valori di design nella vita quotidiana.

Scolpito, funzionale, emozionante e profondamente radicato nell’artigianato toscano. A parlare di questi due gioielli, in un talk dedicato al design automobilistico del futuro, saranno l’AD Laika Ute Hofmann e il designer Fabrizio Giugiaro, moderati da Andrea Farina, vicedirettore di Motor1.com.

 

Fabrizio Giugiaro è tra i designer che si stanno cimentando nella realizzazione del camper 4.0, che diventerà sempre più smart home modulabile, intelligente, domotica. Il futuro è il veicolo ricreazionale che diventa elemento abitativo su ruote, con tutti i comfort e le tecnologie, magari gestite con l’Intelligenza Artificiale.

Il marchio toscano Laika, che da sempre unisce estetica italiana e comfort, collabora con Fabrizio Giugiaro, Ceo della società di design GFG Style, per il restyling e il design di alcuni suoi modelli. Giugiaro, che ha firmato alcune delle automobili di maggior successo del XX secolo, ha unito nel progetto dei motorhome le competenze nel campo dell’interior design e dello stile automobilistico, con un focus sulla ricerca di materiali di pregio e degli spazi abitativi.

Laika e GFG Style, lo studio di design GFG Style, fondato da Giorgetto e Fabrizio Giugiaro nel 2015, hanno una missione comune: creare veicoli che siano più di semplici mezzi di trasporto, ma oggetti culturali, icone, punti di riferimento.

 

L’evoluzione dei veicoli ricreazionali è visibile al Salone del Camper, esposizione internazionale che avrà luogo dal 13 al 21 settembre 2025 nei padiglioni di Fiere di Parma. La manifestazione, giunta alla 16^ edizione, è aperta al pubblico ed è organizzata da Fiere di Parma in collaborazione con APC, Associazione Produttori Caravan e Camper.

 

foto da uff. stampa salone del Camper

 

 

L’auto in Italia: no a incentivi come fiammate occasionali, occorre una strategia

UNRAE: un libro per ripercorrere 75 anni di storia

di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE

L’automobile resta un pilastro insostituibile per la mobilità e l’economia del nostro Paese, e vedere il mercato ancora in caduta ad agosto è allarmante, nonostante si tratti di un mese tradizionalmente poco “pesante”. La flessione di quasi il 3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che già aveva segnato un calo del 13,4%, conferma un settore in sofferenza ormai cronica.

Nei primi otto mesi del 2025 sono state immatricolate 40.000 vetture in meno rispetto al 2024,
e addirittura 285.000 unità in meno rispetto al 2019, un gap del 21,6% che pesa come un macigno. Di questo passo, la transizione ecologica resterà inesorabilmente al palo: sebbene la quota di auto elettriche pure stia lentamente salendo, è ancora largamente insufficiente. Purtroppo, l’annuncio degli incentivi da parte del MASE, ancora senza seguito concreto, ha avuto l’effetto di congelare il mercato: molti clienti – e purtroppo non solo quelli interessati alle BEV – stanno
rimandando l’acquisto in attesa del bonus, e questa incertezza paralizza le vendite.
 
Chiediamo quindi con forza che gli incentivi promessi diventino pienamente operativi e che non includano ulteriori paletti burocratici perché tutti gli automobilisti possano partecipare alla transizione in modo equo. Servono invece misure chiare e non discontinue: gli incentivi sono utili solo se inseriti in una strategia di medio-lungo periodo, non come fiammate occasionali legate alle offerte statali.
 
Solo così potremo recuperare il terreno perso e colmare il gap con gli altri principali Paesi europei, dove la mobilità elettrica cresce molto più rapidamente. Non meno importante, ribadiamo la necessità di una riforma della fiscalità sulle auto aziendali, da troppo tempo attesa: aumentare la detraibilità dell’IVA e la deducibilità dei costi, riducendo al contempo a tre anni il periodo di ammortamento, darebbe nuova linfa al mercato. Ora che la Delega Fiscale è stata prorogata fino a fine 2026, ci aspettiamo interventi concreti e tempestivi.
Foto da ufficio stampa UNRAE

Smart #2: nel 2026 la nuova urban car due posti che fa rivivere la Fortwo

Smart #2: nel 2026 la nuova urban car due posti che fa rivivere la Fortwo
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
Smart è pronta a tornare alle origini, ovvero ridando vita all’iconica due posti che ha contraddistinto il marchio sul mercato permettendogli di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel segmento della mobilità urbana. Dopo l’uscita di scena della mitica Fortwo, Smart ha ufficialmente annunciato che realizzerà una nuova city car a due posti ad alimentazione 100% elettrica, una compatta da città di segmento A che ammodernerà lo spirito della Fortwo attraverso un modello tutto nuovo: la Smart #2.

