Salone di Monaco 2025: dalla nuova Renault Clio alla carrellata di concept car

Salone di Monaco 2025: dalla nuova Renault Clio alla carrellata di concept car
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline.it)
 
All’IAA Mobility, in programma fini al 14 settembre, vanno in scena diversi debutti. In questi giorni Monaco di Baviera diventa l’epicentro del mondo automotive per il debutto di numerose novità delle Case automobilistiche. Sono tanti i nuovi modelli, tra vetture di serie e concept “anticipatori” di veicoli che entreranno prossimamente in produzione, che i costruttori mostrano in anteprima al Salone di Monaco.

Nuove Renault Clio, BMW iX3 e Mercedes GLC

Alla manifestazione bavarese tra le novità più attese ci sono la nuova generazione della Renault Clio, rinnovata versione della bestseller compatta della Casa francese, la nuova BMW iX3, il SUV elettrico che inaugura la nuova era “Neue Klasse” del marchio dell’Elica, la nuova Mercedes GLC 100% elettrica, la Leapmotor B05, nuova compatta cinque porte ad alimentazione elettrica che andrà ad ampliare la gamma dei modelli del giovane marchio cinese partner di Stellantis.

La tante novità di Cupra e la nuova Porsche 911 Turbo S con 711 cv ibridi

All’elettrificazione guarda anche Cupra, protagonista al Salone di Monaco con la compatta elettrica Raval,
ancora avvolta dal camouflage
, in vista del debutto sul mercato previsto per il 2026. Tra le novità di Cupra ci
sono anche la nuova concept Tindaya e l’esclusiva versione Tribe Edition
che aggiunge ulteriore carattere ai
modelli Formentor, Leon, Leon Sportstourer e Terramar.

Nello stand di Opel a Monaco gli occhi sono invece puntati sulla Mokka GSE e sulla Corsa GSE Vision Gran Turismo, entrambe espressione della nuova sportività elettrica del marchio del Fulmine. Altra anteprima a zero emissioni è quello della Polestar 5, berlina elettrica ad alte prestazioni che punta a sfidare la Tesla Model S. A proposito di prestazioni elevate, un altro debutto all’IAA Mobility è quello della nuova Porsche 911 Turbo S, versione di punta della sportiva di Stoccarda che monta sotto il cofano la tecnologia T-Hybrid per un powertrain elettrificato da 711 cv di
potenza complessiva.

I concept di Hyundai, Volkswagen e Skoda

Numerose poi le concept car con le quali le Casa automobilistiche offrono uno sguardo sull’evoluzione stilistica del brand ed un’anticipazione sulle vetture cha arriveranno in commercio nei prossimi anni. Tra queste c’è per esempio la Hyundai Concept Three, una compatta sportiva elettrica e futuristica che prefigura il prossimo modello, atteso per il 2026, della gamma Ioniq.

Altri prototipi orientati alle future versioni di serie sono le Volkswagen ID.Polo, evoluzione della ID.2all, e ID.Cross, anticipazione di un
crossover compatto
che debutterà sul mercato l’anno prossimo. Stesso discorso per Skoda che alla kermesse bavarese presenta in anteprima la show car Epiq, assaggio del SUV elettrico che arriverà nel 2026, e il concept Vision O, innovativa shooting brake che traccia la strada all’evoluzione delle future station wagon della Casa boema.

Salone di Monaco 2025 – Foto da archivio Motorionline

Mercato dell’auto nel 2024: 45,5 miliardi (500 milioni meno del 2023)