Debutto a fine 2026 e obiettivo Europa

Annunciando il suo debutto per la fine del 2026 e il mercato europeo come suo principale focus di riferimento, la Smart #2 andrà a completare la gamma di nuova generazione del marchio, attualmente composta da Smart #1, Smart #3 e Smart #5, con un modello che promette di combinare tecnologie intelligenti, praticità e sostenibilità, incrementando la possibilità di scelta per i clienti di Smart con quella che sarà la degna erede della Fortwo, tanto invocata dai fan del brand che hanno sempre sottolineato l’indissolubile legame tra Smart e l’urban car a due posti.

Design curato da Mercedes

Sulla Smart #2, novità che sarà svelata tra circa un anno, per il momento ci sono poche informazioni ufficiali, con il marchio che si è limitato ad affermare che il suo design sarà curato dal team stilistico di Mercedes, mentre la produzione avverrà in Cina. L’ampliamento della gamma di Smart, con il modello #2 che andrà a riempire lo spazio attualmente vuoto tra i modelli #1 e #3, consentirà al marchio di riportarsi nel proprio habitat naturale, ovvero quello delle ultra-compatte per la mobilità cittadina. Il lancio della Smart #2, come affermato da Dirk Adelmann, CEO di Smart Europe, rappresenterà un momento decisivo per il marchio Smart su scala globale.
Foto da ufficio stampa Mercedes

DR Automobiles: potenziamento del polo di Macchia d’Isernia con 70 milioni e 300 nuovi posti

DR Automobiles: potenziamento del polo di Macchia d'Isernia con 70 milioni e 300 nuovi posti
DR Automobiles, con al vertice Massimo Di Risio, dà il via al progetto di potenziamento industriale che prevede ora un investimento di 70 milioni di euro nel polo di Macchia d’Isernia, in Molise. Intanto, partono i lavori di riconversione del sito di Anagni, ex Saxa Gres, funzionali ad un successivo step di espansione.

Attraverso un investimento di 70 milioni saranno costruiti a Macchia d’Isernia nuovi impianti di produzione. Il progetto, che porterà all’impiego di almeno nuovi 300 addetti, prevede la produzione completa in Molise di nuovi modelli.
L’investimento che riguarda il sito molisano era già stato annunciato lo scorso luglio, in Giappone, durante l’Expo di Osaka. In quell’occasione l’AD di DR aveva parlato di 50 milioni di euro. A distanza di poco più di un mese il gruppo DR ha previsto un upgrade di 20 milioni di euro, resosi necessario per sostenere un ulteriore nuovo ed importante progetto che sarà annunciato a breve.
Intanto sono già partiti i lavori di revamping del sito industriale della Saxa Gres S.p.a. di Anagni (acquisito lo scorso 7 agosto da Jarama, società controllata al 100% da DR Automobiles), che produceva gres porcellanato e che sarà ora destinato ad alcune delle attività che il gruppo DR già svolge presso il proprio quartier generale di Macchia d’Isernia. Ad Anagni saranno impiegati anche 67 lavoratori della Saxa Gres che sono stati assorbiti da DR.

Il sito di Anagni, per la sua collocazione a ridosso della A1 e ben servito da uno scalo ferroviario, riveste un’importanza strategica nei piani di ulteriore espansione di DR. “Siamo davvero felici di aver raggiunto questo obiettivo. È stato un grande lavoro di squadra tra tutti i soggetti coinvolti – ha spiegato l’AD di DR, Antonella Tortola – che speriamo possa rappresentare un’opportunità di sviluppo per il nostro gruppo, ma anche di crescita per un’area industriale storicamente importante, soprattutto per l’automotive, come quella della provincia di Frosinone”.
Attualmente DR Automobiles Group gestisce 7 brand e 28 car-line. Detiene una quota del 2,56% nel mercato italiano (2024) dei privati ed ha chiuso il primo semestre del 2025 con una crescita, in termini di ricavi, del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I piani di espansione non riguardano solo l’Italia ma anche i mercati esteri. La divisione estero di DR si sta occupando dell’atterraggio in Spagna, Belgio, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Grecia attraverso l’apertura di concessionari o la nomina di distributori diretti di tutti i marchi del gruppo.


Foto da ufficio stampa DR

Scuole ed educazione stradale: ACI, ministero e tecnologie digitali

Kimi leggendario: oltre il migliore dei sogni

 di Geronimo La Russa, presidente eletto di ACI
(dall’intervento al Meeting di Rimini 2025)

Siamo convinti che bisogna rivolgersi fin dalla giovane età alle scuole per garantire sicurezza ed educazione stradale. L’Automobile Club d’Italia è attivo da anni in questo ambito e l’impegno crescerà ancora, grazie ai numerosi protocolli d’intesa avviati con il ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il nuovo fronte riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali: strumenti e programmi didattici che puntano a coinvolgere studenti e docenti in maniera innovativa, per radicare nei più giovani la cultura della sicurezza stradale.

Il lavoro congiunto tra ACI e ministero mira a progettare nuovi programmi capaci di unire tradizione educativa e strumenti digitali, affinché la cultura della sicurezza sulla strada non sia più un’opzione, ma un diritto formativo garantito a tutti gli studenti.

 

Foto da ufficio stampa ACI