Anomalie di oggigiorno: hanno paura di Greta e chiedono la neutralità tecnologica
Foto: Pier Luigi del Viscovo, direttore di Fleet&Mobility
Nel 2024 il mercato ha speso per l’acquisto delle auto nuove 45,5 miliardi di euro, quasi 500 milioni in meno rispetto all’anno precedente, trascinato giù dal crollo del noleggio. È quanto emerge dall’analisi esclusiva “Il Mercato Auto a Valore” realizzata dal Centro Studi Fleet&Mobility, che prosegue dal 2006, elaborata sulla base dei dati ufficiali delle immatricolazioni fornite da Dataforce e realizzata grazie al supporto di Q8 Kuwait Petroleum Italia .
Al netto del noleggio, i privati e le imprese che acquistano le auto hanno fatto registrare 32,5 miliardi di valore netto, una crescita di 800 milioni pari al 3%, a fronte di 1.166.000 immatricolazioni, anch’esse in aumento del 3%. Gli aumenti di listino, che pure ci sono stati, e un volume di incentivi inferiore di 50 milioni rispetto al 2023, sono stati bilanciati da maggiori sconti, specialmente quelli per forzare le immatricolazioni a “Km 0”. Alla fine, il valore unitario medio netto, che include IVA e IPT ma non gli optional, risulta nel 2024 in linea con l’anno precedente appena sotto i 28.000 a macchina.
Secondo il direttore di Fleet&Mobility, Pier Luigi del Viscovo, “l’escalation dei prezzi e soprattutto l’eliminazione delle auto di primo prezzo avvenute negli anni scorsi hanno cambiato il mix del mercato delle auto acquistate, posizionandolo a un livello new normal superiore del 35% rispetto ai 20.800 euro che questi clienti spendevano in media nel 2019″ . Volkswagen e BMW sono i marchi leader che intercettano quasi l’8% dei soldi spesi dagli italiani per immatricolare nuove auto, seguiti da Toyota col 7,3%. Dietro seguono Audi e Mercedes rispettivamente col 6,5 e il 6,2 davanti a Fiat che si ferma al 5,3%.
“ L’industria tedesca – prosegue del Viscovo – esce meglio dallo stravolgimento del mix di mercato degli ultimi anni, che ha colpito di più quei marchi che vendevano auto nelle fasce di prezzo basse”.

L’Italia e le auto elettriche: dagli incentivi via i paletti eccessivi

Crisi di Hormuz e carburanti alle stelle: si applichi la clausola di salvaguardia nazionale
di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
Le immatricolazioni elettriche italiane continuano a crescere nonostante la stagnazione del mercato e l’incertezza legata ai nuovi incentivi. C’è l’urgenza di chiarire rapidamente le regole, limitando al massimo i paletti per l’ottenimento dei bonus e accelerando sulla messa a terra delle risorse.   
In questa fase della transizione il sostegno alla domanda dei veicoli elettrici è ancora molto utile e l’evoluzione degli altri major market UE, anche in Paesi del Sud Europa come la Spagna, dimostra l’efficacia degli strumenti incentivanti prevedibili e definiti nel tempo. Senza dimenticare, ovviamente, il ruolo centrale delle flotte aziendali, per le quali è improcrastinabile una revisione della fiscalità, ferma sostanzialmente agli anni ’90.
Questo canale rappresenta una chiave decisiva per rendere più moderno, sostenibile e sicuro il parco circolante italiano, ed è in grado di accelerare anche lo sviluppo del mercato dell’usato elettrico, a beneficio di tutte le famiglie e gli individui che non possono permettersi un’auto nuova.
Foto da ufficio stampa Motus-E

Acquistare un’auto usata online: i consigli di “Subito Motori”

Acquistare un’auto usata online: i consigli di "Subito Motori"

Quando si parla di auto usate, il mercato italiano non conosce crisi. Per ogni auto nuova immatricolata, nel 2024 ne sono state vendute due di seconda mano. Numeri impressionanti che testimoniano come la second hand economy sia diventata la prima scelta di acquisto anche per chi deve cambiare macchina. Su “Subito Motori” piattaforma verticale di Subito, viene venduta un’auto ogni tre minuti, un dato che conferma la crescente fiducia degli italiani verso il canale digitale. Ma comprare un’auto usata online non è un’operazione da prendere alla leggera: occorre preparazione, attenzione e la capacità di distinguere tra occasioni reali e rischi nascosti.

Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy 2024 di BVA Doxa per Subito, chi cerca un’auto usata parte innanzitutto dal budget disponibile (35%), seguito dal modello desiderato (21%), dalle auto recenti o a km0 (15%) e infine dal marchio (13%). Un quadro chiaro, che dimostra quanto il fattore economico sia centrale in un momento storico in cui i prezzi delle auto nuove sono schizzati alle stelle, rendendo l’usato una scelta quasi obbligata per molte famiglie.

Ecco perché “Subito Motori” ha stilato una guida con 10 consigli (+1) fondamentali per acquistare un’auto usata online, evitando truffe e fregature.

 

 

Ricerca online: filtri e parametri sono la bussola

Il primo passo è la ricerca. Ben il 38% degli acquirenti inizia la caccia all’auto usata dalle piattaforme digitali, spesso in parallelo con le visite in concessionaria (35%). “Subito Motori” offre oltre 550.000 annunci di auto usate ogni giorno, una mole immensa che richiede strumenti di selezione efficaci. E qui entrano in gioco filtri e parole chiave: prezzo, marca, modello, chilometraggio, alimentazione, venditore privato o concessionario. Un modo semplice ma essenziale per scremare il mare di annunci e concentrarsi solo su ciò che davvero interessa.

Grazie alla buca di ricerca si possono inserire anche dettagli specifici: auto per neopatentati, trazione integrale, vetture storiche ASI. Un ventaglio di possibilità che aiuta l’utente a non perdersi.

 

 

Foto e descrizioni: la trasparenza è la prima garanzia

Un annuncio senza foto è come un biglietto da visita vuoto. Le immagini devono essere tante, nitide e mostrarsi da più angolazioni, dentro e fuori. Graffi, optional, personalizzazioni: tutto va documentato. È un atto di trasparenza che distingue un venditore serio da uno improvvisato. Se le foto non bastano, chiedere ulteriori scatti tramite la chat integrata diventa un diritto sacrosanto.

Anche la descrizione è cruciale: più dettagliata è, maggiore sarà la fiducia che potrà suscitare. Ogni omissione, al contrario, deve accendere un campanello d’allarme.Prezzo giusto: né troppo alto né troppo basso

Stabilire il prezzo corretto è forse la parte più delicata. Occorre confrontare diversi annunci simili, ma anche consultare i listini ufficiali dell’usato come Eurotax e Quattroruote. Un prezzo eccessivamente alto deve essere giustificato da condizioni impeccabili o allestimenti speciali, mentre un prezzo troppo basso nasconde quasi sempre delle insidie.

L’auto usata non deve trasformarsi in una lotteria: se un affare sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è.

 

 

Età, chilometri ed emissioni: dati da non trascurare

Un’auto non si giudica solo dall’estetica. Anno di immatricolazione e chilometri percorsi restano i primi indici per valutare lo stato di usura. Ma oggi è altrettanto importante considerare la classe ambientale: acquistare una Euro 4 o una Euro 5 può fare la differenza se si vive in una città con limitazioni al traffico. E qui il rischio è enorme: comprare un’auto non più circolante nei centri urbani significa buttar via soldi.

 

 

La garanzia: un plus che vale oro

Uno dei vantaggi più sottovalutati è la garanzia. Oltre ai 2 anni obbligatori per legge, alcuni marchi offrono coperture più lunghe (3, 5 o 7 anni). A volte i precedenti proprietari hanno acquistato estensioni, un’opzione che rappresenta un valore aggiunto considerevole. Subito Motori permette di filtrare le auto con “certificato di qualità”, un ulteriore strumento per acquistare con serenità.

 

 

Visura della targa: la sicurezza burocratica

Prima di innamorarsi di un’auto usata, occorre fare la visura della targa presso il PRA o tramite servizi come Carfax disponibili direttamente su Subito. È il modo migliore per verificare che non ci siano vincoli, ipoteche o problemi amministrativi. Chi non fornisce la targa probabilmente ha qualcosa da nascondere.

 

 

La manutenzione racconta la verità

Tagliandi, revisioni, fatture di riparazioni: la storia di un’auto si legge dai suoi documenti. Meglio se sempre effettuati in officine autorizzate o centri ufficiali. Una vettura con una manutenzione regolare è quasi sempre un acquisto sicuro.

 

 

Controllo visivo e prova su strada

L’ultimo passo è quello più concreto: guardare e provare l’auto. Usura gomme, stato interni, vernice: tutto deve essere coerente con chilometri e anni dichiarati. Una prova su strada, se concessa, permette di capire lo stato di freni, frizione, sterzo e sospensioni. È il consiglio bonus (+1), ma forse il più importante: solo guidando si capisce davvero se quell’auto è la compagna giusta.

 

 

La sfida del mercato e la difesa degli automobilisti

Comprare un’auto usata online può sembrare un percorso ad ostacoli. Tra annunci ingannevoli, prezzi sospetti e vincoli ambientali sempre più stringenti, l’automobilista rischia di pagare per errori non suoi. Ed è inaccettabile. Le istituzioni dovrebbero garantire più trasparenza, controlli severi sugli annunci e regole chiare per proteggere chi compra.Altrimenti il rischio è di spingere i cittadini verso scelte sbagliate e costose.

Il mercato dell’usato, che oggi rappresenta il vero polmone dell’automotive italiano, va tutelato con politiche intelligenti e con piattaforme serie come Subito Motori che offrono strumenti di verifica. Perché un’auto non è un semplice bene di consumo, ma un pezzo di vita quotidiana che deve essere scelto con fiducia e consapevolezza.

 

Foto da ufficio stampa Subito Motori – fer-troulik-28Ztyl78j_U-unsplash

 

 

I nuovi incentivi sulle auto elettriche: tante attese mal riposte

Regolamenti UE sulla CO2: è ora di cambiare spartito

di Massimo Artusi, il Presidente di Federauto

 

Agosto non è certamente un mese significativo e il consuntivo delle immatricolazioni, penalizzate anche da un giorno lavorativo in meno rispetto allo scorso anno, conferma nel ristretto dei suoi numeri, la tendenza in atto manifestatasi già nei mesi precedenti, ossia il netto calo di acquisti da parte del canale privati. Non è un elemento di novità, ma fa parte della lettura dei dati e va rimarcato, perché evidentemente è la reazione alla mancanza di prodotti in listino a “prezzi familiari” che sta penalizzando gli acquisti e non la mancanza di interesse o il cambio delle necessità degli automobilisti.

Dall’analisi delle immatricolazioni emerge che ad agosto i privati perdono più del 14% (-6100 veicoli), perdita quasi del tutto compensata dal noleggio (+9,75%) ma, soprattutto, dalle auto-immatricolazioni (+42,2%) che da sole compensano oltre 3.500 autovetture nel mese: è evidente quanto sia stato forte il contributo dei concessionari per far sì che la perdita rispetto ad agosto dello scorso anno non fosse ben superiore al -2,7% consuntivato. I concessionari immatricolano quasi il 14% del mercato.

Da segnalare, ancora, il sostanziale fermo del mercato BEV, dovuto verosimilmente all’attesa dei nuovi incentivi MASE. Attese a nostro avviso mal riposte perché i nuovi incentivi sono, per la loro origine, caratterizzati da un tal numero di paletti che la platea dei beneficiari sarà esigua con il serio rischio di rendere l’intervento poco efficace. Aggiungiamo, ancora una volta inefficace.

 

Foto da ufficio stampa Federauto

 

 

Bonora a IlSussidiario.net: “Dai costruttori colpe gravi: se vogliono negoziare con l’Ue lo facciano sul serio”

Crisi auto: “L’UE tenta di condizionare la Cina, ma arriva tardi e aiuta Pechino”

Monza: un patrimonio che dobbiamo continuare a valorizzare, insieme

di Geronimo La Russa, presidente eletto ACI

All’Autodromo Nazionale Monza ho partecipato alla mia ottava conferenza stampa del Gran Premio d’Italia, la prima da Presidente eletto di ACI – Automobile Club d’Italia. È difficile spiegare l’emozione che provo ogni volta che torno a Monza. Da bambino venivo all’Autodromo: ricordo Senna, le auto che sfrecciavano, la magia che si respirava anche solo guardando da lontano. Oggi ho l’onore di rappresentare chi questo circuito lo ha costruito oltre un secolo fa. Ed è una gioia enorme, ma anche una grande responsabilità.

Perché Monza è molto più di un circuito. È il tempio della velocità, certo. Ma è anche il luogo che custodisce la memoria, i sogni e le imprese che hanno reso immortale il motorsport. Un simbolo dell’Italia che sa organizzare, innovare, emozionare. Un patrimonio che ci viene riconosciuto in tutto il mondo, e che dobbiamo continuare a valorizzare, insieme.

Quest’anno celebriamo tre anniversari importanti, che parlano di motori ma anche di italianità: 100 anni fal’Alfa Romeo vinceva qui il suo primo titolo mondiale; 50 anni fa Niki Lauda diventava campione del mondo con la Ferrari proprio su questo tracciato; celebriamo i 75 anni della Formula 1, una storia che non sarebbe la stessa senza il Gran Premio di Monza.

La tradizionale invasione di pista, l’Inno di Mameli, il tricolore che si alza e i colori della nostra amata Scuderia: tutto questo è parte della nostra identità, un circuito che emoziona ogni anno come fosse la prima volta. Come ACI, abbiamo il dovere di far sì che questa magia non si perda. Che resti viva nel tempo, per le future generazioni. E lo faremo, con passione, con impegno, e con il lavoro di squadra che è da sempre il nostro motore.


Foto da ufficio stampa ACI

Incidentalità stradale: il valore ESG dei corsi di guida sicura

Incidentalità stradale: il valore ESG dei corsi di guida sicura

L’incidentalità stradale continua a rappresentare una delle principali emergenze del nostro Paese, con conseguenze sia sul piano sociale sia economico, quest’ultimo stimato in 18 miliardi di euro annui, l’1% del PIL nazionale. In questo contesto, qual è il ruolo e l’impatto dell’educazione alla guida sicura e della sensibilizzazione verso comportamenti consapevoli?


Se ne è discusso al Convegno “Corsi di Guida Sicura: investimenti ESG di valore” organizzato da Luiss Business School, ACI Vallelunga e Sara Assicurazioni presso la sede di Villa Blanc a Roma.

Vantaggi e opportunità dei corsi di guida sicura
I corsi di guida sicura sono programmi formativi disegnati per aumentare le abilità alla guida e la capacità di gestire imprevisti e situazioni anche complesse su strada. Uno dei centri d’eccellenza a livello italiano ed europeo è proprio il centro Guida Sicura ACI di Vallelunga, che tra le progettualità, è anche punto di riferimento del Sara Safe Factor, il progetto di educazione e sensibilizzazione dei giovani di ACI Sport e Sara Assicurazioni.
 
Uno dei benefici più rilevanti dei corsi di guida sicura è la significativa riduzione del rischio di incidenti. Secondo i dati, il 90% dei sinistri stradali è infatti riconducibile a errori umani: un fattore che evidenzia l’importanza di formare conducenti consapevoli, soprattutto tra i giovani e i neopatentati, che attraverso questi corsi acquisiscono competenze avanzate, una maggiore sensibilità al rischio e un atteggiamento più responsabile alla guida.

Numerosi anche i vantaggi per le aziende, in particolare per chi ha personale viaggiante alla guida di autoveicoli: i corsi permettono infatti di acquisire le competenze necessarie per guidare in modo sicuro e ridurre i rischi di incidenti stradali, che a loro volta permettono di contenere i costi ad essi associati. In particolare, i corsi di guida sicura consentono di godere di uno sconto sul premio di copertura INAIL dei dipendenti oltre a conformarsi alle normative locali e nazionali, evitando sanzioni o multe.


Il convegno

I lavori del Convegno sono stati aperti dal Professor Raffaele Oriani, Dean di Luiss Business School, a cui sono seguiti i contributi di Alfredo Scala, Direttore ACI Vallelunga, che ha presentato il funzionamento di questi corsi e sottolineato l’importanza di costruire una rete di Centri di Guida Sicura in Italia, e Roberto Landi, Direttore Auto di Sara Assicurazioni, che ha approfondito i vantaggi dell’investire in sicurezza stradale, il ruolo del Risk management nei sinistri e l’incidenza dei corsi di guida sicura sul sistema assicurativo.

La tavola rotonda successiva, moderata dal Professor Gaetano Casertano di Luiss Business School, ha coinvolto Karl Martin Studener, Amministratore Delegato di ÖAMTC Driving Technology Austria, che ha presentato la case history dell’Austria, Paese che da 20 anni ha introdotto l’obbligatorietà dei corsi di guida sicura, Luca Pascotto, Head of Road Safety di FIA, che ha raccontato la metodologia proprietaria per la misurazione del safety footprint, e Marcello Fiori, Direttore Generale INAIL, che ha spiegato come il modello OT23 INAIL – che premia con riduzioni delle tariffe le aziende che contribuiscono a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori – possa contribuire alla crescita della cultura della sicurezza stradale in azienda.

Il Convegno è stato anche l’occasione per annunciare l’avvio di uno studio – realizzato in collaborazione con la Fondazione Caracciolo ACI – finalizzato a rilevare la percezione dell’incidentalità stradale, la consapevolezza del rischio e l’impatto ESG dei corsi di guida sicura come strumenti di prevenzione e responsabilizzazione. Gli obiettivi e la rilevanza dell’indagine sono stati esposti da Francesco Scotto, Direttore Studi e Ricerche Fondazione Caracciolo ACI, e dal Prof. Casertano.

L’incidentalità in Italia e la case history austriaca
Ogni giorno in Italia, evidenziano i dati, si verificano 456 incidenti stradali, con 8,3 decessi e 615 feriti. Gli incidenti sono in particolare la prima causa di morte dei giovani tra i 20 e i 29 anni. Tra i comportamenti errati più frequenti si registrano la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata.

L’Austria in questo senso, come emerso nel corso del convegno, rappresenta una case history virtuosa frutto anche dell’impatto dei corsi di guida sicura obbligatori per i neopatentati introdotti nel 2003 (ad oggi sono stati erogati circa 800.000 corsi). Facendo
infatti un confronto tra la media degli incidenti automobilistici con decessi o infortuni rilevanti nel periodo 2000-2002 vs 2021-2023, i dati mostrano un calo del 37,2%, che raggiunge ben il 57,7% tra i giovani nella fascia 17-24 anni. In forte diminuzione anche il numero di decessi, scesi del 63,5% tra gli over 25 e addirittura dell’80,2% tra i 17-24enni nello stesso periodo.
“Da anni ACI Vallelunga è impegnata nella promozione della sicurezza stradale attraverso la formazione e la cultura della responsabilità alla guida. I corsi di guida sicura contribuiscono a salvare vite, ridurre i costi per le aziende e generare valore per la
collettività. Questo Convegno rappresenta un passo importante per consolidare il ruolo dell’educazione alla guida consapevole come leva strategica per il Paese”. commenta Alfredo Scala, Direttore Generale ACI Vallelunga.


“Promuovere una cultura della responsabilità su strada e alla guida è un fattore indispensabile per ridurre il fenomeno dell’incidentalità e generare un impatto sociale positivo – dichiara Roberto Landi, Direttore Auto di Sara Assicurazioni – Questo
Convegno, e la ricerca che verrà condotta, rappresentano un’ulteriore evoluzione del nostro impegno come Compagnia Assicuratrice Ufficiale dell’ACI e storicamente legata al mondo della mobilità. Un impegno che, insieme alle nostre proposte assicurative, si
traduce in numerose iniziative di sensibilizzazione capaci di unire un approccio teorico ad esperienze di guida per promuovere una mobilità sicura e consapevole a cominciare dai giovani”.
Foto da ufficio stampa ACI

Componenti con trend negativo nel 2024: la situazione delle imprese si aggrava

Industrial Accelerator Act: da Bruxelles un segnale di svolta

di Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti ANFIA

 
In continuità con la flessione del primo semestre 2024, in cui le esportazioni della componentistica italiana hanno riportato una contrazione dell’1,8%, il peggioramento del secondo semestre segna un trend negativo per l’anno 2024.

La Germania si conferma il primo Paese di destinazione dell’export per un valore di 4,9 miliardi di euro e una quota del 19,9% sul totale esportato, ma il valore delle esportazioni risulta in calo del 5,8% rispetto al 2023. Considerando i maggiori Paesi dell’area UE+EFTA+UK, il valore dell’export è in flessione anche rispetto ad Austria (-18,5%), Belgio (-12,7%), Svezia (-7,5%), Spagna (-6,7%) e Paesi Bassi (-5,5%).
 
Fuori dall’UE, il Regno Unito – verso il quale le esportazioni crescono del 6,4% – mantiene il primato per saldo positivo della bilancia commerciale (poco più di 1 miliardo di Euro), mentre si registrano cali nell’export di componenti verso Stati Uniti (-15,4%), Giappone (-10,5%), India (-13,8%), Corea del Sud (-27,9%), Canada (-16,5%), Turchia (-13,7%) e Cina (-11,5%).

La componentistica automotive italiana ha vissuto un 2024 complesso, segnato dal significativo calo della produzione di autoveicoli sia a livello europeo, sia nazionale. Questa contrazione ha reso più difficile per i fornitori sostenere i costi fissi, aggravando ulteriormente la loro situazione economica già minata da una fase di forte instabilità del commercio internazionale.
 
Si tratta di criticità rimaste tali anche nel 2025, con un mercato in sofferenza e livelli di produzione ancora bassi per l’industria automotive europea e italiana. Il contesto in cui le imprese si muovono, inoltre, è segnato dall’incertezza sugli sviluppi della transizione verso la decarbonizzazione della mobilità – si attendono gli esiti della revisione del Regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri prevista per i prossimi mesi, che speriamo vada nella direzione del pragmatismo di un approccio tecnologicamente neutrale verso il traguardo delle emissioni zero – che mette in difficoltà soprattutto le imprese specializzate nella componentistica per motori endotermici, chiamate a ripensare i propri modelli di business e strategie industriali per
orientare gli investimenti.
 
Ripercussioni negative si attendono anche a seguito dell’introduzione dei nuovi dazi USA, considerando che l’Italia esporta negli Stati Uniti veicoli e componenti per un valore di oltre 4,5 miliardi.
In un simile scenario, è più che mai necessario definire rapidamente un piano di politica industriale che preveda misure mirate a sostegno delle imprese, dal contenimento dei costi energetici, alla semplificazione delle procedure di accesso ai finanziamenti per
attività di ricerca e sviluppo.
Foto da ufficio stampa ANFIA

Auto e nodi da sciogliere: si spera nel pragmatismo di Bruxelles

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 I dati di agosto confermano un mercato auto italiano inerte (-2,7%), analogamente a quanto accade in Europa, penalizzato anche da un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese del 2024 (20 giorni contro 21).

Al di là del risultato di agosto, un mese dai volumi tradizionalmente ridotti, a due terzi dell’anno ci troviamo ancora in una fase di stallo, con livelli inferiori di oltre il 15% rispetto al periodo pre-Covid.

Questo anche a causa dell’incertezza del quadro regolamentare, che auspichiamo possa essere al più presto riformato in maniera pragmatica nei prossimi incontri della Commissione europea con i rappresentanti del settore, a partire da quello del 12 settembre prossimo.

Ci auguriamo, inoltre, che gli incentivi a sostegno delle auto elettriche possano favorire il rinnovo del nostro parco circolante, mettendo in luce come i veicoli di ultima generazione non rappresentino soltanto un mezzo indispensabile per oltre l’80% degli spostamenti quotidiani, ma siano in grado di offrire anche vantaggi significativi in termini di impatto ambientale, sicurezza e comfort di guida, con standard decisamente superiori rispetto al passato.
Foto da ufficio stampa ANFIA